Prime Esperienze
Giulia e la passione per il medico
lucadacosenza
10.02.2026 |
1.712 |
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"Un vento leggero muoveva le onde e le faceva brillare sotto il sole del tardo pomeriggio..."
Nel paese tutti conoscevano Giulia.Moglie impeccabile. Nuora premurosa.
Sorriso misurato, parole giuste, passi sempre contenuti.
Ma dentro di lei viveva un’inquietudine che nessuno vedeva.
Le giornate scorrevano uguali: la casa, le visite alla suocera, le chiacchiere lente in piazza.
E ogni sera, accanto a un marito distratto, sentiva un vuoto che nessuna abitudine riusciva a colmare.
Poi arrivò Luca.
Giovane medico sostituto.
Non aveva ancora imparato l’arte dell’indifferenza.
Guardava le persone negli occhi. Ascoltava davvero.
La prima volta che entrò in quella casa dalle tende bianche, Giulia sentì qualcosa rompersi dentro.
Non fu un colpo di fulmine.
Fu una crepa.
Una crepa nella sua calma apparente.
Le visite divennero più frequenti.
Un lieve malessere. Un controllo. Una pressione da verificare.
Luca parlava poco, ma i silenzi tra loro erano pieni.
Un pomeriggio di pioggia, la suocera si addormentò in camera.
Il ticchettio dell’orologio scandiva un tempo lento, quasi complice.
«Non hai nulla di clinico» disse Luca con voce bassa.
«Allora cos’ho?» rispose lei.
Lui non sorrise.
«Inquietudine.»
Giulia abbassò lo sguardo. Era vero.
Era la stessa inquietudine che aveva letto da ragazza nei romanzi proibiti.
La stessa che spingeva le eroine a sfidare tutto pur di sentirsi vive.
Luca si avvicinò.
Non la toccò subito.
Come se volesse darle il tempo di fermarlo.
Lei non lo fece.
Quando le loro mani si intrecciarono, fu un gesto semplice, ma definitivo.
Non era solo desiderio.
Era ribellione.
Un bacio lento, consapevole.
Il mondo fuori continuava — le campane, i passi sulla strada — ma dentro quella stanza la realtà aveva cambiato forma.
Giulia sentiva il cuore battere come se finalmente appartenesse a lei.
Nei giorni successivi, il paese sembrava più piccolo.
Gli sguardi più pesanti.
Le chiacchiere più affilate.
Luca era combattuto.
Giulia era divisa.
Ma ogni volta che si ritrovavano, la passione superava il timore.
Non era solo attrazione.
Era la sensazione di aver trovato uno specchio, qualcuno che vedeva la parte nascosta, quella che la vita rispettabile aveva messo a tacere.
Eppure, come in ogni storia di questo tipo, la felicità aveva un sapore fragile.
Troppo intenso per durare senza conseguenze.
Una sera, guardando la propria immagine riflessa nella finestra scura, Giulia si chiese:
«Sto cercando amore… o sto solo cercando me stessa?»
Fu in quel momento che capì:
non era il peccato a spaventarla,
ma il prezzo.
Il mare era quasi deserto.
Un vento leggero muoveva le onde e le faceva brillare sotto il sole del tardo pomeriggio.
Giulia camminava scalza sulla sabbia, le scarpe in mano, il vestito che le accarezzava le gambe.
Luca la seguiva a pochi passi.
Non parlavano. Non serviva.
C’era qualcosa nell’aria — una promessa.
Lei si fermò vicino agli scogli.
Il mare davanti, infinito.
Il paese lontano, invisibile.
Si voltò verso di lui con uno sguardo che non chiedeva più permesso.
Lentamente, lasciò cadere le scarpe.
Poi le dita salirono alle spalle, sciogliendo il nodo del vestito.
Il tessuto scivolò sulla pelle come un segreto che non voleva più restare nascosto.
Non c’era esitazione nel suo gesto.
C’era decisione.
Il vento le sfiorava il corpo, il sole accendeva la pelle.
Luca rimase immobile, il respiro trattenuto.
Lei fece un passo indietro, verso l’acqua che lambiva la riva.
«Vieni a prendermi» sussurrò.
E si immerse.
L’acqua salì lungo le gambe, sui fianchi, sul ventre.
Il mare la accolse come un complice silenzioso.
Luca entrò subito dopo.
L’acqua fredda non bastava a spegnere il calore che sentiva.
La raggiunse.
Le mani si cercarono sotto la superficie, invisibili agli occhi del mondo.
Il mare copriva i movimenti, custodiva il segreto.
Giulia si avvicinò, l’acqua tra loro, il sale sulla pelle.
Il bacio fu diverso da quelli nascosti tra quattro mura.
Era aperto, selvatico, libero.
Le onde li avvolgevano, li spingevano uno contro l’altra.
Non c’era più casa, né paese, né doveri.
Solo due corpi che si ritrovavano sotto il cielo aperto.
Quando uscirono dall’acqua, la pelle salata e i capelli bagnati, Giulia sorrise.
Non era solo desiderio.
Era la sensazione di essere viva.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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