tradimenti
La badante in riposo - parte 3
09.08.2020 |
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"Avevo ancora una volta interpretato male: i maschi vigorosi, che pompano in modo energico, sono anche quelli molto apprezzati da certe donne, che adorano avere il cazzo piantato in fondo alla..."
Il sesso è una parte essenziale della mia vita. Ho fatto frequente ricorso all'autoerotismo in passato, fin da quando da bambino scoprì che tenendo strette le gambe e sfregando il cazzo, provavo uno strano piacere, fino anche a tutt'oggi. La mattina, appena mi sveglio, comincio a toccarmi e inizio così la mia giornata con una bella goduta, che mi dà lo slancio necessario per affrontare la giornata (altro che il caffè!).Condividere il sesso con una donna è fantastico, a partire da un bel bacio umido, intenso e prolungato, per poi passare ad altro. Ma la cosa diversa è la gestione del tempo. Fare il sesso con una donna è come danzare, e fare in modo che i passi della danza sessuale seguano il ritmo del piacere di entrambi.
Se è l'uomo a condurre la danza, allora è l'uomo che deve essere attento a interpretare il respiro, i mugolii, i gemiti, e a volta le urla di piacere della donna.
Non mi interessa il sesso di routine. La routine è l'opposto della sorpresa, dell'imprevisto e della scoperta. Ma anche nella routine ci sono aspetti interessanti: si possono perfezionare i tempi e le posizioni, per raggiungere picchi di piacere mai provati prima.
Dunque, alla fine, sono alla ricerca costante di un equilibrio che, per sua natura, non è statico, ma è dinamico, ovvero in continua evoluzione.
Avendo questa concezione del sesso, per me è sempre molto difficile trovare la partner adatta.
Mi è capitato di incontrare donne molto passionali, anzi, troppo passionali, che mi "usavano" come loro strumento di piacere, quasi come se fossi un loro sex toy, ai loro comandi: "fai di qua", "fai di là", "ora vieni", "no, non venire ora", "aspetta, voglio venire". Non mi lamento del fatto che una donna voglia cercare il proprio piacere, anzi, lo trovo molto naturale. Ma non concepisco che non mi si presti ascolto al proprio uomo, anche in quei momenti di intimità così rari e preziosi.
Ho smesso da tempo la ricerca della donna bella esteticamente: mi interessa una donna che, semplicemente, sia capace di ascoltarmi. E' difficilissimo trovarne una e, probabilmente, quelle poche che ci sono, sono ben apprezzate dai loro uomini.
Eliana è una di queste preziose perle che rendono meravigliosa la mia esistenza. Un po' per il suo carattere taciturno e cupo, e un po' per la sua difficoltà nel parlare la lingua italiana (ma anche la mia incapacità di imparare la lingua Bulgara!), le nostre conversazioni sono molto essenziali. Ma i suoi occhi, i suoi abbracci, le sue carezze e i suoi baci sono perfettamente sintonizzati con i miei tempi; d'altro canto, anche io cerco di rispondere in modo altrettanto armonico.
Mi sarebbe piaciuto avere una relazione fissa con lei, ma ci sono alcuni impedimenti che mi hanno fatto desistere. Il più importante, è il fatto che lei desideri in un rapporto "alla luce del sole", per il fatto che è vedova e vorrebbe avere accanto una bella persona con cui poter condividere il resto dei suoi giorni. Per me, questa è la condizione sufficiente per farmi da parte e non fare promesse che non potrei mantenere. Del resto, io provo ancora un profondo amore nei confronti di mia moglie che, a parte la sfera sessuale ormai completamente svanita, resta una compagna di vita senza della quale farei fatica a andare avanti.
Poi, i nostri ritmi di vita sono poco compatibili per una relazione clandestina continuativa. Lei ha una mezza giornata di riposo, durante la settimana, proprio in un momento cruciale per il mio lavoro e, pertanto, non sono quasi mai riuscito a vedermi. Poi, c'è la domenica, da metà mattinata, alla sera. In pratica, lei è prigioniera nella casa del vecchietto novantenne che assiste. Non ha la sua privacy e non ha tempo da dedicare a sé stessa. Il tutto, per un misero compenso (rigorosamente in nero: Italiani, popolo di navigatori, santi e poeti, ma poco onesti!), per una presenza di 24 ore al giorno.
Quel giorno in cui lei avere il riposo, pur essendo infrasettimanale, non ero molto impegnato. Mi ero accordato con Eliana di passarla a prendere alle 16 in punto, e saremmo andati a fare un giro nei dintorni.
