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Prime Esperienze

Massaggio a Bangkok - prima parte


di Ulissex
13.03.2024    |    7.623    |    5 9.5
"Il massaggio fu’ abbastanza innocente, sensuale ma non erotico..."
Una sera di primavera, a cena in una pizzeria sui navigli, Giovanni e Camilla si godevano i primi tepori dell’estate in arrivo, guardando il sole arancione tramontare all’orizzonte, riflettendo la sua immagine sull’acqua cheta che scorreva lenta nel canale.
Giovanni all’improvviso annunciò:
“Ho avuto un bel premio in azienda. Ti porto in vacanza in Thailandia. Ti piacerebbe?”
“Siiiiii” disse entusiasta Camilla, con gli occhi che si spalancarono stupiti per la sorpresa. “Partiamo subito!”
In effetti Giovanni non aveva ancora comprato i biglietti, ma la sera stessa, entusiasta per la bella opportunità, si impegnò a cercarli e ad acquistarli.
Il volo fu tranquillo, un po’ faticoso visto il lungo scalo a Dubai, ma essendo pieni di aspettative per la bella vacanza non vi fecero particolarmente caso.
Arrivati in albergo trovarono una bella stanza pulita e profumata. La sera andarono a cena in un piccolo ristorante lì vicino e poi a letto presto per prepararsi per le visite del giorno dopo.
Durante il giorno vagabondarono per le caratteristiche viuzze della zona del fiume e per il quartiere cinese, visitarono il palazzo reale ed i templi famosi di Wat Po e Wat Arun. Camilla era eccitatissima per tutte le cose nuove che vedeva: le case, la gente, i profumi, il rumore. Fotografava tutto con gli occhi entusiasti di una ragazzina. Non riusciva a smettere di sorridere.
Passeggiando per quelle stradine non poterono non imbattersi negli innumerevoli centri di massaggio che sbucano dietro ogni insegna ed ogni angolo in quella città.
Giovanni notò che Camilla sembrava turbata dalla vista delle innumerevoli ragazze in stile Barbie che vedeva oziare appoggiate pigramente agli stipiti delle porte d’ingresso dei locali, oppure sedute sugli alti sgabelli dei micro-dehors.
Scure ninfette con gli occhi nerissimi ed i capelli corvini, che indossavano improbabili tuniche dai colori pastello, così succinte che arrivavano a malapena a coprir loro l’inguine.
Alcune di esse avevano la pelle più scura e la statura più elevata, i loro culetti dolcemente maliziosi, tondeggianti e sporgenti, si mettevano in mostra quando scendevano dai loro sgabelli per sgranchirsi le gambe.
I loro seni erano abbastanza prosperosi, forse in alcuni casi rifatti, e venivano messi in evidenza da micro-reggiseni di due misure più piccoli del necessario. Esposti con malizia attraverso la scollatura degli abitini i cui bottoni più in alto venivano con ingenua trascuranza tenuti slacciati.
Giovanni osservava con la coda dell’occhio Camilla lanciare sguardi furtivi dentro quelle scollature, guardando con evidente interesse la dolce morbidezza di quelle curve.
La floridezza dei seni e dei culetti delle thailandesi contrastava con la magrezza del resto dei loro corpi, ma non era volgare, anzi, decisamente erotica ed attraente.
A Giovanni sembrava evidente che quelle ragazze procurassero qualche turbamento nella mente di lei.
Spesso la fermavano per invitarla ad entrare con la loro cantilena in inglese: “madame, you are so beautiful” – “do you want a massage ?” “madame, so sexy, madame” – “come inside”….
Camilla sorrideva senza rispondere, un po’ imbarazzata ed un po’ incuriosita da quegli inviti così sfacciati. Sia lei che Giovanni sapevano bene che le ragazze invitavano lei perché non potevano rivolgersi a lui direttamente.
Conoscevano che è nelle fantasie più comuni degli uomini occidentali di veder la propria compagna avere rapporti con altre donne, per cui provavano ad attirare lei per poter avere il consenso di entrambi.
