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Prime Esperienze

Voglie e perversioni di un adolescente 4°cap


di Membro VIP di Annunci69.it Parassitele1418
21.08.2026    |    1.289    |    4 8.7
"Sono in una posizione oscena, il buco si vede; me lo lubrifica per bene con un fresco gel, poi mi sussurra: "Ti farà male, piccolo..."
Ciao a tutti, quarto capitolo.

Dove eravamo rimasti? Sì, mi stavo riprendendo dagli esami che avevo dovuto subire fino ad allora.
Stavo facendo una piccola merenda nudo, in attesa di essere di nuovo legato da Matteo.
Mi dice: "Coraggio, preparati". Mi chiede di distendermi a pancia sotto, mi mette un piccolo cuscino sotto il pube e inizia a bloccarmi con le cinghie. In men che non si dica sono di nuovo nell'impossibilità di muovermi, con il sederino alzato, le gambe divaricate all'inverosimile e il buchino del sederino oscenamente esposto. Quindi chiedo a Matteo se sentirò dolore in questo esame, e lui sorprendentemente ammette di sì. Primo perché il dottore mi praticherà una puntura e poi perché verrò gonfiato ad aria per permettere alla sonda anale di transitare nel mio colon.
"Cazzo", esclamai. "Ancora punture, ho paura, maledizione, dove me la fate?"
Matteo risponde: "Nello sfintere anale".
"Scusa??? Hai capito bene? In torno al buco del culo, nel muscolo?"
"MA VOI SIETE PAZZI!" urlo. "Non se ne parla neppure: slegami subito, è troppo, non voglio."
Matteo sorride e mi dice di calmarmi. Inizio a piangere in modo isterico e lui mi dice: "Sopporta, poi ti farò un bel regalo".
In men che non si dica mi ritrovo quei due porci dietro al mio povero sederino indifeso con una siringa in mano. Inutile dire che qui aghi piccoli non esistono; sento distintamente l'ago entrare dentro, perforando il muscolo dello sfintere anale. "AIAAAA, CAZZO, MI FA MALEEEE!" urlo con tutto il fiato che ho. Poi, dopo l'iniezione, il dottore infila la sonda dentro il mio ano; naturalmente prima la lubrifica un po'. "Be', se è così non è poi tanto male", mi dico, ma non ho ancora finito la frase che sento i miei intestini gonfiarsi all'inverosimile: mi stanno pompando aria nel culo. I crampi si fanno sentire; come se non bastasse, il tubo-sonda, vibrando, risale su per il mio intestino provocandomi un fastidio enorme, come avere un serpente in culo che ti sta sverginando, strisciando dentro di te. Inutile divincolarsi, quindi accetto rassegnato, piangendo. Il mio ultimo esame dura relativamente poco: scandagliato il mio intestino in lungo e in largo, il dottore sentenzia che è tutto a posto. Quindi il "serpente" lascia il mio interno e vengo slegato e portato in ambulatorio. Matteo mi prende in braccio, mi accarezza tutto e mi sussurra paroline dolci.
Mi sdraia sul lettino e mi dice che dobbiamo togliere i punti sul pisello. "Cazzo, me ne ero dimenticato!" Mi copro il pisellino e grido: "No, ti prego, faccio tutto quello che vuoi ma basta dolore". Lui ride: "Non preoccuparti, non sentirai nulla" e, afferrate una forbice e una pinzetta, taglia ed estrae i punti uno ad uno senza dolore come promesso. Poi passa una salviettina per pulire tutto e, oddio, mi prende il pisello in bocca, mi succhia ingoiando anche i testicoli ed io, a gambe aperte, lo lascio fare in preda all'estasi.
Infila un dito nel mio sederino al caldo.
"MATTEOOOO, STO PER VENIREEE!" e gli sparo in bocca il mio sperma; non contento, lui continua a succhiare. Io, scosso dai brividi, mi accascio sul lettino e mi addormento.
