Prime Esperienze
La stagista
19.07.2025 |
6.894 |
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"E, d’altra parte, non le ho mai confidato nulla della mia, proprio per evitare il rischio di legami sentimentali ed emotivi, molto pericolosi per entrambi (ma soprattutto per me)..."
Sono un funzionario di un ente pubblico, ormai oltrepassata la soglia del mezzo secolo di vita. Mi sento bene, con meno energie rispetto al passato, ma con molta più esperienza nel lavoro e nella vita. In questa fase, si presentano sempre nuove opportunità lavorative, ma la consapevolezza di essere già molto occupato con le attività quotidiane mi ha sempre trattenuto.Un paio d’anni fa è successo qualcosa di imprevisto. Un collega mi chiese di occuparmi di un'attività molto impegnativa, per la quale aveva ricevuto un prestigioso finanziamento. Cercai di tirarmi indietro con varie scuse, ma vedendolo in difficoltà, gli dissi che me ne sarei occupato solo se fossi stato affiancato da qualche giovane promessa.
Mi diede il contatto di Daniela, una neolaureata di cui aveva ricevuto buone referenze e che poteva essere disponibile per un periodo di stage formativo. Vedendomi senza via d’uscita, la contattai via email e lei venne a incontrarmi in ufficio. Si presentò sobria e professionale: elegante ma senza eccessi, con un trucco delicato che esaltava i lineamenti del viso. I capelli, neri, ricci e lunghissimi, facevano risaltare la carnagione pallida del viso e del corpo. I seni, piccoli ma ben sviluppati, lasciavano intravedere la forma dei capezzoli attraverso la sagoma della camicetta bianca.
Il dialogo fu molto diretto. Mi aspettavo da lei piena autonomia e le avrei garantito solo il supporto strettamente necessario a superare le difficoltà durante l’attività formativa, che avremmo concordato insieme anche al responsabile del progetto. Lei comprese subito il tipo di rapporto che intendevo instaurare: professionale e distaccato, senza particolare coinvolgimento personale. Le concessi anche di lavorare in remoto da casa, e di incontrarci in ufficio un paio di volte a settimana per fare il punto della situazione.
Era la mia prima esperienza nel seguire una stagista, per di più donna, e nell’età del massimo splendore fisico ed emotivo! L’ultima cosa che volevo era creare un rapporto ambiguo nel mio ambiente di lavoro, rischiando sanzioni disciplinari. Il lavoro che svolgo mi piace molto e, per nulla al mondo, vorrei rischiare di perderlo!
So bene come soddisfare il mio appetito sessuale nella sfera privata, tra una relazione clandestina ormai consolidata e altre occasioni sporadiche che ogni tanto si presentano.
Daniela si presentò il pomeriggio del giorno successivo per il primo incontro operativo. Le volevo mostrare un software professionale, di cui conoscevo solo gli aspetti fondamentali, e su cui lei si sarebbe formata per diventare una tecnica specializzata. Dopo i saluti iniziali, cominciò a provocarmi verbalmente: «Lei è la mia croce… mi sta incasinando tutto». Lo diceva seriamente, ma poi aggiungeva un sorriso malizioso. Eravamo soli in stanza, ma la porta era volutamente aperta, e chiunque avrebbe potuto sentire.
Mi sentii spiazzato. Non c’era ancora stata un’interazione significativa tra noi, e non riuscivo a spiegarmi questo approccio. Ma, come ho imparato con l’esperienza, in questi casi è inutile pensare troppo. Rimasi al gioco: «Sì, sarò la tua croce ancora per un bel po’, e sono sicuro che ti piacerà!». Lo dissi con tono disteso e un sorriso rassicurante.
Lei si calmò e cominciammo a immergerci nel lavoro in modo molto collaborativo. Dopo un paio d’ore, concludemmo il nostro primo incontro: mi salutò soddisfatta, e ci congedammo con reciproca soddisfazione.
I nostri incontri si susseguirono più o meno con la stessa dinamica: una fase iniziale di approccio empatico ed emotivo, provocatorio, seguita dall’immersione negli aspetti operativi e da buoni progressi sul piano professionale.
Ogni volta che la vedo, mi ripeto: «Caspita, 30 anni di differenza! Potrebbe essere mia figlia!». E, in un certo senso, la sento come una figlia. Le voglio bene, la vorrei felice nel mondo del lavoro, perché dimostra un grande potenziale di crescita.
Non ho mai voluto sapere nulla della sua vita privata. E, d’altra parte, non le ho mai confidato nulla della mia, proprio per evitare il rischio di legami sentimentali ed emotivi, molto pericolosi per entrambi (ma soprattutto per me).
Tuttavia, non sono rimasto insensibile al richiamo erotico. Quando la sento così vicina, al punto da percepire chiaramente il profumo della sua pelle pallida e delicata, ho una grande tentazione di sfiorarla. Se toccassi la sua pelle, sono certo che si innescherebbe un meccanismo irrefrenabile e irreversibile. Sarebbe solo questione di attimi: la lingua nella bocca, l’abbraccio per sentire i suoi seni premere sul mio petto, la sensazione dei suoi capelli tra le mani, mentre ci stringiamo in una passione incontenibile.
La mia non è una fantasia. È, piuttosto, la consapevolezza di ciò che accade in un mondo parallelo, in cui certi gesti apparentemente innocui, come il tocco di una mano, scatenano una serie di reazioni a catena che portano a ciò che naturalmente succede quando due entità molto diverse e complementari entrano in contatto e si fondono.
La storia del capo maschio e della bella assistente femmina, che intrecciano una relazione in ufficio, è vecchia come il mondo! Non serve un genio per capire che esistono circostanze che tendono a far scattare una chimica dagli esiti inevitabili.
Sono due ruoli chiari e ben codificati. Il maschio può contare sulla sua posizione di potere; non deve essere necessariamente un adone, ma è importante che sia presentabile. L’assistente sa di poter fare leva sulle armi della seduzione femminile: oltre alle qualità fisiche, la cosmesi, i vestiti, le scollature, ci sono gli sguardi e quell’atteggiamento di ricerca di protezione che rafforza il narcisismo del capo.
Insomma, il copione è già scritto.
Ora tocca a noi rendere l’interpretazione originale e intrigante.
In questo momento mi godo proprio quell’istante che precede il contatto sessuale, quel momento in cui hai il cuore in gola perché sai che subito dopo il mondo attorno a te si sgretolerà e ti addentrerai in un turbine di passione ed emozioni.
Il reciproco trattenersi nel fare il passo decisivo consente a me e a Daniela di gustarci ogni giorno quell’attimo, sapendo bene che, prima o poi, qualcuno farà un passo falso e l’altro (o l’altra) ne approfitterà per iniziare a condurre il gioco in modo dominante.
È questo rapporto mentale con una persona che va oltre il semplice – ma comunque piacevolissimo – rapporto fisico. Quante persone ho incontrato nella mia vita con cui sia stato possibile instaurare un legame di questo tipo? Nessuna.
Ed è proprio questa unicità che mi lega a Daniela, in una morsa mentale e in una forte tensione sessuale che va ben oltre il desiderio di godere del corpo con i cinque sensi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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