Scambio di Coppia
Oltre - Parte Quarta
Karenina_Vronskij
06.01.2026 |
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"“Bene, domani alle 14:00 saremo da voi, non credo che ci fermeremo, mia moglie sarà stanca, ma lascio decidere a lei..."
VENERDÌSembra un venerdì mattina come tutti gli altri, ma non lo è; quattro persone sono con-sapevoli che qualcosa cambierà da quel pomeriggio, non sanno cosa cambierà e non sanno neppure quanto il cambiamento sarà profondo, l’unica certezza è che nulla sarà come prima.
Come ogni mattina le coppie si salutano uscendo da casa ma questa volta i saluti han-no un sapore diverso, i baci scambiati hanno il sapore di quelli che scambiano coloro che partono per un lungo viaggio, e si sa, dai viaggi si torna sempre cambiati.
Il messaggio di Alessio non tarda ad arrivare, una notifica con una faccina sorridente annuncia il messaggio tanto atteso. “Tutti negativi, quindi non c’è null’altro che osti ai nostri piani, se siete ancora tutti convinti possiamo proseguire come d’accordo. Manda-temi la conferma via Whatsapp, mi basta un semplice OK, in tal caso, da stasera, io e Federico cambieremo casa per qualche giorno” scrive Alessio.
Tre icone con il pollice alzato indicano senza alcun dubbio che sono tutti decisi ad an-dare avanti; ciascuno porterà con sé i suoi dubbi, le sue paure e le sue fantasie ma tutti sono decisi a vivere un’esperienza che nessun altro prima di loro ha vissuto. Sono tutti decisi ad andare “Oltre”.
Federico è eccitatissimo, in ufficio non trova requie. I suoi dipendenti lo percepiscono, alcuni lo evitano mentre altri gli riservano sguardi di curiosità ma lui non nota né gli uni né gli altri.
Sogna la calda figa di Veronica, sogna il suo generoso culo, sogna una moglie disposta a tutto per lui, a darsi senza limiti. Del resto, tutti i discorsi fatti, la disponibilità a fare gli esami, a prendere la pillola, tutto porta a pensare che lei è davvero decisa a darsi sen-za alcun limite; resta da capire quale sarà il suo, di limite.
Federico è assorto nei suoi lascivi pensieri e neppure si accorge che la sua stessa mano ha aperto la patta dei pantaloni masturbando freneticamente il suo cazzo fino a farlo sborrare copiosamente sulla preziosa poltrona in pelle nera.
A riportarlo alla realtà è la voce squillante di Sara, la sua giovane segretaria, che gli an-nuncia il prossimo appuntamento.
Sara è una giovane ragazza di 20 anni che gli ha fatto perdere la testa durante il collo-quio di lavoro per sostituire la sua vecchia segretaria ormai in età da pensione. Lui l’ha assunta conscio della totale inesperienza della ragazza ma convinto della sua ferma di-sponibilità ad imparare, specialmente per quanto riguarda l’unico modo per calmare il suo capo quanto è agitato.
“Entra Sara, credo che qui ci sia da rimediare, ero perso nei miei pensieri. Devo incon-trare il nostro miglior Cliente per il rinnovo del contratto. Il cazzo ancora non va giù, sono certo che tu possa fare qualcosa” le dice Federico.
“Certo capo” le risponde sorridente la ragazza, alzandosi la minigonna e disponendosi a cavalcioni dell’uomo e, nel contempo, sollevando il maglioncino per liberare le tette. Sara è ben cosciente dell’ascendente che hanno le sue tette ed il suo culo su Federico e sa che sono la sua migliore assicurazione per una carriera sicura e felice nell’azienda dell’uomo.
Raramente lui la scopa in figa, preferendole il culo, che è per lui un’ossessione. Anche in questo caso Sara lo accondiscende dilatandosi le sode natiche con entrambe le mani e lasciando che il cazzo di lui la penetri profondo nel culo, assecondandolo con pode-rose spinte mentre si masturba la figa.
