Questione di piani (parte 1)
Ti vedo sorridere ammiccante ed alzare il calice in mia direzione come per ringraziarmi. Comprendi di avere i miei occhi addosso così accavalli le gambe e inizi a sorseggiare con garbo.
"MI SCUSI"..
ci metto un secondo a capire che è arrivato il cameriere con il mio piatto, esco dal mio stato catatonico di contemplazione delle tue gambe e dal disegno mentale delle sconfinate praterie erotiche che queste mi suggeriscono. Arriva anche per te il piatto e se possibile lo spettacolo di vederti gustare il tuo cibo è ancora più stimolante. Maledico le convenzioni sociali e la buona educazione, vorrei semplicemente alzarmi, porgerti la mano e portarti via ma non è così che si fa.. mi rassegno a finire il mio piatto -che manco mi piace- e studiare una strategia, quando tu lasci cadere il tovagliolo in terra e ti chini per raccoglierlo, conscia che la tua camicetta bianca avrebbe concesso una visione che mi dà la batosta finale.
Al diavolo le convenzioni sociali, mi alzo e vengo al tuo tavolo, col mio bicchiere e ti propongo un brindisi: "alla caduta del cameriere"... tu sfoderi un sorriso discreto e malizioso e mi fai cenno di accomodarmi. E, devo dirti, un po' mi dispiace perchè da lì non posso ammirare le tue gambe. Facciamo due chiacchiere, usciamo insieme e ci dirigiamo verso l'ascensore... io sono al 3°, tu al 5°... entriamo, schiaccio ovviamente solo il tasto 5...
"Che fa lei non va in stanza?!?"
Impacciata e rossa in viso, ti metti in un angolo ma poi fingendo un movimento ti riavvicini. Sembri combattuta e poi capisco il perchè: "In camera mi aspetta mio marito..."
Eppure trovo quell'imbarazzo molto sexy... ti cingo la vita con la mano stendendo le punte delle dita più giù all'inizio dell'inguine.. ma capisco dove è il caso di fermarsi, schiaccio il tasto 3 e poco dopo sono fuori. Uscendo ti fisso intensamente negli occhi fino a che le porte non si sigillano... "Peccato!" penso...
Scendi al 5 ed entri in stanza, ma per tutto il tempo continui a pensare a me... vorresti scendere ma non sai neanche il mio numero di camera! cominci a pensare alle mie mani, a come ti stringevano poco prima in ascensore, a quel tocco così diverso eppure così rassicurante, a come avresti voluto che scendessero ancora. Non sei più tanto lucida -forse anche per il sauvignon? Ormai sono passati 20 minuti ma decidi di fare una pazzia senza speranza. Inventi la scusa di aver perso una cosa al ristorante e dici di dover scendere a cercarla, ma nell'ascensore il tasto che premi è il 3. Sai bene che è inutile perchè ti troverai solo a girare nel corridoio davanti a tante porte tutte uguali, ma quel desiderio è invincibile... si aprono le porte e mi trovi lì, fermo in piedi ad aspettarti da 20 minuti, con un sorriso di 2 chilometri.
Ti avvicini, senti il mio respiro e mi baci con trasporto.. "Portami in camera" sussurri mentre ti tendo la mano. Entriamo e ti sbatto al muro cominciando ad esplorarti con le mani, ti sento scioglierti e mugolare spingendo il petto gonfio in avanti.. senti le mie mani ovunque finché non ti strappo la camicetta facendo balzare fuori due deliziosi meloni e inizio a leccarli e succhiarli... d'improvviso mi spingi sul letto e mi fai sedere, alzi la gamba e l'appoggi sulla mia mettendo in bella mostra le tue calze nelle quali mi perdo...
Sono in estasi davanti al tuo eros, alzo la gonna, infilo le mani sotto le calze e alzo lo sguardo a cercare il tuo.. tu mi ricambi lo sguardo e nei tuoi occhi leggo il pensiero del desiderio totale di abbandonarti a me. Lentamente comincio a sfilare le calze coprendo di baci le gambe appena scoperte. Tengo la bocca aperta e faccio strisciare il mio labbro inferiore su verso gli slip dove comincio ad annusare quel ben di Dio; le mani scorrono verso il sedere e ti sento mugolare e fremere. Alzo una mano verso quei capezzoli che prima ho consumato con la bocca, ci passo il dito intorno tante volte finchè non li sento di nuovo turgidi e in quello stesso momento sento umido sul mio naso... a quel punto mi sbatti il tacco sul petto e mi butti giù sul letto cominciando a strisciarmi le tettone addosso... ma io le voglio sentire davvero così mi tolgo camicia e finalmente sento quei capezzoli sulla mia pelle, prima sul petto mentre mi lecchi le labbra, poi più giù dove trovano l'erezione più grossa che ricordi...
Non aspetti un secondo e lo avvolgi con quei magnifici seni abbondanti..
(Fine prima parte)
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