Prime Esperienze
La mamma di Marco 4 " il nuovo incontro
Marciotto
09.06.2026 |
1.728 |
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"Ero di nuovo il loro giocattolo preferito, sporco, svuotato e pronto a coprire quel segreto inconfessabile per il resto del weekend ma era solo il primo atto del weekend..."
Prologo e sunto dei tre racconti "la mamma di Marco e poi le nuove vicende Tutto era iniziato in quella calda estate del 1982. Quella che doveva essere una normale vacanza di studio si era trasformata nell'ingresso in un mondo di perversione segreta. Dopo essere stato sorpreso a masturbarmi da Elena, la splendida e formosa quarantacinquenne madre del mio migliore amico Marco, ero stato trascinato in un vortice indimenticabile: una notte di sesso totale nel letto dei suoi genitori, usato come un giocattolo sessuale sia da lei che da suo marito Marcello, tra sottomissione passiva, un triangolo di umori e una doppia penetrazione che mi aveva lasciato esausto ma dipendente da quel piacere.
Nei giorni successivi, però, la realtà aveva presentato il conto sotto forma di un forte senso di colpa. Mi trovavo in una situazione maledettamente scomoda: non potevo dire nulla a Marco. Mi sembrava di tradirlo nel modo più profondo, continuando a frequentarlo dopo essermi scopato sua madre e suo padre proprio sotto il suo tetto. Per un paio di giorni evitammo di vederci. Poi arrivò il blocco degli esami di maturità a dividerci ulteriormente: io fui il primo a sostenerli, mentre lui fu l'ultimo dell'appello.
Passarono così quindici giorni di distacco, utili a far calmare le acque e a far salire di nuovo il testosterone. L'occasione del ricongiungimento fu la pizzeria per la festa di addio con i compagni di classe. In quel momento di euforia, Marco invitò tutto il gruppo per un weekend di festa nella loro villa al mare per i primi di agosto. Era l'occasione che aspettavo, il momento in cui avrei rivisto Elena e Marcello.
Il Ritorno alla Villa: Una Notte Cruda e Senza Regole
Arrivato alla villa per il weekend, l'aria era elettrica. La festa con i compagni era in pieno svolgimento tra musica e alcol, ma i miei occhi cercavano solo loro. Elena e Marcello si muovevano tra gli ospiti con la solita finta disinvoltura, ma i loro sguardi complici mi stavano già spogliando. Non ci fu bisogno di lunghe attese: a festa inoltrata, approfittando della confusione generale e del fatto che i ragazzi fossero distratti, i coniugi mi fecero un cenno d'intesa e mi guidarono di nascosto, ancora una volta, nella loro stanza da letto, chiudendo la porta a chiave dietro di noi.
L'atmosfera si fece immediatamente bollente e priva di freni:
L'assalto iniziale: Elena non perse tempo. Si sfilò rapidamente il vestito rimanendo con le sue forme prorompenti in mostra e si mise in ginocchio davanti a me. Mi tirò giù i pantaloni e afferrò il mio cazzo, che era già diventato duro come il marmo e premeva per uscire. Senza preliminari soft, se lo infilò tutto in bocca, spingendo con forza fino alla gola. Sentivo la sua saliva calda colare lungo l'asta mentre Marcello, completamente nudo e con un'erezione massiccia, mi si posizionò dietro.
La sottomissione e il raddoppio: Marcello mi strinse i fianchi da dietro e iniziò a leccarmi vigorosamente il collo e la schiena, per poi scendere con la lingua bagnata tra le chiappe, focalizzandosi sul mio ano con colpi decisi che mi fecero sussultare. Nel frattempo, Elena continuava a spomparmi senza sosta, guardandomi negli occhi con uno sguardo pieno di lussuria. Quando Marcello decise che era il momento di fare sul serio, spalmò del lubrificante e, senza troppi complimenti, spinse la punta del suo cazzo dentro il mio culo. Cacciai un gemito soffocato mentre la sua mazza entrava profonda, spaccando la mia resistenza e riempiendomi completamente.
Il ritmo e la carne: Il dolore iniziale si trasformò subito in un piacere violento e primordiale. Marcello teneva un ritmo frenetico e crudo da dietro, sbattendomi la sua pancia contro le chiappe a ogni spinta. Davanti a me, Elena si alzò e si girò di spalle, mettendosi a quattro zampe sul letto con la sua figa bagnata e l'ano in bella evidenza, proprio all'altezza della mia bocca. Mentre venivo violentemente posseduto da Marcello, mi chinai in avanti affondando la faccia tra le cosce di Elena, infilando la lingua nella sua figa calda e assaporando i suoi umori acidi e copiosi.
L'esplosione finale: La stanza era satura dell'odore di sesso, sudore e baci. Elena gridava di piacere a ogni mia leccata profonda, mentre le spinte di Marcello da dietro mi portavano al limite. Quando sentii che il padre di Marco stava per sborrare dentro di me, Elena si girò, afferrò il mio cazzo ormai saturo e se lo infilò nuovamente in bocca per l'atto finale. Marcello ebbe un violento sussulto e mi sborrò dentro il culo con schizzi caldi e profondi; nello stesso identico istante, io non ce la feci più ed esplosi, sborrando violentemente dentro la gola di Elena, che mandò giù tutto il mio latte caldo senza farsi sfuggire una goccia.
Ci lasciammo andare sul letto, ansimanti e coperti di fluidi. Ero di nuovo il loro giocattolo preferito, sporco, svuotato e pronto a coprire quel segreto inconfessabile per il resto del weekend ma era solo il primo atto del weekend...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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