tradimenti
Al compleanno di mia figlia..
Marciotto
13.06.2026 |
2.014 |
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"Poi la seduzione: Enrica ha preso l'iniziativa, si è inginocchiata e con maestria ha preso il mio membro, iniziando a leccare la cappella..."
Le luci di Palermo si specchiavano sul mare calmo del golfo, ma dentro il locale il ritmo era tutt'altro che rilassato. Era il trentesimo compleanno di mia figlia Sofia. Intorno a lei, risate, brindisi e la spensieratezza dei suoi amici. E poi c'era Enrica, un'amica dai tempi delle superiori che aveva bazzicato spesso a casa mia.
Enrica non si limitava a festeggiare; si muoveva nello spazio con una consapevolezza magnetica. Aveva lo sguardo di chi sa esattamente cosa provocano i suoi movimenti. Più volte, durante la serata, i nostri occhi si erano incrociati. Non erano sguardi casuali: c'era una sfida sottile, il brivido di un confine che non si dovrebbe superare. Quando la musica è diventata più alta e la pista si è riempita, Enrica si è avvicinata. Ha ballato a pochi centimetri da me, sfiorandomi appena, quanto bastava per farmi sentire il profumo della sua pelle e la provocazione nei suoi occhi scuri. Ho cercato di ignorarla, ma poi c'è stato un cenno impercettibile della testa verso l'esterno: un invito muto a cui era impossibile resistere.
La dependance del locale era un rifugio di penombra e silenzio, isolato dalla confusione della festa. Si sentiva solo il rumore della risacca in lontananza. Non appena la porta si è chiusa alle nostre spalle, l'atmosfera è cambiata: la finzione della formalità è crollata all'istante. Non ci sono state parole. Enrica si è voltata, la schiena appoggiata alla porta, il respiro già corto. C'era un'urgenza quasi rabbiosa nel modo in cui ha accorciato le distanze.
Ci baciammo appassionatamente; le sollevai il vestito e le accarezzai la dolce fighetta depilata. Lei trattenne il respiro, ma quando la penetrai con le dita emise un gemito di piacere profondo e coinvolgente. Con la lingua la baciavo, una mano le tormentava i capezzoli e con l'altra esploravo tutta la sua figa in modo passionale.
Poi la seduzione: Enrica ha preso l'iniziativa, si è inginocchiata e con maestria ha preso il mio membro, iniziando a leccare la cappella. Sapeva quali punti toccare; le sue labbra cingevano la cappella e poi, improvvisamente, la affondava in gola. Non avevo bisogno di dirigerla tenendole la testa: lavorava di fino e di esperienza.
In quella stanza, per quei minuti, il resto del mondo – la festa, i legami, il giudizio – è stato completamente cancellato. Preso dalla bramosia la feci sollevare e la girai; lei si appoggiò al muro con le gambe aperte e mi invitò a penetrarla analmente. Lo feci subito: non ci fu bisogno di inumidirla, perché i suoi umori avevano allagato tutta la parte. Aprii leggermente le chiappe e le infilai la cappella nel culo, che era caldo e avvolgente. Prima la presi per i fianchi e spinsi freneticamente, mentre lei godeva come una ninfomane, poi con le mani la presi per i seni e continuai a spingere.
Ansimavamo insieme fino a quando esplosi dentro di lei; le sue pulsazioni anali aumentarono il mio godimento. Rimasi dentro di lei, esausto, per un minuto... ma poi le voci degli auguri ci fecero destare dal pathos sessuale. Ci recammo velocemente alla festa, con la certezza che ci sarebbe stato un seguito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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