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Dare Ring 21: L'orgia finale (parte prima)


di TheSecretStoryteller
31.10.2023    |    6.214    |    1 9.5
"Guardo Ilaria e il suo sguardo sembra così invitante..."
Mi prendo un momento per guardare gli altri. Ormai l’imbarazzo causato dalla nudità è finito da tempo e sono tutti molto sciolti. Ma soprattutto tra le persone si è formata quella complicità speciale, quella scioltezza nei modi, che sono tipiche solo delle persone che hanno avuto tra loro un intercorso sessuale. Si comportano proprio da coppiette: Marco con Monica, io con Francesca e anche, assurdamente, la seria Vanessa con quel coglione di Massimo. Il modo in cui ci tocchiamo, ci guardiamo e sorridiamo, tutto fa intuire quello che è successo e fa presagire la nascita di nuove relazioni. L’ultima persona su cui si concentra il mio sguardo è proprio la mia nuova compagna – anche se mi fa stranissimo chiamarla così – Francesca. Sta lì in piedi, col suo viso solare, ed è un po’ diversa da tutti, perché è ancora “vestita” con le cose che gli ho messo addosso prima: il choker-collare, le orecchie da cagnolina, e, soprattutto, il plug-cuore nel culo. C’è tutto, tranne la catenina che faceva da collare e, ovviamente, tranne le manette che le ho tolto appena si è alzata dal letto. Il dettaglio del plug è quello che mi stupisce di più: lo sta tenendo da un’ora ormai ed era piuttosto grande, più grande di quello che si è messo Ilaria prima, eppure lei non sembra si lamenti né ha voluto toglierselo. Forse le fa persino piacere avere quel segno di distinzione che la rende diversa da tutti noi.
Insomma, nella mia testa mi sono costruito l’immagine della nascita di nuove relazioni a seguito di quell’ora passata “da soli”, come se le coppiette nate per gioco in un’orgia siano destinate a durare anche successivamente. Su alcune – specie l’accoppiamento Vanessa-Massimo – ho qualche serio dubbio, ma sono convinto che, almeno per il momento, i giochi siano fatti e che, dopo aver condiviso per un’ora l’intimità del sesso con una persona, nessuno abbia più voglia di tornare alla fase precedente, in cui abbiamo fatto un po’ tutto con tutti a seconda di come ci ordinavano i bigliettini. Ma quella notte deve ancora finire di stupirmi e il colpo di scena più grosso deve ancora arrivare.
Siamo in piedi accanto al letto matrimoniale dei genitori di Ilaria e Ilaria stessa si stende nuda sul letto chiedendoci se siamo pronti. Ovviamente, non capiamo. A spiegarci è Giovanni, che è andato dall’altra parte del letto rispetto a dove ci troviamo noi. Lo fa con una voce tranquilla, quasi didascalica direi: «Abbiamo pensato a un gioco finale diviso in tre parti. La prima parte è semplice: tutti i maschi del gruppo devono scopare Ilaria. A turno, uno alla volta, per due minuti ciascuno.»
Prima che possiamo metabolizzare quell’informazione, Ilaria ci dice: «Questa è la mia festa di compleanno e voi siete gli invitati speciali a un festino erotico. I regali del compleanno me li avete fatti, ma adesso dovete farmi il regalo del festino e ognuno deve mettere la sua parte. Ritenetelo il biglietto da pagare per essere stati invitati qui. Sarei molto delusa se qualcuno di voi si rifiutasse.»
Non so neanche bene cosa pensare e la prima cosa che guardo è il volto di Francesca. Abbiamo appena finito di scopare e adesso mi si chiede di farlo con un’altra ragazza… davanti a lei per giunta. Questo è davvero troppo per un giovane amore, anche per un amore nato in un’orgia. Mi aspetto che Francesca sia scandalizzata come lo sono io e mi aspetto il suo sostegno nel ribellarci a quell’ingiunzione assurda. Ma Francesca non sembra affatto scandalizzata, né delusa, né rassegnata, né gelosa, né nessun’altra delle emozioni che uno si potrebbe aspettare in questa situazione paradossale. Anzi, continua a sorridere. E io continuo a non capire e quel disallineamento tra le mie aspettative – che ritengo pienamente ragionevoli – e la realtà mi dà così tanto fastidio che dico a Francesca: «Franci, tu non dici niente?» Spero che almeno questo la faccia risvegliare da quel sorriso. Francesca, senza smettere di sorridere, replica: «Tranquillo, divertiti con Ilaria» e, come per incoraggiarmi, mi dà una piccola pacca sul culo.
