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Lui & Lei

SINGAPORE SLING


di Membro VIP di Annunci69.it ArchitectOfChance
04.06.2026    |    18    |    0 6.0
"E in un attimo si allontana, mentre lui mi stringe, le sue mani che divorano il mio corpo..."
LEI
Il suo nome compare sul display dello smartphone. Ma avrei saputo comunque che era lui, ha una suoneria dedicata.
La sua voce, calda e sensuale come sempre e, come sempre, diretta e senza convenevoli, mi dice di prepararmi per un viaggio tra due settimane.
Destinazione Singapore, deve incontrare dei clienti importanti. E vuole che lo accompagni.
Con che ruolo, mi chiedo. Ma la domanda rimane con me.

LUI
Singapore. Adoro quella città, che ti avvolge con il suo caldo umido, un’umidità che rende erotica qualsiasi esperienza. Il profumo dei frangipane in fiore, l’umanità che ha il suono e l’immagine di ogni parte del mondo.
E quel mix di perfezione e imperfezione, materia e antimateria, ordine e caos. Il tutto, ammantato di eleganza. Come lei.

LEI
12 ore in aereo, lui assorto in letture per me quasi incomprensibili, solo ogni tanto una mano che mi sfiora, uno sguardo indagatore che si sposta, in una impercettibile frazione di secondo, dai miei occhi al mio seno alle mie gambe.
No, niente fantasie strane nelle toilettes su questo volo Singapore Airlines.
Ma le fantasie erotiche che scatenano in me le ragazze assistenti di volo, la cui bellezza è pari alla loro gentilezza, mi sorprendono proiettando fantasie tanto oscene quanto eccitanti. Orge umide popoleranno il mio jatlag, qualche ora più avanti.

LUI
Il taxi spara aria condizionata facendo precipitare la temperatura all’interno della vettura. Un’abitudine insopportabile per me, che amo il caldo.
Chiedo cortesemente di limitare questa glaciazione, con qualche protesta di lei che scorgo accaldata e sudata. E la cosa mi eccita. Immagino il suo calore tra le cosce, che sprigiona la fragranza erotica della sua femminilità.

LEI
L’hotel, splendido nella sua architettura coloniale, ci accoglie con la consueta gentilezza.
Sono sotto la doccia, ora, cerco di rimettere insieme le ultime ore, dall’altra parte del mondo, sapendo che appena ritornerò all’esterno, avvolta dal caldo e dall’umidità, quei pensieri osceni che cerco di domare riprenderanno il controllo del mio sistema neurosensoriale, proponendomi piaceri intensi e indecenti. Pensieri che pulsano dal profondo, densi fluidi carichi di desideriinconfessabili e insaziabili.
Il mio sguardo curioso scatta istantanee delle persone, del luogo, del drink che sto sorseggiando, fresco nettare inebriante mentre lui scambia messaggi e prende accordi.
Una macchina ci aspetta. E una sorpresa, che spero sia la prima di tante.

LUI
Ho scelto Y. come accompagnatrice per il tragitto verso la riunione.
La conosco da tempo. La sua bellezza sprigiona qualche cosa dal profondo, un mix di eleganza, sensualità e perversione, non sempre in questo ordine.
Sono sicuro che lei apprezzerà, per certi versi sono complementari.
Quando si incontrano, prima di salire in macchina, osservo compiaciuto il lampo negli occhi di lei, bloccato in un istante senza tempo da quello di Y.
Sento i loro pensieri, i loro desideri, le loro fantasie.

LEI
Due ore. Per tutto questo tempo, mentre discutevano progetti e competenze, Y. non ha perso mai l’occasione di lanciarmi occhiate.
La pelle ambrata, il corpo slanciato, gli occhi e le labbra che tradiscono un mix di razze in cui l’eleganza asiatica è solo una traccia in una prorompente miscela di sensualità.
Cerco di interpretare i suoi sguardi, di capire se c’è desiderio erotico o curiosità. Chi sono io?
Perché accompagno lui in una riunione in cui, palesemente, sono solo spettatrice? Sono una escort, una compagna, un’avventura casuale sulla scala infinita dell’universo?

