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trio

Segreti tra la folla. Le voglie di Aurora


di Membro VIP di Annunci69.it Sensualcouple
02.03.2026    |    3.283    |    42 9.9
"Mentre i miei tacchi erano puntati sul materasso, sentii la sua lingua calda cercarmi freneticamente attraverso il pizzo, per poi spostarlo e dedicarsi interamente a me..."
Come tutti gli anni, anche quest'anno ci siamo concessi una settimana di relax tra i monti e la neve. ​Il rifugio era saturo di calore e musica, un posto sicuro contro la tempesta che infuriava fuori. Io e Alex eravamo seduti a una lunga tavolata di legno, una di quelle sale dove si divide lo spazio con altri escursionisti. Accanto a noi altre coppie che parlavano animatamente di sentieri e attrezzatura, ma io e mio marito restavamo nel nostro mondo, godendoci il vino e una complicità che non aveva bisogno di parole.
​Il gestore si avvicinò con un’aria mortificata, accompagnato da un ragazzo bagnato e visibilmente a disagio. "Ragazzi, scusatemi davvero," esordì rivolgendosi al nostro gruppo. "Questo è Gabriel. C’è stato un errore con la sua prenotazione e, con questo tempo, non posso certo rimandarlo a valle. È tutto esaurito, potreste fargli un po' di spazio per la cena?"
​Le altre coppie fecero un cenno d' assenso, spostando piatti e bicchieri, e per puro caso l'unico posto libero rimasto era proprio accanto a me. Gabriel si sedette con un sorriso nervoso. "Mi dispiace davvero per l'intrusione", scusandosi dell'imprevisto.
​"Non scherzare, siediti," rispose Alex, versando un bicchiere di rosso. "C'è spazio per tutti."
​Mentre Gabriel si sistemava, i nostri gomiti si sfiorarono "per errore". Notai subito i suoi occhi chiari che saettavano timidamente tra me e Alex, arrossendo appena ogni volta che il mio sguardo si posava troppo a lungo su di lui.
Mentre le altre coppie continuavano a chiacchierare, io iniziai il mio gioco. Sotto il tavolo, la mia gamba cercò la sua, premendo con decisione, mentre Alex mi stringeva la coscia dall'altro lato. Gabriel trasalì, ma non si scostò. Anzi, lo vidi deglutire mentre cercava di rispondere alle domande degli altri commensali. Mi eccitava la sua esitazione in mezzo a tutta quella gente; quella coincidenza fortunata mi stava offrendo la preda perfetta proprio sotto gli occhi di tutti.
​Quando la serata volse al termine e le altre coppie iniziarono a ritirarsi, proposi di salire nella nostra camera per un ultimo brindisi privato. Gabriel balbettò un ringraziamento, quasi volesse rifiutare per pura soggezione, ma Alex gli mise una mano sulla spalla, guidandolo verso le scale. "Vieni, Gabriel. La montagna stasera ti ha portato al nostro tavolo e ci fa piacere poterla concludere insieme sorseggiando della grappa in tutta tranquillità.
​Appena varcata la soglia del nostro appuntamento, lasciai che i due uomini iniziassero a parlare vicino al camino acceso. "Vado a rinfrescarmi un momento," dissi con un sorriso malizioso, lanciando un'occhiata fugace a Gabriel.
​Andai in bagno, ma lasciai la porta volutamente accostata. Sapevo che Gabriel era seduto in una posizione da cui, se avesse voluto, avrebbe potuto scorgere il mio riflesso. Mi sfilai il vestito con estrema lentezza. Sotto, indossavo il mio completo preferito: un intimo di pizzo nero e le mie immancabili autoreggenti, che segnavano le cosce con una linea di seta scura. Non tolsi i tacchi alti; amavo il modo in cui slanciavano le mie gambe e il rumore secco che facevano sul pavimento di legno.
​Mi fermai davanti allo specchio, passandomi le mani sui fianchi, sapendo perfettamente che lui mi stava guardando attraverso lo spiraglio. Vidi la sua ombra farsi più vicina, il suo respiro farsi più pesante. La sua timidezza stava lottando con il desiderio primordiale. Quando finalmente uscii, lo trovai immobile , con lo sguardo fisso sulle mie gambe.
