orge
La Personal Trainer
Lucienk
18.05.2026 |
2.003 |
3
"Il Palo nel Culo e il Ritorno alla Carica
Marco si siede sul divano per riprendere fiato, asciugandosi il sudore dalla fronte ma con il membro ancora turgido e sporco, pronto per un altro..."
La Scommessa della PalestraElena, la personal trainer e responsabile della chiusura, sta sistemando gli ultimi manubri sul rack. In sala sono rimasti solo quattro clienti abituali, ognuno concentrato sulle ultime ripetizioni: Marco, l'imprenditore sempre teso; Leo, il ragazzo giovane con le cuffie; Vanni, un uomo maturo e dall'aria atletica; e Sasha, un ragazzo imponente che lavora nella sicurezza.
Il silenzio viene bruscamente spezzato da un rumore metallico, sordo e pesante: il fragore della serranda automatica dell'ingresso principale che si abbassa di colpo, sigillando la vetrata. Elena cammina spedita verso la porta di servizio per uscire, stringendo il suo badge. I quattro uomini la seguono a ruota. Il display del tastierino numerico è morto.
«Siamo bloccati di nuovo», dice Elena. «È già successo settimana scorsa, sono rimasta bloccata da sola qui dentro».
Sasha si avvicina alla serranda, provando a spingere verso l'alto, ma la struttura non si muove di un millimetro: il magnete di sicurezza è scattato.
«Passeremo la notte qui», dice Elena. «Lasciate perdere i cellulari, qui sotto non prendono».
Leo recupera delle barrette proteiche e delle bevande dal frigo per smorzare l'attesa. Elena si siede sulla poltrona della reception, sospirando con un sorriso ironico: «Ero pronta per un aperitivo con Paolo. L’ho conosciuto ieri sera, un bel tipo, molto galante... e ora guarda dove sono. Bloccata in una palestra con quattro muscolosi e barrette proteiche come cena».
C’è un momento di pausa, finché Vanni, con il suo tono pacato e sornione, non rompe gli indugi. «Beh, Elena... guardando il lato positivo, stanotte ne hai quattro a disposizione, meglio di uno solo, no?»
La battuta cade nel gruppo come una scintilla ed esplodono tutti in una risata di gusto. Elena si copre il viso con le mani, ridendo. «Vanni, sei tremendo!»
Si sistema meglio sul divanetto, sentendo gli occhi di tutti e quattro puntati su di sé in modo diverso. «Allora, ho capito che stanotte mi chiudo in ufficio perché voi avete brutte intenzioni!» dice con un sorriso di chi sa di avere il controllo della situazione.
«Ufficio? No, no, vietato isolarsi!» ribatte Sasha ridendo.
«E poi, scusami,» interviene Marco. «"Brutte intenzioni"? Siamo quattro gentiluomini bloccati. Al massimo le nostre intenzioni sono quelle di svaligiare il distributore automatico di caffè».
Leo rincara la dose: «Esatto, e comunque l'ufficio ha le pareti di vetro, Elena. Saresti comunque sotto sorveglianza speciale».
Elena si rannicchia sul divanetto, stringendo le gonne al petto. Lo sguardo le si fa provocatorio. «Ma voi credete che io non riuscirei a tenervi testa a tutti e quattro? Scommetto che gettereste la spugna voi prima che io possa dire basta».
Un coro di incitamenti divertiti accoglie la provocazione. Lo spirito di competizione dei quattro uomini si accende all'istante.
Sasha si alza in piedi per primo, togliendosi la felpa leggera. «A costo di morire d'infarto? Elena, adesso la faccenda si fa seria».
«Sottoscrivo», dice Marco, balzando in piedi anche lui. «La resistenza è il mio mestiere. Ragazzi, qui è in gioco l'onore della categoria».
Leo si mette a ridere, sfilandosi le scarpe. «Io sono il più giovane, se mollo per primo non posso più rimettere piede in questa palestra. Elena, non ti diremo che ci hai distrutti nemmeno se ci tremano le gambe».
