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Troia per il mio uomo


di Signoraelenatrav
19.12.2025    |    442    |    7 9.6
"Calze, tacchi e reggicalze erano ancora al loro posto, tutto era molto eccitante e Gianni mi guardava meravigliato e compiaciuto..."
Ci eravamo conosciuti tramite un annuncio, volle incontrarmi a tutti i costi.Difficilmente incontro uomini soli, non mi eccita...
Incontro piacevole, un signore colto, elegante, un gentiluomo. Parliamo un po' di noi e ci confessiamo alcune fantasie, ma sempre scherzando maliziosamente...
Da questo gioco erotico qualcosa scattò tra noi, forse il desiderio di provare sul serio alcune di quelle fantasie...
Passati alcuni giorni e qualche settimana, continuavo a ricevere suoi messaggi, sempre più frequenti ed intraprendenti...
Mi facevano pensare di potermi fidare di lui, aveva fantasie che mi piacevano...mi facevano sentire protetta e Signora, provocante, elegante, sgualdrina, troia...Puttana...
Stava toccando le corde giuste, le mie corde, quelle inconfessabili, che voglio dedicare al mio uomo, colui che potrà disporre di me, come vuole, dove vuole e ..con chi vuole...Usata per soddisfare le sue fantasie, qualsiasi esse siano...
Decido di provarci, mi chiede di incontrarci, accetto e sento pulsare forte il cuore...
Viene a prendermi, scendo con i miei immancabili sandali neri con tacchi alti, calze in nylon nere, reggicalze, vestitino al ginocchio nero con collarino, braccia e spalle scoperte. È ottobre e basta uno spolverino come soprabito, capelli sulle spalle, rosso castano.Trucco leggero, mascara, e rossetto rosso intenso esaltato da contorno labbra più scuro.Lo smalto bianco perla per non rischiare di esagerare, nel caso mi portasse in locali, bar o ristoranti. È così che mi preparo, non sapendo cosa mi aspetti...
Ho deciso di dargli fiducia, e sono pronta a fare tutto ciò che mi chiederà...In macchina per tutto il percorso non ha spiccicato parola, e la tensione sale. Strani pensieri, paure, dubbi sulla scelta forse avventata...
Ci fermiamo a fare benzina su una strada provinciale, sembra gli piaccia mostrarmi al benzinaio attempato che accenna un sorrisetto guardando le mie gambe accavallate, con calze e reggicalze in mostra. La mano destra di Gianni (il mio uomo) mi accarezza tra le gambe invitandomi ad aprirle ed alzare il piede destro sul cruscotto. Io eseguo, un po' impaurita e un po' compiaciuta. Tacco e cosce in visione al compiaciuto benzinaio...
Mille pensieri mi pervadono la testa, forse mi chiederà un pompino per dare spettacolo al vecchio lavoratore?
Forse mi dirà di andare alle toilettes per provocarlo o invitandolo...?
Niente di tutto questo...Ripartiamo.
L'erotismo cresce...
Altri 10 minuti di macchina, arriviamo ad un parcheggio, è un albergo di provincia, zona poco illuminata, sulla strada abbiamo incrociato qualche lucciola, certamente non è un hotel di gran classe...
Frequentato da coppie fugaci, ogni tanto qualche prostituta che porta il suo cliente, ma la maggior parte dei clienti sono extracomunitari che lavorano nei campi e come muratori.
Usciamo dall'auto e ci avviamo verso la reception, è una specie di villaggio con hotel e villette dove abitano insieme gruppi di uomini, pochissime donne e qualche bimbo.
Cammino con la mia pochette lungo un interminabile parcheggio..., sui tacchi, con vergogna e con immensa eccitazione...
Gianni si accorge che tutti gli occhi sono puntati su di me, piccoli gruppi di extracomunitari, neri soprattutto, mi guardano, fanno tra loro battutine e sorridono sornioni...
Il mio uomo mi toglie l'impermeabile dalle spalle, vuole che tutti guardino la sua Troia...
Un po' di imbarazzo, ma in fondo è questo che voglio, sentirmi desiderata e provocare sensualmente.
Mi sentivo desiderata e come una puttana che porta il suo cliente in hotel, il vestitino ondeggiava lasciando intravedere la balza delle calze, ed il porco di Gianni mi alzava il vestitino da dietro per mostrare il mio culo a quegli uomini...
"Che depravato" pensai, ma era quello che in fondo volevo...
Saliamo dei gradini divertiti ed entriamo nella hall dell'alberghetto.
