tradimenti
Il cuckold che non ti aspetti
13.09.2024 |
624 |
0
"Lui attendeva, dall’altra parte dello schermo, un misto di incredulità ed estasi..."
«Finisco di prepararmi e arrivo.»Un semplice messaggio su WhatsApp. Così si annuncia Miss C, con la leggerezza di chi cela un universo di segreti dietro poche parole.
Mr. V ha deciso che il nostro incontro sarebbe avvenuto così: io e lei soltanto, mentre lui, distante, attendeva nell’ombra. Così ha stabilito, e così sarebbe stato.
Non era la prima volta che mi trovavo di fronte a un simile scenario, con un marito relegato al ruolo di spettatore silenzioso. Ma in quell’occasione c’era qualcosa di diverso: l’intreccio che Mr. V aveva intessuto aveva la perfezione di un manuale sul desiderio proibito.
«Devi possederla con forza, finché non ammetterà che le piace mostrarsi troia davanti al suo uomo.»
Così mi scriveva, rivelando senza filtri la sua brama. Io, complice, non potevo che accettare quell’offerta oscena e irresistibile.
Le foto scambiate in quei giorni raccontavano già molto di lei. Alta, slanciata, con un seno piccolo e fiero, sormontato da capezzoli che sembravano la promessa di un piacere segreto. E soprattutto quel corpo armonioso, con curve che non chiedevano altro che di essere ammirate con desiderio, finché lo sguardo non diventava più potente dell’impulso stesso del corpo.
Il gioco di complicità con Mr. V si era fatto rapido, naturale. Bastavano poche parole per intendersi. Ogni soprannome dato a Miss C — troia, maiala, vogliosa, curata — la definiva a metà. Ma fu “insospettabilmente porca” a farmi vibrare davvero.
La sera stabilita, a pochi minuti dall’incontro, Mr. V passa il mio numero a lei. Quando mi scrive, sto già guidando verso il centro. Parcheggio poco distante, mentre il telefono vibra: «Sono in ritardo, perdonami.»
Poi un altro messaggio: «Mandami la posizione precisa. Ho una camicetta bianca e una gonna nera.»
Non fu difficile riconoscerla tra la folla. Attraversava la strada con passo sicuro, assorta nello schermo del telefono. Mi avvicinai con un sorriso.
«Lasciami indovinare… stai cercando qualcuno?»
Distolse lo sguardo dal display e mi fissò. Il sorriso che nacque sulle sue labbra fu la conferma. In quell’istante i sensi si accesero, come se la città intera fosse svanita.
Seduti in disparte, al tavolo di un bar, iniziammo una conversazione leggera. Due sconosciuti che fingevano d’incontrarsi per caso. Io aggiornai Mr. V con un messaggio rapido: «Stiamo chiacchierando.»
La sua risposta fu immediata: «Bene. Fa già la troia?»
«Non ancora» replicai. «La troia lo farà dopo.»
Il tempo scivolò tra parole e risate. Poi, al momento giusto, la mia voce si fece più bassa:
«Allora, preferisci fumare… o assaggiare qualcos’altro?»
Non disse nulla. Il sorriso che le increspò le labbra fu la sua risposta. Le nostre lingue si cercarono e si trovarono in un bacio lento, ardente.
«Poiché hai fumato, mi devi un favore» sussurrai.
Annui con un cenno.
«Portami le tue mutandine, qui, sul tavolo.»
Il suo rifiuto fu rapido. Ma non era una negazione, era un gioco. Mi sussurrò all’orecchio: «Non posso… ho scelto un body. Aperto dove serve, ma senza pezzi da togliere.»
Quelle parole bastarono a incendiare la mia immaginazione. Sotto quella gonna c’era già un invito.
Quando lasciammo il locale, la tensione non ebbe più freni. In auto mi baciò con foga, attirando su di noi gli sguardi di chi passava. La sua camicetta si aprì, rivelando il seno teso, e il suo corpo si mosse contro il mio come se avesse atteso quell’istante da sempre.
«Leccami» mi implorò, la voce spezzata dall’ansia del piacere.
Il resto fu una vertigine di gesti rapidi: le sue labbra sul mio corpo, la mia saliva sulla sua pelle, il suo messaggio inviato a Mr. V come un sigillo di complicità. Lui attendeva, dall’altra parte dello schermo, un misto di incredulità ed estasi.
Non resistemmo nemmeno in ascensore. Lo specchio rifletteva i nostri corpi, un quadro istantaneo di desiderio.
Quando la porta della stanza si richiuse, il vero spettacolo iniziò.
Il telefono di Miss C si collegò al Wi-Fi, e Mr. V divenne spettatore silenzioso di ciò che seguì.
Il suo body, nero e seducente, era una promessa che non avrei tradito. La mia lingua tracciava percorsi sulla sua pelle, la sua bocca mi cercava con avidità. Lenzuola bianche e capelli neri: un contrasto perfetto, davanti agli occhi di un marito che, lontano, divorava ogni istante.
Fu un lungo film, reale e indelebile, che durò ben oltre le due ore. Un intreccio di corpi e desideri, di parole sussurrate e respiri spezzati.
Un film di cui fummo attori, spettatori e complici.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il cuckold che non ti aspetti:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