Vanni si alza con calma, guardando Elena dritto negli occhi con aria di sfida. «Bene. La linea sulla sabbia è tracciata. Quattro contro una. Vediamo chi ha più fiato, più resistenza e chi, alla fine, dovrà implorare pietà».
Elena li guarda, i quattro uomini schierati davanti a lei, tutti col sorriso sulle labbra ma con lo sguardo acceso da quella sfida improvvisata nel cuore. Con un gesto fluido ed audace, decide di azzerare completamente le distanze e far saltare ogni schema. Si sfila la canotta e i leggings, restando completamente nuda sotto i riflessi soffusi e verdi delle luci d'emergenza della sala.
Il silenzio cala di colpo nella stanza. Gli sguardi di Marco, Leo, Vanni e Sasha si fanno intensi, catturati dalla sicurezza e dalla tonicità del suo corpo da atleta. Elena fa un passo avanti, fiera e provocatoria, e spezza il fiato della stanza indicando se stessa: «Beh? Che cosa aspettate? Vi arrendete ancora prima di cominciare?»
«Arrenderci? Nemmeno per sogno. Vi avverto, lei è molto esigente», ribatte Elena, indicando con un ditalino la sua figa, già lucida e umida.
La Sfida di Carne
Sasha non se lo fa ripetere. Sgancia i pantaloni della tuta con un movimento secco e si libera degli indumenti insieme agli altri. In pochi istanti, i quattro uomini rimangono completamente nudi sotto le luci d'emergenza. I corpi sono tesi, l'eccitazione evidente e amplificata dalla provocazione. Sasha mostra un'erezione imponente, venosa e scurissima che testimonia tutta la sua stazza da uomo della sicurezza.
«Uff... mmm... sei tu che hai voluto giocare, cagna. Adesso vediamo quanto resisti sul serio a quattro cazzi duri», ringhia Sasha con voce profonda e impastata.
Elena si stende sul divanetto della reception, appoggiando la schiena contro i cuscini e spalancando le gambe al massimo, offrendo la sua intimità bagnata agli sguardi famelici dei quattro. «Meno parole e più fatti, porci. Chi inizia a dimostrarmi quanto vale lì sotto?»
Vanni si avvicina per primo. Si mette in ginocchio tra le sue cosce, afferrandole per le natiche sode per spalancarle. Con un sospiro profondo, affonda la faccia direttamente in mezzo alle sue labbra carnose, già calde e turgide. La sua lingua comincia a lavorare con colpi lunghi, feroci e decisi, risalendo lungo la fessura inzuppata fino a schiacciare e premere sulla punta del clitoride. Vanni usa le dita per allargare le pieghe della carne, mentre con le labbra fa ventosa e sigilla la vulva, succhiandola con forza animale. Il rumore viscido e osceno della sua bocca e delle sue leccate ritmiche, cariche di bava, riempie il silenzio della reception. «Slurp... mmm... che sapore di troia che hai, Elena... gnam... sei già allagata...»
Elena inarca violentemente la schiena, affondando le mani tra i capelli grigi di Vanni per spingerlo ancora più a fondo contro la propria carne. «Ahhh... sì, Vanni... dio mio, leccami così... mmm cazzo... succhiami quella ciccia... più forte, fammi godere brutto maiale, ahh!»
Nel frattempo, Marco e Leo si posizionano ai lati del suo viso, torreggiando sopra di lei con i loro membri rigidi e pulsanti. Marco le pianta l'asta venosa e calda direttamente contro le labbra. Elena non se lo fa ripetere: apre la bocca al massimo e accoglie la cappella di Marco, facendola scivolare in gola. Inizia a fargli un pompino profondo, violento, stringendo le labbra attorno alla base del cazzo e muovendo la testa avanti e indietro con un ritmo febbrile e bagnato, producendo un rumore continuo di risucchi e bava che cola.
