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Dare Ring 22: L'orgia finale (parte seconda)


di TheSecretStoryteller
11.12.2023    |    3.543    |    4 9.4
"Devo fare sesso con Ilaria e a incoraggiarmi è proprio la mia nuova ragazza..."
Mi sento un guardone. Ma non è una brutta sensazione. Stavolta non sembra esserci davvero niente di sbagliato e io mi sento con la coscienza pulita. È uno spettacolo e noi siamo qui per guardare. Tuttavia, mi fa un po’ strano, vedere questo porno dal vivo. Una sensazione di imbarazzo che, a questo punto, non saprei neppure spiegare bene. Il pene di Marco, questo bel ragazzo con gli addominali scolpiti, che penetra la fica di Ilaria. Le labbra della vagina che si aprono per far spazio all’asta rigida. È una scena umida, carnale e dolce. E anche silenziosa. Marco, del resto, non può grugnire perché ha una ball gag in bocca e perché gli è stato vietato di esprimersi in mugugni troppo riconoscibili. Quanto a Ilaria lei sì che può sfogarsi, ma lo fa con suoni lenti e profondi consoni al modo in cui Marco la sta scopando. Marco aumenta di poco il ritmo, ma la scopata resta lenta e amorevole. Eppure, questo non vuol dire che Ilaria stia godendo poco, tutt’altro: ogni volta che Marco porta a compimento una penetrazione, lei emette un grugnito di pura soddisfazione e profondo piacere. Con sapienza, mentre continua ad andare avanti, Marco la coccola sul culo e sulla schiena, portando le mani fino al collo. È una bella strategia: visto la stanchezza, che dopo ore di giochi si fa sentire, non ha puntato sulla velocità, ma sullo studiato vigore di ogni colpo. Per quasi tutto il tempo della loro scopata, il mio sguardo resta fisso sul pene di Marco che entra e si ritira in parte dalla vagina di Ilaria. Mi concentro così tanto che quasi decontestualizzo la scena che sto vedendo da tutto quello che le accade intorno, e a un certo punto mi sembra che la mia ammirazione sia quasi per l’efficiente meccanica in sé dell’atto, così sinuoso e soddisfacente, che non per il fatto che si tratti di una scena sessuale.
Tutt’altra storia è come Massimo tratta Ilaria. Quando Monica esclama il “cambio”, Marco ritira il suo attrezzo dalla fessura che lo stava accogliendo. Si vede nel suo sguardo la delusione per non poter andare avanti. Effettivamente, si stavano divertendo un mondo… Ora bisogna decidere chi tra i maschi deve andare, senza ovviamente fare ad alta voce il nome. Massimo prende la palla al balzo e fa un passo in avanti, avvicinandosi e Marco. Nonostante la sua espressione sia deformata dalla palla che tiene in bocca, si capisce benissimo che Massimo non è soddisfatto del modo in cui il suo rivale ha trattato il corpo di Ilaria. Se dovessi tradurlo il suo sguardo dice: “Ora ti spiego io come si trattano le troie”. E infatti, non appena si è messo in posizione, Massimo penetra violentemente Ilaria. Per via della benda non posso vedere lo sguardo della ragazza, ma dallo shock che le attraversa il corpo è chiaro che non si aspettava una tale irruenza. Massimo inizia ad andare avanti e indietro con il bacino a una velocità che non ritenevo possibile data la sua massa possente e poco flessibile. Nel frattempo, stringe forte il culo di Ilaria e gli tira anche delle pacche addosso. Non potrei dire cosa stia provando Ilaria, ma sembra un misto molto eccitante di piacere e dolore.
Mentre Massimo continua a sfondare Ilaria come un forsennato, il mio sguardo si muove rapidamente su quelli di Marco e Giovanni. Il primo sembra a disagio. Del resto, non siamo abituati a quello che è appena successo. Siamo abituati ad associare quel calore nel basso ventre e quel senso di profonda intimità nel cuore che si provano durante il sesso a un atto quasi sacro, che unisce indissolubilmente due persone. E adesso il corpo con cui Marco ha appena vissuto questa profonda unione (sia pure di fronte agli altri) è già impegnato con un’altra persona… proprio davanti ai suoi occhi. È dunque gelosia, quella che gli scorgo in viso? Giovanni, che pure di solito è così intellettuale e sensibile, sembra molto meno suscettibile a queste finezze e sta lì, nudo in piedi, a godersi la scena davanti a sé con un viso sereno. Anzi, è da un po’ che ha iniziato a masturbarsi delicatamente. Quando Massimo finisce la sua scopata, deve metterci un po’ a riprendere fiato. Sono passati appena due minuti, ma ci ha messo una tale enfasi che quasi si strozzava da solo. E quando si stacca da Ilaria, deve tirarsi indietro con tutto il corpo visto che era quasi riversato su di lei. L’improvvisa interruzione di quel trattamento violento è un trauma per entrambi: il cazzo di Massimo pulsa vistosamente e il ragazzo è alla ricerca di un rilascio. Ilaria sembra molto delusa che non ci sia nessuno dentro di lei in quel momento. Del resto, penso, deve essere molto brutto essere lasciati a metà dell’opera in quel modo. Giovanni deve andare subito a scoparla…penso in quel momento e alzo lo sguardo verso l’oggetto dei miei pensieri. Giovanni mi sta guardando a sua volta e la cosa mi dà un istintivo fastidio: perché non si sbriga?
Poi, sento una mano darmi una pacca leggera sul culo e mi volto. È Francesca. Stando attenta a non farsi sentire da Ilaria, mi sussurra all’orecchio: «Giovanni va per ultimo.» Guardo le ragazze dietro di lei: mi stanno fissando con ansioso fare d’incoraggiamento. È chiaro che è loro, questa decisione. Non posso sottrarmi. Ma in quel momento, sono rapito dal terrore. Il momento atteso fin da quando Ilaria mi aveva toccato per la prima volta durante i bigliettini, e per la prima volta avevo visto quello sguardo in lei, è giunto. Devo fare sesso con Ilaria e a incoraggiarmi è proprio la mia nuova ragazza. Anche lei vedrà. E il bello è che non c’è tempo di pensare e farsi passare tutti questi dubbi. Per un istante ho paura che l’ansia me lo ammosci. Qualche volta, le prime volte, mi era capitato. Ma c’è una parte di me che non sta nella pelle. Sono eccitato come mai in vita mia.