“Sei fantastica, come mi fai godere tu nessuna ci riesce” le dice Federico. “Nemmeno Camilla?”, le risponde lei con sguardo di sfida, uno sguardo sfrontato che soltanto una ventenne può avere.
“Camilla è mia moglie; a te ti scopo il culo” dovresti aver compreso la differenza le ri-sponde Federico dopo averle sborrato dentro, spostandola e sistemandosi il pantalone e la camicia.
“Ora lecca tutta la sborra che è sulla sedia e puliscimi i pantaloni, non vorrei che il Clien-te pensasse male” le ordina Federico, ”Leccami bene il cazzo, poi vatti a sciacquare nel mio bagno personale; devi smetterla con le cene serali con il tuo moroso quando sai che la mattina sarai inculata” conclude.
Alessio entra in sala operatoria alle 9:00 e sa che ne uscirà alle 13:00, se tutto andrà be-ne; non sarebbe nelle condizioni psicologiche adatte per eseguire la delicata operazio-ne ma sa bene che è programmata da settimane e quindi deve farla.
A distrarlo è il vivido ricordo del sapore dello sperma di Federico, la consistenza del suo cazzo, quella strana sensazione di duro ma flessibile che soltanto le donne riescono a godersi; al ricordo si sovrappone quello del culo di Camilla, il sapore del suo buco e lo sguardo luciferino con il quale lo ha congedato. La sua mente è un via vai di pensieri confusi che si accavallano, come se fossero i sogni di qualcun altro che lui vede scorre-re davanti a sé.
Camilla è impegnata in palestra con il suo corso di yoga che tiene dalle 9:00 alle 11:00. A quest’ora lo frequentano le casalinghe del quartiere, fighe in potenza ma ammassi di grasso in atto. Lei sa bene che non riusciranno mai a completare le posizioni ma il solo fatto di frequentare il corso le farà sentire meno in colpa quando, all’indomani, si ritro-veranno al solito bar, dopo aver accompagnato a scuola i figli, per divorare un cornet-to al cioccolato.
Veronica è, da anni, assistente alla poltrona di Gianni, uno stimato dentista, e da anni è la sua puttana di fiducia, come ama definirla lui. Alessio sa tutto e gode quando lei gli racconta di come il dottore la scopi e la faccia lavorare con grossi plug infilati nel culo ed in figa.
Insomma, per tutti la giornata scorre come ogni altra; del resto, siamo nella città di “Si-gnore e Signori”, ove è concesso peccare ma, con discrezione.
Soltanto alla fine della giornata, i quattro raggiungono la consapevolezza che quello che finora hanno chiamato gioco, qualcosa distante nel tempo, quasi utopico, stia davvero per accadere; che i prossimi giorni saranno unici in tutta la loro vita e, ciascu-no, reagisce a suo modo, dimostrando la propria essenza; quella che disperatamente cerca di nascondere prima a sé stesso e poi agli altri.
Camilla sente il bisogno di confessarsi, deve mondarsi l’anima; chissà che poi LUI le con-testi di non essere stato avvertito con adeguato anticipo del peccato a venire.
Federico la raggiunge in chiesa, più per abitudine che per un reale bisogno di penti-mento.
Alessio, dopo l’operazione si è chiuso nel suo studio accasciandosi stanco sulla poltron-cina, immaginando quali esperienze potrebbe vivere con Camilla, della quale è, nel contempo, affascinato e terrorizzato. Una canna lo aiuta a rilassarsi.
Veronica, confessa tutto al suo dottore che, eccitato, le chiede di raccontargli tutto quando il weekend sarà finito, senza omettere nessun particolare per quanto scabroso.
Alle 19:20 Federico, suona il citofono dello stabile moderno al cui attico abitano Veroni-ca ed Alessio ed immediatamente la dolce voce di Veronica risponde “Chi è?”.