Il portiere dell'albergo ci accoglie con un sorriso e ci consegna subito una chiave. Anche lì c'erano due gruppetti di neri che giocavano a carte e chiacchieravano, ma anche una coppia sulla quarantina che attendeva l' ascensore. Si incrociano gli sguardi, sembrano attratti da noi, ma ci salutiamo con un sorriso uscendo dall' ascensore e cercando le rispettive camere. Anche se da Trav, sono convinta che mi avrebbero scopata tutti, forse anche la signora... La mia autostima comincia a crescere...
Ancora non so cosa ha in mente, ma vedere tutti quei neri mi ha intrigato molto, forse stavo fantasticando troppo, e mi sentivo al sicuro con il mio Gianni.
I miei dubbi man mano svanivano e pensai che nelle nostre confessioni avevo accennato a fantasie ambientate in bar e strade frequentate da neri africani...
Il tutto non mi sembrava più tanto casuale, ma voluto scientemente da Gianni. Forse mi voleva testare e mettere alla prova.
In camera non mi dice ancora nulla, mi osserva con desiderio ed ironia.
Sentiamo bussare alla porta ed arrivano bollicine e frutta per noi, il portiere tuttofare sapeva già cosa portare...Mi guarda...
"Non ho spiccioli scusami" rivolgendosi al ragazzo, "Ci può pensare la mia Signora se è di suo gradimento... Chieda pure ciò che desidera..." Così Gianni invita il portiere di albergo ad avvicinarmi.
Mi ero appena seduta su una poltrona, e pregustavo le fresche bollicine. Il ragazzo è rumeno, robusto, forse troppo, in giacca e cravatta, un po' sudaticcio. Esitante ma incoraggiato dallo sguardo di Gianni mi tocca il ginocchio, poi le mani scivolano lungo la coscia. Gianni con tono deciso mi urla quasi: "apri quelle gambe, cosa aspetti!!?? Dai la ricompensa al signore !!".
Il ragazzo mi accarezza la testa e si sistema davanti la mia bocca, l'invito è chiaro...Gli apro la patta dei pantaloni guardando Gianni, e comincio a leccare, lentamente.
Era molto eccitato ed aveva un bel cazzo lungo ma non tanto largo. Me lo spinge fino alla gola, non mi dà la possibilità di gustarlo come piace a me, sta per venire e dice che vuole svuotarlo in bocca; lo lascio fare...
Porca miseria quanta sborra...!!
Mi ha riempito la bocca...
Gianni mi porge un bicchiere, dice di sputare lì dentro, e di non lavarmi.
Il ragazzo richiude il pantalone e va via di corsa ringraziando, ripulito perfettamente dalla mia lingua...
Adesso dovevo dedicarmi al mio uomo...
Mentre stavo per gattonare sul letto con il culo all'insù e una goccia di sperma che mi bagnava ancora il mento, altro imperativo: "Alzati e prendi quella sedia!!
"Non capisco ma eseguo.
"Mettila lì nel corridoio, tra camera e bagno"
"Ed ora apri la porta, ma non tutta, lasciala socchiusa e siediti!!"
A quanto pare non era finito il gioco...
In fondo l' idea che avesse altro in mente mi piaceva, non era finito tutto lì con il pompino al ragazzo del motel...
Lascia un lume acceso alle mie spalle, poi di nuovo il silenzio. Si resta alcuni minuti in attesa, un silenzio interrotto solo da qualche frase di Gianni, che mi apostrofava come la "Signora puttana", "la svuota palle"...
Si sentono alcune voci sul pianerottolo, dallo specchio vedo due neri africani che stavano tornando nelle loro camere.
Una vampata di calore mi investe impetuosamente, l' emozione mista ad imbarazzo mi fa tremare, sento dei brividi di eccitazione dalla testa ai piedi.
La voglia di chiudere la porta c'è, ma è niente confronto al pensiero di avere in bocca due cazzi sbrodolanti neri...
La Signora raffinata e troia prende il sopravvento, con la punta della scarpa apro ancora un pochino la porta per mostrarmi ai due passanti.
Seduta, gambe larghe ad angolo retto, mani sulle ginocchia che si allargano e chiudono lentamente...
I miei occhi cercavano quelli dei due uomini di colore, fermati nel corridoio a godersi la scena.
Ma non entrano, restano lì impalati; mi alzo ed appoggio un ginocchio sulla sedia, mi accarezzo il fianco alzandomi un po' il vestitino...
L' invito era ormai chiaro... e i due si avvicinano alla porta, un po' timorosi.
Gli rivolgo le spalle mostrando il culo e guardo Gianni seduto in poltrona in camera che si sta godendo la scena.
Prontamente fa un sorriso consenziente ai due neri che capiscono così le nostre intenzioni...
