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trio

Sguardi proibiti e gelosie


di Membro VIP di Annunci69.it Sensualcouple
09.03.2026    |    2.686    |    42 9.9
"​"Senti come ti sfondo!" ansimava Alex, le mani che stringevano le sue natiche e le lasciavano i segni delle dita..."
La villa di Stefano ed Elena trasudava un’eleganza rigida, specchio della gelosia ossessiva di lui. Io e Alex eravamo lì per cena, consapevoli che ogni nostro gesto sarebbe stato pesato. Indossavo una gonna nera sobria e una camicetta di seta bianca che, a ogni respiro, faticava a contenere il mio seno, lasciando intravedere il pizzo del reggiseno. Un richiamo che Stefano divorava con rabbia e che Elena, fissava con un desiderio che non riusciva a nascondere.
​​Nel bel mezzo della cena, una chiamata improvvisa costrinse Stefano a correre in soccorso di un suo parente rimasto in panne con la sua auto. "Alex, Aurora, restate voi con Elena," disse prima di andare. Non appena la porta si chiuse, la tensione accumulata esplose. Ci spostammo sul vicino divano: io al centro, Alex a destra ed Elena a sinistra.
​"Elena," mormorai", notando come fissasse ancora la mia camicetta aperta, "ti piace quello che vedi? Vogliamo confrontarle?" Sono sicura che anche le tue sono bellissime.
​Elena sussultò, le sue guance diventarono di un rosso intenso. Guardò la porta da cui era uscito il marito, poi guardò me. Le sue mani si portarono a voler alzare il suo vestito, ma rimasero ferme lì, tremanti. "Io... non so se dovrei, Aurora. Stefano si fidava di voi... e se tornasse?"
​Sorrisi, avvicinandomi al suo orecchio mentre Alex spostatosi le accarezzava con dolcezza la nuca, spingendola verso di me. "Stefano non c'è, Elena. Ci siamo solo noi. Togli quel vestito... fallo per me."
​Dopo un istante di agonia deliziosa, la sua resistenza crollò. Con un gesto secco liberò il seno, rivelando una perfezione che assaggiai subito con fame. Mentre mi dedicavo a lei, Alex mi sfilò gonna e camicetta, lasciandomi solo con autoreggenti nere e tacchi accarezzando ogni centimetro della mia pelle. Subito dopo con un movimento deciso, Alex si mise al centro tra noi due, dominando la scena.
​"Guarda quanto è fortunato lui stasera," dissi a Elena, invitandola a condividere il sesso orale su di lui. Ci inginocchiammo insieme, le nostre teste vicine mentre ci perdevamo nel piacere di Alex.
​"Guardatevi," sussurrò lui, afferrandoci per i capelli. "La mia troia che insegna a questa mogliettina come si condivide un pompino. Elena, impara da Aurora quanto sei puttana dentro!"
​Dopo aver appagato Alex, decisi di dedicarmi unicamente lei. ​Dopo averla leccata con foga per diverso tempo, sentendola vibrare sotto la mia lingua, decisi che era il mio turno di essere adorata. Mi distesi sul divano a cosce spalancate. Afferrai Elena per i capelli e portai la sua testa con forza verso di me, ​prima la baciai con passione, spingendo la mia lingua nella sua bocca per farle sentire il sapore, poi guidai il suo viso verso il mio seno. "Assaggiami, Elena... fammi sentire quanto mi vuoi," le ordinai. Lei obbedì con devozione, baciando e mordicchiando i miei capezzoli turgidi. Sentivo le sue labbra calde e la sua lingua inesperta ma vogliosa torturarmi i sensi, mentre io le accarezzavo il viso e Alex osservava la scena con gli occhi infiammati.
​Infine, spinsi la sua testa ancora più giù, facendole affondare il viso tra le mie gambe aperte. "Adesso leccami, ho la figa che gronda di piacere.. fammi godere come solo una donna sa fare," Elena iniziò a divorarmi, la sua lingua cercava frenetica la mia clitoride. Chiusi gli occhi, travolta da una goduria acuta: il calore della sua bocca e la sua foga nel volermi compiacere mi facevano vibrare ogni muscolo. Inarcai la schiena, le mani affondate nei suoi capelli, godendo del contrasto tra la sua morbidezza e la mia voglia spudorata.
​Mentre lei era totalmente concentrata sul mio piacere, Alex la afferrò per i fianchi e, con un colpo secco e brutale, iniziò a possederla da dietro. Elena emise un gemito soffocato che si perse contro la mia pelle, mentre Alex la martellava senza sosta. La goduria di Elena era evidente: i suoi muscoli si contraevano ritmicamente attorno a lui mentre la sua bocca continuava a lavorare su di me con una foga. Era un circolo perfetto di piacere: io godevo di lei, lei godeva di Alex, e Alex godeva della nostra sottomissione.
​"Senti come ti sfondo!" ansimava Alex, le mani che stringevano le sue natiche e le lasciavano i segni delle dita. "Guarda come Aurora gode perché tu la stai leccando mentre io ti sto aprendo in due. Sei la nostra porca, Elena... dillo che ti piace farti scopare mentre servi questa porca!"
​Afferrai le cosce di Elena, tenendola inchiodata al alla mia figa mentre Alex accelerava il ritmo. I miei tacchi battevano furiosi sul divano a ogni spinta che lei riceveva, trasmettendo le vibrazioni del loro rapporto. Elena era persa, travolta da un doppio orgasmo che la stava facendo impazzire; le sue dita artigliavano la mia figa mentre la sua bocca continuava a scavarmi con colpi di lingua rapidi che mi portavano sull'orlo del baratro. Sentivo il calore salirmi dal basso, un'esplosione di goduria che mi annebbiava la vista.
​"Prendila tutta, Elena!" gridò Alex, raggiungendo l'apice che inondando la sua schiena, mentre io esplodevo tra le sue labbra, stringendo la sua testa contro di me in un ultimo, violento spasmo di piacere condiviso. Elena crollò su di me, i suoi sospiri umidi sulla mia pancia, il corpo ancora scosso dai tremiti del culmine appena raggiunto..
​La notte era ormai fonda. Eravamo un groviglio di pelle e sudore, esausti e appagati. Elena era rannicchiata contro il mio petto nudo, le sue labbra ancora arrossate e il corpo che emanava un calore profondo. Nel ricomoporci Alex si versava un ultimo calice di vino osservandoci con un orgoglio predatore.
​"Stefano non sospetterà nulla," mormorò Alex. "Ma tu lo sai, Elena. Ogni volta che lui ti toccherà, sentirai la mia voce che ti insulta e la lingua di Aurora che ti divora... e ricorderai questa notte di sesso."
​Elena mi guardò con occhi lucidi e riconoscenti, poi baciò il mio seno un'ultima volta. "Pensava di avermi lasciata al sicuro," sussurrò. "Non sapeva che la minaccia più dolce eri tu."
​Sapevamo che Stefano sarebbe tornato presto, ma il segreto di quella notte era ormai inciso indelebilmente nella carne di Elena. Da quel giorno quando può, si ritaglia del tempo per condividere e rivivere momenti di puro erotismo in nostra compagnia.
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