tradimenti
La badante in riposo - parte 4
10.08.2020 |
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"Cambio la posizione della mano e, stavolta, appoggio il mio pollice insalivato, e inizio a entrare..."
Erano passati mesi dalla nostra uscita nella natura, e con Eliana i rapporti erano stati piuttosto rarefatti e distaccati. La vedevo spesso online nel sito di incontri dove ci eravamo conosciuti e, al di là di un cortese "Ciao, come stai, tutto bene?" e una sua risposta composta e cordiale "Tutto bene grazie, buona giornata anche a te!", non avevamo più avuto molti scambi.Mi sentivo un po' in colpa per non essermi sbilanciato e di aver sempre ribadito che il nostro era un bellissimo rapporto di amicizia tra adulti, limitato a incontrarci per goderci dei magnifici momenti quando saremmo riusciti. Ripensandoci, erano affermazioni che si possono fare a mente fredda, distaccata, ma che possono trasmettere il messaggio di un semplice "incontro opportunistico, per semplice piacere". Mi sentivo egoista.
In realtà, per me lei rappresentava molto di più. Il piacere della carne era una conseguenza di ciò che lei, in quanto persona, era in grado di trasmettermi: la sua eleganza, il suo stile, la sua tenerezza e, perché no, la sua porcaggine nei nostri incontri. La sua femminilità prorompente, non volgare, aveva rinvigorito la mia mascolinità e mi aveva fatto sentire "uomo" come mai prima di lei nessuna era riuscita a fare.
D'altra parte, essendo libera, magari stava vivendo una sua relazione amorosa, completa sotto ogni punto di vista, come lei desiderava. Nel rispetto della sua intimità, non ho mai osato chiederlo direttamente, e mi sono limitato a salutarla e trasmetterle il fatto che io la pensavo e la desideravo.
Quella domenica mattina di dicembre, dopo aver rimesso un po' a posto la casa, approfittando dell'assenza di quella casinista di mia moglie, mi concedo un attimo di riposo sul divano e faccio un giro sul noto sito di incontri, ancora frequentato da Eliana. Notando che era collegata, le invio il classico messaggio "Buongiorno e Buona Domenica! Come stai?" e lei, poco dopo, mi risponde con "Tutto bene grazie, e tu?".
Per esperienza, quando una donna chiude una risposta con un'altra domanda, significa che ha voglia di chattare, dando spazio al seguito della conversazione. Dunque, era ben disposta, e questa era una bella cosa!
"A me tutto bene, grazie. Sono stato molto impegnato con il lavoro, ma ora sono finalmente tranquillo e ho appena finito di ordinare la casa. Tu cosa fai di bello?". Provo a lanciare l'esca e vedo se lei dimostra interesse. Infatti, risponde "Niente, perché?". Spesso, le donne che rispondono in questo modo, si aspettano una proposta; il più delle volte faccio finta di nulla e continuo con una conversazione tranquilla, e noto dall'altra parte un tono piuttosto deluso se non, addirittura, seccato.
Quel giorno, invece, lanciai la proposta: "Anche io oggi non faccio nulla di particolare per cui, se hai tempo e hai voglia, magari potremmo vederci da qualche parte. Che programmi hai per pranzo?".
Lei risponde "Nulla. Ora mi trovo in centro città e sto facendo una passeggiata. Non so ancora cosa farò più tardi".
Era la mia occasione per dimostrarle il mio interesse "Ah, bene, allora che ne dici se vieni a mangiare a casa mia, qualcosa di molto semplice, giusto per fare due chiacchiere?". E lei accetta "Si, va bene. Io non so dove si trova casa tua". E io, che ormai non sto più nella pelle, ma fingo di essere tranquillo, le rispondo "Non ti preoccupare, posso venirti a prendere io in centro, alle 13, e poi ti accompagno a casa mia con la macchina".
Lei risponde soddisfatta "Va bene, allora ci vediamo alle 13" e riaggancia, con il suo solito fare piuttosto freddo e distaccato.
Sono molto contento che abbia accettato l'invito, dunque mi precipito in bagno per fare una pulizia approfondita e togliere quei peli superflui nelle zone intime, che lei non gradisce. Poi, già che mi trovo, faccio una piacevole doccia rettale, perché, se dovesse capitare, magari la invito a farmi un bel massaggino anale, che a me piace tanto.
Il bagno mi assorbe molto tempo. Faccio due passaggi di sapone, poi la rasatura e la docciatura delle interiora. Non uso deodoranti, ma voglio presentarmi profumato di pulito; questa, per me, è la base fondamentale per avere un bell'incontro passionale da consumare con calma e gradevolezza.
