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Il patto del piacere proibito


di Membro VIP di Annunci69.it Sensualcouple
23.03.2026    |    3.368    |    48 9.6
"Sentirti posseduta così, sentire come ti sfuggivano i seni oleati, mi ha fatto impazzire"..."
Io e mio marito abbiamo sempre vissuto il nostro rapporto come un’opera d’arte in continua evoluzione, collezionando tantissime esperienze che hanno reso il nostro legame d'acciaio. Nonostante avessimo già esplorato tanto insieme, l'idea di un tradimento programmato ci mancava, ma ci eccitava in modo smisurato solo a parlarne. È stato proprio questo desiderio bruciante a spingermi a decidere di metterlo finalmente in atto.
​Scelsi Michele, un mio vecchio amico che non vedevo più da tantissimo tempo. Non era un uomo di tutti i giorni; era una figura che apparteneva a un passato lontano, un predatore insaziabile che sapevo non aver perso il suo smalto. Dopo esserci scambiati alcuni messaggi carichi di tensione, concordammo una cena tranquilla. Per l'occasione indossavo una gonna molto sobria ed elegante, ma dotata di uno spacco profondo e strategico. Finita la cena, salimmo sulla sua macchina per un giro in un posto isolato. Feci la prima recita chiamando mio marito davanti a lui: "Amore, sono con le amiche, stai tranquillo". Il mio stallone sghignazzò, convinto di essere il complice di un vero tradimento.
​Mentre eravamo appartati, iniziò ad accarezzarmi con una sensualità travolgente, toccandomi ovunque e indugiando con forza sui miei seni. Poi, con una mossa decisa, mi tirò verso di sé: mi ritrovai in ginocchio sul mio seggiolino, con la faccia rivolta a lui. In quel momento si sbottonò e cacciò fuori quel grosso cazzo che avevamo immaginato per giorni. Prima di prenderlo, mi costrinse a eccitarlo insieme a lui, la sua mano sopra la mia, sentendo la pelle bollente e le vene pulsare, per poi spingermi la testa giù a succhiarlo con una voracità mai provata, mentre lui mi afferrava i capelli con forza.
​Lui mi alzò con foga la gonna fin sopra la vita, lasciandomi il sedere completamente scoperto. Michele si fece strada tra il nylon finché non toccò la carne viva. Trovando la mia figa già bagnatissima, mi guardò trionfante: "Wow, Aurora! Guarda qui come sei bagnata, troia!". Mentre lui mi stringeva le chiappe con forza bruta e mi scopava la figa da dietro con le dita, ringhiava: "Sei la mia troia stasera, lo sai?". Dopo un bel po' di questa tortura deliziosa, lui venne con un fiotto caldo e io non ne feci perdere nemmeno una goccia. Lo lasciai lì, svuotato ma con una voglia atroce.
​Dopo quella sera, Michele non si diede pace. Quella pioggia di messaggi alimentò ulteriormente la nostra fantasia, finché lui non propose di vederci in un B&B. Io accettai, sapendo che era il momento perfetto per completare il nostro piano.
​Arrivai davanti alla struttura indossando un trench nero lungo, che nascondeva perfettamente ciò che portavo sotto. Appena entrata in stanza, feci il segnale a mio marito lasciando il telefono acceso nella borsa e feci scivolare il trench a terra, restando in intimo di pizzo e giarrettiere.
​La prima stazione fu la scrivania. Prima di possedermi, Michele mi afferrò il viso con violenza e mi baciò con una foga animalesca, infilandomi la lingua in bocca. Mi spinse sul piano di legno, mi spalancò le gambe e ci si infilò in mezzo: iniziò a leccarmi la figa con una fame incredibile, la sua lingua cercava il mio clitoride e affondava tra le mie labbra bagnatissime. Mentre io godevo per le sue leccate, lui si alzò d'improvviso e lo stallone mi sbatteva dentro quel mostro, di tutto rispetto pieno di vene che sembrano scopoiare. Sentii la testa del cazzo forzare le pareti, allargandomi dolorosamente prima di scivolare dentro. Lanciai un urlo acuto, sentendo quella mole invadermi fin nello stomaco.
​"Guarda come ti apro, zoccola! Ti piace come ti scopo, eh?", ringhiava lui mentre spingeva con foga. "E tuo marito che è convinto che tu sia a una noiosa riunione in questo momento... se solo sapesse come ti sto riducendo la figa!". Io lo guardai dritto negli occhi e gli risposi: "Zitto e scopami, porco! Adesso ci siamo solo io e te!".
​Tra una sventagliata e l'altra, lui usciva per un attimo, mi dava un'altra leccata vorace lì sotto, per poi afferrarmi la testa e farsi fare un pompino profondo e rabbioso, facendomi quasi soffocare mentre il suo cazzo mi batteva in gola.
​Poi mi trascinò sul divanetto. Si sedette e mi fece mettere sopra di lui, a cavalcioni. Mentre Michele mi penetrava profondamente, le sue mani tornavano sui miei seni, artigliandoli e scuotendoli a ogni colpo. Poi, con una mossa brutale, mi acchiappò per il culo con le sue mani possenti, stringendo le chiappe e sollevandomi di peso per poi schiacciarmi giù con forza; mi costringeva a fare dei movimenti violenti e ritmati, guidando il mio bacino per sentire il suo cazzo penetrarmi sempre più dentro.
​Infine, arrivammo al letto. Mi mise a "candela", spalancandomi completamente, mettendo la mia figa grondante in bella vista. A ogni affondo sproporzionato, sentivo le sue palle sbattermi con violenza sotto. Lui spingeva con tutto il suo peso, allargando la mia figa fino al limite. "Sì, scopami, stallone mio, aprimi tutta!", urlavo. Esplosi in uno squirt totale, mentre lui mi copriva con un getto bollente di sperma che mi inondava dal seno al viso.

