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L’Incontro e il Dubbio


di Membro VIP di Annunci69.it Gigibum
04.04.2026    |    705    |    1 9.6
"Lei mi guardò negli occhi, sorrise con una complicità che non avrei mai creduto di trovare dopo V..."
Erano passati circa due anni da quando V. se n’era andata. Il vuoto che aveva lasciato non era solo fisico; era come se avesse portato via con sé la chiave di una serratura che solo lei sapeva maneggiare. Mi ero rifugiato nella routine, finché una sera, in una discoteca carica di luci al neon e musica martellante, i miei occhi non incrociarono quelli di un’altra ragazza trans. Si chiamava Elena (nome di fantasia).

Elena era una forza della natura: una "cacciatrice" nata. Mi puntò dall'altra parte della pista e, con una sicurezza disarmante, mi rimorchiò nel giro di tre drink. Non ero convinto. Una parte di me sentiva che stavo cercando un fantasma, che sarei rimasto deluso dal confronto con la perfezione di V. Eppure, quando mi propose di andare da lei, accettai, quasi per sfida verso me stesso.
Arrivati a casa sua, l’atmosfera cambiò. Elena aveva una voglia smisurata, sprizzava erotismo da ogni poro, ma io ero rigido, frenato. Mi sarei fermato ai preliminari, a qualche giochino superficiale. Lei, con un’intuizione felina, si fermò.

"C’è qualcosa che ti blocca," disse piano.
Le raccontai tutto. Le spiegai di V., del livello che avevamo raggiunto e della paura di restare deluso da un nuovo incontro. Elena non si offese; mi guardò con comprensione e mi invitò a restare, promettendomi che non avremmo fatto nulla che non volessi.
Si offrì di farmi un massaggio per aiutarmi a staccare la spina. Elena era bravissima: le sue mani esperte iniziarono a sciogliere ogni nodo del mio corpo, portandomi a un livello di relax che non provavo da anni. Ma sotto quel relax, lei iniziò a usare le sue armi. Passò dai massaggi a carezze sempre più spinte, usando la bocca, i capelli, il profumo della sua pelle. Mi portò all'eccitazione massima quasi senza che me ne accorgessi.

A quel punto, la diga crollò. Elena si impalò sul mio cazzo con un gemito di trionfo. Iniziò a cavalcarmi con un ritmo ossessivo, selvaggio, per un tempo che mi parve infinito. Quando arrivò al culmine, la scena fu quasi cinematografica: venne con una potenza tale che il suo sperma mi schizzò fino a raggiungere il viso. Davanti a quella visione primordiale, esplosi a mia volta. Ci sdraiammo esausti; lei si mise a cucchiaio dietro di me, abbracciandomi. Mi addormentai con le palle svuotate e la testa piena di pensieri confusi, convinto che la notte fosse finita lì.

Nel cuore della notte, però, un brivido freddo mi svegliò. Mi sentivo bagnato dietro. Aprii gli occhi al buio e capii: Elena stava spalmando il gel, pronta a prendermi nel sonno. Era insaziabile. Ero così stanco, così svuotato da quegli anni di attesa, che non ebbi la forza né la voglia di oppormi.
"Usami," le sussurrai con la voce roca, "fai di me quello che vuoi, non farò resistenza."
Quella frase la fece letteralmente impazzire. Mi scopò ininterrottamente per quasi un’ora. Fu un assedio sensuale dove persi il conto delle volte in cui venni, sporcando tutto il letto, ma lei era incurante di tutto ciò che non fosse il mio piacere e il suo possesso. Quando finalmente decise di uscire dal mio culo, tolse il profilattico con un gesto rapido. Mi girò verso di lei e mi mise il membro in bocca: venne copiosamente, e io bevvi tutto, suggellando quel patto notturno con un bacio profondo e viscerale. Tornammo a dormire crollando in un sonno senza sogni.
L’indomani mattina, l’atmosfera era elettrica. Dopo una doccia rigenerante che lavò via i resti della notte, ci ritrovammo in cucina. Mentre lei preparava il caffè, sentii tornare in me tutta l’energia del "toro". La presi di sorpresa, la caricai sul tavolo della cucina tra le tazzine e la scopai lì, con una foga che sapeva di ringraziamento e di ritrovata potenza.

Quando finii, presi la sua tazzina di caffè fumante. Con un gesto d’intesa, lo "corressi" con il mio sperma ancora caldo. Lei mi guardò negli occhi, sorrise con una complicità che non avrei mai creduto di trovare dopo V., e lo bevve.
Uscii da quella casa sapendo che, sebbene Vanessa fosse l'unica, il mondo era ancora pieno di piacere da scoprire. E che certe notti sono fatte per perdersi, per poi ritrovarsi più forti di prima.
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