“Amore, sono Federico, ho dimenticato le chiavi, puoi aprirmi?” le dice l’uomo dimo-strando di essere entrato molto bene nel personaggio.
“Vieni su caro, usa l’ascensore, decimo piano; mi troverai ad aspettarti” le risponde la donna.
Alessio arriva verso le 20:00 a casa di Camilla che è intenta a leggere nel patio ascol-tando un vecchio vinile di musica classica leggermente graffiato. Lei indossa uno yoga pants fucsia ed un top in cotone dello stesso colore, evidentemente senza intimo.
I cani immediatamente allertano la donna che, con il telecomando, apre il cancello in-vitandolo sorridente ad entrare. Alessio parcheggia nel lungo viale circondato dai cani che tra lo stupito ed il divertito si chiedono cosa voglia costui e dove sia il loro padrone.
Veronica accoglie Federico con un sensuale sorriso, indossando una vestaglietta di tulle nera che lascia poco all’immaginazione. “Bentornato amore, sarai stanco; ho prepara-to l’idro calda a cui aggiungerò qualche essenza e del sale grosso, ti farà subito rilassa-re. Sui bordi della vasca ho lasciato una tisana e dei biscotti. Vai a cambiarti in camera, indossa la vestaglietta nera che è sul letto, io arrivo tra poco” gli dice la donna.
La fantasia inizia a compiersi; le coppie sono invertite e ciascuno sembra entrata nel ruolo.
Camilla, ha preparato una gustosa e leggera cena, un buon cous cous di verdure ac-compagnato da un buon Valdobbiadene Elevantum rosè, fresco al punto giusto.
“Ci aspetta un intero weekend, tutto per noi, cosa ti andrebbe di fare amore?”, dice Alessio a Camilla, che con sguardo furbetto replica “Mentre ti aspettavo mi sono ricor-data di un caro amico, Andrea, che ha una casa a Lido di Dante, lui è bisex, perché non andare a trovarlo? Cucina benissimo, ci preparerebbe un buon pranzo di pesce. Gli ho chiesto, sarebbe libero domani, tutto il giorno”.
“Per me va benissimo. Non vorrei che ti fossi fatta un’idea sbagliata di me, io sono ma-schio” risponde imbarazzato Alessio. “Amore, sono anni che siamo sposati, per quale motivo avrei dovuto farmi un’idea sbagliata su di te? Non è mai accaduto nulla che mi possa far dubitare che tu sia un gran maschione. Se il buon Dio vi ha dato la prostata sa-rà per un motivo” risponde ironica Camilla.
Veronica, raggiunge in vasca Federico che sembra davvero a suo agio. Finalmente può vederla integralmente nuda, sembra una pitonessa, soda, scura, curve flessuose tra le quali perdersi; un ciuffetto nero le segna il monte di venere, quasi a sottolineare quale sia la sede del piacere.
“Caro, oggi Gianni mi ha costretta a mettermi nel culo il plug grande, mi troverai dilata-ta, lo so che a te fa impazzire” gli confessa, sperando che lui non si risenta.
“Amore mio, che tu sia una vacca, lo sappiamo; quando finirai l’albo dei medici passe-rai a quello dei commercialisti?” le risponde Federico dimostrando un notevole acume ed una prontezza di spirito non comune. “Dilatata o meno, il culo te lo apro lo stesso” conclude l’uomo sorridendo.
“Cosa ne dici se facessimo un profilo di coppia? Chissà, potremmo esplorare aspetti particolari della sessualità, incontrare persone interessanti con le quali condividere oltre al sesso, qualche momento di socialità” propone Federico.
“Non ti basta più la mia figa? Cerchi altro” le risponde con fare indispettito Veronica. “La tua figa mi basta, è che sono un gran porco e cerco sempre qualcosa di più. So bene che anche tu non ti accontenti solo del mio cazzo e quando puoi ne prendi da so-la; perché non condividere il piacere?” risponde pronto Federico.