Ilaria osserva la scena e sorride maliziosa: «Davvero Tommy, non preoccuparti, noi ragazze abbiamo pensato a tutto.» Io mi chiedo se Francesca sia la stessa persona che ha fatto la gelosa quando ho sculacciato Paola e che ha chiesto a Ilaria di poter scopare solo con me durante il resto dell’orgia. Adesso, sembra che le parti si siano invertite: sono io quello geloso e lei sembra non interessarsi alla cosa. Questa totale mancanza di gelosia mi dà fastidio, perché la interpreto come una mancanza di sentimento nei miei confronti. Possibile che Francesca abbia cambiato idea e voglia solo divertirsi per una sera? Francesca mi si avvicina all’orecchio e mi dice: «Tommaso, io ti voglio bene. Non so come finirà questa cosa, ma non voglio perderti. Se ti permetto di fare una cosa del genere non è perché non me ne frega nulla. Io e Ilaria ci siamo messe d’accordo… poi capirai.» Questa confessione mi fa piacere e placa in parte i miei dubbi. Certo è ancora strano che Francesca mi confidi di volermi bene, visto che ci conosciamo poco, ma è ovvio che tutto quello che abbiamo fatto insieme e la situazione generale dell’orgia abbia forzato un poco i nostri sentimenti, costringendoli a correre. Guardo Ilaria e il suo sguardo sembra così invitante. Ammiro il suo corpo e quello sembra ancora più invitante. È un’orgia giusto? E allora divertiamoci. La mia attitudine cambia in un secondo e passo dall’essere il fidanzatino geloso al libertino sfrenato, un dualismo che si è mantenuto per tutta la serata. Ma mentre io sto vincendo i miei dubbi, il gioco va avanti.
Giovanni spiega: «Io e Ilaria abbiamo pensato a un’altra cosa per questo gioco finale, ovvero volevamo che fosse una sfida. I maschi saranno in competizione e saranno giudicati da Ilaria e messi in una classifica.» Stavolta la voce di Giovanni tradisce una grande eccitazione. Effettivamente, quest’idea di una gara rende, se possibile, tutto quel gioco ancora più interessante. «Tuttavia, vogliamo che la gara sia il più imparziale possibile. Per questo, Ilaria sarà bendata e noi andremo in ordine casuale. Così avrà solo le sensazioni fisiche per giudicare chi è il più bravo.» Hanno fatto proprio una bella pensata! Ogni idea con cui se ne escono attizza ancora di più la nostra voglia. «Tuttavia, per essere davvero imparziali non devo rendermi conto di chi mi sta scopando dalla voce» aggiunge Ilaria. «E vabbè, allora te scoperemo in silenzio!» esclama Massimo. «Beh, magari qualcuno può riuscirci, ma non sono affatto sicura che voi maialini siate tutti capaci di trattenere i grugniti mentre state inzuppando il biscotto.» «E allora come vuoi fare?» chiede Marco, con una leggera preoccupazione.
Giovanni fa un passo indietro e in quel momento mi accorgo di un dettaglio che mi era sfuggito. Vicino al muro opposto rispetto a quello dove ci troviamo noi, c’è un tavolo e il tavolo è coperto da un telo nero. Questo telo sembra coprire qualcosa di voluminoso perché ci sono sei protuberanze di forma grossomodo circolare. Certo, avrei potuto notarla prima una cosa del genere, ma del resto sono circondato da nove persone completamente nude quindi diciamo che c’era altro a cui guardare. Giovanni toglie il telo con un gesto rapido e scopriamo a cosa sono dovuti quei rigonfiamenti: sotto il telo ci sono sei palline di colore rosso o nero, ciascuna agganciata a dei lacci. Ci metto un secondo a capire di che si tratta: sono ball gag.