​"Sei nervoso, Gabriel?" chiesi, avvicinandomi a lui con il rumore ritmico dei miei tacchi. Gli presi le mani; erano fredde, ma i suoi occhi stavano divorando ogni mio centimetro.
​ mentre io lo attiravo a me sussurrando all'orecchio "Hai visto bene dalla porta, vero Gabriel? Alex arrivo alle sue spalle ed esclamò è bellissima vero? Ed è tutta per noi."
​Il Piacere Dedicato fu come rompere un argine. Gabriel fece scivolare le mani lungo il bordo delle mie autoreggenti mentre la sua timidezza dava spazio alla voglia di avermi tra le sue mani. Ci spostammo sul letto, Alex mi spinse delicatamente all'indietro, lasciandomi con la schiena contro i cuscini, mentre lui e Gabriel si scambiavano uno sguardo complice.
​"Comincia tu, Gabriel," ordinò Alex, sedendosi a lato per godersi la scena. "Voglio che impari come si fa godere una donna come Aurora."
​Gabriel senza proferire parola si immerse tra le mie gambe con una fame che non gli avrei mai attribuito. Mentre i miei tacchi erano puntati sul materasso, sentii la sua lingua calda cercarmi freneticamente attraverso il pizzo, per poi spostarlo e dedicarsi interamente a me. Le sue mani stringevano le mie cosce sopra le calze mentre mi assaggia con devozione. "Cazzo, Aurora... sei deliziosa," mormorò, mentre io inarcavo la schiena gridando per l'intensità delle sue leccate esperte.
​Quando fui al limite, Alex mi afferrò per i fianchi, portandomi verso di lui. "Adesso tocca a me sentirti," ringhiò. Mi penetrò con una spinta secca e profonda che mi tolse il fiato, mentre Gabriel si sollevava per baciarmi con foga, sporcandosi le labbra con il mio sapore. Alex mi possedeva con colpi ritmici e spietati, sussurrando al mio orecchio quanto fossi "troia" a godere così tanto davanti a un altro uomo.
​Poi fu il turno di Alex di fermarsi. Mi girò carponi, lasciando che Gabriel si posizionasse dietro di me. Questa volta fu Gabriel a prendermi, con una forza nuova e selvaggia, il suo cazzo di tutto rispetto si faceva strada dentro di me senza pietà alcuna, mentre Alex si inginocchia davanti al mio viso. "Prendilo, Aurora," disse Alex con voce roca, offrendosi alla mia bocca mentre Gabriel martellava il mio corpo da dietro. Ero divisa tra la penetrazione profonda di Gabriel, che ormai mi chiamava la "sua regina", e il sesso orale che dedicavo a mio marito.
​Si alternarono ancora, con Alex che scendeva tra le mie gambe per farmi godere con la lingua mentre Gabriel mi teneva le mani, osservando ogni mio spasmo. Non c'era un momento di pausa; se uno mi scopava forte, l'altro mi faceva scivolare le dita o la lingua ovunque, zittendo la mia goduria spingendomi i loro cazzi in gola fino a farmi soffocare , saturando ogni mio senso. Le parole sporche volavano nella stanza, alimentando un fuoco che ci portò tutti e tre all'apice in un grido comune.
​La mattina dopo, il riflesso della neve illuminava la stanza. Mi svegliai stretta tra loro due, sentendo ancora il calore di Gabriel contro il mio fianco. Lui si svegliò e mi guardò, un sorriso complice e audace. Mi accarezzò la gamba, proprio dove la calza aveva lasciato il segno sulla pelle.
​"Dormito bene, Aurora?" chiese, e non c'era più traccia di esitazione nella sua voce.
​Alex gli diede una pacca sulla spalla, ridendo. "Direi che ti sei ambientato bene, straniero."
​Li guardai entrambi, sentendo già la voglia porca di ricominciare. Gabriel si sporse verso di me, baciandomi con una sfrontatezza che mi fece capire che la sua timidezza era ormai un ricordo lontano. Sapevo che, ovunque fossimo andati, Gabriel sarebbe rimasto al nostro fianco, pronto a servirmi come la sua unica, vera regina.
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