Continuando il loro vagabondare, Giovanni in modo apparentemente casuale si rivolse a Camilla chiedendole “vuoi provare a fare un massaggio?” – “ti piacerebbe andare insieme?”
Camilla rispose con un vago “non saprei….”, con un tono che gli fece capire subito che lei in realtà fosse curiosa di provare.
Lui allora continuò: “dai andiamo” – “tanto qui è la cosa più normale. Lo fanno tutti.”
Camilla non ebbe il tempo di rispondere che Giovanni le indicò un locale elegante che si trovava dall’altra parte della strada.
Le sembrò uno dei tanti, ma in realtà si rese conto soltanto dopo che quello era un locale dove il massaggio viene effettuato in modo privato, molto privato.
Avrebbe forse potuto accorgersene dal fatto che lì le ragazze erano particolarmente svestite e anche più maliziosette del solito, ma essendo quello il suo primo giorno a Bangkok non ebbe modo di capirlo.
Oppure in fondo se ne accorse, ma fece finta di nulla per vedere dove la proposta di Giovanni l’avrebbe condotta, incuriosita ed eccitata dall’opportunità.
Il centro massaggi era elegante e raffinato, le ragazze giovani e molto carine. Erano vestite nel solito modo provocante, con tuniche gialline, cortissime che lasciavano intravedere le loro belle gambe ed anche il candore pallido delle loro mutandine.
Dopo aver attentamente valutato le varie proposte, Giovanni decise di optare per un massaggio totale (body massage) fatto in coppia, con due ragazze che lavoravano a quattro mani.
Le ragazze del locale cercavano di mettersi in pose provocanti per essere scelte. Dimostravano meno anni di quanti probabilmente ne avessero, ma i loro lineamenti innocenti non riuscivano a nascondere la malizia dei loro sguardi.
Cercavano di attirare l’attenzione di Giovanni ma soprattutto di Camilla… Non le toglievano gli occhi di dosso.
Avevano già capito che sarebbe stata lei la protagonista della serata. Dagli sguardi di intesa che Giovanni e Camilla si scambiavano, avevano intuito che lei sarebbe stata l’invitata principale di una piccola festicciola che si sarebbe celebrata nel loro locale e che, se fossero state brave con lei, avrebbero quasi sicuramente avuto una buona mancia.
Giovanni vedeva con piacere che a Camilla quelle ragazze davano un certo turbamento e che lei ricambiava i loro sguardi in modo altrettanto malizioso, quasi di sfida.
Gli occhi di lei si soffermavano soprattutto sui loro seni e sui loro glutei. Sembrava divorarseli con gli occhi, come se volesse chieder loro di spogliarsi nel grande salone per meglio scegliere chi la turbava di più.
Chissà cosa starà pensando… fantasticò lui mentre un dolce brivido erotico gli percorreva la schiena. Che veramente lei volesse farsi fare un massaggio totale? Che veramente avesse delle fantasie erotiche con quelle belle ninfette?
Sicuramente al ritorno al loro albergo avrebbero avuto tanti argomenti per parlare di tutte quelle bellezze esotiche. Camilla decise però di lasciare a Giovanni la scelta, ed egli procedette senza esitazione indicando quelle che pensava potessero piacerle di più.
Le due thailandesi si avvicinarono a loro e gli offrirono del thè caldo, molto speziato. Si chiamavano Aoey e Kung, li salutarono con l’inchino rituale e con un “Sawadee Kaaaa” particolarmente gentile e gli indicarono di sedersi. Dopo qualche minuto di attesa li accompagnarono nella stanza dei massaggi. La camera era arredata con gusto, colori sul rosso tenue e luci soffuse. Profumi d’incenso e di spezie si diffondevano tutt’intorno.
I due lettini erano al centro della stanza e nell’angolo era incassato un bell’armadio di antiquariato dove avrebbero dovuto deporre i vestiti. Ai due lati dell’armadio un separé di Teak intarsiato in modo da renderlo semi-trasparente ed un grande specchio con una cornice dorata in toni barocchi a riflettere gran parte di quello che accadeva.