«Con quelle in bocca non dovreste riuscire a emettere suoni neanche quando venite. Ovviamente, mi affido al vostro buon senso, ma è una sicurezza ulteriore.» Io sento la mia erezione crescere e i miei dubbi farsi sempre più lontani. Per la prima volta in vita mia, farò sesso con Ilaria e lo farò indossando una ball gag. È un insieme di cose così eccitanti tutte insieme che il mio cuore e il mio cazzo stanno impazzendo. Gli altri maschi sembrano accogliere la notizia che sarà necessario indossare delle ball gag con lo stesso spirito entusiasta come ho fatto io. Marco tuttavia si toglie lo sfizio di chiedere: «Ma avevi sei ball gag a casa?» «Ne avevo una sola. Ho comprato le altre cinque proprio per questo gioco. E poi mi piace troppo vedere dei maschietti con quelle palline in bocca. Forza, indossatele.» La nostra voglia cresce troppo e ci avviciniamo tutti al tavolino dove si trovano le ball gag. Io ne prendo una di colore rosso e chiedo a Francesca di mettermela. «Tu dovresti sapere come si fa» le dico, riferendomi alla sua confessione di aver già provato cose a tema BDSM. «Sì sì, l’ho già indossata spesso e so anche come metterla ad altri» risponde lei, sorridente. «Apri la bocca. Per bene, spalancata…» Mentre sto con la bocca aperta, Francesca avvicina la ball gag alle mie labbra e poi me la caccia in bocca. Sento un sapore di plastica e una sensazione di ingombro. Pare più grande una volta indossata rispetto a come appare alla vista. «Resta fermo e tieni la bocca bene aperta.» Mi viene l’istinto di sputare quel corpo estraneo e mi è difficile trattenermi. È grande abbastanza che mi è impossibile chiudere la bocca e divento stranamente consapevole della posizione della mia lingua, che giudico piuttosto fastidiosa. Per fortuna, Francesca riesce ad agganciare le due estremità dietro la mia nuca prima che io vomiti la pallina e adesso sono costretto a convivere con quel corpo estraneo dentro la mia bocca. Francesca torna davanti e sembra incredibilmente soddisfatta del risultato ottenuto: «Sei proprio bello! Sembri un maialino!» Ha la vocina di quando ci si riferisce a delle cose cute, come se fossi un gattino. Non che essere paragonato a un maiale sia esattamente un complimento, ma del resto, non ho modo di protestare. Francesca mi chiede di provare a emettere dei versi ma io non sono affatto abituato a tenere la pallina in bocca e mi dà anche fastidio alla mascella quindi dalla mia bocca escono dei suoni flebili e subito soffocati. «Perfetto, così anche se godi come un porco non si sentirà niente. Comunque, prova a contenerti, mi raccomando.» Vorrei farle notare almeno tre cose: primo, la deve smettere di paragonarmi a un suino; secondo: non dovrebbe gioire del fatto che sto per godere con un’altra donna; terzo, questa dannata ball gag mi dà un fastidio cane e ho ancora l’istinto di sputarla. Ovviamente, non posso articolare nessuna di queste lamentele. «Sta tranquillo, dà fastidio i primi momenti ma poi ti ci abituerai. Arriverà il momento in cui non ti accorgerai nemmeno di indossarla.» Non sono molto convinto.
Marco passa da noi e chiede a Francesca di mettergli la ball gag, perché Monica non sa farlo. Francesca esegue. Io sono un po’ geloso che un altro maschio debba ricevere quel trattamento dalla mia ragazza, ma del resto, non posso esprimere neppure questa obiezione. Devo dire che il risultato finale su Marco è molto bello. Appariamo tutti come dei sottomessi, e questo non può che eccitarmi. Sento il mio cazzo, che era leggermente calato dopo la fine della scopata con Francesca, tornare durissimo. Adesso tutti noi ragazzi, Giovanni incluso, abbiamo una ball gag in bocca.
«Siete davvero molto belli!» commenta Ilaria, poi dice: «Ora mi affido a voi, ragazze. Dovete tenere il tempo e dire a ognuno di staccarsi dopo due minuti. Voi potete parlare, ma state attente a non fare nomi!» Non appena Ilaria finì di parlare, Giovanni prese una benda nera e gliela strinse attorno alla testa, coprendole gli occhi. Monica fece il classico “quante sono queste” e segnò il numero quattro con le dita. La risposta di Ilaria fu che non ne aveva idea e così fummo sicuri che non poteva vedere niente. Dopodiché Ilaria si mise a quattro zampe sul letto e disse che avremmo dovuto scoparla alla pecorina perché così il contatto fisico era minimizzato e c’erano ancora minori possibilità che lei potesse accorgersi di chi la stava fottendo in quel momento. L’ultima cosa che Ilaria disse fu di stare attenti che tutti indossassero il preservativo. Del resto, stava per farsi penetrare da quattro ragazzi e stavolta qualche cautela andava presa. Quando Ilaria tacque facemmo tutti silenzio. Si sentiva un’atmosfera assurda in giro: un misto di goliardia, stupore, sacralità e sesso. Monica disse a tutti di stare in silenzio totale e prese Marco per il polso e lo fece avvicinare ad Ilaria da dietro. Marco si inginocchiò sul letto dietro Ilaria, che nel frattempo aveva poggiato il busto sul lenzuolo e stava proprio a pecorina. Marco non ebbe alcun dubbio e inserì lentamente il cazzo nella fica di Ilaria. Fu una penetrazione facile e silenziosa: del resto, lui era durissimo e lei era fradicia. Poi, Marco mise le mani attorno alle cosce di Ilaria e iniziò ad andare avanti e indietro spingendosi con le gambe in modo da stantuffarla. Era una penetrazione lenta ma profonda e potevo contare ogni colpo vedendo il pene di Marco che entrava in profondità a poi si ritirava.
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