LEI
Per festeggiare l’accordo sul progetto, la sera dopo ci sarà un party al 57mo piano del Marina Bay Sand, l’iconico grattacielo di Singapore.
Porta un costume, mi dice.
Al 57mo piano, una enorme piscina si affaccia a sfioro sullo strapiombo che domina la baia di Singapore. Un dj è assorto nella scelta della colonna sonora della serata, diffondendo musica liquida come l’acqua di questa immensa piscina. C’è molta gente, molte persone che immagino facoltose, ma l’atmosfera è molto piacevole, rilassata ed elegante. I miei sensi però sono tesi, qualcosa nell’aria sa di eccitante, sa di sesso.
O forse è solo la mia voglia di oscenità.
Lui è sdraiato su una chaise longue a bordo piscina, io sorseggio un cocktail in piedi di fianco a lui.
Sento la mano, gentile ma decisa, che si posa sul mio fianco destro.
Y. è dietro di me, indossa un bikini in latex nero, ai piedi due décolletée nere dal tacco vertiginoso e sul viso indossa il suo sguardo più lascivo.
Benvenuta, dice.
Grazie, dico, mentre il suo sguardo percorre il mio corpo e la sua mano diventa una carezza che è a un passo dall’essere esplicita.
Un attimo dopo, lungo quanto un orgasmo che sta per arrivare, è accovacciata sui tacchi davanti a lui, il suo cazzo in bocca mentre performa una fellatio così appassionata da essere ipnotica. Il tempo rallenta, i mie pensieri accelerano, mentre due donne si uniscono a Y. dividendosi il piacere.

LUI
La bocca di Y. è una risacca che confonde la mente, genera ondate di piacere mentre si dedica con devozione al mio cazzo conteso da altre due donne. Ma Y. è una donna speciale, il mio regalo per lei, che osservo, eccitato, mentre guarda in piedi di fianco a me.
Sento la sua voglia di abbassarsi e partecipare, i suoi occhi contesi tra il mio sguardo e la scena.
Abbassati, le dico mentre prendo la sua mano per guidarla fino alla scena. E lei, prima, si gira, guarda dietro di lei, si guarda intorno vedendo solo ora quello che le era sfuggito ma che, nell’intimo, desiderava.
Mentre Y. si alza e mi lascia con le altre due donne.

LEI
Mi giro, riuscendo finalmente a distogliere lo sguardo dallo spettacolo erotico che ho davanti. Vedo Y., accovacciata, il viso esposto a un gruppo di uomini che lo schizzano, uno dopo l’altro e a volte insieme.
La mia mente mi riporta a quando ero io, bendata, in quella prima volta. Sento l’eccitazione salire a livelli incontenibili, mentre mi giro a guardare lui e incontro i suoi occhi e un cenno della sua testa, un cenno di incoraggiamento o di approvazione, non saprei dire. Ma so che cosa desidera. E so che cosa desidero io.

LUI
La guardo mentre si avvicina a Y. ancora intenta a ricevere sperma sul viso. Si abbassa, le accarezza la guancia resa viscida dai getti continui, la bacia sulle labbra sature di sesso poi si sposta, perché sa che quel seme non è per lei, questa notte. Lei dovrà godere di altro.

LEI
Sento il sapore della pelle di Y., delle sue labbra mischiato a quello dello sperma di uomini diversi. Vedo il liquido lattiginoso che luccica sulla sua pelle e sul lattice del costume.
Continuo ad accarezzarla mentre la pioggia di sperma non ha fine, sostengo il suo sacrificio, la incoraggio a proseguire, protagonista sull’altare della lussuria e io, io la sua sacerdotessa. La accarezzo tra le gambe mentre la bacio tra un getto e l’altro, lingue dense di sperma che si rincorrono in attesa di nuova linfa.
Ma ora si alza, nuovamente Padrona.
Mi prende per mano, mi bacia con una passione insieme intensa e delicata. E io desidero il suo sapore, quello più intimo, esaltato dall’umidità di questo luogo che non dà pace neppure dopo il calare del sole, esattamente come i miei sensi. E in un attimo si allontana, mentre lui mi stringe, le sue mani che divorano il mio corpo.

