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trans

31 Ricordi ..


di iside59
05.02.2026    |    1.885    |    2 9.7
"Mi accasciai un attimo su una poltrona, ma giusto pochi secondi, avrei potuto partecipare, dare per così dire una mano, ma forse fu meglio così, lo spettacolo comunque valse il prezzo del..."
Una mattina di gennaio, appena destato e ancora sdraiato a letto in uno stato di dormiveglia, pensai a quanto il tempo fosse passato velocemente, alla mia età avanzata e al fatto che avevo pian piano smarrito lo spirito di iniziativa di un tempo; dopo la foga del post covid, per recuperare i giorni (o meglio i cazzi) perduti, era subentrato uno stato di ozio totale che lasciava spazio a pensieri ripercorrenti il mio vissuto.
Mi venne alla mente un particolare evento che mi capitò riguardante il rapporto con mia moglie, si, perché sono stato anche sposato, anzi lo sono tutt’ora, anche se ognuno di noi si fa semplicemente i cazzi suoi, cioè nessuno pretende i fondamentale doveri coniugali all’altro; quel giorno era destinato a lasciare un segno indelebile tra noi, fu decisivo per il nostro rapporto complicato che ci vedeva rinchiusi ognuno nel proprio orgoglio, caratterizzato dalla reciproca indifferenza; in seguito si fece più aperto e a trasparente, senza nessuna vergogna uno dell’altro, ognuno ne sarebbe uscito come nella realtà era sempre stato, l’altro lo avrebbe poi apertamente accettato, cioè che mia moglie fosse una gran zoccola e io un gran rottinculo, sarebbe stato un fatto chiaro ed incontrovertibile per tutti e due.
Da quel giorno non disdegnammo di condividere le nostre esperienze erotiche, di scambiare anche impressioni reciproche sui nostri partner occasionali e sulla loro dotazione, soprattutto riguardanti la capacitò di utilizzarle, come due incallite puttane professioniste; dall’indifferenza passammo alla complicità.
Erano le nove del mattino e mia moglie si apprestava ad uscire di casa per fare spese, ma prima di andarsene mi informò che alle 11:00 sarebbe giunta a domicilio una sua conoscente con lo scopo di organizzare a casa nostra una vendita di prodotti cosmetici, mi disse che non era italiana e che se avesse tardato, avrei dovuto farla accomodare e magari offrirgli un caffè.
Alle 10:00 suonò il campanello, un po’ presto pensai, risposi al citofono e una voce gentile e suadente, con accento sudamericano e rispondente al nome di Veronika si annunciò; era la persona che mia moglie stava aspettando, era un po’ in anticipo e vista la mattina gelida, avrebbe sicuramente preferito aspettare le 11:00 in casa al calduccio.
Come dargli torto, aprii e attesi sul pianerottolo la comparsa di Veronika.
Quando la vidi rimasi di stucco, una morettona alta un metro e ottantacinque se non novanta, indossava stivali neri a mezza coscia con tacco da paura, sculettava vistosamente sulle scale avvolta in una voluminosa pelliccia bianca con sfumature grigie, che ignoravo di quale animale potesse essere.
La feci accomodare, si sedette, le dissi se voleva togliersi la pelliccia ma mi disse di no, sotto era vestita leggera e preferiva tenersela ancora un po’, aveva preso tanto freddo e promise che se la sarebbe tolta in seguito; accavallava le gambe frequentemente, indossava una minigonna ridotta ai minimi termini ma la parte alta delle cosce non era visibile in quanto coperta dalla pelliccia; pensai a chissà quanti chili di topa poteva averci sotto la ragazzona; le chiesi se gradisse un caffè o un the caldo per rifocillarsi, ma rifiutò.
