Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Il Camionista si gode la mia amica troia
tradimenti

Il Camionista si gode la mia amica troia


di ScienteMente
31.08.2026    |    1.295    |    3 9.3
"Poi la afferra con vigore, la gira a pecorina e le infila nuovamente il cazzo dentro..."
Chiara (nome di fantasia) è una donna di quarantatré anni, sposata e con figli. L’ho conosciuta su A69, dove si era appena iscritta, e fin da subito mi ha confidato con estrema chiarezza il motivo per cui aveva deciso di entrare in una community di quel tipo: voleva dare forma a perversioni e trasgressioni capaci di farla sentire viva.

Ci siamo incontrati per la prima volta in un parcheggio, soltanto per parlare, e abbiamo parlato a lungo. C’era sintonia e ci capivamo al volo. Ho iniziato a proporle diverse situazioni e, nel giro di poco tempo, ho organizzato un primo incontro con un amico conosciuto su A69. Poco dopo ne è seguito un secondo, con un altro singolo.

Chiara ha un fisico mozzafiato: allenato, con un culo perfetto e una terza di seno. Si veste sempre in modo elegante e impeccabile. In inverno, rigorosamente con le autoreggenti. È sempre profumata, sicura di sé e non le manda certo a dire. Con gli uomini, però, le piace essere sottomessa e usata. Niente smancerie: solo sesso, per essere usata e sentirsi tale.

Un giorno, dopo aver fantasticato a lungo insieme sulla situazione successiva da creare, leggo il Last di un camionista.

«Cazzo, questo è troppo!» penso.

Eppure, quasi nello stesso istante, la fantasia mi si forma nitida nella testa. Il giorno dopo gliela propongo.

Chiara è titubante. Non è impaurita, ma non è sicura che una cosa del genere si possa realizzare davvero. La curiosità, però, cresce dentro di lei e, il giorno successivo, mi confida di essersi masturbata pensando alla scena che le avevo descritto.

La conosco. Vuole farlo. È pronta.

Continuo a parlare con il mio contatto, guadagno la sua fiducia, gli faccio capire la serietà della proposta e mi accerto che abbia ben chiare le regole del gioco.

Passano diverse settimane e la fantasia, poco alla volta, prende forma. Si arricchisce di dettagli, fino a farci immaginare perfettamente i colori e i contorni di quell’incontro: il luogo, il punto in cui parcheggiare il TIR, il giorno, l’orario e la dinamica.

Nell’ultima settimana definisco ogni particolare, perché so che è proprio questo ciò che mi eccita davvero: far accadere tutto esattamente come l’ho immaginato, alimentando le fantasie di chi prenderà parte al gioco.

Ho però deciso una cosa fondamentale: io non ci sarò.

Voglio che lei vada lì da sola, parcheggi la sua auto davanti al TIR del mio contatto e salga in cabina con il suo vestito elegante e i tacchi. Io seguirò tutto in videochiamata, per godermi la scena, restare in contatto con lei e impartirle qualche ordine.

Quando glielo comunico, come mi aspettavo, si eccita ancora di più. La rassicuro: ho fatto tutte le verifiche necessarie e il contatto, che le dico chiamarsi Antonio, è affidabile.

Finalmente, quel giorno arriva. È tutto pronto.

Antonio mi scrive:

«Oh! Ma sei sicuro che questa viene?!»

Di prima mattina, questo è il suo modo di dirmi buongiorno. È nervoso. Non riesce a credere che una cosa del genere possa capitare davvero proprio a lui.

Lo rassicuro:

«Antò, stai tranquillo. Ne abbiamo parlato mille volte. Ricorda le istruzioni e, soprattutto, la parte più importante: devi trattarla da troia, sottometterla e usarla.»

Poi scrivo a Chiara:

«Buongiorno. Sei già in ufficio o sei ancora a casa?»

Mi risponde poco dopo:

«Porto i bimbi a scuola e poi corro in ufficio a sbrigare un paio di cose. Per le 11:00 sarò lì.»