Sul muro di fianco alla porta un tavolo d’antiquariato era adornato con una strabordante composizione di fiori tropicali dai toni rossi e purpurei. Una porta di legno bianco, semi aperta dava su di un bagno di marmo bianco, arredato anch’esso con dorature e stucchi barocchi.
Le due ragazze spiegarono loro in un ottimo inglese che avrebbero dovuto spogliarsi e poi fare la doccia prima di ricevere il massaggio. Sarebbero tornate dopo dieci minuti.
Camilla e Giovanni erano molto eccitati e sotto la doccia il membro di lui si volle indurire, tanto che egli si sentiva un po’ in imbarazzo a pensare di doversi mostrare in tal modo alle thailandesi.
Camilla era splendida, il suo corpo ben modellato si mostrava in tutto il suo turgore, illuminato dalle luci a led della doccia che illuminavano la pelle di lei attraverso i le morbide volute dei caldi vapori che li avvolgevano.
Era ancora abbronzata essendo appena finita la vacanza, e il brunito bronzeo della sua pelle scura risaltava in modo particolarmente sensuale sui marmi che ricoprivano le pareti della cabina
Suonarono la campanella ed aspettarono nudi in piedi l’arrivo delle ragazze, avvolgendosi le parti intime con i bianchi asciugamani succinti che erano stati messi a loro disposizione.
Queste tornarono quasi subito, gli offrirono ancora tè, questa volta verde, ghiacciato, e gentilmente gli spiegarono di sdraiarsi a pancia in giù aiutandoli a svolgere gli asciugamani al fine di permettere loro di portarli a coprire soltanto le parti più intime.
Entrambe avevano i capelli scuri, e gli occhi nerissimi. I loro lineamenti erano gentili. I bottoni davanti dei loro camici erano sensualmente slacciati per lasciar intravedere la loro mercanzia: due paia di seni rigogliosi costretti in mini-bra le cui esili cordicelle sembravano volersi strappare ad ogni movimento.
l massaggio iniziò in modo lento e delicato, le mani pazienti ed esperte delle ragazze li accarezzarono dalla testa ai piedi, scivolando gentili sulle gambe sulla schiena, le spalle, il collo….
Loro si lasciarono trasportare da quelle dolci sensazioni. Il profumo degli olii e l’afrore dei legni, dei tessuti e dei fiori pervadevano la stanza e contribuivano a creare in loro uno stato di dolce trasporto, quasi di leggera ebbrezza.
Giovanni guardava la schiena e le gambe di Camilla. La pelle lucida per l’olio da massaggi emetteva riflessi dorati alla luce soffusa delle lampade calde della stanza che contrastava con quella più bianca che filtrava attraverso uno spiraglio lasciato aperto dalla porta del bagno.
Distesi morbidamente sui lettini profumati, ogni tanto socchiudevano gli occhi per scambiarsi sguardi di intesa.
Entrambi capivano che l’altro stava pensando alla stessa cosa e la consapevolezza di questo li rendeva complici maliziosi.
Il grande specchio di fianco alla porta d’entrata permetteva loro di vedersi sotto diverse angolazioni, e di guardare la schiena delle ragazze apparentemente concentrate nei loro rispettivi compiti.
Il massaggio fu’ abbastanza innocente, sensuale ma non erotico. Giovanni che era il più esperto essendo già stato in Thailandia altre volte capì che le ragazze volevano giocare con i loro corpi per un po’ prima di far salire la tensione erotica.
Dopo il massaggio della schiena, gli chiesero di voltarsi per iniziare il massaggio della parte anteriore. Durante questa operazione, tuttavia, gli asciugamani si dovettero togliere, e Giovanni non poté più mascherare la potente erezione che lo turbava fin dalla doccia.
La sua ragazza rise maliziosa, guardando grosso pene di Giovanni in modo abbastanza esplicito prima di posare il piccolo asciugamano bianco sul ventre di lui.
Tuttavia, la situazione non migliorò di molto, visto che il peso del piccolo lembo di cotone non era sufficiente per tenere abbassato il pene di Giovanni, che con la sua impudica durezza riusciva ugualmente a sollevarsi fieramente.
