tradimenti
La cena di lavoro
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04.08.2026 |
1.978 |
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"E a quel punto non ho potuto fare altro che venire sulle sue labbra e sul suo viso..."
Il seguente racconto è veritiero ed ispirato a fatti realmente accaduti. Nomi e luoghi sono stati cambiati, per far si che non siano riconducibili alle persone reali.Settembre 2019, la classica cena di lavoro con annessi meeting aziendale, premiazioni e simili. Una serata che sa ancora di estate, calda, dove le donne indossano ancora vestitini provocanti e succinti. Mi ritrovo al tavolo con alcuni collaboratori, fra i quali una coppia di veneta che conosco da tempo. Lui un tipo esuberante, talvolta sopra le righe e teatrale, lei una donna sempre sorridente, ma abbastanza sulle sue.
Appena ci vediamo una stretta di mano ed un abbraccio molto "professional" con entrambi e subito avverto una sensazione alla quale, al momento, tendo a non fare caso. Lei si avvicina sorridente pronunciando il mio nome ed esclamando un "Quanto tempo!" e mi abbraccia baciandomi sulla guancia, un bacio che sfiora l'angolo della mia bocca.
Ci sediamo al tavolo e lei, senza neanche farlo apposta, si siede proprio vicino a me.
Durante la cena, fatta di noiosissime chiacchiere lavorative, incrocio spesso il suo sguardo. Sorride sempre con l'espressione di chi vuole dire qualcosa ma non può, ma fortunatamente le bottiglie di vino continuano ad arrivare e piano piano tendono a far svanire l'inibizione.
Ad un certo punto suo marito (persona abbastanza conosciuta per i suoi meriti lavorativi) si alza e si dirige sul palco per fare un intervento ed è proprio in quel preciso istante che capisco che la serata sta prendendo una piega inaspettata.
Lei appoggia una mano sulla mia gamba, quasi in zona inguinale e mi sussurra all'orecchio: "Il tuo profumo mi fa impazzire". Io la guardo, le sorrido ed appoggio la mia mano sulla sua coscia. Indossava un vestitino molto corto e scollato, nero, senza calze, la sua pelle era liscia, morbida e leggermente unta da un olio profumato buonissimo al sapore di muschio bianco.
Improvvisamente si avvicina di nuovo, annusa nuovamente il mio collo e lo bacia con la bocca aperta e la lingua che sfiora appena la mia pelle. "Mmmmhhh buono" sussurra sommessamente.
Si, la serata sta decisamente prendendo una piega inaspettata!
La mia mano scivola sulle sue gambe fino a sfiorare le sue mutandine e lei, con un movimento molto delicato e garbato, le allarga leggermente. La sala ha poca luce, soprattutto nella zona del nostro tavolo, perchè i riflettori sono tutti sul palco.
Quell'invito è qualcosa di irrinunciabile e così le mie dita iniziano a scorrere il profilo del suoi slip, sentendo il suo calore, mentre lei allarga ancora un po' di più le gambe. Le dita si fanno strada. Iniziano a toccarla sopra all'intimo, dall'alto verso il basso, ma a questo punto non resisto più. Scosto il suo slip di lato ed infilo due dita nella sua figa calda e vogliosa. E' bagnatissima!
Lei mi guarda sgranando gli occhi e senza dire una parola, fa una mezza risata accondiscendente. La sua mano continua a muoversi sulla mia gamba ed in un attimo inizia ad accarezzare il mio cazzo ormai duro come il marmo.
Sento le sue labbra che si bagnano, la sua figa è caldissima e vogliosa e mentre la mia mano si muove, lei distoglie lo sguardo da me fingendo che nulla stia succedendo. All'improvviso si distacca, mi guarda dritto negli occhi e mi dice "Me lo dai uno strappo in hotel?"
