tradimenti
Una notte da ricordare 2 "il giorno dopo''
Marciotto
08.07.2026 |
512 |
1
"Sedendosi accanto a me, prima mi tolse il costume e successivamente iniziò ad accarezzarmi i capezzoli..."
L'occasione era di quelle importanti: la festa per i 30 anni di Anna, la figlia di uno dei miei più cari amici d'infanzia. Un traguardo del genere meritava una celebrazione in grande stile, e infatti la villa era piena. C'erano tantissimi amici comuni, volti che non vedevo da tempo e un'atmosfera di grande calore. Tra i presenti c'era anche Mary, l'altra figlia del mio amico, di tre anni più grande di Anna, che ormai da tempo viveva all'estero e che non incrociavo da un pezzo.
La serata è decollata subito: cibo ottimo, fiumi di spumante e cocktail, musica travolgente e, ammettiamolo, molto alcol che scorreva liberamente per festeggiare. Malgrado la mia età, con la musica giusta ci so ancora fare e so ballare abbastanza bene; muovermi a ritmo mi è sempre piaciuto e, con mia grande sorpresa (e un pizzico di orgoglio), venivo spesso invitato in pista.
Mary, che è sempre stata una ragazzona libera, disinvolta e senza troppi peli sulla lingua, complice la situazione e forse avendo perso i freni inibitori a causa dell'alcol, ha iniziato a provocarmi. Lo faceva in modo audace, con sguardi e movenze, malgrado nella stessa area da ballo fossero presenti sia mia moglie che i suoi stessi genitori. Loro, fortunatamente, erano troppo presi dalle chiacchiere e dai festeggiamenti e non si sono accorti di nulla.
Il calore della pista e i drink iniziavano a farsi sentire, così ho deciso di staccarmi un momento per andare in bagno a rinfrescarmi la faccia. Ma proprio mentre ero lì, succede l'incredibile.
La porta si apre di scatto ed entra Mary. Prima che io possa dire una parola, si chiude la porta alle spalle e gira la chiave nella serratura. Il cuore ha fatto un balzo. Io ho tentato di resistere in tutti i modi, ricordandomi dove fossimo e chi ci fosse di là, ma ero anche io un po' brillo e, inutile negarlo, profondamente gratificato da tutte quelle attenzioni inaspettate. Sotto l'effetto dell'alcol e dell'adrenalina, inizialmente ho ceduto. Prima le ho infilato una mano nella sua intimità, sentendo la sua audacia accendersi ancora di più, poi lei si è inginocchiata davanti a me e...
...il tempo sembra essersi fermato per un istante, sospeso tra l'adrenalina pura e la nebbia dell'alcol.
Mentre lei era lì, l'istinto e la sorpresa iniziale hanno lasciato rapidamente spazio a un improvviso e provvidenziale sussulto di lucidità. Nonostante i fumi del bere e la fortissima scossa di quel momento, il pensiero di mia moglie a pochi metri di distanza, fuori da quella porta, e degli amici di una vita che festeggiavano ignari nella sala accanto, mi ha colpito come una sferzata di acqua gelida.
Sentivo il cuore battere all'impazzata, fin dentro le orecchie. Con delicatezza ma con estrema fermezza, le ho poggiato le mani sulle spalle e l'ho invitata a rialzarsi, interrompendo quello che stava succedendo prima che si spingesse oltre il punto di non ritorno.
Mary, un po' sorpresa e ancora visibilmente disinibita, mi ha guardato oscillando leggermente sui tacchi. Le ho sorriso in modo accattivante ma affettuoso, le ho sistemato una ciocca di capelli dietro l'orecchio e le ho sussurrato:
«Sei bellissima e stasera mi hai fatto sentire un ragazzino, ma se non usciamo da qui subito finisce che facciamo un disastro. E domani non potremmo guardarci in faccia».
Lei ha accennato un sorriso complice, forse un po' deluso, ma ha capito la situazione. Mi ammiccò, mi diede un bacio rapido sulla guancia, si sistemò il vestito allo specchio e sbloccò la serratura, uscendo per prima per non destare alcun sospetto.