Si scusò per essere arrivata troppo presto e cominciò a parlare della sua mercanzia, io non ero molto interessato ma continuavo a guardarla, notai i suoi stivali neri a punta che risalivano fin sopra il ginocchio che la rendevano una fica quasi spaziale e anche se un po’ mignotta; il suo accento sudamericano era musica per le mie orecchie e mi incantava, mi chiese se facessi uso di cosmetici per il viso o rossetti vari, io rimasi un attimo allibito, nei miei pensieri avevo a volte considerato di indossare della biancheria intima femminile, tipo un bel perizoma per adescare i partner occasionali, il tipico indumento che porti ma non si vede perché destinato a scomparire maliziosamente in mezzo alle chiappe, ma rossetti e trucchi no, non l’avevo mai preso in considerazione.
Nel suo intercalare continuava a farmi domande intime imbarazzanti e non capivo quale fosse il suo scopo.
Ad un certo punto mi disse che le scappava la pipi in un modo molto compiacente, quasi volesse essere contemplata nell’espletare il suo bisognino fisiologico, pensai fosse un’impressione partorita dalla mia mente contorta, le indicai la direzione, lei si alzò e sculettando in maniera esagerata si diresse verso il bagno chiudendo la porta dietro le sue spalle.
Immaginai in quel momento la sua fighetta aprirsi e zampillare un rivolo di pipi eccitandomi; quindi decisi di seguirla ed origliare alla porta, appoggiai l’orecchio, ma venni incredibilmente smentito dal rumore di una cascata di piscio molto rumorosa ed inaspettata, rimasi alquanto perplesso.
Tornai a sedere per non farmi scoprire e con mio grande stupore la vidi uscire dal bagno seminuda, coperta solo da un bustino in pelle nera che gli reggeva le tette, lasciandole scoperte tutta la superfice intorno ai capezzoli.
Ma la grande sorpresa fu che in mezzo alle gambe brandiva una considerevole mazza, non esagerata e al dire il vero anche molto ricurva verso sinistra, era completamente depilata e la sua cappella era già visibilmente turgida.
Ebbi così la risposta alle mie perplessità rimanendo a guardarla sorpreso ed instupidito, lei se ne accorse e sorridendo mi invitò ad avvicinarla, cercò di destarmi roteando maliziosamente la lingua sulle labbra rosse e lasciandomi capire che avrebbe voluto essere succhiata.
Si appoggiò con la schiena al muro, alzò le braccia verso l’alto simulando di essere legata, cominciò a muovere il bacino in una sorta di piccola danza del ventre ruotando così il cazzo duro nell’aria ed incitandomi a prenderglielo in bocca: “Vieni tesoro a succhiare mio casso! Ah! Vieni! Vieni! Mio casso belo duro per te! Ah! Vieni tesoro! Per favore mi fai un bocchino? Eh? Vieni! Voglio sborrare in bocca tua! Vieni! Troietta! Ah! Ah! Vieni a succhiare mio belo cassone! Vieni! Tesoro vieni! Sono piena per te!
Vinsi finalmente la ritrosia, avrebbe potuto rientrare mia moglie e sorprenderci, ma mancava ancora una mezzoretta; molto ma molto curioso mi avvicinai e giunto davanti a lei la guardai tutta dalla testa ai piedi, gli leccai avidamente i capezzoli mentre con la mano cominciai a segarla apprezzando molto la rigidità del suo membro.
Ma lei insistette;” Succhia mio casso! Succhia!”
Mi inginocchia; lo annusai, aveva un buon odore, titillai la cappella con la punta della lingua, poi socchiusi la bocca e la inghiotti tutta, succhiai, assaporai, aveva un discreto aroma e li persi la testa ed ogni contatto con la realtà, d’istinto lo feci scomparire completamente nella mia bocca cominciando a pomparlo freneticamente per tutta la sua lunghezza.
Soddisfatta mi incoraggiò: “Bravo! Ah! Ah! Succhia mio casso! Dai succhia! Troietta! Ahi! Oh! Ahi! Che belo! Mm..! Come succhia bene! Ah! Ah! Che belo! Ah! Ah! Che belo! Che belo passerino! Dai! Ah! Ah! Sii!