LUI
Desidero il suo corpo, la sua fica, il suo calore, i suoi fluidi e il suo sudore. Ma non ancora.
Lei, questa sera, è la mia offerta alle divinità del piacere. La porto con me in un punto della piscina dove è stato ricavata una zona lounge, la faccio accomodare su un pouf rivestito in vinile viola lucido.
Mi guarda, lo sguardo non sazio, voglioso di un proseguimento sempre più osceno, sempre più oltre, ancora e ancora. Cerca il mio cazzo ma la allontano, sento le sue mani che mi cercano, mi afferrano, mi desiderano ma ciò che desiderano veramente è sesso, sesso libero, spregiudicato, incontrollato, devastante come un incendio in una notte estiva di vento caldo.
E poi arriva Y., e non è sola.

LEI
Y. è davanti a me, si abbassa, mi divarica le gambe, sposta il costume e tuffa il suo viso sulla mia fica. Sento la sua lingua che scorre sulle mie labbra, e le sue labbra che assaporano, tormentano, scivolano un continuum di lingua, saliva, carnosità. Lui mi fa distendere, sdraiata, le mia gambe aperte a ricevere quel furioso desiderio.
Chiudo gli occhi in preda a un’estasi che mi rapisce, i pensieri confusi, il caldo umido rende l’aria densa come il sesso. Uno schizzo liquido mi colpisce il viso, caldo e fluido, ma non è sperma.
Apro gli occhi e due cosce aperte riempiono il mio campo visivo, si abbassano, la fica ormai a contatto con il mio viso. La mia bocca si apre, la lingua si confonde con il suo nettare mentre le sue dita si muovono frenetiche strofinando l’interno di quel fiore dischiuso, dall’odore intenso, inebriante, quasi soffocante.
E mentre il mio fiore cede il nettare a Y. uno schizzo di liquido mi inonda il viso, i gemiti della donna che si fondono con la musica in sottofondo. Altri schizzi, poi si abbassa di nuovo per ricevere la mia lingua. Si alza, poi, e un nuovo fiore dischiuso si avvicina al mio viso.

LUI
Guardo la scena, eccitante e perfetta come il dipinto di un maestro rinascimentale.
Y. con il viso affondato tra le sue cosce, le mani che cingono i suoi fianchi. E tutte le altre donne che, a turno, si masturbano sul viso di lei, fino a venire con uno o più getti di squirting.
Lei è fradicia di umori e liquidi, i capelli bagnati, il viso lucido, la bocca mai sazia di questa intensità fluida come l’acqua che scorre nella piscina alle nostre spalle.
Una dopo l’altra, in una sequenza che sembra senza fine, riversano il loro piacere su di lei, concedono l’essenza del loro sesso a questa donna, grata di quei liquidi caldi che sembrano scaturire dall’atmosfera densa di questa città, le cui luci illuminano una notte di desiderio e passione, di piacere consumato senza filtri, senza sottintesi, sesso per il piacere del sesso, energia che fluisce e crea.

LEI
Mi siedo, bagnata ed esausta. Intorno a me una pozza di liquidi emana odore di sesso nella notte di Singapore.
Entriamo in acqua, raggiungiamo il grande vetro che chiude la piscina verso il baratro.
Ci fermiamo a guardare il panorama, le luci che si riflettono nella baia.
Lo guardo, aspettando che a sua volta guardi me. Y. è fantastica, dico.
Sì, è fantastica, dice.
Silenzio, mentre le sue mani mi stringono i fianchi.
Ci aspetta in camera, immagino che non ti dispiaccia. Deve ancora venire, e Y. non è donna da lasciare le cose a metà.
Hai sete..?
Sì, dico. Di lei e di te.
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