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spa dannata parte 1


di Membro VIP di Annunci69.it manum93ud
01.04.2026    |    4.290    |    2 9.7
"Immaginò la scena nella loro camera da letto a Udine: lei tra due uomini, con Marco che assisteva e partecipava, finalmente libero di vedere la sua "piccola porcella" godere di quella..."
Udine, un martedì qualunque. Marco e Laura avevano lasciato il lavoro alle sei, scambiandosi solo un’occhiata complice mentre salivano in auto. Sposati da un anno, friulani DOC, amanti della riservatezza ma con un segreto che bolliva sotto la superficie di una quotidianità fatta di aperitivi in castello e weekend in montagna. Marco sapeva che sua moglie era un paradosso vivente. Laura, 33 anni, era capace di arrossire per un complimento al supermercato, ma era la stessa donna che, anni prima, per pura adrenalina, aveva trascinato un ex nell’armadio della SME. Recentemente, dopo i vapori di una sauna norvegese, gli aveva confessato con gli occhi lucidi di eccitazione: "Mi piace guardarli, Marco. Non posso farci niente. Mi piace guardare gli altri cazzi".

Un'esclusiva SPA nell'hinterland udinese li accolse con la sua dimensione raccolta. Non era un posto affollato, il che lo rendeva perfetto. Nel corridoio, Laura camminava con il telo stretto al petto, i capelli raccolti, la pelle chiara e perfetta. "Entriamo?" sussurrò Marco davanti alla porta della sauna. Laura esitò un istante, poi lasciò il telo sul gancio. Entrò nuda, piccola e proporzionata, con i suoi 150 centimetri di femminilità decisa e quel seno, una terza piena, che Marco adorava. Si sedettero sul secondo gradino. Il silenzio era rotto solo dal crepitio della stufa.

Dopo qualche minuto, la porta si aprì. Un uomo sulla quarantina entrò, portando con sé una folata di aria fresca. Era robusto, con spalle larghe e braccia ben definite, proprio come piaceva a lei. Si sedette di fronte a loro, le gambe leggermente divaricate, esponendo con naturalezza un’anatomia generosa che catturò immediatamente l'attenzione di Laura. Marco vide Laura irrigidirsi impercettibilmente. Lei non guardò subito il viso dell'uomo; i suoi occhi, come guidati da un istinto primordiale, scivolarono verso il basso, fissandosi su quella virilità che, anche a riposo, prometteva dimensioni notevoli. Marco sentì la tensione di lei, una miscela di timore reverenziale e fame visiva. "Troppo caldo per me, vado a bagnarmi la testa," disse Marco alzandosi, cercando di non far tremare la voce. "Resta pure, Laura. Non correre."

Quando la porta si chiuse, il silenzio divenne pesante. Laura fissava le sue ginocchia, ma il respiro era irregolare. Psicologicamente, Laura stava vivendo un cortocircuito: la sua parte razionale le imponeva la fuga, ma quella istintiva, nutrita dalle confessioni fatte a Marco, la teneva inchiodata al legno rovente. L'uomo si schiarì la voce. "Tuo marito non regge il calore?" chiese lui con una punta di ironia nella voce profonda. Laura sollevò lo sguardo, incrociando quello dello sconosciuto. "Io... io lo reggo meglio," rispose, tentando di sembrare sicura. "Ti ho vista, sai?" disse lui, abbassando il tono. "Guardavi con molta attenzione. Ti piace quello che vedi?" Il cuore di Laura batteva così forte che temeva potesse sentirlo. In quel momento, l'uomo si spostò sulla panca, avvicinandosi.