«Ohhh cazzo... sì, così... succhialo tutto, troia... mmm...», ansima Marco, stringendole i capelli. Con la mano sinistra, libera dal divano, Elena afferra contemporaneamente l'uccello duro di Leo; lo stringe con il palmo caldo e inizia a muovere le dita su e giù con forza, lubrificando l'asta del ragazzo con i suoi stessi succhi, per poi alternarsi: sfila la bocca da Marco per avvolgere interamente il cazzo di Leo. «Uff... sì... dio, che gola calda che hai, Elena... spingi, gnam, prendilo tutto!», geme Leo fuori di sé, mentre lei lo succhia fino alla base, leccandogli i testicoli e risalendo con la punta della lingua lungo tutta la venatura fino alla cappella lucida di liquido pre-eiaculatorio.
Sasha rimane in piedi sopra di loro mentre si sega furiosamente, godendosi lo spettacolo del corpo di Elena totalmente occupato, umiliato e sottomesso alla bramosia del gruppo, mentre si accarezza la verga massiccia che pulsa vicina al massimo della durezza, gocciolando sul pavimento.
«Ragazzi, scostatevi, che questa cagna vuole il cazzo vero ora, la sento che stringe a vuoto», ordina Sasha dopo qualche minuto. Vanni si stacca con la faccia completamente bagnata e lucida dei fluidi della ragazza, lasciando la vulva di Elena gonfia, spalancata, arrossata e grondante di umori e bava.
Sasha si posiziona immediatamente, afferra le gambe di Elena e le tira su, spingendole quasi contro il suo petto per aprirla completamente. Con un affondo secco, violento e profondo, senza pietà, le pianta il cazzo enorme dentro la figa.
«Ahaaa! Dio mio, Sasha! Sei enorme... mmm... mi spacchi in due! Mi sfondi!», urla Elena, stringendo le dita sul tessuto del divano, gli occhi sgranati e ribaltati per l'intensità dell'impatto.
«Stai zitta, troia! Prendi tutto questo cazzo nero!», ringhia Sasha, e inizia a colpire con un ritmo brutale, animalesco e cadenzato. Il rumore sordo dei suoi testicoli pesanti che sbattono contro i glutei sodi della ragazza riempie la sala come degli schiaffi. Elena asseconda i colpi con il bacino, ma la dimensione di Sasha la sta portando al limite rapidamente. Le grida di lussuria si trasformano presto in ansimi spezzati, grugniti e bava. Sente l'onda montare, travolgente. «Sasha... aspetta... oddio, mmm, sto venendo! Non fermarti, cazzo, sfondami! Spingi!».
L'uomo della sicurezza aumenta la frequenza, affondando violentemente fino alla radice. «Ohhh sì... mmm... stringi, cagna, stringi!», urla Sasha. Elena inarca la schiena, i muscoli delle cosce si tendono allo spasimo e la sua figa si contrae disperatamente attorno al membro di Sasha in un primo orgasmo potente e improvviso, che le fa dondolare la testa sul divano mentre urla e spruzza il suo piacere.
Appena l'orgasmo si placa leggermente, Sasha si stacca lasciando un filo di bava, lasciandola tremante e aperta. Vanni non perde un istante. Sfruttando la lubrificazione abbondante, si infila dentro di lei con movimenti lunghi, lenti e calcolati, mirati a farla impazzire ancora.
«Mhmm... Vanni... così... sei un diavolo... Leo, dammelo in bocca, riempimi la gola...», sussurra Elena, la voce ormai completamente roca. La tecnica esperta di Vanni, unita alla sensibilità post-orgasmo, è micidiale. In pochi minuti, Elena sente un nuovo calore diffondersi dal basso ventre. Il ritmo di Vanni diventa una tortura deliziosa. «No... ancora no... ahhh, Vanni! Sto venendo di nuovo! È troppo... godo troppo, stronzo!». Esplode per la seconda volta, un orgasmo più lungo e profondo del primo, che la lascia completamente priva di forze, con le lacrime agli occhi e la figa che pulsa visibilmente.