Io sono rimasto dentro ancora un minuto buono, appoggiato al lavandino. Ho respirato a fondo e mi sono sciacquato la faccia con l'acqua fredda, diviso tra il brivido di quello che era appena sfiorato e il profondo sollievo di aver ripreso il controllo giusto in tempo.
Quando sono rientrato in sala, la musica ballabile stava ancora riempiendo la stanza e mia moglie, da lontano, mi ha fatto un cenno sorridente con il bicchiere in mano, invitandomi ad avvicinarmi per un altro brindisi. Il resto della serata è scivolato via tra le ultime chiacchiere e la stanchezza che cominciava a farsi sentire; dato che si era fatto tardi, abbiamo accettato l'invito dei padroni di casa a rimanere a dormire direttamente nella villa..................
La mattina successiva, l'atmosfera era avvolta in quella quiete ovattata tipica del dopo-festa. Ci siamo incontrati nella zona giorno per la colazione e l'inizio è stato inevitabilmente strano: ci incrociavamo quasi ignorandoci, limitandoci a sguardi fugaci e a un buongiorno formale davanti al caffè per non destare sospetti tra gli altri ospiti che si svegliavano lentamente.
Tuttavia, non appena si è presentata l'occasione di rimanere un momento da soli, quel distacco apparente si è sciolto. Mary ha ripreso il filo invisibile della sera prima, trascinandomi in un discorso profondo, intimo e senza filtri sulla libertà individuale e sulla sessualità. Con la sua solita, disarmante disinvoltura, ha iniziato a raccontarmi la sua visione del mondo: per lei i tabù e le convenzioni non esistevano, e considerava la libertà di esplorare i propri desideri un diritto sacro. Mi spiegava, con totale naturalezza, di quanto fosse libera in ogni aspetto della sua vita e che per lei l'attrazione non aveva confini biologici o etichette: uomo o donna, non faceva alcuna differenza, contavano solo la chimica e l'istinto del momento.
Ascoltare quelle confessioni così audaci, unite al ricordo ancora caldissimo di quello che era quasi successo nel bagno poche ore prima, ha ricominciato a fare effetto. Più lei parlava con quella voce bassa e seria, più sentivo l'eccitazione crescere di nuovo, rapida e incontrollabile, finché Mary non ha abbassato lo sguardo, notando l'evidente erezione che non riuscivo più a nascondere sotto il costume.
Invece di ritrarsi o cambiare discorso, i suoi occhi si sono accesi di quella stessa identica scintilla complice della sera prima. Mi ha guardato dritto negli occhi, ha sorriso con malizia e, con un filo di voce, mi ha detto: «Se vuoi, possiamo proseguire ciò che abbiamo iniziato ieri». Se n'è andata continuando a fissarmi e passandosi lentamente le dita sulle labbra.
Nel frattempo la villa si era risvegliata del tutto e l'aria di festa continuava a essere nell'aria. Quasi tutti si recarono in piscina, compresa mia moglie. Eravamo in parecchi presenti e, tra le urla di qualche bambino, la musica in sottofondo, le chiacchiere e le risate, mi posizionai su una sdraio un po' in disparte a leggere un libro.
Poco dopo, sentii toccarmi il collo. Era Mary. Indossava uno splendido bikini giallo che metteva in evidenza il suo seno prosperoso e le sue curve eccitanti; ai piedi aveva delle scarpe con il tacco che la slanciavano, facendola apparire ancora più alta e provocante. Io mi guardai intorno con circospezione: nessuno ci osservava. Lei, con totale nonchalance, si accovacciò davanti a me con le gambe aperte e mi disse a voce bassa: «Tutto questo oggi è tuo. Vieni, ti aspetto nella mia stanza».
Subito dopo si voltò e si diresse verso l'interno della villa, lasciandomi lì sulla sdraio, completamente eccitato e senza parole.
Per un paio di minuti rimasi lì seduto ed eccitato, senza sapere cosa fare. Guardavo mia moglie e gli amici che chiacchieravano sorridenti dentro la piscina: nessuno prestava attenzione o osservava cosa facessi. A quel punto decisi di osare e, con circospezione, andai da Mary.
