Prime Esperienze
La mamma di Marco pt 5 " Il paradiso"
Marciotto
12.06.2026 |
793 |
3
"Sotto i miei tocchi Elena cominciò a gemere, mentre i suoi umori aumentavano a dismisura, bagnandomi completamente la mano..."
Ci sono estati che cambiano la vita, e poi c’è stata l’estate del 1982. Per tutti rimarrà la stagione dei Mondiali di calcio, delle notti magiche e dei festeggiamenti in piazza. Per me, invece, è stato il momento in cui ho perso per sempre l'innocenza, superando un confine da cui sapevo che non sarei mai più potuto tornare indietro.
Tutto è cominciato nel modo più impensabile e drammatico: una distrazione, un passo falso, e lo sguardo di Elena che mi coglie sul fatto. A quarantacinque anni, la madre del mio migliore amico Marco non era solo una donna affascinante; era il simbolo del proibito più assoluto. Quella scoperta, che avrebbe dovuto rovinarmi, si è trasformata invece nella chiave di volta di una notte folle, intensa e torbida.
Venni trascinato in un vortice di sesso e sottomissione totale, un gioco a tre orchestrato da lei e da suo marito Marcello. Un’esperienza talmente forte da lasciarmi addosso un senso di colpa soffocante nei confronti di Marco, il mio amico fraterno, spingendomi a sparire e a isolarmi per due intere settimane.
Ma il destino, o forse il desiderio, aveva altri piani.
La tensione si è sbloccata solo durante la festa post-maturità in pizzeria. Tra le risate, le birre e i progetti per il futuro, Marco ha lanciato la proposta: passare i primi di agosto tutti insieme nella villa al mare della sua famiglia. Ho accettato, fingendo normalità, ma dentro di me sapevo che stavamo per riaprire le porte di una gabbia dorata.
Non potevo immaginare che quel weekend alla villa non sarebbe stato solo un ritorno al passato, ma il vero inizio di un viaggio senza ritorno nei labirinti del loro piacere.
Il Paradiso della Villa
"Benvenuto nel nostro paradiso": con queste parole mi sentivo ormai autorizzato a prendermi ogni tipo di libertà. Dopo quei rapporti omosessuali sentivo un disperato bisogno di una donna e, malgrado la presenza di molte persone all'interno della villa, continuavo a stuzzicare Elena. Avevo completamente perso i freni inibitori.
Appena la vidi entrare in bagno, la seguii senza esitare. Lei mi guardò e, con quel suo solito tono amorevole ma stuzzicante, mi disse: «Dimmi, bimbo, cosa vuoi?».
Questa volta, però, non ci furono preamboli. Chiusi la porta a chiave e iniziai a baciarla con furore. Elena rispose subito al bacio, sciogliendosi immediatamente tra le mie braccia. Le tolsi il vestitino, le sollevai il reggiseno e iniziai a succhiarle con veemenza i capezzoli. Era bloccata contro la parete; mentre continuavo a morderle e stimolarle i seni, le infilai le dita tra le gambe, allargandogliele per facilitare la masturbazione.
Sotto i miei tocchi Elena cominciò a gemere, mentre i suoi umori aumentavano a dismisura, bagnandomi completamente la mano. Con un filo di voce, ma con tono fermo, mi chiese di leccarla. Mi sedetti sul bidet e la feci appoggiare al lavandino; le divaricai le chiappe e iniziai a divorarle il sesso e l'ano per parecchi minuti.
Il piacere la travolse a tal punto che cambiò registro, passando dal chiamarmi "bambino" ad apostrofarmi come un "porco": «Dai, porco, fottimi!».
Non me lo feci ripetere due volte. Mi alzai, le afferrai saldamente le natiche e le spinsi il cazzo nel culo.
«Prendila nel culo, troia», le sussurrai con rabbia ed eccitazione, aggiungendo subito dopo: «Siete miei, tu e quel cornuto di tuo marito».
La stavo possedendo con violenza, spingendola verso orgasmi multipli. Ma proprio nel culmine dell'atto, sentimmo bussare alla porta del bagno. Era Marcello.
«Amore, tutto ok?» domandò da fuori.
Elena, ansimando, riuscì a rispondere: «Sì, amore...».
In quel momento la mia audacia superò ogni limite. Con un gesto fulmineo sbloccai la serratura, aprendo la porta. Marcello entrò proprio nell'istante in cui venivo, sborrando dentro il culo di Elena.
Marcello rimase a guardare la scena senza proferire parola. Si limitò ad avvicinarsi, baciò Elena sulla bocca e se ne andò sorridendo.
In quel momento capii che ero veramente in paradiso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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