Sentendo le contrazioni feroci della ragazza, Vanni decide di svuotarsi. «Mhmm... cazzo come stringe... mi strizzi l'uccello, vacca! Ti sborro tutta dentro! Ti riempio!», grida lui, accelerando i colpi finché non si irrigidisce con un grugnito animale, rilasciando il suo sperma caldo, viscido e denso in fondo alla vagina.
Leo, il più giovane, reclama subito il suo turno. Entra dentro di lei con la foga della sua età, spingendo come un forsennato nella sborra ancora calda di Vanni. «Guarda il ragazzino come ti ara, Elena! Dì che sono il più forte! Guarda come sussulti, cagna!», ansima Leo, spingendo col bacino.
«Sì... sì, Leo... ahhh... scopami forte, sfondami tutta! Levami il fiato!», riesce a malapena a gridare Elena, ormai esausta ma totalmente travolta dalla perversione. Tuttavia, la giovinezza e l'energia di Leo hanno un effetto inaspettato. La sua spinta ritmica riaccende una scintilla nel corpo della ragazza. Sente un terzo orgasmo, più cerebrale e nervoso, montare lentamente: una serie di contrazioni continue che la fanno sussultare ritmicamente sotto Leo, mentre il ragazzo si svuota dentro di lei con un grido di piacere puro: «Ahhh... cazzo, sborro... sborroooo!»
La Richiesta Anale e il Doppio Gioco
Tocca a Marco. L'imprenditore la afferra per i fianchi e la gira di spalle sul divano, mettendola a novanta gradi con il culo alto, spalancato e sporco di sborra e umori che colano lungo le cosce. Senza un briciolo di pietà, Marco punta il suo membro dritto contro la figa devastata e piena, spingendo fino in fondo con un colpo fluido che fa sobbalzare l'intero divano.
L'umiliazione della posizione, il piacere estremo e la vista del suo corpo riflesso negli specchi della palestra scatenano in Elena l'ultimo, definitivo crollo psicofisico. Spingendo la testa in avanti, mentre Marco la scopa brutalmente da dietro e Sasha le riempie la bocca con un pompino forzato, profondo e violento fino a farla tossire, Elena sente il controllo scivolare via. Un quarto orgasmo devastante la travolge. Trema violentemente, piangendo e ridendo allo stesso tempo, bagnando la pancia con schizzi continui di liquido, venendo da sola per la forza della situazione.
«Siii... sono la vostra troia... godo, godo! Sbattetemi!», urla Elena fuori di sé, con la voce strozzata. Ma la bramosia del branco è implacabile. Si stacca un momento dal membro di Sasha che le riempie la bocca, lasciando colare la bava lucida mista a umori. Con lo sguardo vitreo, urla sopra il rumore dei colpi di Marco: «No... non mi basta! Voglio di più... scopatemi anche il culo! Mi dovete sfondare il culo per farmi godere davvero, porci! Mettetelo nel culo!»
La richiesta accende la pura follia nel gruppo. Sasha fa un sorriso feroce, gli occhi sgranati. «Vuoi il cazzo nel culo, cagna? Ora ti accontento». Senza perdere un secondo, sputa un ammasso denso di saliva direttamente tra le chiappe sode di Elena, usando due dita per allargare e massaggiare lo sfintere teso e roseo della ragazza.
Sasha punta la cappella enorme contro l'apertura stretta e preme con decisione. Al primo impatto, Elena caccia un grido disperato, un misto di dolore acuto e lussuria violenta: «Ahiaaa! Dio mio... è enorme... mi strappi il culo! Spingi, cazzo, spingi tutto dentro, strappami!»
«Prendilo tutto, cagna! Mmmm... come stringe questo buco... uff!», ruggisce Sasha, mantenendo la pressione, solido e spietato, superando la resistenza dei muscoli con un affondo fluido che la riempie completamente. Elena esala un respiro profondo, inarcando la schiena allo spasimo, sentendosi letteralmente presa da due lati, bloccata in una morsa di carne calda.