Lo presi tutto in bocca fino alla base e lei gradì molto:” Succhia tutto! Dai che mi piace! Ohoi! Ohoi! Ah! Dai succhia! Succhiami! Sii! Sii!
Con la mano lo scappellai al massimo inghiottendolo fino alle palle, lo smanettai velocemente per poi tornare ad inghiottirlo, gemeva ed ansimava:” Sii! Oh! Oh! Sii! Dai succhia mio casso! Puttanella!! Sii! Succhiami il casso! Puttanella!! Dai! Ohoi! Uhi! Dai! Succhia tuto! Voglio sborrare in tua bocca! Vuoi che sborro in bocca? Eh? Sii?
Continuava a gemere in preda al godimento;” Che belo! Mangia tutto mio casso! Dai! Ti piace troppo! Sii! Dai! Ohi! Che belo! Dai! Mangia tutto!”
Mi sedetti per terra tra le sue gambe a mia volta con le spalle poggiate al muro, rivolsi la bocca verso l’alto ed andai con la lingua dietro alle palle a cercare il suo sfintere con grande foga, introducendomi quanto più potessi per degustare i sapori sconosciuti del suo culo; lei piegò un po’ le gambe abbassandolo e andando ad aprire il suo bocciolo profumato che ormai aderiva alle mie labbra, gli stavo limonando il buco del culo!
Infoiatissima mi rimise il cazzo in bocca coprendomi di insulti:” Succhia! Succhia mio casso! Dai! Sii! Dai! Che belo! Ohi! Sii! Succhia troietta! Succhia puttanella! Succhia che mi piace! Dai! Mangia tutto mio casso! Dai! Che belo!
Mi spinse verso il tavolo indicando di sedermi sopra, mi allargò le gambe alzandomele un po’, si abbassò e mi fece un pompino da paura ricoprendomi completamente l’uccello di saliva, non disdegnando ogni tanto di sputarmi sul buco del culo e con le dita penetrarlo per inumidirlo e rilassarlo, fino a provare senza riuscirci ad inserire tutta la mano.
Intanto era passata più di mezzora e mia moglie era rientrata senza che ce ne accorgessimo, ma la troia era rimasta in piedi dietro la porta del soggiorno ad assistere alle nostre evoluzioni senza interromperci.
Il mio sfintere inumidito dagli sputi di cui era stato fatto oggetto, si apriva e pulsava, dopo le manipolazioni da lei effettuate sembrava una ventosa pronta a risucchiare al suo interno qualsiasi cosa assomigliasse ad un cazzo.
Mi girai appoggiandomi sempre al tavolo ma diciamo a pecorina, lei si mise velocemente un preservativo, si avvicinò alle mie terga e mi sbattette in culo tre dita con annesso grosso anello con brillanti che aveva sul dito medio.
Malgrado la sua notevole altezza ed i tacchi esagerati riusciva ad essere all’altezza giusta per infilarmelo tutto nel culo, mi guardò vogliosa ed eccitata, io la ricambiai con un’espressione del viso che lasciava trasparire la voglia matta di sentire quel paletto duro tutto dentro.
Mi lavorò a lungo il culo, poi lo spostò un po’ verso di lei per puntarmelo meglio:” Vieni qua! Sii! Sii! Ti scopo? Ti scopo dai? Aspetta che ti scopo tutto! Sii! Così! Ti scopo! Ahi!”
Ansimava e non vedeva l’ora di entrare dentro di me, finalmente mi penetrò senza troppi traumi, cominciò a muoversi prima lentamente poi sempre più veloce:” Ti piace mio casso nel culo? Eh? Senti mio casso? Senti? Ah! Oh! Vuoi il mio casso dentro tuo culo? Eh? Eh? Sii! Ti piace? Ti piace mio casso? Vuoi che ti sborri in culo? Eh? Eh? Vuoi che ti sborri in culo? Eh? Eh? Sii! Sii! Dai! Che bel culetto! Ti scopo tutto!”