Intermezzo: la coscienza di Tommaso, la coscienza d’Ilaria

Tommaso si avvicina al letto. Ilaria è ancora lì ferma, sudata e grondate. È a pecora sul letto, tiene alto il culo e la vagina dove si mischiano vari umori e le indicibili passioni appena svolte.

Dolce Ilaria, ricordi l'amicizia,
il tempo antico, sì lieve e innocente?
Eri per me come una statua, allora,
eri una donna al di là della carne.

Tommaso si volta verso Ilaria, il pene in tiro verso la fessura stretta della vagina di lei. Il ragazzo guarda davanti a sé, come assorto, come se il bellissimo corpo sotto di lui non attirasse la sua attenzione.

Sembrava tutto serio e allegro tra noi:
per la meschinità del desiderio,
la voglia interessata e compiaciuta,
non c'era posto nel nostro legame.

Come farebbe un automa, Tommaso spinge il bacino in avanti e si tocca il pene per direzionarlo bene. Lo spinge tra le grandi labbra di Ilaria e la penetra rapidamente, facilitato com’è dall’abbondante umidità della ragazza.

Ed aver conosciuto il tuo corpo
è stato un sacrilegio, quasi, per me
che ha reso duro, pesante, e concreto
quello che viveva di leggerezza.

In quel momento, Tommaso avrebbe potuto giurare che non un pensiero sfiorò la sua mente. Non di amore, non di paura, non di desiderio, non di vergogna. Era davvero diventato una macchina. Si sentiva così. L’eccesso di sentimenti e preoccupazioni si era tramutato in lui in una calma paradossale, come quando si è tranquilli nel centro dell’uragano.


Se Marco era stato freddo e studiato, un calcolatore del sesso e Massimo era stato irruento e violento come un dominatore, la freddezza apparente di Tommaso fu la chiave del suo successo.

Se una cellula potesse parlare
in quel minuto avrebbero gridato
tutte, per il piacere che provavo:
ti ho riconosciuto allora, Tommaso.

Il suo corpo agiva da solo, e si curava da solo, con un amore del tutto fisico, della bestiola china davanti a lui, nella posa della sottomissione.

Tu mi hai poi detto che lì non pensavi
ti aveva prosciugato lo spirito
quell'attimo. Fosser tutti come te!
Invece li rapisce la loro ansia.

Quando scopano, gli uomini spesso si fanno prendere dalla paura di sbagliare o dall’autocompiacimento nel loro stesso piacere e nella loro bravura. Marco era così concentrato nel voler dare piacere, nell’essere sicuro che lei provasse piacere, che, anche se era stato bello, non le aveva fatto raggiungere l’apice. Viceversa, Massimo era così sicuro della propria bravura, che si era lasciato andare a un gesto violento e diretto come a volerla impressionare. Ma, per quanto le fosse piaciuto, l’aveva umiliata e le aveva provocato un certo dolore.

Grida il mio piacere, corpo mio
Grida l'amore che adesso ti scuote
perché mai avrei organizzato la festa
se non credessi all'amore totale?

E invece Tommaso, che pure sembrava così distratto, era in realtà quello più dentro alla situazione. Era concentrato solo su quello che stava facendo, senza che si frapponessero dubbi o pensieri. Non c’era più in lui l’egocentrismo del dominatore, né la paura del novellino, che pure lo avevano scosso durante tutta la festa.