Camilla guardava la scena senza riuscire a staccare gli occhi dal rigonfiamento dell’asciugamano immaginando il cazzo turgido di Giovanni, durissimo ed eccitato.
Non era gelosa che lui avesse un’erezione, anzi ne era quasi lusingata perché sapeva che Giovanni era a sua volta turbato dal fatto di pensarla accarezzata da altre mani femminili, e si stava preparando a godersi lo spettacolo.
Prima di iniziare però Giovanni, fece un cenno alle due ragazze, alzando con la mano il lembo del vestitino di quella che stava accanto a lui in modo da scoprirle le mutandine che con intento un po' ingenuo la thailandese aveva indossato per coprirsi il morbido culetto durante il massaggio.
Camilla si stupì un poco per il gesto di Giovanni, anche perché non lo capì subito. Intuì però che lui sapeva già cosa potesse chiedere alle due tailandesi.
Queste infatti capirono, si scambiarono un cenno d’intesa ed educatamente si ritirarono dietro al paravento. La semi-trasparenza della lavorazione fece subito capire che erano intente a spogliarsi, e che quel marchingegno così insolito era stato scelto volutamente per rendere l’operazione un po' più maliziosa.
Comparirono poi subito dopo senza più nulla indosso, coprendosi il pube con la mano, ma senza mostrare apparentemente vergogna. Camilla sgranò un pochino gli occhi; ingenuamente non aveva pensato a quale tipo di massaggio sarebbe dovuta soggiacere quando era entrata in quel locale.
Il trovarsi improvvisamente di fronte la nudità delle ragazze le aveva fatto capire bene la situazione che si sarebbe venuta a creare di lì a poco. Il suo sguardo cambiò presto da quello misto tra sorpresa e pudore a uno più sfacciato di desiderio e curiosità. Arrossì vistosamente in volto e sul petto come spesso le accadeva nell’apice del piacere Guardò Giovanni e gli lanciò un insulto scherzoso: “maledetto … lo sapevi…”
Lui volle rassicurarla con il tono basso e tranquillo della sua voce: “non ti preoccupare, non ti faranno nulla che tu non voglia accettare” Distese il braccio verso il lettino di Camilla aprendo la mano e disse “io sarò sempre qui vicino a te, e ti parlerò. Sarà molto piacevole, vedrai”
Le due ragazze erano decisamente carine, più alte e più formate della media, i loro seni non più nascosti dietro i pizzi neri erano sodi e rotondi, si reggevano da soli senza quasi soggiacere alla forza di gravità. Avevano entrambe grandi areole scure che mettevano in evidenza lunghi capezzoli già turgidi, un po’ per l’eccitazione della situazione ed un po’ per il fresco dell’aria condizionata.
I peli del pube erano ridotti a due sottili striscioline scure, vezzosamente modellate a proteggere le sporgenze del clitoride e delle grandi labbra.
Giovanni e Camilla potevano vedere i loro culetti riflessi nel grande specchio, ondeggiare flessuosamente man mano che si avvicinavano ai due lettini.
Cercavano di camminare a passi piccoli per mascherare l’oscena nudità dei loro rosei fiorellini, senza naturalmente riuscirvi vista la prorompente rigogliosità dei loro glutei impudichi.
Avvicinandosi i lettini, chiesero ad entrambi il permesso di togliere i due piccoli asciugamani per far sì che potessero massaggiare tutto il corpo.
Cercarono il più possibile di mettere Camilla a suo agio. Giovanni evidentemente non sembrava imbarazzato a mostrare il suo membro spaventosamente eretto, con la rotondità della sua grande cappella rubizza ondeggiante sul suo ventre ad arrivare fin quasi all’ombelico.
Camilla invece fece per coprirsi il pube ma ancora la voce di Giovanni la rassicurò dicendole di porre le mani e le braccia sul lettino al fianco del corpo e chiudere gli occhi per rilassarsi completamente al suono della musica di sottofondo.
La melodia rilassante di questa, insieme ai profumi della stanza ed a quelli dei corpi nudi delle due ragazze liberò Camilla dai suoi residui pudori permettendole di abbandonarsi senza timore a quanto stava per accaderle.