Le scrivo di getto ciò che penso:

«Sei una brava moglie, una brava mamma e una donna in carriera, seria e responsabile. Ma, soprattutto, sei una gran troia! E mi eccita già soltanto il pensiero. Che outfit hai scelto?»

Come spesso accade fin dall’inizio della nostra conoscenza, la foto arriva immediatamente. Indossa un elegantissimo tailleur celeste. Sotto la gonna si intravedono delle calze nere velate che so già essere autoreggenti.

Scherzo un po’:

«Sotto hai messo le mutande della nonna, come richiesto? ;)»

Lei risponde:

«Certo che sì!»

Subito dopo arriva una seconda foto. Davanti allo specchio dell’armadio della sua camera da letto, ha sollevato la gonna del tailleur, mostrando un culo perfetto, appena coperto dal filo di un perizomino nero. Le autoreggenti hanno l’elastico in pizzo.

«Ho già il cazzo duro! Pensa che fra poco qualcuno ti vedrà salire su un TIR vestita così: crederà di stare sognando!»

Non riesco più a lavorare. Le ore fino alle 10:45 scorrono tra riunioni e call, ma la mia mente continua a tornare sempre e soltanto a quella scena.

Tra una call e l’altra do indicazioni ad Antonio e mi accerto che sia in posizione con il TIR. Nel frattempo sento anche Chiara, per assicurarmi che non abbia avuto intoppi.

«Sono partita! Per le 11:15 dovrei essere lì.»

Scrivo subito ad Antonio:

«Antò, alle 11:15 è lì.»

«Ok, ok, ok. Io sono qui.»

Mi manda dal camion la foto di una strada che potrebbe trovarsi ovunque. Antonio è chiaramente in uno stato di totale confusione mentale.

Mi chiudo in ufficio e metto le cuffiette. Alle 11:12 arriva la videochiamata di Chiara.

«Ci sono! Guarda che bel camion!»

Ride, ma è un po’ nervosa.

«Brava… Lui ti sta aspettando. Arriva sotto il camion: ti aprirà lo sportello.»

È proprio quello che fa il bravo Antonio, ormai entrato in modalità esecutiva e deciso a rispettare alla lettera tutto ciò che abbiamo concordato.

«Ciao, piacere. Chiara.»

«Piacere… Antonio. Vieni, stai comoda.»

Intervengo:

«Chiara, fagli vedere bene come ti sei vestita per lui oggi.»

Con una disinvoltura da far venire i brividi, Chiara lo guarda negli occhi, si mette in ginocchio sul sedile e solleva la gonna da dietro, mostrandogli il suo culo perfetto, il perizoma e le autoreggenti.

«Hai visto come mi sono preparata per farmi scopare da te?!»

Antonio è estasiato. Ha immaginato quella scena per settimane e, con ogni probabilità, si è masturbato più volte pensandoci. Ma ciò che ha davanti supera qualunque sua aspettativa.

Nel frattempo si è fatto coraggio.

«Mmm… stupenda! Sei proprio ’na bella zucculuna!» dice, più o meno.

Poi le sposta il perizoma e comincia a leccarle profondamente il culo.

Ormai è partito e sembra eccitatissimo.

Dopo averle leccato a lungo il culetto, facendola gemere di piacere, la fa girare. Le allarga le gambe e comincia a leccarle la fica.

«Bravo! Leccala tutta!» lo incoraggio.

Lei geme di piacere.

«Ti piace, eh? Farti leccare da un camionista sconosciuto?»

«Sìììì! Sono una troia! Sono venuta apposta per farmi leccare e scopare!»

Chiara è in estasi. Antonio non è propriamente un Adone, ma è la situazione in sé a mandarla completamente fuori di testa.

«Adesso devi scoparla, Antò! E mi raccomando: schiaffi pesanti sul culo. Scopala come merita!»

Antonio non se lo fa ripetere. Mentre cerca il preservativo, Chiara gli sbottona i pantaloni e comincia a fargli un bel pompino.

