trans
Di nuovo Luna
Gigibum
12.04.2026 |
1.627 |
4
"Luna mi guardò, sorrise con una complicità infinita e lo bevve, leccandosi le labbra con una sensualità che mi fece capire che, finché ci fossimo cercati, non ci saremmo mai stancati di..."
Luna mi accolse con un calice di vino rosso e uno sguardo che prometteva l'inferno e il paradiso insieme. Indossava un body di pizzo nero che metteva in risalto la sua muscolatura snella e quella sporgenza prepotente che era il suo marchio di fabbrica.*"Ti stavo aspettando,"* disse, posando il calice e attirandomi a sé per la cintura dei pantaloni. Il bacio fu profondo, un duello di lingue che sapeva di vino e desiderio accumulato.
Non arrivammo nemmeno al letto. La spinsi contro la parete del corridoio, sollevandole una gamba. Volevo sentire subito la sua resistenza. Mi sbottonai i pantaloni e, dopo averla preparata con dita esperte e veloci, la possedetti lì, in piedi.
Ero il "toro" che non accetta rifiuti. La penetravo con colpi secchi e potenti, sentendo la schiena di Luna battere contro il muro a ogni mia spinta. Lei mi artigliava le spalle, gemendo il mio nome, mentre io godevo del contrasto tra la sua estrema femminilità e la forza con cui accoglieva la mia irruenza. Fu un amplesso rapido, viscerale, che si concluse con me che mi svuotavo dentro di lei mentre lei inarcava il collo in un urlo silenzioso.
Ma la nostra vera magia risiedeva nella versatilità. Dopo aver ripreso fiato, Luna mi prese per mano e mi condusse in camera, dove una luce soffusa illuminava il grande letto sfatto.
*"Ora tocca a te cambiare pelle,"* sussurrò.
Mi fece stendere a pancia in su, mettendomi dei cuscini sotto il bacino per offrirmi completamente a lei. Iniziò a massaggiarmi con un olio profumato, trasformando la mia aggressività di poco prima in una resa totale. Quando sentii la sua "dotazione" di 20 centimetri, calda e pulsante, premere contro di me, sentii la mia parte più profonda risvegliarsi.
Entrò con una lentezza tortuosa, godendo di ogni mio sussulto. In quel momento non ero più il toro, ero la sua "sorellina" prediletta. Luna mi cavalcava con una maestria divina, alternando spinte lunghe a rotazioni del bacino che mi facevano impazzire. Guardarla sopra di me, con i capelli spettinati e lo sguardo perso nel piacere, era la visione più erotica che potessi desiderare. Il piacere fu così intenso che venni di nuovo "a fontana" senza che nessuno mi toccasse, macchiando le lenzuola e il suo ventre, mentre lei esplodeva un istante dopo inondandomi le viscere.
La mattina dopo, l'atmosfera era un misto di tenerezza e malizia. Mentre l'odore del caffè iniziava a riempire la cucina, mi avvicinai a lei che era di spalle ai fornelli. La presi per i fianchi, spostando di lato lo slip di seta che aveva indossato dopo la doccia.
La appoggiai sul tavolo della cucina e le feci un bocchino finché non mi ha inondato la gola e mi ha fatto fare colazione, tra le tazzine e il vapore della moka, in un ultimo atto di passione pura. Prima di versare il caffè, volli lasciare un segno finale: "corressi" la sua tazzina con il mio sperma ancora caldo. Luna mi guardò, sorrise con una complicità infinita e lo bevve, leccandosi le labbra con una sensualità che mi fece capire che, finché ci fossimo cercati, non ci saremmo mai stancati di giocare con i nostri confini.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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