I massaggi partirono in sincronia dalle piante dei piedi, risalendo lentamente sulle gambe per arrivare fino agli inguini e lì si fermarono. Le due ragazze guardavano ammirate il pene di Giovanni ed il corpo sensuale di Camilla. Si mangiavano con gli occhi il suo seno di quarta misura, e l’addome piatto. Le lunghe gambe affusolate e sensuali, i fianchi rosei ed accoglienti.
Erano particolarmente colpite dal contrasto tra le zone brunite dal sole e quelle ancor pallide sotto il costume, visto che non era nella loro cultura la pratica di cercare l’abbronzatura.
Dopo quell’attimo di incertezza, ripresero subito a massaggiarli come se nulla fosse, spostando le loro mani sulla parte alta dei loro addomi, trattandoli con lenti e leggeri movimenti rotatori delle mani intorno agli ombelichi. Evidentemente erano abituate alla situazione.
Pian piano risalirono dal ventre al petto. Le loro mani si muovevano all’unisono, quasi come fossero guidate dalla musica di sottofondo nella stanza. Sembrava quella di uno strumento a corde, era piacevole ma a loro sconosciuta.
Quando si trattò di massaggiarle il seno, la ragazza del lettino di Camilla si fermò, titubante e chiese il suo assenso prima di continuare.
Camilla guardò il suo uomo, come a volergli chiedere a sua volta l’approvazione. Lui ovviamente non gliela negò, tanto era evidente il suo desiderio e tanta era l’eccitazione incontenibile del suo membro.
Camilla lo ringraziò con lo sguardo e fece a sua volta un cenno di assenso alla ragazza senza parlare. Poi chiuse gli occhi come ad aspettare il piacere in arrivo. Il suo seno era molto sensibile, bastava un tocco lieve per farle inturgidire i capezzoli, a volte riusciva persino a raggiungere l’orgasmo con la sola stimolazione delle dita o della lingua.
Giovanni immaginava come lei si dovesse sentire al tocco di quelle mani piccole e delicate. Aveva aperto gli occhi per guardarla e lei adesso lo ricambiava guardandolo dritto nei suoi per leggergli nella mente. Entrambi stavano giocando con la coscienza del piacere dell’altro e con l’aspettativa di quello che stava per arrivare.
Ovviamente la tailandese non si soffermava sui capezzoli, ma massaggiava il seno in tutta la sua interezza, arrivando a volte molto vicino ad essi ma senza sfiorarli. Saliva dai due lati con una leggera pressione, arrivando fino alle areole e poi scendeva spostando la pressione verso la parte bassa e poi quella interna Che dolce tortura dev’essere stata per Camilla… Giovanni la vedeva inarcare la schiena come faceva spesso nei momenti di massimo piacere, e mordicchiarsi il labbro… sicuramente per non gemere ad alta voce
Le chiese allora se provasse piacere.
“molto, moltissimo” – “rispose lei “devo resistere” aggiunse inconsciamente – “non voglio lasciarmi prendere dalle sue mani”
La ragazza si accorse della sua eccitazione, e disse qualcosa in tailandese alla sua collega mentre quasi per errore spingeva le sue dita a stringere i capezzoli di Camilla, guardandola negli occhi… La stava provocando… Massaggiò quelle due turgide protuberanze per pochi secondi, che però furono sufficienti per Camilla che ebbe uno scatto di reni e non si trattenne… “ahhhhhaaaa”.
Allora la tailandese si ritrasse ed il gioco momentaneamente finì. Continuò però nella mente di Giovanni e di Camilla, che si guardarono ancora negli occhi, con intesa crescente. Lei era silenziosa ma lui capì che desiderava veramente godere, disse allora in inglese alla ragazza di continuare.
La thailandese allora riprese a massaggiare il seno in modo più esplicito, stringendo e torturando i capezzoli di Camilla ormai senza più tentare di nascondere il proprio intento. Scivolando con la pelle cosparsa d’olio, saliva dal ventre ad afferrare i seni con le palme delle mani, e poi con tre dita unite indugiava sui capezzoli per farli indurire. Poi scendeva leggermente sui lati per stringerglieli insieme alle areole.
