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Il bagnino e la turista tedesca


di Piterpan90
10.07.2026    |    70    |    0 8.7
"Non potevo credere al fatto che Mark abbia assistito a tutto e si sia pure masturbato..."
Mi chiamo Luca, ho 23anni e studio all'Università di Venezia. Per pagarmi le spese (almeno in parte) sono sempre stato abituato a fare dei lavori estivi.
Avendo fatto tutti i corsi, quest'anno sto provando l'esperienza come bagnino in piscina in un residence molto grande vicino Jesolo.
Nel residence ovviamente c'è un ricambio continuo di turisti, generalmente non si fermano più di 2settimane, e sono perlopiù tutti stranieri: tedeschi, austriaci, slovacchi, insomma, gli italiani sono in minoranza.
Ammetto che essendo un residence per famiglie, mi piace gustarmi gli occhi con qualche bella mamma, ed è quello che è successo con Hanna.
Hanna è una donna di Amburgo con tutte le caratteristiche nordiche che ne caratterizzano una donna.
È tra i 40/42 anni, è molto molto bionda , quasi sembrano bianchi i suoi capelli, ha una quarta di seno che nonostante le tre gravidanze avute sembra stare su da solo, un fisico niente male, non molto snello, ma come piace a me, leggermente tondo nei punti giusti.
La cosa che più mi colpisce di Hanna sono quegli occhi chiarissimi di verde quasi smeraldo e quel sorriso che sembra non togliere mai, eppure così naturale. Il tutto condito da chire lentiggini che escono con il sole.
Sì, avevo perso la testa per Hanna ed i suoi modi così gentili e solari.
Hanna è in vacanza con Mark, suo marito coetaneo, un bell'uomo, leggermente palestrato segno che piace curarsi il fisico, i loro 3figli. La più grande sembra avere 13/14 anni e promette bene per come si sta sviluppando, è la fotocopia della madre. Poi a completare la famiglia ci sono due maschietti che a occhio direi di 9 e 6 anni.
Ad accompagnarli in vacanza credo sia la sorella di luì, con il marito e senza figli.
Passano i giorni, e io resto a guardare e fantasticare su Hanna che con i suoi modi gentili ricambia i miei saluti ed i miei sorrisi.
Un pomeriggio all'apertura della piscina arrivano solamente Hanna e la cognata, dicendo che uomini e bimbi ancora dormivano e loro volevano approfittare della tranquillità e del sole.
Poco dopo essersi sistemate entrambe a pancia in giù, Hanna mi chiede se gentilmente potessi metterle la crema, compito che ho sempre visto svolgere da Mark.
Non me lo faccio ripetere due volte. Inizio così da Laura, la cognata. Finito con lei, passo finalmente da Hanna.
Hanna si scostò leggermente i capelli biondi, quasi bianchi sotto il sole di luglio, scoprendo la nuca e le spalle. Mentre spalmavo la crema partendo dalle scapole, il profumo di cocco e vaniglia del solare si mescolava al suo odore naturale, un misto di pulito e di estate che mi inebriava i sensi. Le sue lentiggini, che avevo ammirato solo da lontano fino a quel momento, erano come una mappa che non vedevo l'ora di esplorare con lo sguardo, centimetro dopo centimetro.
"Danke, Luca," mormorò lei, con quella cadenza dolce e un po' rauca tipica delle persone del nord che parlano italiano.
Mi fermai un secondo di troppo sulla parte bassa della schiena, dove la pelle diventava leggermente più morbida, seguendo la curva dei fianchi. Hanna non si mosse, non si ritrasse. Anzi, percepì un leggero rilassamento nei suoi muscoli, come se quel contatto non le fosse affatto sgradito. Il silenzio della piscina, ancora semivuota, rendeva tutto amplificato: il rumore del filtro dell'acqua, il battito accelerato del mio polso e il respiro regolare di Hanna.
Laura, la cognata, si era addormentata quasi subito, girando il viso verso l'asciugamano.
Mi resi conto da solo che il tatto era completamente diverso da quello usato con Laura.
Con Hanna sembrava più un volerla stringere.
Senza dire nulla slacciò la parte alta del costume, dicendo che non voleva il segno e se potevo mettere ancora Crema.
Con piacere lo feci, spalmando anche la crema sopra i fianchi, quasi toccandole il seno lateralmente.
Hanna non si scompose, io mi dissi che stavo esagerando. La verità è che non capivo più niente. Hanna era diventata la donna dei miei sogni quasi un'ossessione.