Entrano, gli dò il benvenuto con un sorriso, li accarezzo sull'addome scendendo alle cerniere dei pantaloni, senza dire una parola.Vado verso la maniglia della porta per accompagnarla alla chiusura, quando sento il mio Gianni dire con voce ferma: "Lasciala aperta!! E dai il benvenuto ai signori! Fai vedere quanto sei troia...!!"
E comincia il bellissimo gioco...
Un po' vergognata, capisco e faccio un passo indietro, Gianni vuole che faccia tutto con la porta aperta...
Eseguo, e devo dire con piacere...
Mi eccita tanto la sfida e mi abbandono totalmente; lentamente mi inginocchio all' ingresso della camera, accarezzo e tiro fuori i due membri neri, con la porta che ho spalancato completamente.
Comincio a spompinare i due neri, mmhhhh...
Un odore forte, cazzi con riccioli duri, lecco palle e cazzo con una tale avidità...
Continuo a leccare, uno dei due aveva un forte odore di sudore e una birra tra le mani; non regge e subito mi spruzza sulle labbra la sua sborra, mmmh...
Il suo amico se lo menava, era grosso con un glande largo a fungo.
Lo voglio tutto in bocca pensavo...
Lecco senza sosta, con lo sperma del primo che mi colava, ed ogni tanto guardavo nello specchio sperando che passasse qualche altra persona a godersi la scena...
Mi sento prendere sotto il braccio per farmi alzare...Mi portano sul letto toccando il culo, mi mettono a pecorina alzandomi il vestitino sulla schiena.
La grande cappella si è eccitata, ed ha un cazzo bello e grosso, vuole inculare...
Mi bagno il buco con la saliva, e metto un po' di gel che avevo nella borsetta.
Prima con le mie dita, poi quelle del nero voglioso, mi addolcisco un poco l' ingresso, timorosa.
Comincia ad infilarlo, prima con dolcezza, poi ad un ritmo regolare.
Mi fa un po' male, solo dopo 3 minuti della grande cappella che mi sento strofinare dentro il culo, sento un po' di piacere...
Gianni mi guarda impassibile mentre mi sbatte da dietro...
L' altro africano me lo sta mettendo in bocca, mi piace, mi piace tanto...
Passano dieci minuti ed i due africani si alternano ad infilarlo in bocca e nel mio culo ormai largo e voglioso.
Nel frattempo mi accorgo nella penombra che ci sono altri piedi che si avvicinano al letto. Sento voci straniere sussurrare, ne erano almeno 3.
Una vampata di calore mi sale fino alla testa.
Mai sentita così puttana in vita mia... già sapevo che sarei stata di tutti...
Ne approfitto per cambiare posizione e mi siedo sul letto per dare il benvenuto a questi altri tre porci neri già con i cazzi umidi tra le mani.
Mi abbasso in ginocchio e spompino altri tre bellissimi cazzoni africani, mmmh... Gianni mi guarda dalla poltrona, uno aveva appena urinato, si sentiva...Altri due non erano proprio profumati, ma li leccavo senza pensarci. Anzi, mi piaceva...
Mi sentivo sporca, troia e puttana, e nello stesso tempo felice di dare soddisfazione a degli africani con una vita colma di enormi sacrifici.
Ormai sono tutti abbastanza duri e vogliosi di sbatterlo nel culo.
Mi alzano sul letto con le spalle sul materasso, mi avvicinano al bordo del letto con il sedere mentre due mi tengono le cosce alte.
Calze, tacchi e reggicalze erano ancora al loro posto, tutto era molto eccitante e Gianni mi guardava meravigliato e compiaciuto...
Forse non immaginava fossi così puttana...
Cominciano a turno ad incularmi, uno, due, tre, poi mi riempivano la bocca con le loro cappelle di cioccolato, odorose.
Ogni tanto qualcuno mi sborrava sul viso ed in bocca, ormai il culo accoglieva e desiderava ancora di essere riempito, sborrano tutti...
Anche Gianni che mi disse di bere tutto, si alza e mi scarica in bocca tutta la sua eccitazione...
Poi l' indimenticabile: mi girano a pecorina e vedo un nero sotto di me...Se ne aggiunge un altro di dietro e sento questi selvaggi riuscire ad infilarmi due cazzi nel culo...
Mai goduto così tanto...
Mi sentivo così troia che volli portare tutti nel bagno, ed entrata nella grande doccia ancora vestita con reggicalze e tacchi mi misi in ginocchio.
In silenzio e guardando tutti dal basso, l' invito era chiaro... aspettai che tutti mi urinassero addosso...
Fu l' unica iniziativa che presi non seguendo gli ordini del mio Padrone Gianni, che apprezzò con occhi eccitati.
Il mio battesimo l'ho avuto, ed ora sono sempre più dipendente dal mio Gianni...
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