Il ritmo diventa brutale, una vera violenza consensuale. Sasha la ara da dietro nel culo con colpi sordi e pesanti che fanno scricchiolare il divano, mentre Marco aumenta la foga davanti nella figa, coordinando i movimenti in una doppia penetrazione devastante e rumorosa. Lo schiocco della carne contro la carne è assordante.
«Mhmm... sì... così... usatemi come una cagna da stupro! Ho il culo aperto... godo da morire! Spingete insieme!», urla Elena con la faccia schiacciata contro i cuscini bagnati. La carne di Elena, sollecitata in ogni singolo millimetro, cede di schianto: la doppia pressione le provoca un quinto orgasmo, questa volta prettamente anale, così violento da farle mancare il fiato. Le pareti del suo culo si contraggono come una morsa d'acciaio attorno al cazzo di Sasha.
«Cazzo... mi stringe da matti... sborro! Ti sborro in culo, Elena! Ti sfondo le budella!», urla Sasha, irrigidendosi e scaricando ondate di sperma bollente dritto nel suo intestino. Marco si svuota contemporaneamente dentro la figa con un grugnito prolungato: «Ahhh... cazzo, sììì!», mentre Leo e Vanni si segnano e vengono in una pioggia calda sulla sua schiena e sul suo viso.
Il Palo nel Culo e il Ritorno alla Carica
Marco si siede sul divano per riprendere fiato, asciugandosi il sudore dalla fronte ma con il membro ancora turgido e sporco, pronto per un altro round. Elena, mossa da un'energia ninfomane e inarrestabile, si muove carponi verso di lui. Gli sale sopra, girandogli la schiena, sollevando il bacino per posizionarsi perfettamente. Con un movimento lento e deliberato, si abbassa, infilandosi quel palo dritto nel culo ancora dilatato e pieno della sborra di Sasha.
«Ahhhh... mmm... sì...», un gemito profondo le sfugge dalle labbra mentre si accascia leggermente all'indietro contro il petto di Marco, che le afferra i fianchi per stabilizzarla. «Dio, Elena... il tuo culo è una fornace... mmm... vai su e giù...», ansima Marco. Trovato il ritmo, Elena comincia a fare su e giù sul suo culo, sfruttando il peso del suo corpo, mentre con le mani si tiene le ginocchia per aprirsi ancora di più e mostrare la figa bagnata agli altri.
In quella posizione, rivolta verso il centro della stanza, offre la figa gonfia, bagnata e grondante sborra, insieme alla bocca e al petto, agli altri tre uomini rimasti in piedi davanti a lei. Con lo sguardo lucido e un sorriso provocatorio, Elena sfida Sasha, Vanni e Leo: «Dai... venite qui, mettetelo al caldo questo cazzo... Ve l'ho detto che sono una troia esigente! Chi ha ancora il coraggio di entrare in questa figa usata?»
La provocazione fa saltare gli ultimi indugi. I tre si accalcano davanti al divano, gementi e arrapati come bestie. Sasha si posiziona al centro, inginocchiandosi tra le sue gambe spalancate; punta la sua verga massiccia contro la figa già lucida di umori e sborra, e con un affondo secco si inserisce completamente, realizzando una nuova doppia penetrazione millimetrica.
«Ohhh cazzo! Sií! Mi riempite tutta di nuovo!», urla Elena inarcando la schiena, stringendo i denti per l'intensità del doppio riempimento. Nel frattempo, Vanni e Leo si piazzano ai lati del suo viso. Elena allunga le mani per afferrare i loro membri venosi, guidandone uno direttamente in gola per un pompino bagnatissimo e profondo, muovendo le labbra avanti e indietro fino alla base, producendo suoni soffocati di puro piacere, mentre usa le dita sull'altro con forza.