Mi sentivo come se fossi sospeso in un equilibrio precario: da una parte la realtà del mio lavoro, il residence, la divisa da bagnino che indossavo; dall'altra la vertigine che Hanna mi provocava, un'ossessione che diventava sempre più difficile da tenere sotto controllo. Il battito del cuore mi rimbombava nelle orecchie come il richiamo di una sirena.
"Così va bene?" chiesi con la voce leggermente incrinata, cercando di recuperare un briciolo di contegno.
Lei voltò leggermente il capo verso di me, lasciando che una ciocca di capelli biondissimi le ricadesse sul viso. Gli occhi smeraldo erano socchiusi, protetti dagli occhiali da sole, ma il sorriso che le increspava le labbra era ambiguo, enigmatico, quasi divertito dalla mia evidente agitazione.
"Grazie, Luca," rispose lei piano, in un soffio che mi fece mancare il fiato. "Sei molto... premuroso."
Non sapevo se fosse un complimento, un avvertimento o un gioco. E, onestamente, in quel momento non mi importava. Ero completamente in suo potere.
Hanna probabilmente era abituata a ricevere attenzioni, quindi sapeva bene come destreggiarsi in questo campo.
Io dovevo tornare alla mia postazione. Passai tutto il pomeriggio a guardarla.
Nel frattempo era arrivata anche la famiglia con Mark che come sempre con garbo mi salutò, io ricambiai invidiando la donna che aveva, ma fiero di averla potuta toccare senza che lui sapesse.
Passò così il pomeriggio, il culo di Hanna era ipnotico per me, e il suo sorriso mi faceva innamorare. Era un continuo ricambiare sguardi e sorrisini. Ero convinto che quella di Hanna fosse pura cortesia. Oltretutto non avrei potuto permettermi di sfidare sul piano fisico Mark, era un armadio! Farlo ingelosire sarebbe stato pericoloso!
Era il loro ultimo giorno qui, uscirono presto dalla piscina e mi ringraziarono e salutarono tutti calorosamente. Io inevitabilmente quasi piangevo dietro il mio sorriso di circostanza.
Anche dopo che lasciarono la piscina le immagini del culo di Hanna e della crema sul seno non mi lasciavano tregua, sapevo che a casa mi serei masturbato.

Poco prima della chiusura della piscina, alle 20.00 , Hanna venne da me, dicendo che per poter preparare la valigia in pace aveva fatto uscire Mark, i cognati ed i figli. Ma una valigia Mark l'aveva messa in alto, se avessi potuto tirarla giù a fine turno .
Sono le 20.00, chiudo la piscina e corro al vicino appartamento al piano terra di Hanna. Mi apre sorridente, il mio cuore accellera.
Hanna indossa un vestitino verde, classico dopo mare, un po' troppo scollato e senza reggiseno.. c'è poco da immaginare.
Mi ringrazia di essere passato, mi indica la valigia dicendo di essere a casa da sola. Le abbasso la valigia e sorrido.
Lei sempre con il sorriso mi dice di essersi accorta di quanto la guardassi, e che se ne è accorto anche Mark.
Volevo sprofondare.
Ma Hanna aggiunge che il mio modo di guardarla le piaceva al punto da sentirsi eccitata, e che non sa resistere al fascino del ragazzo italiano.
Mentre dice questo , si avvicina un po' troppo, mette una mano nel mio pacco che si sta gonfiando. Si gira e maliziosamente strofina quel bel culo su di me.
Dice che si deve sdebitare x il favore appena fatto.
Il battito del mio cuore è diventato un martello contro le costole, un suono assordante che sembra riempire ogni angolo della stanza. Le parole di Hanna mi hanno gelato e infuocato allo stesso tempo: scoprire che Mark sapeva, e che lei ne era consapevole, aggiunge un brivido di pericolo estremo che rende tutto ancora più proibito.
Il contatto del suo corpo contro il mio è netto, reale, una sensazione che scaccia via ogni esitazione. Le sue forme, che avevo accarezzato solo con lo sguardo per intere giornate, ora premono contro la mia divisa. Il vestitino verde, leggero e scivoloso, non oppone resistenza.
"Ti sei sdebitata fin troppo," riesco a sussurrare, con la voce rotta, mentre le mie mani, finalmente libere da ogni timore reverenziale, si poggiano sui suoi fianchi. La pelle di Hanna è calda, punteggiata da quelle lentiggini che ora posso studiare a brevissima distanza.