Si avvicina l'ora dell'appuntamento, mi vesto, prendo la macchina e vado ad incontrarla. Appena mi vede, mi mostra la sua bella espressione felice, e cominciamo a salutarci con la conversazione di rito.
E' sempre lei, non è cambiata per nulla, rispetto all'ultima volta che l'avevo vista. Mi racconta di aver avuto dei seri problemi di salute, ma di aver avuto difficoltà a curarsi, a causa del lavoro che non le lascia un attimo di tempo libero. Non approfondisco il discorso, per una questione di rispetto della sua intimità. Pian piano, ci stiamo avvicinando a casa, e mi affiorano in mente i dubbi connessi con la mancata esperienza di portare una donna a casa mia, durante l'assenza di mia moglie.
Certamente, era già capitato di aver ospitato altre donne, ma erano situazioni diverse: non ci avevo fatto sesso, in quanto erano parenti o colleghe e, di sicuro, ero sereno con la mia coscienza.
Ma stavolta era molto diverso. Eppoi, la domenica mattina, il condominio è molto frequentato da famiglie che ritornano a casa dalla messa e da parenti e amici che vanno a pranzo a casa di qualcuno. Sul mio pianerottolo ci sono due famiglie; una vicina è particolarmente amica di mia moglie e temo che possa dire qualcosa di inopportuno, dal momento che ha la lingua piuttosto lunga. Poi, c'è il signore del primo piano, che è il tipico "guardone" e a volte fa battutine inopportune, insinuando chissà cosa, dal momento che credo abbia qualche rotella fuori posto.
Per evitare questi rischi, le spiego la situazione e le chiedo se, cortesemente, può scendere dall'auto dietro l'angolo di un altro condominio, e se poi è disposta a recarsi a piedi al mio portone; lei suona e io le apro, e poi sale da sola. Lei comprende e mi fa segno di comprendere le istruzioni date.
Salgo prima io. In giro, la situazione sembra tranquilla. Sono le 13.20 e, a quest'ora, saranno già tutti a tavola; semmai, sono in arrivo gli ospiti.
Arrivo a casa, e attendo davanti al citofono, aspettando la chiamata di Eliana. Ogni secondo dura un'infinità. Finalmente, arriva lo squillo, premo il tiro e di lì a poco sento il rumore dell'ascensore che si muove. Sono attimi interminabili! L'ascensore si ferma, e poi riparte. Passano ancora interminabili secondi, e alla fine si ferma, e sento la porta aprirsi.
Socchiudo il portone dell'appartamento, e la invito a entrare. Tutto silenzio: il pericolo dei vicini sembra essere superato! Evvai!!!
Mi ritorna in mente la situazione del nostro primo incontro al B&B, poco prima della chiusura della porta della stanza; anche in questo caso, gli istanti sono interminabili.
La invito a entrare e, finalmente, sento "clack!", il rumore della porta che si chiude.
Scatta lo stimolo passionale, la abbraccio e la bacio calorosamente. Anche lei risponde con altrettanta passione: le nostre lingue si incontrano, e limoniamo freneticamente. Sento la sua dolce saliva nella mia bocca e finalmente riesco a dissetarmi di lei. Non vedevo l'ora. La stringo forte a me, e sprofondo nei suoi occhi di ghiaccio. La sua espressione, da serena, diventa passionale, mi sorride, spalanca gli occhi e mi mordicchia i lobi delle orecchie. Che deliziosa creatura!
Non vedo l'ora di prenderla! Anche se siamo ancora sull'ingresso, le apro il vestito e faccio fuoriuscire le abbondanti mammelle dalle enormi areole rosa, per succhiarne e baciarne i capezzoli piccoli e induriti dall'eccitazione.
Succhio i capezzoli, le lecco le areole e le stringo le mammelle, per mungerla a dovere. Lei inizia a mugolare di piacere, e allora non posso che tornare a baciarla sulle labbra e a succhiarle la lingua.
Siamo due animali in calore! La faccio sedere sul divanetto disposto sull'ingresso, e le sfilo gli stivali, i collant, e le mutande. Non vedo l'ora di affondare la mia bocca in quella fontana umida e da cui fuoriesce abbondante nettare dell'amore. So già che le piace, per cui non aspetto la sua approvazione. La mia lingua affonda tra le piccole labbra, fino a lambire le pareti interne della fica.
Che bella sensazione! E' fresca e saporita come le altre volte. Ma stavolta "gioco in casa", e mi rendo conto che, come nello sport, anche nel sesso questo presenta diversi vantaggi (anche se manca la tifoseria!).