Sasha continua a spingere con vigore nella figa di Elena, assecondando il ritmo di Marco che da dietro la penetra nel culo senza sosta. «Prenditi tutto questo doppio carico, cagna!», ansima Sasha. Dopo qualche minuto di colpi intensi, Sasha si sfila lasciando un vuoto d'aria, lasciando la vulva di Elena pulsante. Vanni prende subito il suo posto, inginocchiandosi sul divano. Senza perdere un secondo, si infila profondo nella carne bagnata e slabbrata della ragazza. Elena inarca la schiena, gettando la testa all'indietro contro la spalla di Marco, e urla: «Sì... così... a turno, non fermatevi! Dai, continuate, sbattetemi ancora la figa, dai!»
Vanni accelera il passo, afferrandole le cosce toniche, mentre Leo si posiziona davanti al suo viso, offrendole il membro che Elena accoglie subito in bocca, risucchiando la cappella. Sentendo la spinta profonda e solida da dietro, Elena mugola contro il cazzo di Leo, poi si stacca un istante per ansimare forte a testa alta: «Mmm... Marco... ti sento che mi smuovi le budella nel culo... vai, continua! Spingi forte con quel palo!»
«Ti smonto il culo, Elena! Mmmm... cazzo come godi!», urla Marco, incitato dalle sue parole, stringendo la presa sui suoi fianchi e aumentando la violenza dei colpi dal basso. Vanni si sposta a sua volta, lasciando spazio a Leo, che si fionda dentro la figa con la foga della sua giovinezza, colpendo duro e facendo rumore di bagnato.
Elena gode continuamente, i muscoli delle sue gambe e dei glutei rimangono tesi e reattivi, e non dà il minimo cenno di sfinimento. Più il ritmo si fa serrato, più i suoi gemiti si trasformano in risate di pura sfida. Marco comincia ad ansimare vistosamente, mentre Leo e Sasha scambiano uno sguardo incredulo davanti a tanta energia ninfomane.
«Ve l'avevo detto... che dovevate faticare con me, smidollati!» esclama Elena tra i respiri corti, accelerando i movimenti e stringendo la presa sui fianchi di Marco, decisa a consumargli fino all'ultima dose di sborra che ha nei testicoli.
Il Climax e la Resa dei Quattro
Il ritmo sul divano della reception raggiunge l'apice della frenesia e della sporcizia. Leo, che continua a spingere con vigore nella figa di Elena, sente la fine vicina a causa delle continue e violente contrazioni della ragazza che sembra volerlo risucchiare. Sotto di lei, anche Marco è arrivato al punto di non ritorno, intrappolato dalla morsa caldissima del culo di Elena.
«Cazzo, non resisto più... mi vieni da sborrare... sono al limite! Mi svuoti!», urla Leo, stringendo le mani attorno alle cosce della personal trainer.
«Anch'io, Elena! Mi strizzi il cazzo! Mi svuoto!», gli fa eco Marco da dietro, irrigidendosi sul divano con gli occhi chiusi e i denti stretti.
Sentendo la tensione degli uomini salire al massimo, il corpo di Elena reagisce all'istante. La combinazione della spinta profonda di Marco nel culo e del ritmo incessante di Leo davanti scatena in lei l'ennesimo, devastante orgasmo della notte. La ragazza inarca la schiena allo spasimo, gettando la testa all'indietro con un grido acuto e animalesco mentre la figa e lo sfintere si contraggono all'unisono in una serie di spasmi violentissimi che intrappolano i due membri. «AHHHH! SÌÌÌ! VIENI DENTRO DI ME! SBORRATEMI TUTTA, PORCI! AHHH!»
Quel culmine dà il colpo di grazia a tutto il gruppo. Leo si irrigidisce con un urlo e scarica ondate di sperma caldo e denso all'interno della sua figa, mescolandosi a quello degli altri, mentre Marco, con un ultimo affondo profondo, sborra violentemente dritto nel suo culo, allagandola da dietro. «Ahhh... tieni questa sborra... tutta per te... uff!», geme Marco. Contemporaneamente, Sasha e Vanni si toccano rapidamente a pochi centimetri dal suo viso, venendo in contemporanea sul viso, sul seno tonico e sulle labbra aperte, che accolgono gli ultimi schizzi caldi e appiccicosi del loro sperma. «Prendi anche questa, troia! Slurp... sì...», dicono i due all'unisono, ansimando.