L’AMORE VA E VIENE E SEMPRE CI TRASFIGURA
E DOPO PER LUI VENGONO DUBBI E CERTEZZE
MA QUANDO C’È LUI NON C’È NIENT’ALTRO

La notte del gioco
Ho osservato Giovanni scopare Ilaria senza invidia, senza gelosia, senza curiosità morbose. Ero troppo preso da quello che mi era appena successo e la mente tornava a quelle scene. Guardavo anche Francesca. Continuava con quel maledetto sorriso. Stavolta, vi leggevo della soddisfazione. Soddisfatta di come avevo scopato un’altra ragazza davanti a lei? Non un briciolo di gelosia. Mi metteva rabbia.
Sono ancora rapito da tutta la situazione, vengo scosso da una marea di corpi nudi che s’affrettano verso il letto. Monica, Claudia e Paola ci passano oltre all’apice dell’eccitazione. Vogliono sapere da Ilaria come è stato e, soprattutto, chi è stato il migliore. Monica si china sul letto e toglie la benda a Ilaria, mentre Giovanni è l’ultimo ragazzo a togliersi il preservativo. Ilaria si alza a fatica. Anche se sono stati solo otto minuti di sesso, ha avuto quattro cazzi dentro di lei in poco tempo e c’è da considerare tutto il pregresso. Eppure, ha la voce squillante e autoritaria come al solito: «Maschietti, in riga! C’è da fare una classifica importante.» Con spontanea naturalezza, noi ci affianchiamo l’uno all’altro. Ilaria dà ordine alle ragazze di toglierci le ball gag. Finalmente torno ad avere un aspetto decente e, soprattutto, a poter parlare, anche se mi ci vuole qualche secondo per riprendere la normale articolazione e mi sento la mascella indolenzita. Per mia fortuna adesso è Ilaria a parlare:
«Allora… mi ricordo distintamente di tutte e quattro le scopate. Beh, direi di non perdere altro tempo e iniziare subito la classifica. Iniziamo dal secondo…» Massimo si mette comicamente sull’attenti, come se stesse per ricevere una promozione da un alto ufficiale. Ilaria ovviamente se ne accorge e gli sorride, comunicandogli di essere felice di aver scoperto che si trattava di lui: «Siete stati tutti bravi. E tu sei stato il più focoso di tutti. Sapendo ora che sei tu, mi sarebbe piaciuto anche vederti. Hai scopato come un animale. Detto questo però devo anche ammettere che in quel momento, forse perché ero abituata dalla scopata precedente, volevo qualcosa di più “romantico”. E mi hai fatto anche un po’ male. Quindi direi che tra tutti sei il quarto.» A me fa anche un po’ strano che Ilaria recensisca così, con quel tono tranquillo, le scopate appena avvenute, come se stesse valutando dei prodotti e non delle intime sensazioni fisiche.
«Veniamo all’ultimo di voi. So che sei stato tu, Giovanni. Quello l’ho capito. Del resto, abbiamo appena scopato per un’ora intera, riconosco il tuo cazzo quando ce l’ho dentro, ormai.» Risatine imbarazzate e compiaciute provengono un po’ da tutti e Giovanni quasi diventa rosso. «Sei stato bravo, come al solito. Scopi con molta galanteria. Mi fai sentire una principessa.» In quel momento non posso trattenermi dal pensare a Giovanni vestito come un principe azzurro, ma con le brache calate mentre scopa e il pensiero mi fa ridere. «Però gli altri due sono stati più bravi ancora e quindi ti aggiudichi il bronzo.»
«Quanto al primo» anche Marco si mette in posa per far capire che era lui: «Sei stato molto molto bravo. Data la stanchezza fisica hai puntato sul far sentire ogni colpo e visto che hai un bel cazzo ti assicuro che si è sentito. Tu sì che sai come far godere una donna.» Subito lo sguardo di Ilaria si rivolge su di me. Il cuore inizia a battermi a mille: «Ma tu Tommaso… tu mi hai fatto godere come un riccio. Sei stato davvero davvero incredibile. L’avete visto tutti no? Ho quasi orgasmato ed ero stimolata da appena quattro minuti prima che iniziassi tu. Non mi aspettavo che scopassi così bene…» Senza dire altro Ilaria si avvicina a me e ci baciamo. È una pomiciata rapida e intensa. «Vedila come una ricompensa» mi dice poi, quando ci riprendiamo. Io mi sento in pace con il mondo, in quel momento, stretto tra le sue braccia. Poi Ilaria si stacca da me e annuncia: «Non crediate che il gioco finale si sia già concluso! Anzi, adesso viene una parte ancora più bella!» E io inizio a tremare di piacere e timore pensando a cosa possa essere più bello di quello che è appena avvenuto.





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