tradimenti
Elena & Marco
07.06.2026 |
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Marco passò una mano sul seno di Elena, stringendo il capezzolo con le dita..."
La pioggia batteva contro i vetri dell'appartamento al quinto piano, creando un ritmo ipnotico che si mescolava al respiro affannoso di Marco. Seduto sul bordo del divano, con le ginocchia divaricate e lo sguardo fisso sulla camera da letto, sentiva il calore salirgli dalle viscere. Indossava solo un paio di boxer di cotone grigio, ormai bagnati dalla stessa materia viscosa che gli colava lungo l'interno coscia.Alla porta d'ingresso suonò il citofono. Una singola nota, secca.
«Entra, Luca,» rispose Elena dalla camera, la voce impastata, come se avesse appena finito di baciare qualcuno per ore.
La porta si aprì e si chiuse. Luca entrò nell'atrio, togliendosi il cappotto di pelle nera. Era un uomo imponente, alto quasi due metri, con spalle larghe che tendevano la maglietta bianca aderente e gambe muscolose che terminavano in stivali neri lucidi. Un profumo misto di tabacco dolce e sudore maschile invase l'aria immediatamente; Marco annusò profondamente, eccitato dal sentore di "altro".
Elena apparve sulla soglia della camera. Indossava solo una camicia di seta bianca, sbottonata fino all'ombelico, e un reggiseno push-up nero che spingeva i seni pieni in fuori, i capezzoli duri e scuri che premevano contro la stoffa. I capelli erano scompigliati, le labbra gonfie e rosse per i baci. Non disse una parola, ma strinse lo sguardo su Marco, poi si voltò verso Luca, mordendosi il labbro inferiore in un gesto provocatorio.
«Hai fame?» chiese Elena, la voce bassa, roca.
Luca rise, un suono profondo che vibrò nel petto. «Ho fame da due giorni. E tu hai un profumo incredibile, Elena.»
Si avvicinarono. Marco osservava ogni movimento. Vide le mani di Luca, grandi e venose, afferrare i fianchi della moglie. Le dita entrarono sotto la camicia di seta, accarezzando la pelle calda della schiena di Elena, salendo fino alla nuca. Elena lasciò cadere la testa all'indietro, offrendogli il collo, un gesto di totale abbandono.
«Vieni, Marco,» lo chiamò Elena senza staccare le labbra da quelle di Luca. «Guardaci.»
Marco si alzò in piedi, il sesso duro che gli batteva contro l'addome attraverso il cotone. Si avvicinò alla camera, appoggiandosi allo stipite della porta. La scena davanti a lui era primitiva, cruda.
Luca aveva schiacciato Elena contro il muro della camera da letto. Una mano le teneva la testa all'indietro, l'altra le afferrava un seno, stringendo il capezzolo con forza, facendole emettere un gemito alto e disperato. Luca la baciava in modo possessivo, la lingua che si scontrava con la sua.
«Toglile la camicia,» ordinò Luca, senza staccare la bocca da quella di Elena.
Elena, con le mani tremanti, si sbottonò la camicia. I bottoni schizzarono via, cadendo sul parquet. La seta scivolò giù dalle sue spalle, rivelando il suo corpo: pelle chiara, seno che oscillava a ogni respiro. Luca la guardò con fame selvaggia, le pupille dilatate.
«Bella puttana,» mormorò Luca, posandole un bacio sul collo e lasciando un segno rosso acceso sulla pelle delicata. «Una puttana per due.»
Elena annuì, gli occhi lucidi di desiderio. «Sì, signore. Sono tua.»
Luca la girò di spalle. Elena si appoggiò al comodino, sollevando leggermente il bacino. Luca le sfilò le mutandine nere con un movimento secco, gettandole a terra. Poi, con una mano, le divaricò le cosce, esponendola completamente.
«Guardalo, Marco,» disse Luca, indicando Marco nel corridoio. «Vedi quanto è piccolo rispetto al mio?»
Marco annuì, il viso rosso. «Sì.»
«È per questo che Elena ti vuole, ma è per questo che mi vuole di più.»