Mentre Veronica con una mano sega Federico e con l’altra si tocca, l’uomo inizia a giocare con il suo telefono ed in pochi minuti il profilo è pronto. Le foto sono fatte al momento, la descrizione è essenziale e decisa, segno di una coppia che sa quello che vuole. Non resta che attendere che il profilo venga accettato.
“Ora scopa me, avrai tutto il tempo di metterlo in figa ad altre” lo invita sensuale Vero-nica sedendosi a cavalcioni dell’uomo mentre le bolle le accarezzano la pelle.
È brava Veronica, cavalca Federico come una forsennata mentre lui le succhia le tet-te; lei si muove con ritmo contraendo il perineo in maniera da mungere il cazzo dell’uomo che scorre agevolmente in profondità. Lo ha imparato da una sua amica araba, loro sono bravissime ad usare la figa per mungere gli uomini e Veronica si è subi-to dimostrata un’allieva attenta e promettente.
Mentre lei lo cavalca, lui le succhia i seni e con un dito le scopa il culo; ormai l’acqua travalica le pareti della vasca spandendosi sul pavimento. “Dai fatti scopare, sarai pie-na della sborra del tuo dottore, lo so che ti piace. Sento il cazzo che scivola benissimo, devi essere pienissima, usi protezioni? Se un bastardo dovesse nascere vorrei che fosse il mio, non mi va che ti ingravidi qualcun altro” le dice Federico.
“Non preoccuparti, il dottore è terrorizzato da sua moglie; ha tre figli e se lo becca lo rovina. Ci sta attentissimo ed ogni volta che cambio l’anello insiste per inserirlo lui stesso. Povero, è succube della moglie, mi scopa con il terrore di essere beccato. Credo che proprio la paura sia un catalizzatore del suo piacere. A me va bene, scopa bene, ha un bel cazzo ed è davvero porco, inoltre non rischio di trovarmelo sotto casa. Infine, mi paga benissimo e non avrebbe mai il coraggio di cacciarmi, quindi puoi stare sereno amore mio. Se un bimbo dovesse nascere, sarebbe tutto tuo. Ma indosso l’anello, quindi anche tu puoi stare tranquillo” le risponde Veronica.
Le parole della donna infervorano Federico, lei è protetta ma non esiterebbe a farne a meno. Lo ha intuito lui, ha già capito cosa passa nella testa di lei. Sa che dovrebbe es-sere lui a spingerla, lei non prenderebbe mai l’iniziativa. Questo dovrà essere un piacere da centellinate, da vivere con calma, ma da vivere. Ha deciso di goderne prima con la mente e poi nella realtà.
La gira mettendola a pecora per godersi i forti fianchi femminili di lei, fianchi da donna, diversi da quelli appena accennati di Camilla. L’afferra per le natiche e le entra nel cu-lo, la figa di lei ancora pulsa ne vuole di più; la soddisfa con la bottiglia del vino; ha la forma e la dimensione giusta per la sua figa. Scopare il culo di Veronica è bellissimo e lei gode sentendosi piena di lui; perfino nella bocca dove lui le ha messo un dito che lei succhia avidamente.
Ormai l’acqua è quasi tutta fuori e le pompe della vasca fanno fatica ad assicurare il ri-circolo.
Scopano i due, scopano senza risparmiarsi, lei dopo due orgasmi squirta copiosamente, sembra che stia pisciando e lui continua a montarla con foga.
Deve sborrare, il cazzo gli duole da quanto lo ha usato; il culo della donna, benché dila-tato dal dildo del dottore, è accogliente e ben si adegua al suo cazzo che dimostra il suo apprezzamento riempiendolo con una copiosa sborrata.
Lei si abbandona sfinita sul bordo della vasca mentre lui strisciandole il cazzo sulla figa cerca ancora di sborrare. Ci riesce, le palle sono vuote ma ancora trovano il modo di fornire sborra che questa volta si spande sulla schiena della donna.