Le slaccio anche il reggiseno, e a questo punto la invito nella camera da letto, che avevo riordinato per l'occasione. La faccio sdraiare e la invito in un bel 69. Lei recepisce immediatamente, e si mette a cavalcioni sulla mia faccia, mettendo la sua fica in diretta direzione della sua bocca. Che spettacolo! Sento il nettare che cade naturalmente nella mia bocca; con la lingua le massaggio le labbra e le lambisco il clitoride. Con le mani, le allargo le chiappe e metto in bella mostra anche il buchino rosa del secondo canale: è così tenero e invitante! Lei dice che non lo ha mai preso lì, e che ha paura di toccarlo, per via di abbondanti emoraggie che ha avuto in passato. Va bene, non avendo fretta, non mi preoccupo, perché ho ancora molto altro a cui dedicarmi.
Lei si china e inizia a succhiarlo. Lo fa in modo diverso dalle altre volte. Si sente che è vorace; lo mette tutto in bocca e succhia, succhia, con una energia molto intensa. Poi lo lecca e lo bacia, e torna a ingoiarlo fino alla radice.
Rimaniamo agganciati in quella magica posizione per una decina di minuti, ma a un certo punto, lei si stacca e dice che mi vuole dentro. Si mette supina, allarga le gambe per invitarmi a penetrarla.
So già cosa le piace: profondo, energico e anche piuttosto veloce. Inizio piano piano, per farmi strada nella sua carne. Sento di possederla e inizio a limonare. La bacio così intensamente, da impedirle di emettere i forti gemiti che potrebbero attirare le attenzioni dei vicini.
Inizio a pomparla forte, sempre più forte, sempre di più. Ma lei ne vuole ancora; è incontentabile.
Cerco di farmi forza, raccolgo tutte le energie, e la pompo sempre di più. So che ne vuole molto e a lungo, perciò mi controllo e cerco di non venire. Nel mio caso, se non vengo nei primi 15 minuti, posso andare avanti anche un'ora di seguito (a condizione che il cuore regga!).
Ce la metto tutta, perchè mi sento desiderato e le voglio donare un orgarmo intenso. La stringo forte e lei ricambia il mio abbraccio. Mi accarezza la schiena e me la graffia: è la sua specialità e sa che io ne vado matto!
Ogni tanto mi sollevo e le succhio i grandi mammelloni, per poi tornare a baciarla.
Continuiamo per un po', e poi cambiamo posizione, anche per avere un po' di respiro. Le chiedo di mettersi a pecorina, e lei si gira, mostrando il suo culo pallido, che mette in evidenza il bel colore rosa della fica, ormai fradicia di umori, e del suo buchetto vergine.
La impalo nuovamente e la stringo per i fianchi, tirandola a me. Prendo un po' di iniziativa e inizio a esplorare il buchetto. So che ha paura, e prova a ritirarsi, ma io la rassicuro "Non ti preoccupare, non entro, lo massaggio solamente". Lei si rassicura e mi lascia fare. Mentre la pompo, con l'indice insalivato, inizio a carezzare il contorno del buchetto, che reagisce immediatamente con delle piccole contrazioni. Sento che le sta piacendo. Continuo il massaggino, e continuo a pomparla. Cambio la posizione della mano e, stavolta, appoggio il mio pollice insalivato, e inizio a entrare. La sento gemere di piacere. Come da promessa, le infilo solo la prima falange, e coordino i movimenti di penetrazione, per portarla al livello più alto di piacere. Vedo che afferra il cuscino con le mani, lo strizza, e si tappa la bocca per soffocare le urla di piacere.
Sono quasi allo stremo, e cerco di accelerare la mia ejaculazione. Le vengo dentro copiosamente. Lei lo sente e gode del seme caldo che le riempie la vagina. Continuo ancora a pomparla, ma più dolcemente, fin quando lo sperma le invade completamente il suo corpo. La lascio straiare e rimango sopra di lei, attaccato.
Le bacio il collo, le mordicchio le orecchie e le sussurro "Ti amo, sei dolcissima e fantastica! Anche oggi mi hai portato in Paradiso". Aspetto che il cazzo si ritiri completamente, poi metto la mano nella sua fica per raccogliere lo sperma che, piano piano, esce dalla sua cavità. Si gira dolcemente verso di me, mi fissa con lo sguardo, mi sorride amorevolmente, e mi bacia. Stiamo così per un po', e ci addormentiamo, fianco a fianco.
E' una domenica d'inverno, i vicini non hanno ancora finito di mangiare la prima portata, e noi stiamo benissimo insieme, senza parole, ma immersi in un profondo stato di gioia e felicità.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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