Luca si sbottonò i pantaloni. Non aspettò, non si tolse la maglietta. Le si avvicinò da dietro, spingendo il bacino contro le natiche di Elena.
«Prendilo,» ordinò.
Elena si protese in avanti, appoggiando i palmi sul letto. Luca la penetrò senza preamboli, in un colpo solo, profondo e potente. Il suono della pelle che sbatteva contro la pelle riempì la stanza.
Elena gridò, un urlo che si trasformò in un gemito di piacere puro. «Ahhh! Sì, più forte!»
Luca iniziò a muoversi con ritmo incalzante, rude. Le afferrava i fianchi con forza, lasciando impronte rosse sulla sua pelle, tirandola indietro per penetrarla più in profondità.
«È così stretto,» ringhiò Luca, sudando, il corpo teso come un arco. «Ti piace essere scopata così, vero? Ti piace sentirti piena?»
«Sì! Sì, Luca! Mi stai distruggendo!» urlò Elena, le unghie che graffiavano il lenzuolo.
Marco osservava, ipnotizzato. Vide il corpo massiccio di Luca muoversi sopra quello più snello di Elena. Il contrasto era erotico: la forza bruta di lui contro la morbidezza di lei.
«Vieni qui,» disse Luca, senza fermarsi, il respiro pesante. «Voglio che tu la guardi mentre la scopo.»
Marco entrò nella stanza, le gambe deboli. Si mise in ginocchio accanto al letto, di fronte a Elena. Lei lo guardò, il viso sudato, gli occhi vitrei.
«Baciami,» gli ordinò Elena, mentre Luca continuava a muoversi dentro di lei con violenza.
Marco si alzò, si chinò su di lei. Lei aprì la bocca, e lui la baciò, sentendo il sapore del suo stesso desiderio. Contemporaneamente, sentì la mano di Luca accarezzargli la schiena, scendere fino al fondoschiena, e poi afferrare il suo sesso, ormai fuori dai boxer, duro come pietra.
«Toccala,» disse Luca. «Toccala mentre ti guardo.»
Marco passò una mano sul seno di Elena, stringendo il capezzolo con le dita. Elena gemette, eccitata dal doppio stimolo: il sesso di Luca che la riempiva alle spalle e la mano di Marco che le accarezzava il petto.
«È mia,» disse Luca, aumentando la velocità, diventando quasi selvaggio. «Ti prendo tutto, Elena. Ti prendo dove lui non arriva.»
Elena iniziò a perdere il controllo. «Luca! Marco! Sono vostra, sono vostra!»
Luca le diede una pacca forte sul sedere. «Vieni adesso. Vieni per me.»
Elena si contrasse, le gambe che tremavano violentemente, mentre un orgasmo potente la travolgeva. Gridò, la testa all'indietro, mentre Luca la seguiva poco dopo, con un ruggito animalesco, eiaculando dentro di lei.
Silenzio, tranne il respiro affannoso dei tre.
Luca si tirò fuori, ancora eccitato, gocciolante. Si pulì rapidamente con un fazzoletto, poi si voltò verso Marco.
«Ora tocca a te,» disse Luca, indicando Elena che giaceva esausta sul letto, le cosce ancora divaricate. «Fammi vedere come ti prendi tua moglie.»
Marco si avvicinò, il cuore che batteva all'impazzata. Vide lo sperma di Luca colare dalla vagina di Elena, mescolandosi con il sudore. Si inginocchiò tra le sue gambe, le accarezzò le cosce, poi prese il suo sesso, già riacceso dal desiderio.
Elena lo guardò, sorridendo in modo languido. «Ti prego, Marco. Mi piace quando mi fai l'amore mentre lui ci guarda.»
Marco la penetrò lentamente, questa volta con dolcezza, mentre Luca si sedeva sul bordo del letto a osservare, le braccia incrociate sul petto, un sorriso soddisfatto sulle labbra. La stanza era calda, satura di odore di sesso, e Marco sentì che quella notte non sarebbe mai finita.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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