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Voglie e perversioni di un adolescente 5°cap


di Membro VIP di Annunci69.it Parassitele1418
22.08.2026    |    200    |    2 9.4
"Arriva il doc, mi afferra il pisello, ritrae il prepuzio e inizia a collegare parecchi elettrodi..."
Ciao a tutti, quinto capitolo

Ci svegliamo nel lettone. Ho ancora il suo cazzo piantato nel culo; solo che è moscio. Lo sfila e comincia a colare la sborra fuori. Stringo il buco e mi metto una mano a pannolino. Lui mi accompagna in bagno, entriamo in doccia, mi insapona; io insapono lui. Ci strusciamo, gli tasto l'uccello, i testicoli e il buco del culo. Poi abbasso e gli lecco la cappella. Lui mi afferra, mi alza e mi dice: "Basta, adesso assatanato". Ci sciacquiamo dal sapone, usciamo e ci asciughiamo.

PAURA mi prende per mano e mi riporta giù in ambulatorio, anche se il nome più corretto sarebbe stanza delle torture oppure stanza del buco, visto quanti buchi mi hanno fatto.
Entriamo. Io d'istinto vado verso la sala operatoria; lui mi afferra e mi dice: "No, lì qui".
Entriamo in un altro locale. Il doc è già lì che mi aspetta con la siringa pronta.
Matteo mi guarda in volto e dice: "A te la scelta.
O ti leghiamo al lettino come prima e subisci, o la fai sdraiato sulle mie ginocchia mentre ti tengo." "No, Matteo, sulle tue ginocchia mi terrai fermo? Quell'ago è grosso." "Certo, piccolo, vieni, non temere." Si siede sul divano al centro. Mi sdraio su di lui, metto le mani dietro la schiena; lui mi abbassa le mutandine, mi blocca le gambe con la sua destra, mi afferra i polsi con la sinistra e mi infila un dito in culo con la destra. Non me lo aspettavo, gemo di goduria: "AAAA è bellissimo, Matteo". Il doc sente ed esclama: "Senti questa piccola troietta come gode; chissà dopo attaccata a quella macchina come urlerà".
Si avvicina, strofina il disinfettante e poggia l'ago; spinge: dolore, lo sento bucare e penetrare. "HAIII, MI FA MALE, PORCA PUTTANA, NON CI SONO Aghi PIÙ PICCOLI?" Il doc inietta e poi toglie l'ago. Mi tira uno schiaffone sul sedere forte: mi brucia. Mi risponde: "Piantala stronzetto, devi soffrire; cosa credi, che ti facevamo fresco?"
"MATTEO, sai cosa devi fare?" esclama il doc.
"Sì, dottore." "Vieni, Marco." Mi conduce a fianco di un espositore come quello della sala operatoria, solo più esiguo, piccolo e strano. Per esempio, in centro c'è un piccolo cuscino che sosterrà la schiena e due appoggi su cui alloggiare il culetto. Matteo mi abbassa e toglie le mutandine. Il mio pisello è già in tiro, duro come non mai; mi fa quasi male. "Com'è possibile? Matteo, tu lo sai?" Lui mi guarda: "La puntura te la sei dimenticata?"
"A, ecco", penso io. Procede a legarmi i polsi e le caviglie; cinghia sull'addome. "Sono piuttosto libero", gli dico. "Come mai?" "Deve essere così, ti guarderemo contorcerti dalla goduria."
Poi avvicina una specie di sostegno snodato; lo abbassa fino a 50 cm sopra di me e accende la lampada scialitica. Il mio corpo è illuminato. Arriva il doc, mi afferra il pisello, ritrae il prepuzio e inizia a collegare parecchi elettrodi. Me li posiziona sul pisello, sui testicoli; poi inserisce nel retto un lungo sensore, avvicina un altro braccio, elettrodi sul petto, pinzette che mi mordono i capezzoli, elettrodi sul cervello.
"EIII, non è che mi fulmina questa macchina?"
"Non preoccuparti e preparati a soffrire."
Solo ora, dopo un rapido sguardo alla stanza, mi accorgo degli arredi e di tutti gli oggetti che contiene: sono in un dungeon da tortura.
Il doc dice: "Sì, comincia." Accende la macchina e testa gli elettrodi; invia scariche elettriche che mi fanno sobbalzare. Ogni volta le più fastidiose sono quelle del pisello e del culetto.
Poi inizia a sintonizzarsi. Io capisco che sento qualche cosa, ma poca cosa; passano i minuti.
E quella sensazione inizia a piacermi, è come se un'onda calda ti attraversasse il corpo lasciandoti a tremare. Dopo 10 minuti sento esattamente la sensazione che si prova quando si sta arrivando all'orgasmo. A questo punto il doc preme il pulsante mantenimento e io chiedo a gran voce: "Cosa succede? Sono in cima, voglio godere ma non riesco." Mi contorco, mi stiro ma non raggiungo l'orgasmo. Inizio a supplicare: "NOOOO, VI PREGO, FATEMI GODERE!"
"AIUTOOO, VI SCONGIURO, NON RESISTO PIÙ, PER FAVORE!" ma niente: mi mantengono così per ben mezz'ora. Sono tutto sudato, il mio corpo trema. Quando il doc toglie la funzione mantenimento esplodo in un violento orgasmo, anche perché mette le onde alla massima potenza: una cosa devastante. Il pisello mi pulsa e mi fa male. Grido come un matto: "AAAA SIIII!"
"GODOO" e sette fiotti di sperma iniziano a uscire dal pisello. Poi mi calmo, devastato.
"Ti è piaciuto, troietta?" esclama il doc. "Spero di sì, perché ne subirai altri di orgasmi."
"ALTRI? NOOOO, PIETÀ, NON LI SOPPORTO!" ed riaccende la macchina. La riaccende per quattro volte.
Mi fanno male i testicoli dalla contrazione.
Poi finalmente una doccia per lavare via il sudore e mi rivesto. Esco da quella casa soddisfatto anche se distrutto. Matteo mi accompagna e mi infila in tasca un biglietto da visita e mi sussurra: "Vieni da me se vuoi scopare. Mi piace il tuo culetto." Sorrido ed esco.
Ci andrò sicuramente.
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