Il massaggio si era ormai trasformato in un trattamento erotico, estremamente esplicito. Il viso ed il petto di Camilla si arrossirono ancor di più di quanto la tenue luce soffusa già non avesse il potere di fare. Era quello un segno inequivocabile che era decisamente eccitata
Camilla chiuse per un momento gli occhi e disse: “non ce la faccio a resistere” – “Più cerco di pensare ad altro e più le sue mani mi procurano piacere”
Giovanni la guardò, vide che aveva gli occhi chiusi e disse.
“Lasciati andare. Goditi il massaggio”
La ragazza di Giovanni invece aveva preso a masturbare esplicitamente il membro di lui con entrambe le mani. L’aveva unto con abbondanza di olio da massaggio ed aveva preso a scivolare con i due pugni chiusi su e giù di esso con movimenti lenti ma energici
Camilla che nel frattempo aveva riaperto gli occhi guardava quelle mani che scivolavano voluttuose sul cazzone del suo uomo e si stupiva di provare ancor più eccitazione. Vedeva le piccole goccioline del seme di lui uscire dalla cima della cappella e scendere luccicanti lungo di essa a mescolarsi con gli olii profumati che inumidivano le dita della thailandese.
Le piaceva che Giovanni la guardasse, accarezzata dalle mani di un’altra donna, e voleva che lui godesse di questo. Voleva che lui capisse che lei si concedeva ad’ un'altra donna a mente lucida per godere del suo piacere ma anche per godere lui.
Camilla allora accavallò leggermente le gambe per stringersi il clitoride in mezzo ad esse. Giovanni se ne accorse e non disse nulla ma la guardò muovere i muscoli della parte alta delle cosce, dapprima lentamente e poi in modo sempre più veloce, ad accompagnare il rossore del suo volto e l’inarcamento della schiena.
Entrambi godevano ormai in modo totalmente esplicito, senza pudore e senza alcun controllo. Lei emetteva suoni sempre più forti e lui contraeva tutti i muscoli del corpo irrigidendolo nello spasmo di un orgasmo ormai imminente. Le ragazze si chinavano su di loro per accompagnare il massaggio con la pressione dei loro seni, quelli della ragazza di Camilla a premere contro i seni di lei, quelli della ragazza di Giovanni a stringere in mezzo ad essi il pene di lui.
Giovanni e Camilla potevano vedere la scena dei quattro corpi nudi riflessa nel grande specchio dorato, osservando con lascivo piacere i quattro corpi ormai tutti lucidi degli olii da massaggio e degli umori dei loro corpi. Anche le due ragazze avevano preso a stringere le gambe in modo ritmico come aveva fatto prima Camilla, e sembravano procurarsi piacere premendo i muscoli dell’interno delle loro cosce sui clitoridi stretti in quella dolce presa.
Quando si stendevano al massimo sui corpi di Camilla e Giovanni i rosei fiorellini dei loro culetti si mettevano in mostra nella penombra della stanza e sembrava volessero invitare le loro mani a sfiorarli.
Giovanni sicuramente ebbe quel tipo di pensiero, tanto che prese ad accarezzare la parte interna delle natiche della sua ragazza che lo lasciò fare. Camilla avrebbe voluto tanto fare la stessa cosa alla sua ragazza ma presa da uno strano senso del pudore non ebbe il coraggio di provare.
All’improvviso, tuttavia, il tempo del massaggio terminò e con esso terminò il paradiso del magnifico trattamento. Il membro di Giovanni ormai era inturgidito alla massima erezione e non ne voleva sapere di tornare a riposo. Tutto cosparso dei propri umori e dell’olio da massaggio, troneggiava con forza imbarazzante nella semi oscurità della camera.
Camilla ancora eccitata sembrava non poter ritornare nel mondo reale, ma piuttosto vagare semi incosciente nel paradiso dei sogni.
Il massaggio era finito, incompiuto ma forse per questo ancora più erotico. Perso nel limbo del piacere inespresso per i corpi ma vissuto intensamente nelle profondità della loro immaginazione.
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