In quel preciso istante mi sono reso conto che la mia idea di sempre non fosse del tutto infondata. La semplicità e la naturalezza con le quali ha pronunciato quelle parole, mi ha fatto chiaramente capire che quella coppia nascondeva qualcosa di ambiguo, forse di segreto. Ho sempre avuto la sensazione che fossero scambisti o comunque libertini e quelle 7 parole, dette in quel modo, me lo confermavano.
Senza preoccuparsi minimamente di nulla, indossa il suo soprabito, prende la borsa e si dirige verso l'uscita. Io la seguo.
Saliamo sulla mia macchina, accendo un po' di musica e non appena usciamo dal parcheggio dell'hotel della conferenza mi guarda dritto negli occhi e senza proferire parola inizia a slacciare i miei pantaloni.
Non ho fatto a tempo a dire nulla e me la ritrovo chinata su di me, con il mio cazzo in bocca. Lo succhia con quella bocca morbida e gioca strofinandolo sulle sue labbra, picchiettandolo sul viso, prima di riprenderlo tutto, fino in gola. Lo bagna con la saliva e lo ripulisce avidamente, a tratti succhiandolo voracemente, con forza.
Con l'unica mano libera che avevo, considerato che stavo guidando, ricomincio a toccarla, questa volta più intensamente, con le mie dita che la penetrano ed accarezzano la sua figa ormai fradicia.
"Fermati! Ferma la macchina". Non appena riesco ad accostare, in un parcheggio abbastanza isolato e buio, lei scende dalla macchina e mi dice di seguirla.
Sfila le sue mutandine da sotto la gonna, la alza e mentre appoggia le sue mani sul cofano dell'auto sussurra una parola che mi fa letteralmente impazzire: "Leccamela".
Non me lo faccio dire due volte. Mi chino dietro di lei, sollevo la gonna ed inizio a leccare avidamente la sua figa ed il suo culetto. La sento gemere. Hai un sapore buonissimo, il sapore inebriante di quell'olio al muschio bianco, la sua figa sa di miele ed è impossibile per me fermarmi. Sarei rimasto lì a leccarla per ore, probabilmente fino a sentirla venire sulle mie labbra, ma non ce la faccio più a resistere ed in un attimo sono dentro di lei, con un colpo secco. Lei geme ed esclama un "Oh siiiiiiiiii, sbattimi bene". E tutto questo mi eccita ancor di più.
Ma io questa soddisfazione non glie la voglio dare, voglio comandare io in quel momento. Strofino la punta del mio cazzo sulle sue labbra bagnate, sbattendolo sul suo clitoride ed entro delicatamente, piano piano, prima di uscire ancora. Ripetutamente, dentro e fuori. Dentro e fuori. Ancora ed ancora. Dopo aver giocato un po' entro con decisione, con un colpo secco ed inizio a muovermi velocemente dentro di lei. Le mie mani stringono la sua splendida quarta di seno ormai uscita dal suo vestito e mentre le mie dita giocano con i suoi capezzoli duri continuo a sbattere, sempre più forte.
Siamo andati avanti così, per una mezz'ora buona, alternando le posizioni.
Lei si volta e mi infila la lingua in bocca, con passione. Scendo sul suo collo ed inizio a leccare e succhiare quelle tette stupende, prima di farla sedere sul cofano della macchina e di entrare nuovamente dentro di lei...
"L'ho desiderato dalla prima volta che ti ho vista" le dico... e lei mi risponde "Lo so, porco!"
Quando le mie gambe iniziano a tremare dal piacere lei mi spinge indietro e si inginocchia, prendendolo tutto in bocca...
E a quel punto non ho potuto fare altro che venire sulle sue labbra e sul suo viso.
Ci ricomponiamo, risaliamo in macchina e con un'aria ironica ed irriverente mi dice "Senti ho cambiato idea, non devo più andare in hotel. Torniamo indietro!"
Ci guardiamo negli occhi e scoppiamo a ridere a crepapelle, prima di tornare alla noiosissima cena di lavoro.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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