E mentre parlava mi mollava degli schiaffoni sulle chiappe per rilassare i glutei: Ah! Oh! Belo culetto! Ti piace mio casso in culo? Eh? Sii! Sii! Dai! Vuoi che ti sborri dentro a tuo culo? Eh? Sii! Sii! Sei porca! Sei troia! Vuoi che scopo forte? Scopo forte? Vuoi ti scopo forte? Ah! Ah! Che belo culo!
Dopo una furiosa cavalcata di qualche minuto si sfilò improvvisamente, mi fece sdraiare sul tavolo, tolse il preservativo e in piedi masturbandosi velocemente me lo appoggiò alle labbra, ansimava sempre di più ed io istintivamente aprii la bocca pronto a ricevere il nettare che dopo poco mi avrebbe copiosamente donato: “Ah! Ahi! Ahi! Ohi! Che belo! Ahi! Oh! Ahi! Che bela sborrata!
E così dicendo lo immerse nella mia bocca, muovendosi dentro e fuori, roteandolo nella sua stessa sborra per poi riaffondarmelo in gola, quasi a raccomandarsi che nessuna goccia potesse andare dispersa ed avere la certezza che il suo dono fosse apprezzato fino in fondo senza sperpero alcuno.
Fu allora che mi accorsi della presenza di mia moglie sulla scena, non era più dietro la porta, ma aveva fatto l’ingresso in quella situazione ambigua, si era inginocchiata sul divano, coperta (si fa per dire) con la sola biancheria intima; poggiata con le mani sullo schienale del divano, sculettava come una ventenne con le chiappone rivolte verso di noi, con l’intento di richiamare al più presto in vita la nerchia della nostra ospite.
Sulla poltrona di fronte, la nostra Veronika, si masturbava a gambe larghe facendoci capire che non ci sarebbe voluto troppo tempo per far tornare il suo randello pronto per un altro round.
Mia moglie, troppo esperta in queste cose, si alzò e si diresse verso Veronika, gli disse: “Ciao!” e gli cacciò la lingua in bocca per qualche minuto, poi scese un po’ e con la lingua andò a stimolargli tutti e due i capezzoli, infine si accovacciò tra le sue gambe tuffandosi sulla sua già durissima nespola.
Veronika la gratificò: “Wow! Che brava! Brava! Che bela porca che sei! Che bocca calda!”
Mia moglie inginocchiata tra le gambe della nostra ospite mi esponeva la passera e il culo da dietro in maniera molto provocante e vi assicuro che per un attimo mi prese la voglia di prenderla, ma sapendo che fossero la passera e il culo di mia moglie respinsi quell’impulso per non dover dargliela vinta, rimasi a contemplare limitandomi alla masturbazione feroce.
La sua patonza era rigogliosa, gonfia, carnosa e succosa, difficile resistere all’istinto di affondarci lingua o cazzo.
Veronika mugolava di piacere e ordinava:” Mm! Oh! Sii! Ahia! Bagnalo!”
Mia moglie obbedì subito sputandoci ripetutamente sopra, pompandolo e facendolo sparire nelle sue fauci fino alle palle rivestendolo del classico pigiamino di saliva.
Veronika si lasciò andare lasciandosi sfuggire parole anche in inglese:” Oh mio dio! Yes baby! Porcona!”
Contemporaneamente con le mani si stimolava i capezzoli:” Che brava! Succhiami!”
Mia moglie succhiò tutto il possibile e immaginabile, succhiò le palle, prima la destra poi la sinistra, poi tutte e due insieme, era uno spettacolo vederla lavorare, degna delle migliori attrici del cinema hard.
