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Le fantasie che non ti aspetti 2


di sensualia2
19.06.2026    |    276    |    8 9.7
"-Mi piacerebbe, sì insomma pensavo a cosa potresti indossare la prossima volta che verranno..."
Ormai il gioco si era impossessato di noi. Ritornammo sull'argomento altre volte.
Scoprii che c'è un mondo di situazioni che le donne nascondono ai loro compagni.
E comunque notai che il gioco della seduzione in alcuni casi fa capolino quando l'ammirazione non è fastidiosa.
Roberta è una donna piacente, non certamente una top model, ma ha attributi che attirano, me per primo. A meno che non metta reggiseni corazzati, si indovinano i capezzoli grossi e pronunciati, un sedere che si fa notare, e bei fianchi.
-Oggi come è andata con i tuoi ammiratori?
-Nulla di importante, eravamo tutti presi dalla chiusura del progetto. Del resto con quel tailleur da educanda chi vuoi che si ispiri.
La guardai: giacca, maglia e pantalone seppur gradevoli, non erano il massimo della seduzione.
-Stasera, magari, visto che invitiamo i tuoi amici a casa, posso indossare qualcosa di meglio. Ma tu vuoi?
Serata di partita: giocava l'Inter. Lucio e Giuseppe, super tifosi sarebbero venuti alle 19.
Lucio divorziato, Giuseppe sposato, due tipi allegri. Birra, stuzzichini e partita. Ci vediamo o da me, o da Lucio. Giuseppe ha tre figli e non è cosa.
Roberta non è proprio una gran tifosa, ma quando siamo in compagnia uno sguardo alla partita la dà.
Mi chiamò poco prima che fossero arrivati gli amici.
-Indosso questo o quello?
Aveva messo sul letto due completi.
Pantaloni giacca e camicia chiari e vicino c'era una gonna leggera e camicetta.
La guardai non sapendo cosa scegliere. Conoscevo quella gonna, la trovavo molto sexy, anche perché una volta l'aveva indossata con un reggicalze, quello con i gancetti che mi eccitava molto. Ma capitò solo una sera speciale in cui volevamo farci un po' di coccole.
-Con il pantalone sarò più comoda, ma se vuoi posso anche scegliere la gonna.
Risposi senza enfasi, ma dentro mi intrigava quella gonna.
-Fa come vuoi, ma quella gonna trovo che ti stia molto bene.
Eravamo alle prime battute della partita. Roberta era in cucina a preparare un vassoio con qualche stuzzichino. Ci avvertì che era quasi pronto. Avevo già portato le birre. La luce della lampada forniva la giusta penombra per gustarci al meglio la partita.
Comparve mia moglie, gli amici si alzarono per salutarla. Era bellissima, quella gonna leggera con la camicetta appena un po' sbottonata era elegante e sexy.
Notai sguardi compiaciuti, anche perché come sempre quando la stoffa è sottile a Roberta si indovinano i capezzoli, e questo mi piace, ma piace anche agli altri.
Poggiò il vassoio sul tavolino basso, la camicetta leggermente aperta rivelò i bei seni pieni, nulla di volgare, non è da lei, ma insomma colsi l'interesse dei miei amici.
Ci fu un attimo di silenzio, poi iniziò la partita.
Noi tre eravamo sul divano, Roberta si accomodò su una poltrona di fianco.
Accavallò le gambe, aveva indossato il reggicalze, 'quel' reggicalze, potevo intravedere l'orlo con l'inconfondibile curva che tanto mi piace.
-Guardo l'inizio della partita e poi vi lascio soli.
Lucio prontamente la esortò a farci compagnia e che sarebbe stata una bella partita.
-Non è che una donna frenerà i vostri entusiasmi?
-Assolutamente no, replicarono Lucio e Giuseppe all'unisono.
Dopo un po' Roberta tirò fuori la sua adorata settimana enigmistica, dando un'occhiata alla partita di tanto in tanto.
Nel frattempo la gonna era risalita, giusto di quel tanto da scoprire il bordo delle calze e un po' di pelle nuda, era eccitantissima.
Potevo scorgere gli sguardi furtivi dei miei amici.
-Vi porto qualche dolcino?
La seguii in cucina.
-Forse quella gonna non è stata una buona idea. Le dissi.
-Perché? Ricordo che ti piaceva.
- A piacermi, mi piace, ma con quella calze...insomma mi sembra che, come dire: distrai i miei amici.
-E questo ti da fastidio?
Nel dirlo mi sfiorò l'uccello eccitato.
Non risposi. Riguadagnai il divano.
Lei poco dopo venne con il vassoio dei dolci.
Mi sembrò che la camicetta fosse un tantino più aperta, ne ebbi la conferma quando si abbassò per poggiare il vassoio. I seni si vedevano fin quasi ai capezzoli. Fu solo un istante ma non sfuggì agli amici.
Roberta tornò a sedersi.
Non passò molto tempo che la gonna risalì di nuovo scoprendo una buona parte della coscia nuda.
Gli sguardi degli amici su quelle belle cosce e sui seni celati solo in parte, divennero più frequenti, avrei voluto avvertirla, ma mi resi conto che Roberta si era addormentata.
Cercavo di dissimulare la mia irritazione, con i soliti commenti sulla partita. Poi a un tratto Lucio si alzò per sgranchirsi le gambe, andava avanti e indietro fra il divano e il televisore, mi resi conto che da quella angolazione aveva una migliore visione delle cosce di Roberta che nel sonno era scivolata in avanti. La gonna era risalita scoprendo del tutto il reggicalze.
Quando si sedette il mio amico, notai il bozzo dell'uccello sotto il pantalone.
-Roberta- dissi ad alta voce. Gli amici vanno via, la partita è finita, e abbiamo perso.
Lei si alzò per salutarli, notai che l'abbraccio sia di Lucio che di Giuseppe furono prolungati.
-Ti stavano mangiando con gli occhi
-Se è per questo non solo con gli occhi..
-Sì, del resto gli hai mostrato tutto quel ben di Dio!
Mi guardò con un sorriso ironico.
-Non era quello che volevi? Potevi consigliarmi di mettere i pantaloni!
Mi prese una mano e se la portò fra le cosce.
Aveva uno slip sottilissimo e bagnato di umori.
-Facevi finta di dormire, per poterli irretire, vero?
Strusciò la figa sulla mia mano, spostando il bacino avanti e indietro.
-Quando Lucio si è alzato ho capito che voleva guardarti fra le cosce. Allora dormivi o no?
-Questo non lo saprai mai, ma ti posso dire che i tuoi amici nel salutarmi mi hanno palpato il sedere.
-E ti è piaciuto farti palpare??
-Lo sai che non mi piace, però mi piace quando ti ecciti. Tiralo fuori a fammi godere!


