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trans

29 Tutto .. e subito


di iside59
09.11.2025    |    3.694    |    9 9.9
"Ormai è il grande momento, sono infoiato, non aspetto altro che quel manganello visiti il mio buchetto, toglie le dita e struscia il cazzo tra le chiappe fino a trovare il pertugio, lo punta è..."
Qualcuno quando parlo di “fica anale” si adira, ma descrivo la realtà, quando hai il culo rotto e ti senti femmina in maniera definitiva, sentirsi oggetto del desiderio del maschio, reagire come una donna che non chiede altro che essere profanata nel suo intimo, desiderare un accoppiamento quasi animale.
Quando il tuo buco del culo non è più un forellino tondo, ma è diventato una spaccatura, si dilata e si restringe adattandosi al tuo stato di eccitazione, non più un buco ma una fessa, che quando ti pieghi a novanta inarcando la schiena e rilassando le chiappe si apre e pulsa in attesa di essere sfondata da cazzi sempre più larghi, questa è la “fica anale”, è una condizione fisica e mentale.
Ed è per appagare un desiderio crescente della mia “Fica anale” che questa volta voglio il massimo, ho deciso di puntare ad un grosso calibro (a pagamento per esserne certo) andando ad esplorare una zona battuta da trans sudamericani che espongono volentieri la propria dotazione ai curiosi che li approcciano.
E così, in tarda serata mi reco sul posto, ecco il mio obbiettivo, alta e magra, di colore, coi capelli lunghi rossi e lisci, minigonna vertiginosa, calze a rete nere a maglia molto larga a mezza coscia sorrette da una “Guepiere” nera, non proprio lineamenti femminili, anzi direi parecchio androgina, d’altra parte a me interessano le dimensioni, accosto abbassando il finestrino dell’auto:
” Ciao bella! Quanto vuoi?”
Risposta: “Ciao belo! 50 in macchina, 100 a casa mia, facciamo tutto per bene e con calma!”
Così dicendo si avvicina all’auto sollevando la minigonna e scoprendo la notevole mercanzia; un serpente di tutto rispetto in stato ancora a riposo che penzola a due dita dalla mia bocca, subito si accende in me la certezza di aver trovato ciò di cui ero in cerca nonché la voglia di accoglierlo già tra le mie labbra.
La vista spettacolare e sentire la sua voce suadente ed invitante, alza in me il livello di eccitazione; è gentilissima a dispetto della sua apparente mascolinità.
Resistendo alla tentazione di toccarglielo per saggiarne la consistenza se non addirittura di dargli una leccatina per pregustarlo, gli rispondo già totalmente assorto nella nuova esperienza:
“Ok! Andiamo a casa tua!”
Gli faccio cenno di salire, lei sale e mi stampa subito un bacio sulla bocca, si siede scoprendo volutamente tutte le cosce e mettendo in mostra il perizoma scuro in pelle rigonfio che copre il giocattolone volutamente rivoltato all’indietro tra le gambe.
Mi indica la strada, guido fino a casa sua, la tensione è già alta ma resisto alle sue provocazioni, non voglio sborrare prima ancora di cominciare; posteggio davanti ad un palazzo un po’ fatiscente, sembra essere costituito di uffici trasformati un po’ troppo velocemente in abitazioni, probabilmente affittati quasi tutti ad operatrici ed operatori, del sesso.
Cammino dietro di lei, la guardo sculettare sulle zeppe che la fanno sembrare ancora più alta di quello che è già in realtà, in me si fa strada la certezza che uscirò dall’avventura con questo Mandingo in gonnella, molto, ma molto soddisfatto.
All’entrata dello stabile cazzeggia un gruppetto di personaggi con facce non proprio raccomandabili, lei saluta e passa, io la seguo a ruota.
Saliamo sull’ascensore, seleziona l’ultimo piano, il viaggio sarà lungo e non riuscirò a trattenermi, gli metto la mano sotto la minigonna, lei lo srotola fuori nel vero senso della parola, io la sego e dopo qualche secondo mi accuccio e l’ho già tra le labbra, mentre con l’altra mano sego il mio anche lui già fuori dai pantaloni; mi alzo, strusciamo i nostri cazzi uno contro l’altro, poi con una mano li afferro tutti e due segandoli insieme, all’unisono.
Lei mi guarda sorridendo, sorpresa da questa mia impaziente iniziativa e mi stampa un altro bacio sulla bocca mentre le nostre cappelle si scoprono e si coprono contemporaneamente.
Arriviamo al piano, metto via tutto ed usciamo dall’ascensore dirigendoci verso la porta dell’appartamento, lei non si è coperta all’uscita dall’ascensore e cammina nel corridoio sculettando e adducendo un effetto pendolo al suo enorme battacchio che mi fa rizzare ancora di più il cazzo.
Entriamo, sbrighiamo la parte amministrativa, poi lei si spoglia rimanendo solo con le calze e la “guepiere” che le regge, ha due seni belli consistenti, una quarta probabilmente, sodi e per nulla cadenti, il suo cazzo svetta già nell’aria e non aspetta altro di finire nella mia bocca; mi spoglio e mi inginocchio, le sue mani guidano dolcemente la mia testa a cercare di inghiottire più cazzo possibile, è un’impresa non proprio facile visto la lunghezza, ma ogni tentativo sembra sempre migliore del precedente.
Poi si mette le mani sui fianchi e mima una lenta scopata in bocca muovendosi ritmicamente ma lentamente, facendo scomparire la sua verga nera nella mia gola.
Si siede su un divanetto rosso in soggiorno e mentre con la sinistra si masturba per tenerlo in erezione, con la destra prende tra le dita il mio cazzo e se lo porta alla bocca, io sono in pedi di fronte a lei e cerco di distrarmi per non sborrare subito.
Fa scorrere la lingua in lunghezza sul mio cazzo, poi lo fa scomparire letteralmente in bocca senza problema alcuno, alza gli occhi verso l’alto e mi sorride maliziosamente mentre con la mano mi massaggia delicatamente le palle, poi mi lascia per afferrare il suo affare con entrambe le mani scoprendosi e coprendosi la cappella in un segone spettacolare a due mani
Ora è il mio turno di sedersi sul divanetto rosso fuoco, lei sale coi piedi sul divano davanti a me e invece di calarsi sul mio cazzo e farlo scomparire nel suo pertugio come avrei immaginato, rimane in piedi e mi infila ancora la nerchia in bocca affondandola, tossisco, ho qualche urto di vomito, ma continuo a mungerla di bocca, la prendo per le chiappe e me lo spingo in gola più che posso.
Si rimette seduta ed io riprendo a smanazzarglielo, su e giù ammirandolo in tutta la sua lunghezza, poi cerco ancora di far sparire quella biscia nera nella mia bocca, scendo con la testa sull’asta, vedo il suo scroto avvicinarsi al mio naso, ma niente non riesco a raggiungerlo. devo risalire, lei mi riaccompagna la testa giù dolcemente, mi escono gli occhi dalle orbite, soffoco, devo rialzarmi, via con un nuovo tentativo, ma il suo scroto rimane ancora a debita distanza.
Mi supplica: “Dai! Prendilo tuto in bocca! Tuto! Tuto! Apri bene! Dai! Dai! Ahaa! Ahah!
Accompagna sempre con le mani la mia testa nel movimento; poi tenendo con la mano il suo cazzo e sempre segandolo vado a succhiargli i capezzoli, lei mi guarda mi alza la testa e mi lecca il volto, io non so che fare, apro la bocca per ansimare e lei ne approfitta per cacciarmi in bocca la sua lingua avvinghiandola alla mia, mi limona forte, non capisco più nulla e mi lascio trascinare dalla situazione.
Lei geme, ride ed apprezza molto il mio impegno esprimendo tutta la sua approvazione:” Delisia! Gustoso!!“
Mi spinge ancora giù con la bocca sul suo cazzo pretendendo un alto pigiamino di saliva, quando è bello eretto e grondante saliva mi tira su e si fionda lei con la bocca sul mio, con una mano continua a menarselo per tenerlo sempre al top, mentre con l’altra si sposta i lunghi capelli che cadono in avanti coprendogli il volto e mi passa più volte la lingua su tutto il cazzo in lunghezza per poi ingoiarselo tutto.
Ci scambiamo ancora i ruoli e sono ancora io a vedere da vicino il suo membro senza riuscire ancora, malgrado lo sforzo, a inghiottirlo tutto, poi lei si alza dal divanetto e si pone con la verga davanti alla mia bocca, l’appoggia, io apro, lei affonda, io succhio.
In quella posizione vedo da uno specchio laterale che riesco a malapena ad inghiottirne la metà, è nero, lucido, largo il giusto, sarà 25 cm credo, il mio culo fra poco verrà ampiamente soddisfatto.
Mi fa cenno di mettermi carponi sul divano, si abbassa dietro me e mi lecca le natiche, le bacia e lentamente girandoci intorno arriva al pertugio, lo lecca abbondantemente impregnandolo di saliva, ci inserisce il dito medio stimolandomi, in un secondo momento unisce indice e medio, se li inumidisce mettendoseli in bocca e me li schiaffa nuovamente dentro senza troppi convenevoli.
Gemo e ansimo per la grande attesa, li spinge dentro con forza quasi a voler forzare dentro la mano intera.
Il suo lavoro comincia a dare i suoi frutti, il mio sfintere rilassato si apre come un fiore e lei ne approfitta per spingere dentro tutta la mano quasi fino al polso senza traumi per me.
Un attimo di pausa ed ecco il suo cazzo teso e ricoperto dal preservativo, con la sinistra lo sbatte sulle mie chiappe più volte per esibire la sua potente virilità mentre con la destra mi schiaffa ancora due dita in culo.
Ormai è il grande momento, sono infoiato, non aspetto altro che quel manganello visiti il mio buchetto, toglie le dita e struscia il cazzo tra le chiappe fino a trovare il pertugio, lo punta è scivola subito dentro per metà, sento il culo cedere, aprirsi ed allargarsi, ormai è più accogliente di una fica bagnata.
Poi si comincia a muoversi avanti ed indietro e sempre dallo specchio noto che tutti i 25 cm sono ormai dentro, incredibile ma dove me l’ha spinto? Continua progressivamente a penetrarmi fino a che il suo inguine non si appoggia alle mie chiappe, mi prende per i fianchi e comincia una danza lenta ma inesorabile, ansima, alza una gamba poggiando il piede sul divano per cavalcarmi più a fondo,
Spinge violentemente per sottomettermi e farmi capire chi dirige la situazione, presa dalla foga mi apostrofa con parole che mi riempiono di soddisfazione:” Troia! Puttana! Scopo tuto tuo culo! Me gusta!”
Io rispondo totalmente preso dalla foia: “Dai! Dai! Scopami forte! Spaccami il culo! Fammi sentire la tua vacca!”
Lo sento bene nelle viscere, mi sento riempito, sono soddisfatto, incredibile come le labbra del mio buco abbiano sviluppato una manovra avvolgente alla sua proboscide, non pensavo di essere in grado di accogliere tutto quel ben di dio senza dolore alcuno e di godere come una cagna in calore.
Lei, malgrado le apparenze poco femminee, nel suo vigore è delicatissima e dolcissima, continua la sua danza sprofondando in me con quell’arnese spropositato; il suo cazzo scorre ben oliato nel mio pertugio facendomi sentire al settimo cielo.
Quando lo spinge tutto dentro sento le labbra anali alla massima dilatazione, il suo cazzo è un cuneo, la sua larghezza è regolare per tutta la lunghezza, ma vicino alla base è più largo ancora e sento il cespuglietto dei peli ispidi, residuo di depilazione, alla base superiore del suo cazzone nero, che mi solleticano l’incavo delle chiappe.
Sono nella mia posizione preferita per la ricezione di grossi calibri, a 90 gradi in ginocchio sul divano, schiena inarcata, chiappe divaricate e rilassate per favorire il massimo della dilatazione dello sfintere, labbra pulsanti ed avvolgenti; se vogliamo trovare il pelo nell’uovo sento un po’ la mancanza di un secondo cazzo in bocca, ma non si può avere tutto dalla vita.
Lei continua l’opera devastatrice del mio didietro, io con una mano mi prendo il cazzo e lo sego, mentre sono a pecora con il suo obice piantato nel culo, mi sta aprendo oltre che il culo, anche le porte del paradiso.
Mi ribalta sulla schiena, afferra i piedi sollevandomi ed allargandomi le gambe, se lo tiene con una mano così che non si pieghi e me lo schiaffa nuovamente in culo spingendomelo dentro vigorosamente e facendomi sobbalzare per la sua entrata virulenta.
Mi guarda in faccia con quel suo sorriso beffardo, i suoi dentoni bianchi contrastano con la sua carnagione scura e nascondono una smorfia, espressione del piacere di sottomettere qualcuno, quasi un ghigno sadico di soddisfazione nel vedermi guaire col suo enorme cazzone piantato nel culo.
Poi esce, si mette lei seduta sul divano e mi fa cenno di salire a cavallo del suo cazzo; salgo sopra poggiato sulle ginocchia e rivolto verso di lei, lei si tiene il cazzo con una mano in modo che non si pieghi, contemporaneamente la mia guida la testa del bestione verso l’orifizio; non scendo completamente per evitare un trauma che rovinerebbe il magico momento, in questa posizione e con tutto il peso del corpo la sua verga entrerebbe in me ancora di più, verrei praticamente impalato.
Da sotto comincia a muoverlo su e giù con colpi di reni veloci e ben assestati afferrandomi i glutei e non disdegnando di affondarci le sue unghie smaltate di nero, poi tenta di divaricarmele sempre di più per entrare più in profondità.
Qualche minuto e mi alzo sulle gambe, mi siedo sul suo cazzo salendo e scendendo, percorrendo tutta la sua asta, praticamente gli sto facendo un pompino con il culo, alla fine le mie gambe cedono e casco a peso morto sul suo cazzo sentendolo sprofondare dentro in maniera devastante, mi sembra quasi mi arrivi allo stomaco.
Rimango fermo seduto su quel cazzo, qualche secondo per godermi la profondità della sua penetrazione, ma lei è impaziente, vuole godere, sborrare, mi afferra ancora le chiappe con le mani e mi sbatte da sotto con un movimento veloce e frenetico ed un respiro affannato di chi si appresta ad esplodere.
Mi concentro su quel cazzo che mi percorre le viscere, mi diletto emettendo lascivi gemiti di piacere, godo, mi lascio andare ad ululati e frasi sconnesse che finiscono per infervorare ancora di più colei che mi sta donando cotanto cazzo, aumenta il ritmo, mi spacca, sento la sua rigidità, lo sento strusciare il mio sfintere che lo avvolge come una bocca, il mio piacere è massimo e indescrivibile; non sento più il culo ma solo il suo cazzo nel mio ventre, vorrei sentire la sua sborra calda allagarmi gli intestini, ma purtroppo non potrò avere questa soddisfazione perché la sua nerchia è coperta dal preservativo, lo sento vibrare dentro di me come avesse subito una scarica di corrente, si sta avvicinando il momento fatidico.
Si sfila lasciando il mio buco con una bruttissima sensazione di vuoto, si toglie il preservativo, io mi lascio andare sul divano e lei mi ordina di leccargli le palle mentre continuo a masturbarmi, obbedisco mentre lei si sega velocemente.
Poi fa un passo indietro, ansima, grugnisce, si stacca smanazzandosi velocemente il cazzo, io attendo impaziente con la bocca aperta come un passerotto che aspetta di essere nutrito da mamma passera, lo punta sul mio viso e dopo pochi secondi un mare di sborra mi ricopre il volto, gode copiosamente urlando di piacere, fiotti di densa sborra si riversano sul mio viso.
Poi me lo infila ancora in bocca entrando e uscendo delicatamente e sempre più lentamente per ripulirselo bene e non farmi perdere neanche una goccia di quel nettare; ride compiaciuta e mi sussurra:” Ti è piaciuto amore?”
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