Veronika la incitava ancora, voleva più saliva intorno al cazzo:” Oh! Mm..! Ah! Sputa sopra dai! Sputa! Porcona! Sii! Sputa sopra questo casso! Quanto sei brava! Mamma mia! Così!
Mentre mia moglie eseguiva alla lettera ogni suo volere, con una mano la masturbava continuando a sputare ripetutamente e copiosamente sulla nerchia sempre più dura.
Poi si rituffò con la testa fra le gambe della piazzista di cosmetici, la quale continuava nel suo intercalare di eccitanti sproloqui:” Sii! Vieni! Prendi! Oh! Che porcona che sei! Sii! Succhialo! Prendi tutto in bocca! Tutto! Che brava! Oh! Mamma mia! Che bocca che hai!
Dopo buoni dieci minuti in cui mia moglie lo succhiava per tutta la sua lunghezza, facendolo scomparire e ricomparire completamente, più che per irrigidirlo ulteriormente per farsi ammirare da me, per far salire la mia eccitazione e a giudicare dal suo sguardo, a farmi crescere la voglia di ingropparla e a mettere in evidenza ciò che potessi aver perso in quegli anni di reciproca indifferenza.
Sollevò la testa dal suo pasto e mentre con una mano segava l’arnese mi guardò voluttuosamente per invitarmi alla festa.
Intanto Veronika continuava ad apostrofarla per quello che era e che voleva essere:” Sii! Menalo! Sii! Porcona! Fammi vedere quanto sei porca!”
Mia moglie confermò:” Sii! Sono una porca!” E riprese a succhiare avidamente, la voglia di cazzo sembrava ancora del tutto intatta e per nulla saziata.
Anche io dovetti riconoscere che in certe cose mia moglie potesse risultare imbattibile, seguì i suoi movimenti con la testa mimandoli come se stessi succhiando insieme a lei, quasi ad incitarla a tirar fuori tutta la sua (e mia) voglia di cazzo.
E Veronika la gratificò: “Che brava!”
Pochi secondi dopo Veronika passò al contrattacco, si sollevò dal divano e a sua volta si accucciò tra le cosce di quella puttana di mia moglie mormorandogli:” Che bella fighetta che hai! Fammi vedere! Uh! Fammi assaggiare!
Ora le parti si erano invertite ed era il turno di mia moglie guaire come una cagna in calore ed incitare la partner; Veronika ci dava di lingua sul clitoride e mia moglie si bagnò copiosamente, sembrava si stesse pisciando addosso.
Moglie:” Leccami tutta!”
Veronika:” Che bela fighetta che hai!”
Poi Veronika ebbe un sobbalzo e salì coi piedi sul divano poggiando le mani allo schienale cominciò a scoparla in bocca, lei nel frattempo si strizzava freneticamente le tette con le mani; da dietro il suo culone (quello di Veronika) danzava ritmicamente, andando su e giù al ritmo con cui il suo arnese sprofondava in gola a mia moglie, l’eccitazione per me ormai era alle stelle e stimolato dallo scenario che mi si parò davanti agli occhi, venni con una gran sborrata sul pavimento schizzando ad un paio di metri di distanza.
Mi accasciai un attimo su una poltrona, ma giusto pochi secondi, avrei potuto partecipare, dare per così dire una mano, ma forse fu meglio così, lo spettacolo comunque valse il prezzo del biglietto e dopo qualche minuto, malgrado la sborrata fiume, ero ancora in tiro e con l’uccello in mano.
Poi mia moglie si sollevò e si girò a pecorina poggiando ginocchia e mani sul divano, Veronika si infilò rapidamente un preservativo e appoggiò la sua cappella in mezzo alle sue cosce e mia moglie con una mano guidò il cazzo nella fica fradicia di umori, incitandola:” Si! Si! Tutto! Tutto! Tutto dentro! Dai! Forte! Dai!”
