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HuCow and breeding: a nasty surprise


di Looking4QualitySex
06.03.2026    |    62    |    1 9.4
"“Sarà di Lady Isabel allora la mano che mi ha condotta su questo catafalco e sarà Mike lo sceneggiatore di questo gioco perverso” pensò mentre un dildo di notevoli dimensioni si faceva strada..."
“Troia, sabato ti passo a prendere alle 16.00. Fatti trovare pronta: tacchi, autoreggenti, camicetta bianca, minigonna, intimo accessibile e reggiseno a coppa scoperta entrambi neri". Così recitava il messaggio che Lei ricevette sul telefono giovedì sera dopo giorni di assoluto silenzio del suo amante. Un bip seguente le annunciò un’ulteriore istruzione: “niente alcolici da adesso a sabato. Ti voglio lucida e reattiva: nelle quattro ore precedenti il nostro incontro prenderai due caffè all’ora” dopo di che silenzio assoluto.
Lei ripensò all’ultimo incontro che avevano avuto insieme con una coppia e all’aver esagerato con il whisky che l’aveva resa sonnolenta: Lui se n’era accorto ed aveva probabilmente deciso che era ora di renderla intimamente puttana, in modo che abbracciasse lucidamente la sua natura senza aiuti e interferenze.
Sabato mattina un altro messaggio “ti passo a prendere sulla statale, dove ci sono le mignotte come te, vai!”.
Lei tremò al pensiero di farsi vedere in pubblico conciata da zoccola, ma Lui era il suo padrone e la paura di disobbedire fu più grande del suo amor proprio, così uscì di casa, vestita normalmente, con sotto l’abbigliamento richiesto e si diresse verso la zona indicata; posteggiò in modo che la macchina non si notasse, si spogliò del superfluo e si diresse verso il marciapiede. Lui, stronzo com’era, la fece attendere una buona mezz’ora, godendosi l’imbarazzo della ragazza che sobbalzava ad ogni fermata degli automobilisti.
Finalmente lei riconobbe la sua auto e quando si fermò salì pensando di essere finalmente salva, ma quanto si sbagliava!
“Sei un lago, troia” disse Lui infilandole un dito in figa e trovandola in effetti bagnata fradicia, “è bastato mostrarti e far arrapare quattro vecchi di merda per farti bagnare, oggi ci divertiremo” e le infilò uno di quei vibratori wireless che la fece sobbalzare; “non puoi venire, vedi di non farmi incazzare”.
La condusse al Prestige, poco prima di entrare le calò sul viso una benda di seta nera “ora non fiatare e seguimi docilmente”. Lei non lo sapeva, ma Lui aveva organizzato una bella festa con vecchi e nuovi amici.
La benda le acuiva i sensi, Lei cercava di intuire cosa ci fosse intorno a sé, ma sentiva solo il rumore dei suoi tacchi e gli strattoni di Lui; capì di essere stata fatta entrare in una stanza dal cambio della temperatura, Lui le sfilò la gonna e la camicetta, il flusso d’aria del condizionatore le investì la pelle nuda e i capezzoli si indurirono come chiodi, intanto il vibratore, ancora acceso dal viaggio, l’aveva fatta colare fino alle calze, si sentiva eccitata, ma fastidiosamente bagnata ed impotente. Una mano le sfiorò il sesso, ma non era la mano di Lui, ne era sicura, il tocco era troppo leggero, sentì l’ovetto abbandonare il suo corpo e si sentì immediatamente vuota. Quel tocco gentile le prese una mano per darle una direzione, ed in quel momento capì: era una mano di donna.
Lei era ancora bendata e non poteva vedere che la stanza scelta fosse la play-room, la croce e la panca di dominazione non aspettavano altro che il suo corpo e la sua mente per spezzarli entrambi. È proprio sulla panca che fu fatta salire, sentì una superficie dura sotto di sé e delle cinghie la bloccarono a pecora con il culo esposto, i seni pendevano verso il basso uscendo dal reggiseno aperto, quella mano di donna le infilò un dito, poi un altro ed un altro ancora in bocca, e Lei sentì il proprio sapore, stava già cominciando a spompinare quando, come si fa con i cavalli, un morso le fu posto in bocca e legato dietro la testa, non poteva serrare la mascella e la paura cominciò a farla sbavare.