Finalmente anche Federico è soddisfatto, e finalmente i due si lasciano andare esausti nella vasca ormai vuota.
Nella villetta la serata scorre, all’inizio, in maniera tranquilla. Alessio è pensieroso perché non sa come approcciare Camilla che sembra avere un piano in mente che, per lui, non promette nulla di buono. Questa idea gli dà insieme fastidio e piacere, ne è eccita-to e vuole trarne il massimo piacere; tra sé e sé pensa che non si è considerato mai bi-sessuale anche se deve confessarsi che spesso, scorrendo le foto sul sito, lo sguardo le cade sui cazzi ed i culi dei maschi oltre che sulle donne.
“È curiosità” si dice “E’ normale che un uomo voglia confrontarsi con altri uomini, alme-no si ha coscienza dell’offerta della concorrenza”.
“Senti, ma quel tuo amico è bisex passivo o attivo? Magari e bicurioso” chiede a Camil-la, “Non ho capito cosa vi aspettiate da me domani. È vero ho succhiato un uomo ma solo una volta, poi non l’ho mai preso nel culo, non saprei nemmeno se mi piaccia o meno. Immagino faccia male. In più non mi sono mai pulito dentro, non so proprio nulla, non so come si faccia. Non credo sia il caso. Più ci penso e più credo che sia un’idea folle. Abbiamo tre giorni per scopare tra noi. Questo dovrebbe bastare” esclama ner-voso, mentre Camilla l’ascolta compassata senza dire una parola.
“Ma non eri tu quello trasgressivo che voleva andare oltre? Ancora mi parli di bicuriosi, bisex attivi e passivi? Sembri un uomo che arriva direttamente dal secolo scorso. Il sesso piace a tutti, le definizioni ergono muri che servono a celare le proprie paure. Il sesso piace a tutti, il cazzo piace a tutti ed il culo di una donna è come il culo di un uomo. Se io godo nel culo, godi anche tu nello stesso modo” gli risponde Camilla.
“Mangia questo delizioso cous cous di verdure mentre ti verso il vino, vedrai che tutte le tue paure scompariranno in un attimo, sono tua moglie, ti conosco bene” gli dice Ca-milla.
La cena è molto piacevole ed i due parlano di tutto, Alessio inizia a fidarsi di Camilla, le parla del suo lavoro, delle sue ambizioni e delle sue fantasie.
“Ora rilassati sul materassino da yoga che ti faccio un massaggio, ho dell’olio fantasti-co” lo tranquillizza Camilla accompagnandolo sotto una pagodina dove è steso un comodo materassino da yoga in cotone; su un tavolino in vimini sono sistemati oli ed unguenti ed in parte al tavolino è adagiato uno zaino in lino bianco.
Lei è veramente brava, sa cogliere ogni tensione e scioglierla abilmente; percorre il corpo dell’uomo con sapienza e delicatezza, lui si lascia andare, e finalmente si rilassa. “Dopotutto, questa donna è dolcissima. Sarà il suo aspetto da ragazzina terribile e le sue allusioni che mi mettono in ansia ma i suoi massaggi sono meravigliosi” pensa lui.
Lei continua con un massaggio lingam che porta in paradiso Alessio e poi continua con un massaggio prostatico focalizzandosi sulle reazioni di lui. Il suo sguardo ed i suoi gemiti non lasciano dubbi, lui apprezza.
Alessio gode ma è quasi incosciente, oscilla tra il sonno e la veglia, uno stato di trance che chiamano Alfa, uno stato di beatitudine. Lei in silenzio prende uno strapon dallo zai-no e lo indossa e, dolcemente, monta a cavallo di lui continuando a massaggiarlo.
È leggera, è un peso piacevole, lui sente le sue gambe muscolose cingerlo e le natiche di lei appoggiate sulle sue.