Salii velocemente le scale; non c'era nessuno in giro. La sua porta era socchiusa. Mi avvicinai e sussurrai: «Mary».
Lei mi rispose subito: «Entra e chiudi a chiave».
Appena entrato la vidi: era in piedi davanti al letto, completamente nuda e depilata. Mi disse: «Siediti sul letto e sdraiati con la schiena e le braccia distese». Io ubbidii. Lei, con un foulard, dapprima mi legò i polsi e poi, con un altro, mi bendò. Si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò: «Sei pronto per un viaggio nel mondo del sesso?». Io annuii.
Sedendosi accanto a me, prima mi tolse il costume e successivamente iniziò ad accarezzarmi i capezzoli. Poi, con le unghie, iniziò una discesa dal tronco verso i fianchi, fino a giungere all'inguine. Subito dopo fece lo stesso con la lingua, leccando e succhiando i capezzoli per poi scendere sempre più giù, usando lo stesso metodo sui fianchi; mi provocava brividi di piacere a cui non riuscivo a resistere, ma ai quali non potevo porre fine perché ero legato.
Infine raggiunse il mio membro, turgido come non mai. Rimase là immobile: sentivo il suo respiro caldo davanti al glande che pulsava e poi, di botto, lo avvertii avvolto dalla sua bocca calda. Sentivo la sua gola; entrava in profondità e ne usciva in apnea, vogliosa e affamata. La sua lingua leccava il prepuzio, poi il glande e infine giù lungo l'asta, fino a raggiungere i testicoli, che leccava e prendeva interamente in bocca.
Poi iniziò qualcosa che non avrei mai immaginato. Mi disse di spostarmi un po' più verso il bordo del letto e cominciò a praticarmi un rimming. Rimasi sorpreso ma non dissi nulla, accettando la passione con cui mi leccava. Successivamente mi spalmò un po' di gel sull'ano e iniziò a esplorarlo. Le chiesi di non farlo, ma lei con decisione mi intimò: «Taci e godi».
Introdusse un paio di dita; sul momento la cosa non mi procurava piacere, bensì solo fastidio, ma decisi di tacere. Poi arrivò l'ennesima trovata: mi inserì un plug anale e lo azionò. Le chiesi nuovamente di toglierlo, ma lei mi sussurrò all'orecchio: «Ora godiamo insieme».
Con mossa decisa mi cavalcò e iniziò a muoversi freneticamente. La sua vagina era completamente bagnata e sentivo i suoi umori colare sul mio corpo. La sentivo godere e ansimare a ritmo regolare; a quel punto persino il fastidio del plug svanì, lasciando spazio unicamente al piacere puro e travolgente di essere posseduto.
Improvvisamente si fermò, mi slegò e mi sbendò. Con tono impositivo mi disse: «Ora prendimi l'ano». Lei era ancora sopra di me, prese la mia cappella e la posizionò appoggiandola sulla sua intimità; non ci fu nemmeno bisogno di spingere, entrò da solo. Mary cacciò un urlo profondo di piacere e io le afferrai le chiappe per aprirla meglio. Il desiderio e la passione erano ormai al limite: le sborrai dentro tutto il mio piacere dopo pochi colpi, mentre lei raggiungeva un orgasmo multiplo. Sentivo il calore del mio seme colare sul mio ventre, mischiandosi ai suoi fluidi.
Lei, esausta, si gettò sul mio corpo baciandomi sulla bocca. Improvvisamente ricominciai a udire le voci che venivano dalla piscina. La bolla di sesso si era dissolta. Mary, con un ultimo colpo a sorpresa, iniziò a leccare via tutti i fluidi e il seme rimasto, e mentre lo faceva mi guardava dritta negli occhi con quel suo fare spudorato ma incredibilmente vivo.
Subito dopo entrò in doccia. Io mi infilai il costume e, muovendomi con attenzione, uscii dalla stanza per tornare nella mia. Mi feci una doccia veloce e mi recai in piscina, dove mia moglie e gli altri amici si era accorto della passione travolgente che ci aveva appena consumato...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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