Quando mi sveglio sono sopra, in una stanza da letto della villa, in un lettone matrimoniale. Indosso le mie mutandine e niente altro. Matteo è sdraiato accanto a me, mi osserva e mi dice: "Buongiorno, cucciolo. Il tuo sperma ha un buon sapore, ma sei poco resistente. Non crederai che sia finita qui."
"Perché, che altro volete farmi?" chiedo io.
"C'è da superare le prove delle soglie di dolore. E poi ho chiesto al dottore di agganciarti e farti subire la macchina che controlla l'orgasmo."
"ODDIO, che cosa è?" domando io.
"È una macchina che, attraverso impulsi elettrici, è in grado di portarti sull'onda del coito ma senza farti venire. Decideremo noi l'esplosione del tuo orgasmo e sarà devastante per te. Ci supplicherai di farti venire. Ah, dimenticavo", dice Matteo, "dobbiamo iniettarti nel sederino una dose di eccitante ormonale. Quindi prepara il sederino ad una nuova puntura."
"Non mi importa, fatemi quello che volete, sono la vostra giovane cavia, sopporterò tutto", rispondo io. "Ma posso chiederti di fare una cosa per me?"
"Dimmi, cucciolo", risponde Matteo.
"SCOPAMI IL CULETTO", rispondo io. "Ti prego, voglio sentirti dentro di me, scopami e riempimi di sborra, fammi tuo."
Matteo inizia a spogliarsi; in breve tempo è nudo. Non ci posso credere: che mazza che possiede in mezzo alle gambe.
"Dovrò andarci piano o ti romperò il culetto", risponde lui, poi inizia ad accarezzarmi tutto.
Mi pizzica le tettine; i suoi polpastrelli scivolano dal mio collo fino al mio inguine provocandomi brividi fantastici. Afferra l'elastico dei miei slip, me li abbassa e li toglie; mi bacia dopo che sono salito sopra il suo corpo: la sua lingua mulina nella mia bocca.
Si alza, sistema due cuscini in centro al letto, mi prega di distendermi a pancia in giù e mi aiuta a sistemarmi con le gambe aperte. Sono in una posizione oscena, il buco si vede; me lo lubrifica per bene con un fresco gel, poi mi sussurra: "Ti farà male, piccolo. Sei pronto per questo?"
"SIII, SCOPAMI, SFONDAMI, SVERGINAMI, non resisto più, ti amo."
Detto fatto: Matteo appoggia la sua mazza sul mio sfintere ed inizia a spingere, e grosso. Ad un certo punto la cappella riesce ad entrare; io grido di dolore. Lui si ferma ma non esce, mi dà il tempo di abituarmi, poi spinge di nuovo. Il dolore è insopportabile, ma sono deciso ad avere quel magnifico trapano di carne tutto dentro di me. Piango ma gli urlo di non fermarsi. Mi afferra per il bacino e con un ultimo colpo magistrale il suo cazzo entra dentro tutto. Mi toglie il respiro: nel mio culetto c'è piantata una mazza di 20 cm, larga 4.
Il tempo di riprendere fiato e poi grido: "Fottimi!"
Lui pompa e mi scopa alla grande; sento i suoi 20 cm picchiare nel mio interno, poi il dolore cessa lentamente e lascia spazio alla goduria. È incredibile la sensazione di pieno che il mio culetto mi trasmette. Mi scopa come un forsennato, poi grida: "MARCO, VENGO!" e mi sborra dentro un fiume in piena, mi riempie.
Si accascia su di me. Ci giriamo di lato, mi avvolge col suo corpo, mi blocca le mani con le sue e mi avvolge con le sue gambe.
"No, piccolo, voglio stare ancora nel tuo caldo culetto", dice. Sono bloccato così, con la sua mazza piantata al caldo nel mio culetto che mi sfonda le interiora, ma in fondo non mi dispiace. Mi sono innamorato di Matteo, anche se ogni tanto mi fa provare dolore.
Mi addormento soddisfatto.
TO BE CONTINUED

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