La stanza torna gradualmente nel silenzio, rotto solo dai respiri affannati, pesanti e dai rumori di liquidi. Marco si lascia andare completamente contro lo schienale del divano, con il respiro ancora spezzato e i muscoli delle braccia che tremano per lo sforzo. Guarda Elena, che è ancora accoccolata contro di lui, coperta di sudore e sborra ovunque, con un sorriso sereno e rilassato.
«Mhmm ragazzi, non so voi, ma io mi arrendo», ansima Marco, passandosi una mano sul viso bagnato. «Questa non è una donna, è una mangiatrice di uomini... non ho più sborra, mi ha svuotato anche l'anima».
Le sue parole scatenano l'ennesimo coro di risate rauche, stanche e gementi tra gli altri tre. Sasha si siede sul pavimento di gomma della sala pesi, appoggiando la schiena al bancone della reception. «Cazzo se hai ragione», commenta Sasha, asciugandosi il petto con la felpa leggera. «Elena è una che fa tabula rasa: non lascia scampo e vince su tutta la linea. Ragazzi, l'onore della categoria è salvo, ma solo perché siamo rimasti tutti vivi».
Vanni scuote la testa, ripulendosi la faccia: «Elena, sei un vampiro energetico, altro che personal trainer. Guarda lì, non hai nemmeno il fiatone».
Leo si mette le mani nei capelli, ridendo a sua volta con un filo di voce: «Domani per punizione mi farà fare due ore di squat, lo so già. Elena, hai vinto tu, la scommessa è tua. Ci arrendiamo tutti e quattro, ci hai prosciugati».
Il Patto del Ritorno
Elena scoppia a ridere, una risata calda, sensuale e per nulla affaticata, mentre si passa una mano tra i capelli umidi e guarda le facce sfinite dei quattro uomini intorno a lei, tutti svuotati e tremanti. Si mette a sedere sul bordo del divano, fiera e splendida nella sua nudità completamente coperta e sporca dai loro umori biancastri.
«Ma quale punizione!», dice guardandoli e leccandosi un goccio di sborra dall'angolo della bocca. «Ragazzi, non so voi, ma io non mi sono mai divertita tanto, lo rifarei ancora con voi quattro. Era un bel po' che non godevo così tanto... e non ho nessuna intenzione di farmela bastare».
Marco, Sasha, Vanni e Leo la guardano, tra l'estasiato e il terrorizzato, mentre lei si alza in piedi con una scioltezza invidiabile, incurante del liquido che le cola giù lungo le cosce, come se avesse appena finito una normale sessione di stretching.
«Quinto sentite bene», continua Elena, rivolgendo uno sguardo scherzoso ma decisamente eccitato verso il gruppo: «Sono dell'idea che dobbiamo assolutamente organizzare la rivincita. Funziona come nelle partite di calcio: questa era solo l'andata, adesso dobbiamo fare il ritorno qui in palestra, sempre dopo la chiusura».
Si gira verso di loro con un sorriso malizioso e lo sguardo sporco che promette scintille per il prossimo round.
«Unico consiglio da personal trainer per la prossima volta: fate il pieno di amminoacidi e carboidrati, perché al ritorno voglio vedere ancora più sborra e non vi darò tregua fin dall'inizio».
Un coro di gemiti misti a risate stanche accoglie la nuova sfida. L'atmosfera nella reception è satura dell'odore denso, acre e selvaggio del sesso, del sudore e dello sperma. La serranda dell'ingresso è ancora abbassata e la notte è lunga, ma le regole di quella palestra sono ormai cambiate per sempre.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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