Con Lucio e Giuseppe ci vedemmo al bar per una birra e i commenti alla partita.
Quando arrivai, loro confabulavano seduti al solito tavolino. Erano di spalle e guardavano lo schermo dello smartphone. Intravidi un paio di gambe nell'immagine che mi dicevano qualcosa.
Appena si accorsero della mia presenza, misero via il telefonino.
-Allora, che si fa? Qualche bella signora da ammirare?
Colsi un certo imbarazzo.
-Le solite foto che girano sul web.
Mi sedetti anch'io e ordinai una birra.
-Bionda o bruna?
-Mah, non si sa. Solo un paio di gambe. Nulla di speciale.
Lucio girò lo schermo. Solo per un attimo vidi quelle gambe e poi passò alla foto successiva che ritraeva una ragazza seminuda.
Passammo quindi ai commenti sulla partita. Ma ebbi la netta sensazione che in qualche modo quelle gambe fossero di Roberta.
Non mi era indifferente pensare a quelle foto e a quali emozioni destassero.
Così provai a sondare i loro pensieri.
-Io non capisco. Mia moglie si pianta lì e poi si addormenta. Non ci siamo potuti scatenare come al solito. Forse è meglio che non partecipi la prossima volta.
-Ma no! Rispose Giuseppe, a me non dispiacerebbe se Caterina partecipasse, e che lei il calcio non lo sopporta neanche un po'.
-E poi – aggiunse Lucio- è stata così carina a portarci da mangiare. Se avessi una moglie come la tua, la vorrei sempre con me.
Lo provocai.
-Una moglie come la mia...ma tu frequenti delle 'sventole' mica male!
-Se mi permetti, Roberta, da dei punti a tutte quelle che ho frequentato.
-Una volta- risposi- adesso è una bella signora. Lei stessa mi dice che vorrebbe avere vent'anni di meno. Pensa che non vorrebbe neanche più indossare le gonne per via della cellulite.
Giuseppe mi guardò sorridendo. -Cellulite? Se ne ha, sarà ben nascosta. Ha delle gambe perfette.
-Ieri si è un po' vergognata, quando si è svegliata si è resa conto che quella gonna era salita oltre il lecito. Mi ha pure sgridato. Avrei dovuto avvertirla. Non è carino davanti a degli estranei. Scusate.
- Non devi scusarti. Non siamo ipocriti. Vedere un bel paio di gambe come quelle di tua moglie è sempre un piacere. Quando avrò una nuova compagna giuro che le comprerò delle gonne come quelle di Roberta e anche delle calze come quelle di Roberta. E se verrete a casa mia dirò di indossarle e far morire d'invidia i miei amici.
Ovviamente la prendemmo a ridere, dissi solo che forse non avrei riferito a Roberta circa i nostri commenti. In fondo erano cose da maschietti porcelli.

E invece le dissi tutto. Glielo dissi in forma di racconto, mentre le carezzavo il seno. I capezzoli eretti tradivano l'eccitazione anche se scuoteva la testa.
-Mi piacerebbe, sì insomma pensavo a cosa potresti indossare la prossima volta che verranno.
-Già questa volta ti assicuro che mi hanno scrutata ben bene. Mentre sonnecchiavo, avrai visto che la gonna era risalita. Sapevo che ti intrigava la cosa e non l'ho sistemata. Quando Il tuo amico Lucio si è alzato, ho scavallato le gambe e...credo che non abbia avuto dubbi sul fatto che il mio slip fosse come dire...molto ridotto.
-Cioè mi vorresti dire che ti ha visto la figa?
-Non esagerare, ora. Mi ha intravista fra le gambe, vedi? Così! Ma la figa, la faccio vedere solo a te.
Detto questo scavallò le gambe e le allargò. Effettivamente lo slip anche se a fatica copriva l'indispensabile. Poi con le dita scostò l'esile stoffa e comparve la sua magnifica figa appena orlata da peli scuri. Sapevo cosa voleva. Avvicinai le labbra a quella meraviglia. Mi agevolò spostando con le dita i labbroni della figa in modo che potessi dedicarmi al clitoride turgido e eretto. Godeva fremendo alle mie attenzioni, sollevando le cosce mi veniva incontro. Pose una mano dietro alla mia testa per spingermi contro il sesso aperto oscenamente. Fu solo l'inizio, poi si voltò di spalle appoggiandosi al divano. Il suo culo era invitante, con sottile perfidia iniziò a dondolarlo, aprì le cosce, scorgevo la mano impegnata a toccarsi. Infilò due dita, erano tanto bagnate che luccicavano di umori. Poi sempre con quelle due dita fece cenno di avvicinarmi, che era pronta. Non mi feci pregare.

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