tradimenti
La collega parte 4
Cantastorie
21.07.2026 |
1.075 |
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"L'aria all'interno dell'archivio era diventata incandescente, saturata dal respiro affannato di Loredana e dal peso insostenibile delle sue rivelazioni..."
Il giorno seguente, l'aria nell'ufficio era pesante, quasi irrespirabile. Luca aveva passato la notte in bianco, torturato dal ricordo delle parole di Paolo e da quell'immagine indelebile di Loredana arrossata in volto. Ogni volta che la vedeva passare tra le scrivanie, impeccabile nel suo completo elegante, sentiva una scossa bruciante lungo la schiena.Appena si presentò l'occasione, Luca la trascinò nell'archivio al piano interrato, chiudendo la porta a chiave.
«Luca, ma che fai? Se qualcuno ci vede...» esordì lei, ricomponendosi la camicetta con la solita grazia raffinata.
«Ieri sera ero a cena con Paolo,» la interromse lui con voce bassa, carica di una tensione radente. «E ha parlato, Loredana. Ha detto tutto. Mi ha fatto vedere i messaggi. E il video.»
Loredana sbiancò all'istante. Le sue labbra si aprirono, ma per qualche secondo non uscì alcun suono. Cercò subito di ricomporsi, sfoderando uno sguardo di pura innocenza.
«Ma cosa dici? Paolo si sta inventando tutto! È un pallone gonfiato, sai come sono fatti gli uomini quando vogliono fare i fenomeni... Non c'è niente di vero, credimi!»
Luca si avvicinò a lei, sovrastandola, con gli occhi piantati nei suoi. «Non mentirmi. Ho visto la tua guancia arrossata. Ho sentito la tua voce che implorava di usare le maniere forti mentre gli eri in ginocchio davanti. So come fai quando sei fuori di testa dal desiderio.»
A quella frase, la difesa di Loredana crollò di colpo. Il suo sguardo passò dal panico a una sfumatura diversa, scura e densa di pudore e perversione. Abbassò gli occhi, e un rossore caldo le salì dal collo fino alle guance. Non era più rabbia: era pura eccitazione riaffiorata al ricordo.
«Io... non volevo...» mormorò lei, il respiro che iniziava ad affannarsi. Poi, come cedendo a un impulso incontrollabile, incrociò di nuovo lo sguardo di Luca e iniziò a parlare, incapace di fermare il flusso dei dettagli.
«All'inizio era solo un gioco... ma Paolo ci sa fare davvero, Luca,» confessò a voce bassa, senza più filtri. «Ha un modo di toccarmi che mi fa perdere completamente il controllo. Quando gli andavo dietro la scrivania o nei bagni per succhiarglielo di nascosto, bastava che mi prendesse i capelli con forza e io andavo del tutto fuori di testa. Sentinel il suo sapore, stare in ginocchio per lui mentre rischiavamo di farci scoprire da un momento all'altro... mi faceva bagnare ancora prima di toccarmi.»
Luca la ascoltava pietrificato, il cuore che gli martellava nel petto mentre l'erezione gli tornava violentissima sotto i pantaloni.
«E quella sera in macchina...» continuò Loredana, portandosi una mano al petto, palesemente turbata e al tempo stesso sopraffatta dal ricordo. «Eravamo parcheggiati in un posto isolato. Io tremavo tutta. Lui mi ha infilato le dita dentro senza pietà, muovendosi con un ritmo così forte e preciso che non riuscivo più a respirare. Ha iniziato a spingere e a stuzzicarmi il punto giusto finché... finché non ho perso del tutto il controllo.»
Loredana chiuse gli occhi per un secondo, mordersi il labbro inferiore.
«ho squirtato, Luca. Un getto continuo, caldo, abbondante... non mi era mai succeduta una cosa del genere con tale violenza. Ho bagnato tutto il sedile, i miei pantaloni, tutto. E le mutandine... le mie mutandine erano così completamente inzuppate, trasformate in un cencio impregnato del mio umore, che per la vergogna non ho neanche potuto rimetterle. Le ho dovute appallottolare e buttare via nel primo cestino che ho trovato per strada, tornando a casa senza niente sotto, ancora tremante e bagnata fino alle cosce.»
Luca sentì un brivido violentissimo corrergli lungo la colonna vertebrale. Guardò la bocca di Loredana, ora bagnata e disinibita, sapendo esattamente cosa fosse capace di fare, divorato da una gelosia perversa che si trasformava in un desiderio smisurato e incontrollabile.
L'aria all'interno dell'archivio era diventata incandescente, saturata dal respiro affannato di Loredana e dal peso insostenibile delle sue rivelazioni. Le parole sulle sue perversioni con Paolo, sul sapore della sua pelle e su quella notte in macchina risuonavano nella mente di Luca come una sfida aperta. Una rabbia cieca e una gelosia viscerale si fusero con il desiderio più oscuro, travolgendo ogni suo residuo di autocontrollo.
Senza dire una parola, Luca la afferrò per le braccia con una presa di ferro, voltandola di scatto. La spinse senza complimenti contro uno degli alti scaffali metallici. I faldoni tremarono al contatto, mentre Loredana emetteva un piccolo sospiro sorpreso, schiacciando il petto e il viso contro i fogli incorniciati di metallo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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