Qualcosa di freddo e metallico strusciava sul suo sesso bagnato, in una spola tra figa e culo, “non il culo” pensò “non sono pronta”, ma un oggetto premuto inesorabilmente le allargò il buchetto e si fece strada dentro di lei, strappandole un rantolo; quel dannato affare non finiva più, lo sentiva entrare, ma almeno il buchetto non era più in tensione “un plug o un uncino” pensò, ed infatti era un uncino che le venne ancorato al morso che le teneva la bocca aperta, la catena di collegamento venne messa in tensione, costringendola a tenere alta la testa per non sventrarsi il culo.
“Cosa mi staranno facendo” pensò, “potrà anche bastare adesso”, ma qualcuno con la mente più perversa della sua e di quella di Lui messe assieme, aveva scritto il copione.
Il silenzio venne rotto da un rumore insolito, ma che aveva sentito di recente: un attuatore, l’aveva usato su di lei Mike la settimana prima facendola venire e spruzzare come una fontana, lei che non squirtava praticamente mai, aveva fatto un lago dopo meno di due minuti di utilizzo di quell’aggeggio. “Sarà di Lady Isabel allora la mano che mi ha condotta su questo catafalco e sarà Mike lo sceneggiatore di questo gioco perverso” pensò mentre un dildo di notevoli dimensioni si faceva strada nella sua intimità gocciolante. Ma le sorprese non erano finite e questa proprio non se l’aspettava, un nuovo suono riempì la stanza, come di schiocchi successivi, sottolineati da un costante rumore di aspirazione come la sonda del dentista; sempre quella mano delicata di donna la sgrillettò un po’ e con i suoi umori le gingillò le areole ed i capezzoli, prima di appoggiare delle cose come due provette su di essi, Lei non lo sapeva, ma era una mungitrice: era stata trasformata in una vacca umana (Human Cow).
“Adesso” disse la voce di Lui e la benda che aveva sul viso venne via; Lei si vide nello specchio di fronte e rabbrividì, non solo per come e dove fosse stata bloccata, ma anche per le tante persone che c’erano nella stanza: Lui, Lady Isabel, Mike, una decina di singoli e le coppie che avevano incontrato negli ultimi due anni. “Grazie amici per essere venuti numerosi alla festa che ho organizzato per Lei; tutti voi avete già avuto il piacere di usarla, ma oggi ve la offro in una versione nuova, non solo troia, ma vacca da monta e da latte” e subito accese l’ultima macchina che le era stata applicata, Lei sentì dolore prima ad un seno e poi all’altro, in una sequenza infinita che le riempiva la mente e la faceva sbavare in un miscuglio di dolore e di vergogna. In ultimo venne acceso anche l’attuatore e i colpi ritmici del dildo le invasero la figa facendola presto arrivare al limite.
“Le vacche non sono fatte per godere” disse Lui spegnendo la fucking-machine e lasciandola frustrata e sempre più focalizzata sul dolore alle tette, “la figa e la bocca della vacca sono a vostra disposizione, non preoccupatevi, non morde" - risata sadica - "le è stato applicato un morso da dentista per tenerle la fogna spalancata, potete usarla e venirle dove vorrete, la puttana prende la pillola e non ci sono rischi che ci scodelli un bastardo”.
Lei si trovò presto attorniata di cazzi turgidi, si alternavano a scoparle la bocca come se fosse una figa e la figa come se fosse una galleria, lei godeva e rantolava quando le venivano in bocca, la figa colava dei suoi umori e della sborra dei cazzi che si svuotavano dentro di lei; presto ne perse il conto e così come perse la consapevolezza del passare del tempo: non era più una persona, ma una bambola sessuale da usare passivamente ed i suoi buchi venivano riempiti a ripetizione. Alla fine fu fatta scendere e le gambe le mancarono, le si avvicinò Isabel complimentandosi “hai soddisfatto tutti i cazzi che ti si sono presentati, complimenti puttana, hai preso una quindicina di sborrate, quattro in bocca e le altre in figa; ora puoi scegliere se andare a casa così sporca e appiccicosa indossando questa” mostrandole una cintura di castità “o essere ripulita e magari godere ancora un po’”. La scelta non era poi così difficile, per quanto fosse entrata in modalità zoccola sapeva di non poter tornare a casa in quello stato e non era sicura che le sarebbe stata consegnata la chiave, decise quindi per la seconda opzione e Mike la fece sdraiare sul letto e con gentili tocchi di lingua, le ripulì il sesso, ormai aperto come una caverna, e gustò tutto ciò che uscì da lei, finalmente lei si abbandonò ad un orgasmo pieno che le fece inarcare la schiena ed urlare di liberazione.
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