La cagna ingroppata si dimenava e andava incontro col culo ai colpi ben assestati di Veronica, si girò verso di me roteando la lingua per farmi capire come fosse bello godere di fica, cosa che a me purtroppo non era concesso, e quanto sarebbe stato bello averne uno in bocca nello stesso momento.
Veronika la sbatteva sussurrandogli:” Tieni! Prendi tuto! Che bela fica bagnata che hai! Mama mia! Si! Tieni! Ah! Sii! TI sbatto! Si! Tieni! Oh!”
Mia moglie con un dito cominciò a stimolarsi il buchetto del culetto, Veronika se ne accorse e lo prese come un ovvio invito a cambiare pertugio, detto fatto Veronika gli entrò nel culo con una facilità estrema, segno che quel buco mia moglie lo aveva già dato a cani e porci.
Veronika:” Oh! Si! Che belo culo! Mamma mia! Si!”
Moglie:” Si! Aprimi! Aprimi tutta!”
Veronika:” Oh! Si! Tieni!”
Moglie:” Dai! Dai!”
L’immagine del culo che veniva martellato da una imbizzarrita Veronika, che salita anche lei coi piedi sul divano si lasciava andare a peso morto per penetrarla il più possibile mi arrapava; il suo pertugio mi eccitava tantissimo, la vista di quella fica rigonfia e pregna di umori sovrastata da un buco del culo nel quale era saldamente piantato fino alla radice il cazzo che la stava sfondando, che usciva completamente per poi ripiantarsi in profondità, era uno spettacolo fantastico!
Ogni tanto Veronika con una mano massaggiava un po’ il clitoride di mia moglie per aumentarne la lubrificazione e mia moglie approvava con grande soddisfazione:” Sii! Sii! Così! Masturbami! Oddio! Così! Sii! Bello! Dai! Dai! Ah! Ah!”.
Sfilò il cazzo e lo intinse nella passera bagnata per inumidirlo ulteriormente, poi lo rinfilò nel culo con più veemenza di prima.
La vacca inarcò la schiena spingendo le chiappe verso Veronika per essere penetrata più in profondità possibile, ora il suo sguardo era perso e la sua mente altrove, sul come prenderlo in culo penso avessi ancora molto da imparare da lei!
Erano buoni dieci minuti che Veronika batteva un’inculata magistrale e mia moglie non reagiva più, persa nei meandri del piacere della sodomia; avrei desiderato fortemente essere al suo posto.
Poi ecco un repentino cambio di programma, mia moglie si sdraiò di schiena sul tavolo, alzò le gambe e Veronika la impalò ancora nel suo caldo culone; mentre lei subiva ancora la penetrazione anale con una mano si sgrillettava in maniera frenetica, godendo di culo e di fica nello stesso tempo:” Dai! Sborrami tutta! Dai!”
Si stava evidentemente gustando e godendo a pieno quel momento, quel membro che la percorreva avanti ed indietro le sue parti intime che di intimo ormai non avevano più nulla, quell’inculata prolungata gli stava facendo colare la fica, in queste cose non aveva nulla da imparare da nessuno e si divertiva a stimolare Veronika:” Oh! Ah! Scorrilo! Così dai! Fallo scorrere! Il cazzo! Dai! Ah! Ah! Senti come scivola! Che bello! Oh! Ah! Vedi come entra bene! Oh! Ah!”
Stremata Veronika si sdraiò supina sul divano e la troia gli prese ancora in bocca il cazzo come una forsennata, dopo che la trans aveva tolto il preservativo, Veronika godeva:” Sii! Porcona! Dai! Ciucciamelo tuto! Sii! Prendi in boca! Ah! Mm..! Ah! Che brava porcona che sei! Mamma mia! Così! Brava! Sputalo sopra! Dai! Dai!”
Lei lasciò colare dalle labbra l’abbondante salivazione dovuta alla fellatio sul cazzo turgido, Veronika soddisfatta: “Mm! Che porca che sei!”