Lui non era aggressivo, era invitante. La sua vicinanza sprigionava un odore di pelle e calore che stordiva Laura. "Sei molto bella, Laura. E mi sembra che tu sia molto curiosa," mormorò l'uomo, guidando la mano di lei verso il centro della sua virilità. Quando le dita di Laura sfiorarono la carne calda, il suo primo pensiero volò inevitabilmente a Marco. Conosceva a memoria i suoi 18 centimetri, la loro forma rassicurante e familiare. Ma qui, sotto il palmo della sua mano, la sensazione era stravolgente. Sfiorò quasi incredula la cappella: era di una voluminosità che non aveva mai sperimentato prima. Mentre il pollice ne saggiava la corona rilevata, Laura riandò con la mente a un pomeriggio di anni prima, prima di conoscere Marco. Ricordò uno specializzando con cui era stata: un uomo dai modi bruschi che sfoggiava ben 21 centimetri, ma che l'aveva lasciata con un ricordo amaro. Quella volta era stato solo dolore, un'invasione prepotente che l'aveva fatta sentire piccola e ferita. Ma qui, in questa SPA, era diverso. Laura realizzò che la sua eccitazione derivava proprio dal controllo: questa volta non era vittima delle dimensioni, ma padrona di esse. Nonostante le dimensioni imponenti dell'uomo di fronte a lei, c'era un invito, una tensione erotica che le permetteva di assaporare lo spessore senza paura. Il paragone con Marco non era una svalutazione, ma una validazione: Marco era il porto sicuro che le permetteva di esplorare quel mare in tempesta.

Sotto il bicipite di lui, Laura sentì la propria timidezza sciogliersi. Lo sconosciuto le afferrò dolcemente la nuca, spingendola verso di sé. "Hai degli occhi che dicono tutto," le mormorò lui all'orecchio. Laura si lasciò scivolare ancora più in basso, i suoi occhi ora spalancati su quel "cazzo" imponente. Ciò che la colpì di più fu proprio quella cappella: incredibilmente grossa e voluminosa, una cupola di carne che trasudava desiderio. La sua ampiezza era tale che Laura sentì un brivido di pura bramosia; voleva sentire quella consistenza contro le sue labbra, misurandone col gusto l'incredibile spessore che superava persino i suoi ricordi più audaci.

Mentre fuori Marco immaginava ogni dettaglio, dentro la sauna Laura era in estasi. Iniziò a succhiare con una voracità incredibile, concentrandosi proprio su quella cappella voluminosa che tanto la eccitava. A differenza dello specializzando, questo piacere era tutto suo: lei controllava il ritmo, lei decideva quanto spingersi oltre. Psichicamente, Laura si sentiva onnipotente. La sua bocca faticava a contenerne la larghezza, e quel senso di "pieno" estremo la spingeva a osare sempre di più, trasformando il suo pudore friulano in un'arma di seduzione letale.

L'uomo interruppe il ritmo per un istante, sollevandole il mento con le dita calde. "Ti piace così tanto, vero? Ma qui siamo in un luogo pubblico, Laura. E io vorrei sentirti senza questo vapore che ci nasconde a metà." Laura sentì un brivido nuovo. La sauna era stata l'antipasto, ma ora il desiderio di possedere quel "cazzone" per intero, di sentirlo dentro di sé e non solo in bocca, diventava un'ossessione. Il pensiero di Marco, fuori, non era un ostacolo, ma la chiave di volta. E se lo portassimo a casa? pensò Laura, sentendo le ginocchia tremare. Sapeva che Marco, vedendola così trasformata, non avrebbe potuto dire di no. Immaginò la scena nella loro camera da letto a Udine: lei tra due uomini, con Marco che assisteva e partecipava, finalmente libero di vedere la sua "piccola porcella" godere di quella pienezza che lo sconosciuto offriva. "Mio marito sta aspettando fuori," sussurrò lei, lo sguardo fisso sulla cappella ancora turgida e lucida di saliva. "Forse dovremmo fargli una proposta. Una proposta che non potrà rifiutare." L'uomo sorrise, un sorriso complice che prometteva ore di piaceri proibiti. "Andiamo a vedere cosa ne pensa lui."
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