​Ci riposammo un po', eravamo sfiniti. Ero distesa sul letto con le cosce spalancate, continuando a mostrare senza filtri la mia figa aperta e visibilmente dolorante. Cominciai a toccarla mentre con l'altra mano spalmavo il suo sperma sul seno, finché Michele eccitatissimo di quella visione mi trascinò con decisione verso la doccia. Senza nemmeno togliermi le autoreggenti, mi portò sotto il getto dell'acqua calda; la seta nera si inzuppò immediatamente, aderendo alle mie cosce mentre lui iniziava a massaggiarmi la pelle con olio e sapone, rendendola incredibilmente scivolosa.
​Iniziò a insaponarmi sempre con più con foga, la schiuma si mescolava all'olio rendendo ogni mio centimetro lucido e inafferrabile. Quando le sue mani arrivavano ai miei seni, cercava di stringerli con forza, ma a ogni presa decisa, la carne oleata scivolava via, schizzando letteralmente fuori dalle sue dita come se fosse viva. Io non resistevo e lo incitavo con foga: "Sì, porco, non fermarti!", godevo nel sentire il contrasto tra la sua frustrazione e il piacere di quella stimolazione inafferrabile.
​Poi mi voltò e mi schiacciò contro il vetro bagnato. Sentivo l'acqua scorrere mentre lui, con una spinta brutale, mi sbatteva di nuovo quel mostro dentro, mi alzava una gamba facendo si che quel cazzo scomparisse dentro di me, ad ogni affondo sentivo anche le sue pelle entrare dentro. Non resistevo e lo incitavo con foga: "Fammelo sentire tutto! Sono la tua puttana!", chiamami zoccola. Mentre godevamo sotto il getto dell'acqua calda, io esplosi in un altro squirt totale che si mescolava all'acqua che scendeva, sparendo nel calore del getto. Proprio prima di venire, Michele si sfilò di colpo, mi afferrò selvaggiamente per i capelli e mi spinse giù in ginocchio. Mi sbatté il cazzo in bocca spingendolo fino in gola venne di nuovo, sentivo il suo sperma scendere in gola caldo ed abbondante. Finita la doccia, mentre mi asciugavo, mi sfilai lentamente le autoreggenti inzuppate. Guardai Michele negli occhi e gliele porsi, ancora calde di noi: "Tienile, Michele. Consideralo il tuo trofeo per questo pomeriggio... un ricordo di come mi hai ridotta". Michele li prese li strinse a se come fossero la cosa più preziosa al mondo poi si avvicinò a me, ormai svuotato, mi guardò con occhi diversi, quasi persi. Mi strinse in un abbraccio forte e affettuoso, baciandomi con una dolcezza inaspettata che contrastava con la furia di poco prima. Mi sussurrò all'orecchio che era stato un pomeriggio indescrivibile, che non aveva mai provato nulla di simile e che sperava con tutto il cuore che ci fossero altre occasioni per rivederci.

​Lo lasciai lì, esausto e incantato. Uscii fuori, mio marito era ancora in linea; chiusi la conversazione senza dire una parola. Tornai a casa con il corpo ancora vibrante. Appena varcai la soglia, mio marito mi stava aspettando: "Ho sentito ogni singola cosa, Aurora... sentirti posseduta così, sentire come ti sfuggivano i seni oleati, mi ha fatto impazzire". Facemmo l'amore con una dolcezza travolgente e ci addormentammo abbracciati.
​La mattina dopo mi svegliai con un dolore sordo tra le gambe. Guardammo insieme quel "massacro delizioso", ridendo del fatto che mi bruciasse tutto per colpa di quel mostro. Ci facemmo una grossa risata complice e iniziammo la giornata con un fuoco nuovo dentro di noi.
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