Lei si volta appena, lanciandomi uno sguardo che non ha più nulla di ambiguo. È uno sguardo diretto, carnale, che cerca la mia sfida. Senza dire una parola, afferra il bordo del vestitino e, con una lentezza snervante, lo fa scivolare lungo le braccia, lasciandolo cadere a terra. Rimane solo in biancheria intima, un completo di pizzo bianco che contrasta in modo brutale con la sua pelle dorata dal sole e quei capelli che sembrano fili di seta chiara.
La sua mano, ancora ferma sul mio bacino, preme con più decisione, quasi a voler sentire la mia reazione fisica, il segno tangibile di quanto la sua presenza mi stia destabilizzando. "Luca," mormora, il suo alito sa di vaniglia e di una promessa che non ammette rifiuti, "non abbiamo molto tempo. E io non ho voglia di sprecare nemmeno un secondo."
Esiste solo lei, La attiro a me, annullando definitivamente ogni distanza, e sento il suo corpo cedere, accoglierimi, in un gioco dove le parole hanno finalmente smesso di contare.
Vuole essere toccata, mentre continua a muovere che culo di marmo sul mio cazzo che ormai è di marmo pure quello.
Non c'è spazio per l'indecisione.
Mi vuole! La voglio!
E Mark potrebbe tornare.
Le prendo il seno , le stringo i capezzoli.
Sento un mugugno..le piace, stringo!
Il mugugno di Hanna si trasforma in un respiro spezzato, un suono gutturale che mi manda il cervello in cortocircuito. Le mie mani, che fino a pochi minuti prima tremavano solo all'idea di toccarla, ora la esplorano con una foga che non sapevo di possedere. Ogni centimetro di lei è una scoperta che conferma le mie ossessioni: la pelle è tesa, calda, elettrizzata.
Non cerco delicatezza, non ora che il pericolo di essere scoperti pende su di noi come una mannaia; cerco solo il possesso.
"Non fermarti," mi sussurra all'orecchio, con quella voce rauca che mi accende i nervi. "Voglio che ti ricordi di me ogni volta che guarderai questa piscina."
Si volta, si inginocchia e senza chiedere alcun tipo di permesso si infila il mio cazzo in bocca.
È avida, è esperta. Sta tutto in bocca, e inizia quel movimento mentre cerca il mio sguardo.
Non era certamente la prima volta per lei, mentre mi faceva il miglior pompino della mia vita, iniziò con una mano a giocare col suo clito.
Si stava sgrillettando.
Non capivo più nulla, nemmeno nella mia fantasia più erotica sognavo tutto questo.
"Guardami Mark, guarda quanto mi piace il cazzo italiano" disse Hanna.
Non capivo, ma non ci diedi molta importanza.
Dopo un lungo pompino in cui la lingua avvolgeva il mio cazzo, e in cui la bocca si riempiva con le mie palle,sentivo di essere al culmine.
"No Luca, sul culo" mi disse Hanna.
Si alzò in piedi , divaricò le gambe, e iniziò a strusciare nuovamente il culo sul mio cazzo, , senza darmi entrare,mentre continuava a masturbarsi con una mano.
Un paio di scrollate e venni copiosamente. La più grande sborrata della mia vita..
Vedevo il mio sperma colarle ovunque, tra le chiappe, dalla schiena.
"Hai visto Mark? Che bravo bagnino?"
In quel momento non credetti ai miei occhi, il marito aprì la porta, col suo cazzo tra le mani.
Non potevo credere al fatto che Mark abbia assistito a tutto e si sia pure masturbato. Non sapevo che pensare.
Hanna aveva un'espressione soddisfatta.
Mark non disse nulla.
Finì la sua sega sul culo di sua moglie per poi inginocchiarsi a leccare lo sfintere di Hanna raccogliendo con la lingua il mio ed il suo sperma.
Quando finì, Mark si alzò, mi fece i complimenti.
Hanna si voltò, mi diede un selvaggio e appassionato bacio con la lingua, prese la mia mano portandola nella sua figa fradicia e facendomela annusare.
"Così ti ricorderai di Me" mi fece l'occhiolino.
"Ora vai, potrebbero arrivare i bimbi, ci vediamo il prossimo anno!"
Mi diede un altro bacio.
Mark mi salutò come il suo miglior amico.
Hanna si inginocchiò a me, pulì con la lingua quel che era rimasto sul mio cazzo e diede un bacio con la lingua a Mark.
Mi ricomposi ed uscii.. frastornato, ma eccitato dall'incredibile avventura.
Chi si sarebbe mai dimenticato di Hanna??

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