Dopo aver versato dell’olio sullo strapon, dolcemente lo avvicina all’ano di Alessio ed inizia a penetrarlo; il massaggio prostatico lo ha dilatato e rilassato ed il giocattolo non fa fatica ad entrare. Comincia così a scoparlo mentre gli massaggia la schiena, a tratti lo graffia, ma tanto ormai lui gode, non ha alcuna reazione al dolore.
Camilla è atletica e scopa Alessio con vigore, più lui gode e più lei si eccita e spinge; l’altra punta dello strapon penetra lei che ne agevola l’entrata.
Lei lo gira supino e si mette le sue caviglie sulle spalle, continuando a scoparlo mentre inizia a segarlo vigorosamente. L’orgasmo non ritarda ad arrivare e lesta Camilla ne raccoglie il frutto nel palmo della sua mano costringendo Alessio a berlo tutto.
Lui lo beve senza fiatare e lecca docile la mano di Camilla.
Ormai, la coppia ah trovato il suo equilibrio, si sono stabiliti i rapporti di potere, è chiaro chi conduce il gioco.
“Amore vai a farti una doccia, trovi in bagno tutto quello che ti serve, aspettami a letto. Dò da mangiare ai cani ed arrivo” gli dice Camilla.
Federico e Veronica sono a letto, lei dorme profondamente, evidentemente soddisfat-ta, mentre lui continua a macchinare con il nuovo profilo creato. Ha bisogno di emozio-ni continue, sempre più forti, quello che sta vivendo non gli basta, vuole andare Oltre ed ancora Oltre.
Scorrendo i profili pensa che forse Oltre potrà andarci grazie ad una coppia di Verona. Le foto mostrano una lei in evidente stato di gravidanza, e la scarna descrizione dice che sono in cerca di una coppia che non si faccia troppi problemi a giocare con una donna nelle sue condizioni.
Ovviamente per Federico, l’occasione è irresistibile e manda un messaggio dei suoi, tra l’altro nonostante l’ora la coppia sembra essere in linea. Sarebbe davvero un bel colpo dopo quello che gli ha permesso di conoscere Alessio e Veronica. Si dice che dovreb-be essere troppo fortunato per fare centro di nuovo, a distanza di una settimana, ma la fortuna arride agli audaci e la coppia risponde al suo messaggio.
Alessio scrive alla coppia a modo suo “Siamo una coppia esperta e decisa, le vostre fo-to ci hanno catturato. Ci piacerebbe conoscervi. Baci Federico e Veronica”.
Per un attimo qualcosa gli sembra strano, dopo anni che ha inviato messaggi firmandosi Federico e Camilla si ritrova a mandarne come Federico e Veronica e, ciò che è peg-gio, si sente completamente a proprio agio.
“Avete letto bene il nostro profilo? Lei è all’ottavo mese, ed ama giocare con entrambi. Non abbiamo limiti e lei non può restare incinta. Domani siamo liberi ed ospitali. Non mandiamo foto e non vogliamo perdere tempo. Presto mia moglie partorirà quindi do-vremmo fermarci per un pò. Se interessati ci accordiamo qui, senza Whatsapp o Tele-gram” risponde la coppia, ma certamente l’uomo, visto il tono.
“Per noi va bene, ma ci piacerebbe ospitarvi. Da domani in tarda mattinata, diciamo dalle 11:00 in poi siamo liberi, proponete voi un orario. Potete fermarvi da noi anche la notte. Vi lascio il telefono per sicurezza, nel caso il sito non dovesse funzionare” risponde Federico.
“Bene, domani alle 14:00 saremo da voi, non credo che ci fermeremo, mia moglie sarà stanca, ma lascio decidere a lei. A domani, Marco e Sveva” risponde in breve tempo l’uomo.
Federico sorride, la fortuna continua a regalargli fantastiche sorprese. “Speriamo che Veronica non si incazzi. Dopotutto questa è anche casa mia visto che sono suo marito” pensa divertito tra sé e sé l’uomo.
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