Una giornata in spiaggia
È per questo che quella volta siamo andati lì.
Una spiaggia nudista, abbastanza isolata da sembrare quasi privata, ma non abbastanza da esserlo davvero. Il genere di posto dove sai che puoi spogliarti senza problemi, ma dove allo stesso tempo non sei mai davvero solo. E quella linea sottile tra libertà e esposizione ci ha sempre attirato.
Giulia lo sentiva quanto me. Lo capivo da come si muoveva mentre camminavamo sulla sabbia, dal modo in cui si guardava attorno senza darlo troppo a vedere. Non era imbarazzo. Era eccitazione trattenuta.
Quando si è tolta i vestiti, lo ha fatto con una naturalezza quasi studiata. Nessuna fretta, nessuna esitazione. Come se quel gesto fosse già stato immaginato mille volte prima. Io l’ho seguita subito dopo, sentendo quell’adrenalina salire lentamente.
Essere nudi lì non era solo essere nudi. Era essere visibili. Esposti. Potenzialmente osservati.
E Giulia lo sapeva.
Si muoveva come se qualcuno potesse guardarla da un momento all’altro. Non cercava attenzione in modo esplicito, ma il suo corpo parlava comunque. Ogni gesto aveva qualcosa di leggermente più lento, più marcato. Io la guardavo e capivo esattamente cosa stava succedendo dentro di lei.
Perché la conosco.
So quando qualcosa la accende davvero, anche quando non lo dice. E lì, in quel momento, lo sentivo chiaramente: non era solo l’essere nudi. Era l’idea di poter essere visti mentre lo eravamo.
Quando ci siamo stesi sulla sabbia, la distanza tra noi e il resto del mondo sembrava ridotta al minimo. Bastava poco. Uno sguardo. Una presenza. Qualcuno che si fermasse anche solo un attimo di troppo.
E infatti è successo.
Non subito. Non in modo evidente. Ma a un certo punto ho sentito quella sensazione precisa, inconfondibile.
Quella di non essere più soli.
E da lì, tutto ha cominciato a cambiare.
C’è un momento preciso in cui smetto di sentirmi al centro della scena. Non è quando lui arriva, non è nemmeno quando si avvicina. È prima. È quando capisco che Giulia ha già deciso, ancora prima di muoversi davvero.
Un estraneo che la guarda
Mentre scopa col suo fidanzato
Lo sento addosso, quello sguardo. Non su di me. Su di lei. E la cosa che mi destabilizza è che Giulia lo percepisce. Non lo guarda subito, ma il suo corpo cambia impercettibilmente. Io lo noto perché la conosco meglio di chiunque altro.
Poi si avvicina
E mi caccia fuori
Non fisicamente, ma mentalmente. È come se in quell’istante io smettessi di essere il riferimento. Non vengo respinto, vengo spostato. Rimango lì, ma in un altro ruolo. E non voglio oppormi.
Comincia a toccarsi mentre ci guarda.
Ce l'ha enorme.
Giulia lo nota, guarda me e poi di nuovo lui, e gli fa segno di avvicinarsi.
È lì che la vedo cambiare davvero. Nessuna esitazione. Nessun dubbio. Non sta chiedendo il permesso, mi sta facendo assistere.
Lui si avvicina, Giulia senza pensarci due volte appena ce l’ha a portata di mano gli afferra il cazzo, e dopo averlo accarezzato ed esserselo strusciato un po’ sulle labbra comincia a succhiarlo
Quello che mi distrugge non è solo il gesto. È la naturalezza. Come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
Tutto questo mentre io continuo a scoparla da dietro
Continuo a muovermi, ma ormai non sto guidando nulla. Sto solo seguendo.
Giulia sente tutto il suo cazzo in bocca, come la strozza, come comincia a pulsare
Capisce che potrebbe venire da un momento all’altro
La leggo completamente. Ogni reazione è chiara per me, anche mentre sta andando oltre quello che conoscevo.
Così Giulia prende e mi sposta, si volta verso di lui restando sempre a pecora, e lui senza pensarci due volte glielo sbatte subito dentro.
Comincia a gemere come non mai, mi guarda come un’assatanata, io le dico quanto mi fa impazzire, lui non si ferma.
In quel momento il controllo cambia proprietario. Non è più mio. Non è nemmeno suo nel senso classico. È della scena stessa.
Giulia sente che aumenta il ritmo dei colpi che le sta dando, sempre più forte, e comincia a desiderare solo una cosa: la sua sborra
Distoglie il suo sguardo dal mio, volta la testa verso di lui, che la tiene per i capelli, e comincia a pregarlo di venirle dentro. Gli dice quanto vuole sentirlo schizzare dentro di lei, e poi succede. Giulia urla, sono venuti contemporaneamente, le sue gambe cominciano a tremare mentre affanna.
Io sono lì e capisco che sto assistendo a qualcosa che non posso più controllare, ma che non voglio fermare.
Giulia sente ogni singola goccia, ogni sua pulsazione… l’ha riempita come non mai
E la vedo. La vedo davvero per quello che è in quel momento.
Dopo averla sfondata e riempita di sborra le dà uno schiaffo sul culo, si ricompone e se ne va.
Giulia ancora non smette di tremare ed ansimare. Comincia a sentire un po’ della sua sborra che le cola fuori dalla figa, in mezzo alle gambe. Si sente usata e la cosa la eccita. La eccita ancora di più averlo fatto davanti a me.
Quando lui se ne va, non porta via niente. Lascia tutto lì. E io resto a guardare Giulia, come se la stessi conoscendo di nuovo.
A quel punto Giulia si mette a gambe aperte davanti a me, la sua figa completamente bianca, dentro e fuori, e mi ordina di pulirla.
Io non ci penso due volte, mi inginocchio e comincio a leccargliela tutta. E mentre lo faccio, mi rendo conto subito che qualcosa è diverso. Non è più solo il suo sapore, né quello familiare che conosco a memoria, nemmeno quello mescolato al mio. C’è qualcosa di nuovo, di estraneo. Un retrogusto che non riconosco subito ma che capisco immediatamente da dove viene. E questa cosa mi destabilizza più di tutto il resto.
Per un attimo mi fermo mentalmente, non fisicamente. Continuo, ma dentro di me qualcosa si sposta. Perché quel sapore non dovrebbe piacermi… e invece mi eccita più di quanto avrei mai immaginato.
E mentre resto lì, tra le sue gambe, non riesco a smettere di pensarci. A lui. Al modo in cui l’ha presa, al modo in cui lei ha reagito, al momento preciso in cui ha lasciato il segno dentro di lei. È un pensiero che torna, insistente, quasi ossessivo. E più ci penso, più mi rendo conto che non mi allontana… mi tiene lì, ancora di più.
Ed è lì che capisco davvero: non ho perso il controllo.
L’ho lasciato andare.
E adesso faccio parte di qualcosa di più profondo, perché Giulia non si è allontanata da me… si è spinta oltre, portandomi con sé, ed io sono ancora lì a guardarla, incapace di smettere.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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