La riunione in cui ero stato incastrato all'ultimo momento si stava prolungando, ed io fremevo dalla voglia di scappare. Guardo l'orologio, le 15.50, e decido di abbandonare i colleghi, dicendo che avevo un impegno inderogabile (che, in fondo, era la verità!).
Sapere che i colleghi erano ancora in riunione, mi faceva stare più tranquillo, perchè ci sarebbero stati in giro meno sguardi indiscreti. Salgo in macchina e mi dirigo sul luogo dell'appuntamento. Ancora una volta, non la vedo, e aspetto: "che strano", mi ripeto, "eppure è una persona molto puntuale!". Infatti, la vedo poco più avanti, mentre cammina lentamente fumando una sigaretta. Mi avvicino con l'auto, e quando mi guarda, la sua espressione cupa immediatamente si trasforma in serenità e gioia.
La invito a salire e ci salutiamo come fossimo buoni amici. Indossa un bel vestito leggero, modesto ma elegante e chiacchieriamo in modo tranquillo.
Appena ci allontaniamo dalla città, inizio a carezzarle una coscia, mentre continuiamo a chiacchierare.
Mi piace sentire la sua voce e provare quella sottile sensazione di contatto fisico, con la sua pelle delicata e sensuale.
Le chiedo se avesse mai visitato un'area naturale che non si trova molto distante dalla città, e lei mi dice che, pur avendo abitato per diversi anni in quella zona, non conosce nulla. E' un particolare che mi dà molta tristezza, perché mi conferma l'idea che lei sia imprigionata a casa di persone che la sfruttano, negandole i diritti umani essenziali, quali il diritto alla privacy e a vivere il suo tempo libero, senza riconoscerle il giusto compenso.
Ci dirigiamo verso il bosco, dove finalmente le ombre degli alberi creano un fresco ambiente, al riparo dalla calura estiva pomeridiana. Continuiamo a parlare e continuo ad accarezzarle le cosce, salendo sempre più vicino alla fica, che ormai sento sempre più calda e umida. Nel frattempo, cerco un anfratto tranquillo, dove poter vivere un po' di intimità.
Lo confesso, non ho mai avuto un'esperienza di sesso all'aperto, principalmente per il fatto che le donne conosciute fino a quel momento erano tutte assolute amanti della comodità. In più, alcune di loro (compresa mia moglie) erano terrorizzate dagli insetti!
Scorgo con lo sguardo una stradina che punta ad uno spiazzo deserto, che sembra fare al caso nostro. Parcheggio e finalmente possiamo dedicarci delle attenzioni. Il bacio è solo l'inizio: intenso e molto passionale. Non avrei mai immaginato che una donna "che poteva fare a meno degli uomini per tanti anni" (come mi aveva detto al nostro primo incontro), potesse avere tanta passione in corpo. Probabilmente, le piaccio per il fatto di essere più giovane di lei e per il fatto di averle sempre dimostrato un grande rispetto. Ma probabilmente si sente attratta a me anche fisicamente, nonostante sia ben consapevole di non essere un "adone".
Il bacio, per me, è il vero rapporto sessuale. Il controllo della lingua è molto più accurato, di quello che si può esercitare su altri organi. Eppoi, ci sono le condizioni per una forte reciprocità. Le nostre lingue si intrecciano e i sapori delle nostre bocche si fondono. Eliana ha una bella bocca, curata e profumata; sento il suo sapore di femmina in calore. Non credo di essere capace di baciare una donna che avesse l'alito pesante (e per fortuna, non è mai capitato!).
Le apro il vestito e metto in mostra i suoi grandi seni cadenti, con le areole rosa tenue e i piccoli capezzoli appuntiti. Mi chino per baciarli e succhiarli delicatamente. Eliana ansima di piacere e mi accarezza i capelli. E' veramente una donna deliziosa, con i suoi gesti femminili ed eleganti, che mi accompagna i sensi in una crescita di desiderio di possederla sempre di più.
Le sollevo la gonna e le sfilo le mutandine, per gustare la vista e il gusto di quella bella fica ben rasata e molto umida. Stando in macchina, non riesco a leccarla, ma con le dita la accarezzo e raccolgo un po' di quel nettare che riesco così a portare alle labbra. Il liquido è limpido, fresco ed ha un buon sapore. Dopo una giornata di lavoro stressante, e con un significativo calo delle energie, l'assaggio di quella delizia è il vero ricostituente che rigenera la normale virilità ed alimenta la passione di quel magnifico incontro.