Lei sputò ancora sulla cappella livida e Veronika:” Quanto mi piace! Sii! Mm! Ah! Si! Porcona! Mm! Ah! Sii! Ah! Mm! Si! Porcona! Succhia! Succhia tuto! Sii! Fino in gola dai! Brava! Ah! Succhia! Voglio che siedi sopra mio casso! Porcona! Così!”
La trans si infilò un nuovo preservativo e mia moglie salì a cavallo del suo cazzo impalandosi ancora nel culo e galoppando veloce verso l’orgasmo di Veronika; la trans la cingeva sui fianchi mentre lei, con le mani sulle chiappe se le divaricava il più possibile, inarcata la schiena e rivolta la testa verso l’alto andava su e giù molto velocemente, sembrava volesse ululare tutto il suo godimento.
Quando mia moglie cominciò a rallentare fu Veronika ad afferrargli le chiappe e tentare di allargarle il più possibile battendo l’inculata da sotto, poi anche la zoccola ormai via di testa portò le sue mani sulle chiappe, ora quattro mani cercavano di aprire il più possibile un buco ormai devastato dalla interminabile inculata.
Il preservativo poi volò via, mia moglie si sedette su una poltrona e Veronika, in piedi, gli si avvicinò segandosi il cazzo ormai vicino alla grande sborrata; lei spostò la testa sotto la cappella gonfia, aprì la bocca e si mise in attesa come un orinatoio, ansiosa di ricevere tutto il succo del suo lavoro.
La sborra non si fece attendere, schizzi densi ed abbondanti calarono dall’alto nella sua bocca posta a bacinella allo scopo di raccoglierne il più possibile, poca ne andò persa; mia moglie si girò verso di me mostrandomi la sua cavità orale stracolma del nettare che gli era stato donato, dall’angolatura delle labbra colava un rivolo bianco e gelatinoso, poi gorgogliò e piano piano il livello si abbassò, fino a che tutto lo sperma scomparve nel sifone della sua gola.
La sua lingua percorse tutte le labbra alla ricerca di un residuo, non trovandolo le sue attenzioni si rivolsero ancora alla cappella di Veronika, che gli passò nuovamente il cazzo tra le labbra affondandolo nella bocca e la schifosa lo inghiottì nuovamente per tutta la sua lunghezza un paio di volte, proprio con l’intento di ripulirlo da qualsiasi traccia di sborra.
Seguì qualche minuto di riflessione, era necessario dopo quello che era successo in maniera imprevedibile, l’unico che poteva ancora sborrare ero io, mia moglie allora mi guardò con il sorriso amorevole come solo una mogliettina maiala può fare, lasciandomi intendere che, essendo venuta a conoscenza dei miei gusti particolari, il tutto era stato ovviamente precedentemente organizzato.
Fui orgoglioso di lei, ora era proprio la miglior moglie che potessi desiderare avere al mio fianco, d’istinto e in segno di riconoscimento congiunsi le mie labbra alle sue, avvinghiammo le nostre lingue scambiandoci il seme di Veronika le cui tracce erano ancora presenti nelle nostre bocche, ci scambiammo i suoi sapori, mentre lei magnanimamente mi impugnò il cazzo smanettandomelo velocemente come atto di puro altruismo e di moglie magnanima, portandomi così ad un’altra abbondante sborrata liberatoria sul pavimento.
Da quel giorno tutto fra noi si appianò, non fummo mai più nemici ma semmai complici, la rivalità che sentivo nei suoi confronti come d’incanto svanì, il quasi voler essere più bravo di lei con un cazzo in bocca o piantato nel culo si affievolì, lei accettò che per me fosse una gran puttana che l’avrebbe data a chiunque e per contro, io dovetti accettare che lei mi considerasse un gran rottinculo, era questo che volevamo essere e che in realtà poi saremmo stati, non potevamo più nascondercelo!
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