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Giulia e Il medico di famiglia


di Membro VIP di Annunci69.it lucadacosenza
10.02.2026    |    1.179    |    1 7.0
"Giulia sentì la mano di Luca scendere lenta lungo la sua schiena, fermarsi sui fianchi, avvicinarla..."
Giulia non era tornata in paese per nostalgia.
Ufficialmente era lì per andare a trovare la suocera.
La verità? Voleva rivedere qualcuno.
La casa della suocera profumava di caffè e pulito. Tende leggere, silenzio di pomeriggio, il ticchettio dell’orologio in cucina.
Ma Giulia non riusciva a stare ferma.
Sapeva che sarebbe arrivato.
Luca.
Il giovane medico sostituto del paese.
Quello con lo sguardo troppo diretto per essere solo professionale.
La scusa era semplice: una visita di controllo.
Un leggero malessere, un capogiro nei giorni precedenti. Nulla di grave. Ma sufficiente.
Quando Luca bussò, Giulia sentì un brivido salire lento lungo la schiena.
La suocera li lasciò soli in salotto.
Luca appoggiò la borsa medica sul tavolo.
Si avvicinò con quella calma controllata che hanno i medici giovani quando vogliono sembrare sicuri.
«Allora, cosa succede?» chiese.
Ma la distanza tra loro era già troppo poca.
Giulia sentiva il battito nelle orecchie.
Non era un capogiro.
Era tensione.
Lui le prese il polso.
Un gesto semplice. Professionale.
Eppure le dita rimasero un secondo in più del necessario.
Silenzio.
«Il cuore va un po’ veloce» disse Luca, abbassando lo sguardo.
Ma non sembrava preoccupato.
Giulia sorrise appena.
«Succede quando… si aspetta qualcosa.»

Luca chiuse lentamente la borsa medica.
Non c’era molto da controllare, in fondo.
La pressione era normale. Il respiro regolare.
Solo il silenzio era cambiato.
Giulia si alzò dal divano. Il movimento fece scivolare una ciocca di capelli sul viso.
Lui la guardò un istante di troppo.
«Sei sicura che sia solo un capogiro?» chiese, con una voce più bassa rispetto a prima.
Giulia fece un passo verso di lui.
Non abbastanza da toccarlo.
Abbastanza da sentire il calore.
«Forse è solo… attesa.»
Luca inspirò lentamente. Si impose di mantenere la distanza.
Era giovane, sì. Ma non ingenuo.
E quella linea invisibile tra professionalità e desiderio era lì, sottile, fragile.
Fuori, un’auto passò sulla strada.
Dentro, il tempo sembrava fermo.
Luca sollevò una mano, esitò, poi le sfiorò appena il mento con le dita.
Un gesto leggero. Quasi impercettibile.
Ma il brivido che attraversò Giulia fu tutt’altro che lieve.
Non c’era fretta.
Non c’era bisogno di parole.
Solo respiri che si cercavano.
Giulia appoggiò una mano sul suo petto, sopra la camicia.
Sentì il battito. Non era solo il suo ad andare veloce.
«Dottore…» sussurrò.
Luca sorrise appena.
«Adesso non è una visita.»
Il loro sguardo si intrecciò ancora una volta, più intenso, più consapevole.
E quando finalmente le loro labbra si sfiorarono, fu un bacio lento, trattenuto, quasi timoroso.
Come se entrambi sapessero che quel momento avrebbe cambiato qualcosa.
Fuori, il paese continuava a vivere.
Dentro quella stanza, invece, tutto era sospeso tra desiderio e scelta.

Il bacio non fu più trattenuto.
Non era più un gesto timido.
Era bisogno.
Giulia sentì la mano di Luca scendere lenta lungo la sua schiena, fermarsi sui fianchi, avvicinarla.
Il suo corpo rispose senza esitazioni.
Non c’era più la distanza del medico e della paziente.
Solo due respiri che si mescolavano.
Lei gli sbottonò la camicia con dita meno ferme di quanto avrebbe voluto.
Luca le sfiorò il collo, lasciando una scia di brividi fino alla spalla.
La stanza sembrava improvvisamente più piccola.
Più calda.
Giulia si lasciò andare contro di lui, con quella sicurezza di chi ha deciso di non fermarsi più.
Le mani si cercavano, si stringevano, si guidavano.
Non servivano parole.
Solo il rumore dei vestiti che cadevano piano sul pavimento.
Solo il ritmo che aumentava.
Luca la sollevò appena, portandola contro il muro.
Giulia chiuse gli occhi, lasciando uscire un sospiro che non aveva più nulla di trattenuto.
Fu un momento intenso, urgente, ma anche incredibilmente voluto.
Non c’era dubbio. Non c’era ripensamento.
Solo desiderio che finalmente prendeva forma.
Quando tutto si fermò, rimasero così, stretti, con il battito ancora veloce.
Fuori, il paese non aveva sentito nulla.
Dentro quella casa, invece, qualcosa era cambiato per sempre.
L’aria nella stanza cambiò.
Non c’era nulla di dichiarato.
Nessun gesto fuori posto.
Solo sguardi che si cercavano e respiri leggermente più profondi.
Fuori, il paese continuava come sempre.
Dentro quella casa, invece, il tempo sembrava sospeso.
E Giulia capì che non era tornata solo per una visita.
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