Lei mi fa cenno di volermi prendere in bocca. Mi abbasso i pantaloni e mi sdraio sul sedile. Inizia un lento e gustoso pompino. Prima lo bacia, poi lo lecca e infine inizia a succhiarlo dolcemente. Il suo pompino è molto delicato, come piace a me, con le labbra che si chiudono sulla cappella, e la lingua che lavora dentro la bocca. Lo succhia dolcemente, e lo fa entrare fino a circa la metà della lunghezza. Poi pompa dolcemente, facendolo scorrere tra le labbra e grazie a una buona lubrificazione con la saliva.
Io non sono mai stato un grande appassionato di pompini. Ho sempre interpretato come se fosse un modo con cui il maschio godeva dell'umiliazione della donna, concentrandosi sul proprio piacere. Ma ho cambiato idea da quando ho incontrato delle donne che mi hanno confessato che spompinare il proprio uomo è il modo con cui lo sentono proprio e con cui si sentono "femmine". Del resto, io ho sempre gradito ricambiare con un amorevole e passionale cunnilingus, dimostrando nel modo migliore che conosca, la reciprocità di dare piacere alla mia compagna.
Il pompino è molto piacevole, e accompagno la testa di Eliana con dolci carezze ai suoi capelli. Lei, ogni tanto, solleva i suoi occhi di ghiaccio, e mi guarda con amore. Sono momenti di indescrivibile tenerezza e complicità, che per sempre porterò dentro di me.
Ho molta voglia di prenderla. Fare sesso nell'auto è veramente molto scomodo, ma la cosa bella è di avere un minimo di intimità (comunque, molto limitata!) e di potersi appoggiare a superfici relativamente pulite e confortevoli. La invito a sdraiarsi sul sedile e a allargare le gambe. Mi metto sopra e, con qualche manovra, riesco a penetrarla. Il bello di questa posizione è quello di poterla guardare negli occhi e di poterla baciare mentre la scopo. La pompo con forza, e lei mi invita a fare sempre più forte.
Mi ritorna in mente la nostra prima scopata, al B&B, quando mi incitava a pomparla sempre più forte.
Non mi ero mai reso conto che certe donne possono godere di più, quando un maschio le pompa tanto forte, quasi in modo violento. Avevo ancora una volta interpretato male: i maschi vigorosi, che pompano in modo energico, sono anche quelli molto apprezzati da certe donne, che adorano avere il cazzo piantato in fondo alla vagina. Io, invece, avevo una concezione molto più spirituale dell'amplesso, quello di un atto dolce e romantico, attento a non creare traumi e con frasi del tipo "ti fa male, tesoro? faccio troppo forte? vuoi cambiare posizione?".
Insomma, mi resi conto che il mio modo di scopare era più adatto a un manuale pratico preparato dal servizio sanitario, per verginelle impaurite alla prime armi, che per godere insieme a donne passionali e con esperienza. Ma probabilmente, ci sono molti modi di scopare, da quello "soft" a quello "hard", ed è anche bello poter variare, a seconda della persona e della situazione.
Ad ogni modo, cerco sempre di imparare e, limitatamente alla mia capacità cardiaca, ho cominciato a darle quello che mi chiedeva: pompate sempre più forti e profonde, e ad ogni affondo sentivo dei gemiti sempre più forti. Che sensazione! Cercavo anche di compensare l'energia delle mie stantuffate con baci appassionati sia sulla bocca, che sul collo, spingendomi poi a succhiarle i lobi delle orecchie.
Lei mi accarezzava la schiena e i suoi gemiti si stavano trasformando in urla di piacere.
Stavo per venire. Anche questa volta, le sarei venuto dentro e avrei continuato a pomparla, fin quando lo avessi avuto duro. E così successe.
Quando si ammosciò, le restai dentro, e continuai a baciarla e a carezzarla, sussurrandole parole dolci "Tesoro, sei fantastica! Ti sento mia! Ormai sono dentro di te, completamente! Ti amo!".
Mi alzai da lei, ormai fradicio di sudore. Vedevo lo sperma fuoriuscire dalla sua fica; il segnale che l'avevo posseduta completamente e che io ero ormai completamente suo.
Restammo in macchina per riprendere fiato e parlammo delle nostre cose, in modo sereno e tranquillo. Cominciarono ad arrivare altre macchine, che stavano cercando un posto per la grigliata serale.
Ci avviammo per la via del ritorno, dopo esserci goduti il nostro angolo di Paradiso!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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