Non vedo bene che cosa stia facendo, ma sento chiaramente i rumori. Lui le afferra la testa e la spinge più a fondo per qualche secondo. Poi lei si stacca e gli sputa sul cazzo tutta la saliva che ha prodotto.

È lei a infilargli il preservativo.

«Ora ti scopo, troia!»

Comincia subito, forte. È eccitato da morire, e si vede. Geme, urla, la chiama “zoccola”, “troia”, “puttana”. Ogni volta che pronuncia una di quelle parole, lei urla di piacere, lo afferra per i glutei e lo spinge contro di sé.

Purtroppo, in quel momento, dall’inquadratura riesco a vedere soltanto quello.

Lei lo implora di scoparla ancora più forte.

«Fatti cavalcare, Antò, e girala verso di me.»

Ora sì che riesco a godermi la scena.

Lei è sopra di lui, rivolta verso la videocamera. Gli prende il cazzo e se lo infila dentro. Si accorge che mi sono chiuso nel bagno dell’ufficio e che mi sto segando.

Allora guarda dritto nell’obiettivo, tira fuori la lingua, accenna un sorriso e mi dice:

«Hai visto quanto sono troia? E tu sei un cornuto… Segati, cornuto!»

Questo non era previsto.

Lei non è mia moglie, né tantomeno la mia amante. Tecnicamente, quindi, non sono un cornuto. Eppure sentirle pronunciare quella parola, rivolgendosi proprio a me, mi eccita da morire.

Mi calo nel ruolo di ciò che sono in quel momento: un cuck. Un cornuto che ha mandato la sua donna a scopare con uno sconosciuto, un camionista del Sud.

«Sìììì! Sono un cornuto! Cavalca quel bel cazzone! Fallo godere! Sei la sua troia: diglielo!»

«Oh, sììì! Sono la tua troia, Antonio! Sono la tua troia! Scopami!»

Antonio è ormai sul punto di venire. Chiara sente il suo cazzo, grosso e durissimo, dentro di sé. Si solleva, si inginocchia davanti a lui e gli domanda:

«Vuoi sborrare?»

«No!» urla Antonio.

Poi la afferra con vigore, la gira a pecorina e le infila nuovamente il cazzo dentro. Comincia a scoparla con una forza impressionante, assestandole sul culo degli schiaffi con la mano pesante di un camionista.

I colpi sono così forti da farmi quasi male alle orecchie. A ogni schiaffo, lei urla.

«Mmm… porco! Ho fatto la cattiva, eh?»

Sbam! Sbam!

Antonio non si ferma più.

Provo ad accennare:

«Mi raccomando, senza lasciare segni…»

Ma ormai il culo di Chiara è completamente rosso. Lei non sembra preoccuparsene; anzi, pare incitarlo.

Sbam! Sbam!

«Troia! Puttana! Zoccola! Prenditi il cazzo!»

Chiara si stacca, si gira e gli sfila il preservativo. Poi lo guarda negli occhi, facendo in modo che la videocamera riprenda tutto, e gli dice:

«Sborrami in faccia, porco! Voglio la tua sborra!»

Antonio si prende il cazzo in mano e, dopo poco, esplode, riempiendole la faccia.

Lei si volta verso la videocamera e, ridendo, mi dice:

«Mmm… buona! Guarda com’è piena di sborra la faccia della tua troia!»

«Sìììì… oh, sìììì!»

Vengo anch’io, sporcando tutto il bagno dell’ufficio.

Lei si ricompone. Lui si pulisce e si tira su i pantaloni.

«Ciao, camionista Antonio. È stato un piacere.»

«Ciao, bella. Sei stata bellissima e… ciao» risponde Antonio, esausto.

Chiara torna alla sua auto, sale e chiude lo sportello. Ride e mi dice:

«Ci sentiamo dopo, così commentiamo meglio… Dai, sei un pazzo.»

«Va bene. Sei stata una brava troia.»

Chiude la videochiamata.

Da quel giorno Antonio mi ha ricontattato almeno una dozzina di volte. Vorrebbe rivederla.

Ma io ho già altre fantasie in mente per Chiara.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il Camionista si gode la mia amica troia:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni