Gay & Bisex
32 Quando venni finalmente sfondato
13.03.2026 |
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"Sborrò quasi subito proprio mentre l’avevo quasi in gola, tossii ripetutamente e poco dopo sentii un gran calore nel ventre, i miei intestini furono inondati da una quantità enorme di liquido..."
L’inverno e le sue giornate nuvolose rendono pigri e contemplativi, oziare porta alla mente ricordi lontani di gioventù, nel calduccio della propria abitazione la mente vola e ripercorre esperienze indimenticabili.Così torna alla mente una giornata particolare relativa a quando andavo a scuola in autobus, avevo già avuto le prime esperienze in qualche cinema a luci rosse di cui ho già narrato precedentemente, ma quella giornata fu la svolta decisiva per me.
Mi stavo appunto recando a scuola in tarda mattinata avendo delle ore buche, così si diceva ai miei tempi quando si sapeva in anticipo che i professori sarebbero stati assenti, l’autobus era comunque stracolmo come sempre ma fortunatamente trovai un posto a sedere ed ero comodissimo, seduto pacificamente mentre la gente era in piedi pigiata l’una contro l’altra come sardine e venivano sballottate una contro l’altra dalla guida un po’ brusca del conduttore.
Ad un certo punto davanti a me si palesò un signore molto serio, sui cinquant’anni o forse più, con due baffi folti e capelli nero corvino con tendenza al brizzolato in alcuni punti, giacca e pantaloni con un taglio un po’ squadrato, diciamo “vintage” per non dire sorpassati; appariva però abbastanza ordinato, con un cravattone d’altri tempi, non sembrava italiano ma più sul tipo medio orientale, forse turco ed aveva due occhi neri penetranti quasi dotati di potere ipnotico incutenti soggezione, quasi sottomissione.
Questo tizio, ogni tre per due andava a smanazzarsi il cavallo dei pantaloni ravanando con la mano che non utilizzava per reggersi in piedi sul mezzo di trasporto, spostandolo ora a destra e ora a sinistra, lasciandomi immaginare le dimensioni generose della sua verga.
Il mio occhio attento notò che ciò che spostava non era cosa da poco, nel pantalone pur largo, sbattendolo di qua e di là si notava la forma e le dimensioni considerevoli del suo cazzo, soprattutto dava l’idea di essere un battacchio di un certo peso.
Questo non la smetteva mai, mi sentii a disagio e mi alzai lasciando gentilmente il posto ad una signora di età avanzata.
Mi portai in anticipo e a fatica verso la porta di uscita ad aspettare la mia fermata, quando dopo pochi minuti senti qualcosa di duro e smisuratamente enorme poggiarsi alle mie terga; mi voltai e vidi il signore di prima che con la scusa dell’affollamento si appoggiava e soprattutto spingeva per farmi sentire tutta la sua virilità.
Realizzai quindi che la sua precedente esibizione non era casuale ma mirata, mi aveva scelto per dar sfogo alle sue voglie, chissà da quando mi stava dietro.
Venni preso dal panico e scesi alla prima fermata, che non era la mia, ma volevo togliermi di torno quel tipo invadente anche se molto ben dotato.
Mi incamminai a piedi verso la scuola ma pensandoci bene mi venne il dubbio di aver buttato al vento una grande occasione; per un caso mi girai all’indietro quasi rimpiangendo di essere fuggito e ad una trentina di metri c’era proprio lui, era sceso anche lui dall’autobus e mi stava seguendo certo di poter approfittare di me.
Questo non riuscivo proprio a togliermelo di dosso, pensai che forse sarebbe stato meglio accontentarlo così me ne sarei liberato.
Camminavo e allo stesso tempo pensavo dove farmi abbordare ed ecco l’occasione propizia.
Mi stavo avvicinando ad un giardinetto con una fitta siepe, anche se non molto alta, che lo circondava, mi ci infilai e mi accucciai dietro di essa, lui capì di averla avuta finalmente vinta e mi seguì.
Arrivato davanti a me si slacciò i bottoni della patta come se dovesse orinare e mi spiattellò davanti agli occhi un cazzo lungo e largo, non ancora rigido ma già di notevoli dimensioni.
Per chi passasse dall’altra parte della siepe sarebbe parso che il tizio espletasse un suo bisogno fisiologico ed invece stava pretendeva da bella e lunga succhiata di prima mattina.
Mi guardò col suo sguardo magnetico e anche un po’ minaccioso, pensai mi convenisse accontentarlo così potermelo togliere di torno, viste le dimensioni spalancai la bocca e lo accolsi tra le mie labbra, era grosso e liscio, quasi gommoso, pur sganasciandomi non riuscivo ad ingoiare che poco più della cappella; gli massaggiai le palle che sembravano due noci di cocco, lui si stava via via irrigidendo e io per non soffocare lo tolsi dalla bocca continuando ad impugnarlo a fatica con una mano, guardai la sua cappella turgida e violacea, sapevo che dal quel buchino davanti ai miei occhi sarebbe a breve sgorgato un mare di sborra.
Guardavo e menavo quel paletto, aprii la bocca e rimasi in attesa, non dovetti attendere a lungo, sette o otto densi fiotti di liquido biancastro centrarono uno dopo l’altro la mia bocca colmandola; non ero in una bella situazione dovevo fare in fretta, così decisi di ingoiare tutto per velocizzare le operazioni di pulizia e non imbrattarmi i vestiti.
Intanto lui si stava risistemando, come uno qualsiasi che avesse appena terminato di pisciare, il suo sguardo divenne meno penetrante e quasi gratificante.
Mi accorsi però che qualcuno aveva violato la nostra intimità, una vecchietta arrivò dalla nostra parte della siepe e vide tutto e dopo un attimo di iniziale di smarrimento, cominciò ad urlare, forse spaventata anche dalle notevoli dimensioni di quel tipo?
Mi alzai di scatto e scappai via correndo per qualche minuto e saltando sul primo autobus che incontrai mentre l’individuo che mi aveva abusato in bocca si incamminò come nulla fosse con grande indifferenza dalla parte opposta alla mia.
Pensai che il tutto fosse finito con quell’episodio occasionale, rimase in me però un pensiero fisso, come mai, con tutte le persone che c’erano sull’autobus quel tipo avesse scelto proprio me, non che alla fine mi dispiacesse, ma è possibile che sul mio volto qualcosa tradisca la mia fame di cazzo? Ma la risposta a questa domanda la ebbi qualche giorno dopo, quando, mentre ero ancora alla fermata dell’autobus per tornare a casa da scuola, un vecchio almeno settantenne, mi propose senza conoscermi di seguirlo nel parchetto vicino per fargli un bel pompino, invito che non respinsi a conferma che il fatto che mi piacesse il cazzo devo avercelo probabilmente scritto in fronte.
Una settimana dopo e sullo stesso autobus, alla stessa ora della volta precedente in quanto ancora una volta il prof era assente, mi ritrovai di fronte il tizio coi baffi in giacca e cravatta, a questo punto non poteva essere una coincidenza.
Mi approcciò subito con un grande sorrisone sotto i baffoni, non seppi come comportarmi e ancora una volta mi venne la malsana idea di scendere prima di arrivare a scuola, la mia paura era che il tipo potesse approcciarmi sul mezzo pubblico in mezzo alla gente.
Scesi non casualmente ad una fermata dove nelle vicinanze c’era una sala a luci rosse che alle 10:00 di mattina apriva già i battenti; ovviamente il tipo mi seguì sicuro di poter approfittare di me un’altra volta.
Entrai, pagai il biglietto, spostai il pesante tendone e scesi le scale per entrare in sala, c’erano già un paio di persone sedute, non di più.
Mi sedetti nell’ultima fila e dopo qualche minuto anche il tipo fece il suo ingresso in sala venendo a sedersi come pensavo proprio al mio fianco; avvicinò la bocca al mio orecchio e con voce calda e suadente mi sussurrò:” Ciao puttanella! Spero tu non sia già più vergine nel culetto, perché oggi ho intenzione di sfondartelo per bene! Sai, io abito in campagna, non conosco molto bene le buone maniere, ogni mercoledì mi vesto elegante (se lo dice lui) e vengo giù a Milano, non torno a casa fino a quando non ho sfondato almeno un culetto! Sai quanti ne ho aperti? Si sono trovati tutti molto soddisfatti del mio cazzo sai? Credo che anche tu alla fine mi ringrazierai! Sai puttanella quante pippe mi son fatto pensando a te? è una settimana che aspetto questo giorno! L’altro ieri mi sono scopato e poi anche inculato nella stalla la mia vecchia, ma immaginavo che a novanta gradi davanti a me ci fossi tu, questo mi ha fatto fare una sborrata pazzesca puttanella! La mia vecchia mi ha rivolto un sacco di attenzioni come da anni non succedeva, dopo quell’amplesso!”
Nel mentre il film mostrava Ilona Staller, mitica attrice porno del secolo scorso, introdursi nella passera il suo amichetto boa di nome Pito Pito e godere sfacciatamente, io pensai a quale effetto avrebbe fatto avere quel serpente dentro al culo e mi eccitai tremendamente.
Non c’erano dubbi su quali fossero le intenzioni del baffo al mio fianco, me le aveva esplicitato senza possibilità di equivoco alcuno, il suo alito caldo mi solleticò l’orecchio ed io già ero in preda ad una spasmodica eccitazione, mi alitò dietro al collo, mi mordicchiò il lobo, mi leccò tutto anche dentro l’orecchio; io ero in crisi mistica, ansimavo e gemevo, apparse chiaro che avrebbe potuto disporre di me come meglio avrebbe voluto.
Si aprì la cerniera dei pantaloni, prese la mia mano e se la portò sull’uccello; da sopra le mutande lo sentivo già crescere in maniera spropositata, non resistetti a lungo e alzato l’elastico della mutanda infilai sotto la mano andando ad impugnarlo per apprezzare la consistenza.
“Sai puttanella? Non tutti sanno godere di culo, saperlo fare è una qualità, io non ho mai provato a prenderlo e preferisco darlo, ma tu mi sembri il tipo a cui piaccia assai prenderlo o sbaglio? Non ti preoccupare per il dolore, basterà aspettare qualche minuto, che il tuo culo si abitui al mio grosso cazzo e vedrai come godrai, mi supplicherai di continuare a sbatterti sempre più forte! Di non smettere! Comunque mi sono portato una cremina che in caso di difficoltà risolverà tutti i tuoi problemi di puttanella!”
Così dicendo mi mise la mano in mezzo alle gambe e notando la mia evidente eccitazione capì che oggi il culo da sfondare l’aveva trovato.
Le sue parole mi avevano già portato a un livello di eccitazione altissimo, tanto che mi ritrovai in men che non si dica il suo cazzo in bocca, si era alzato in piedi e posizionandosi davanti a me si metteva in bella vista di tutti, anche se a quell’ora nel cinema le persone non erano particolarmente numerose.
Peccato non vedessi più il film, ma da quel momento in sala il film ero diventato io, le poche persone presenti in pochi minuti si assieparono intorno a noi.
Sentii il suo cappellone che andava a toccare la mia ugola e mi partì un urto di vomito, l’atmosfera ovattata della sala buia rendeva tutto più facile; quando il tipo reputò che il suo cazzo fosse abbastanza duro e abile a sfondare uno sfintere stretto e giovane mi fece alzare, inginocchiare sulla poltroncina appoggiando le braccia sullo schienale coi pantaloni e le mutande alle ginocchia e col culo rivolto allo schermo; mi spalmò un po’ della miracolosa cremina entrando e uscendo con un paio di dita più volte, mi mollò due sonori schiaffoni sulle chiappe il cui schioccare rimbombò in tutta la sala, ordinandomi di abbassare un pochino le terga.” Abbassati puttanella! Abbassa il culo! Troietta!”
E giù un altro schiaffone, cercai di abbassare un po’ il pertugio:” Che puttana che sei! Vedrai! Vedrai!”
Sembrava aver finalmente trovato la posizione giusta, sentii la sua larga cappella poggiarsi al mio buchetto, la sua entrata fu indolore, grazie alla crema il mio culo si dilatò per bene, forse aveva ragione lui, ci ero portato, ma quando lo spinse dentro tutto qualche secondo dopo in un sol colpo, sentii il culo strapparsi e un dolore fortissimo.
Rimase fermo qualche altro secondo, poi cominciò a muoversi dentro e fuori aumentando piano piano la velocita, il dolore pian piano si attenuò trasformandosi, dapprima in un leggero piacere per poi esplodere in un godimento assurdo.
Ormai lui mi sbatteva a ruota libera, il suo cazzo fuori misura entrava e usciva dal mio culo quasi completamente ad ogni spinta, ero veramente aperto!
Il tipo spingeva e mi elogiava:” Che culo strettissimo! Puttana! Tu sei una puttana amore! Mi piaci! Che culo stretto! Mamma mia! Ti sborro dentro!”
Il piacere fu indescrivibile come mi aveva precedentemente anticipato e lo supplicai:” Ancora! Ancora! Riempimi! Riempimi! Fammi tuo! Fottimi!”
Mi sentivo finalmente una vera e propria cagna in calore.
Nel mentre uno dei presenti che assistevano allo spettacolino menandosi il cazzo si posizionò in piedi dietro l’ultima fila di poltroncine e mi porse il cazzo da succhiare; in preda al godimento procuratomi dalla sodomia non me ne accorsi, ma fu il tipo che mi stava squassando il culo che con una mano mi spinse la testa su quel cazzo.
Sborrò quasi subito proprio mentre l’avevo quasi in gola, tossii ripetutamente e poco dopo sentii un gran calore nel ventre, i miei intestini furono inondati da una quantità enorme di liquido.
Il tipo, dopo aver eiaculato in abbondanza si ritrasse sfilando il cazzo dal pertugio, lo sentivo dilatato in maniera orribile, sentivo l’aria entrarmi fastidiosamente dentro, poi percepii la sborra esondare dallo sfintere e qualcuno dei presenti ci mise subito la lingua leccandomi il buco enormemente dilatato e gustandosi il rigagnolo di sborra che colava.
Un altro presente mi aveva nel frattempo messo il suo manganello in bocca e dopo poco venne a sua volta nella mia gola sborrando copiosamente.
Rimasi ancora nella medesima posizione per qualche attimo a godermi il defluire della sborra che scendeva lungo le cosce prima che qualcuno con lingua riuscisse ad appropriarsene, desideravo fortemente che qualcuno colmasse il senso di vuoto che sentivo, bramavo che mi prendessero ancora da dietro, rifiutai però il terzo cazzo in bocca; non so chi mi stesse affondando la lingua nel culo ma mi stava piacendo tantissimo, al termine di questa penetrazione di lingua non dovetti aspettare molto, il tipo che mi aveva già inculato una volta, lo riconobbi dalla dimensione della cappella che si poggiò nuovamente al mio sfintere, fece pressione e scivolò dentro questa volta molto facilmente.
Anche se il suo cazzo non sembrava durissimo mi sbattette vigorosamente per la seconda volta, urlando a tutti i presenti:” E adesso puttanella la ciliegina sulla torta! Una grande sorpresa! Il tocco del pennello dell’artista!
Pensai che il mio culo dovesse essere veramente molto dilatato per riuscire ad essere penetrato da un membro non ancora in erezione, ma non feci in tempo a pensarlo che sentii un’ondata di calore superiore al precedente pervadermi gli intestini, il tipo coi baffi ridendo e sbraitando mi stava orinando dentro, mi stava usando come pisciatoio, un vero e proprio clistere bollente.
Finito di fare i propri comodi il tipo si ritrasse, si sistemò i pantaloni e ridendo in modo spropositato, mi rivolse le seguenti parole:” Hai visto puttanella, lo zio ha sempre qualche nuova sorpresa in serbo per te, alla prossima!”
In fondo anche questa sensazione non mi era poi dispiaciuta, ero sempre nella stessa posizione in quanto dal mio culo stava ancora zampillando tutto il piscio che il tizio coi baffi mi aveva voluto per così dire iniettare.
Feci felice ancora per qualche minuto coloro che mi stavano intorno, qualcuno mi toccava un po’ dappertutto, qualcuno mi masturbava e non passarono molti minuti che finii per riempirgli le mani con una bella e copiosa sborrata, che quel qualcuno si portò subito alla bocca leccandosi avidamente le dita quale fosse un succulento pasto.
Bisogna tenere presente che nella sala c’erano probabilmente solo over 65 e gustarsi un pischello sotto i 20 non era cosa da tutti i giorni.
Questo fu un giorno decisivo per l’indirizzo definitivo delle mie tendenze sessuali, ero perennemente indeciso, avevo bisogno che qualcuno mi costringesse a fare qualcosa di eclatante in questa direzione, era chiaro che personalmente ero sempre alla ricerca di qualcuno che abusasse in maniera decisa di me, che mi spingesse oltre ogni limite, che all’occorrenza mi violentasse anche, quasi per crearmi un alibi, per dare una giustificazione a me stesso, sono stato obbligato, che ci potevo fare?
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