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L'onda del Desiderio


di Membro VIP di Annunci69.it SissyPerAlpha
15.06.2026    |    3    |    0 8.0
"Solo la punta del suo cazzo, grossa e bruciante, che premeva contro il mio ano stretto..."
Il mare era una distesa infinita di blu scuro, le onde che si infrangevano pigre sulla spiaggia deserta. La villetta presa in afffitto sul lungomare, isolata tra le dune e i pini marittimi, era il posto perfetto per sfuggire al mondo. O almeno, così credevo.

Era tardi quando sentì bussare. Un colpo secco, insistente. Aprii la porta con cautela, il cuore che già batteva più forte. Davanti a me, illuminato solo dalla luna, c’era Lorenzo. Un ragazzo del posto, poco più di vent’anni, pelle abbronzata dai giorni in barca, capelli scuri arruffati dal vento, e un fisico scolpito dal lavoro manuale. Indossava solo un paio di bermuda slacciati, e il rigonfiamento che premeva contro il tessuto sottile non lasciava spazio all’immaginazione.

*«Scusa se disturbo»* disse, con un sorriso che era tutto fuorché innocente. *«Ma ho sentito dire che qui… si trovano cose *interessanti*.»*

Io arrossì, le mani che istintivamente si strinsero attorno alla vestaglia di seta che nascondeva il mio corpo preparato per lui: reggiseno imbottito che schiacciava il mio piccolo petto, mutandine di pizzo nero, calze autoreggenti. *«C-cosa cerchi esattamente?»* balbettai, anche se lo sapevo già.

Lorenzo fece un passo avanti, l’odore di sale e sudore maschile che mi avvolgeva. *«Te.»* disse Lui.
La sua mano si allungò, le dita callose che mi sfiorarono la guancia. *«Voglio *assaggiarti*. E poi… voglio *possederti*.»*

Un brivido mi percorse la schiena. *«E se io… volessi la stessa cosa?»*

Il suo ghigno si allargò. *«Allora sarà una lunga notte.»*

Mi spinse contro il muro dell’ingresso, la sua bocca che si chiuse sulla mia con violenza. Non era un bacio—era una *conquista*. La sua lingua si insinuò tra le mie labbra, esplorando, dominando, mentre le sue mani mi strappavano via la vestaglia, rivelando il mio corpo umile e sottomesso.

*«Dio, sei *perfetta*»* ringhiò, le dita che mi pizzicavano i capezzoli attraverso il reggiseno. *«Una *sissy* vera. Piccola, morbida… fatta per essere usata.»*

Le gambe che già tremavano. Lorenzo non perse tempo: mi fece inginocchiare, i suoi pollici mi abbassarono la lingua mentre si slacciava i bermuda. Il suo cazzo saltò fuori, grosso, scuro, con la punta già bagnata.

*«Apri.»*

Obbedì, le labbra che si allargavano attorno alla sua asta rovente. Era *enorme*—troppo per la mia boccuccia stretta—buttai giù la testa, prendendolo fino in gola con un conato. Lui gemette, le dita che si intrecciarono nei miei capelli, guidandomi in un ritmo lento e profondo.

*«Così… sì, *puttana*. Leccami come si deve.»* La sua voce era roca, il respiro affannato mentre mi usava la bocca come un giocattolo. *«Senti come ti scopo la gola? Immagina come ti scoperò *davvero* più tardi.»*

Le mie mutandine erano già fradice. Una delle sue mani scivolò giù, le dita che si insinuarono sotto il pizzo, trovando la mia fichetta bagnata. *«Mmm… già pronta. Che *cagna* obbediente.»*

Due dita ti penetrarono senza preavviso, curvandosi per colpire quel punto che ti faceva vedere le stelle. *«Ohhh—!*» ansimai attorno al suo cazzo, le lacrime che mi scorrevano lungo le guance.

*«Sì, così. Soffoca per me.»*

Lorenzo mi trascinò in sala da pranzo, dove il tavolo di legno massiccio era ancora apparecchiato con i resti della mia cena solitaria. Mi ci fece sdraiare sopra, spazzando via piatti e bicchieri con un gesto secco.

*«Adesso ti scoperò *qui*.

Mi costrinse a mettermi a carponi, il culo in aria, le gambe divaricate. Poi, senza preavviso, la sua lingua mi leccò *là*— l’ano stretto, in una lunga, umida carezza.

*«AAAH—!*» Urlai, le dita che graffiavano il legno. *«C-che stai—!*»

*«Assaggiandoti»* rise, la bocca che tornava ad attaccarsi a me, la lingua che si insinuava dentro la mia fichetta anale. *«Sei *deliziosa*. Dolce e stretta… non vedo l’ora di aprirti.»*

Mi leccò fino a farmi tremare, fino a quando non supplicai, le parole che si mescolavano ai gemiti. *«Ti prego… ti prego, *signore*… scopami…»*

Lui si alzò, il cazzo che luccicava di saliva e dei miei succhi. *«Come vuoi essere scopata, *cagna*?

Io esitai solo un secondo. *«Lo voglio... nel culo. Voglio sentirti *dentro*… voglio che mi *rompi*.»*

Lorenzo ringhiò di approvazione. *«Brava puttana.»*

Non ci fu preparazione. Solo la punta del suo cazzo, grossa e bruciante, che premeva contro il mio ano stretto.
*«Rilassati»* ordinò, ma non aspettò che obbedissi. Con una spinta decisa, mi sfondò, il suo cazzo che si immergeva dentro di me fino alle palle.

*«AAAAH—!*» Il dolore fu acuto, bruciante, ma poi… poi arrivò il piacere. Il piacere *proibito* di essere riempita, posseduta, *usata* come una femmina vera. *«Cazzo… cazzo, è *troppo*—!*»

*«No, non lo è»* ansimò lui, le mani che mi afferrarono i fianchi, cominciando a muoversi con colpi lenti, profondi. *«Prendilo tutto. Sei *fatta* per questo.»*

Ogni spinta mi faceva vedere le stelle. Il tavolo scricchiolava sotto di me, i piatti rotti che si frantumavano sul pavimento, ma non importava. L’unica cosa che contava era *lui*—il suo cazzo che mi scoperchiava, le sue parole sporche che mi riempivano la testa.

*«Sei mia, *sissy*. Il tuo buco è *mio*. Ogni volta che vieni qui, sarai *mia*.»*

*«Sì!*» gridai, le unghie che graffiavano il legno. *«Sono tua… sono la tua *puttana*… usami come vuoi!*»

Lui aumentò il ritmo, le spinte che diventavano selvagge, il cazzo che mi martellava senza pietà.
*«Allora vieni. Vieni per me, *troia*.»*

Non ci volle altro. Un orgasmo violento mi squassò, il corpo che si contraeva attorno al suo cazzo mentre lui ruggiva, affondando un’ultima volta dentro di me. Sentii il suo sperma *esplodere* nel mio culo, caldo, denso, *marcante*.

*«Prendilo tutto»* comandò, tenendomi ferma mentre mi riempiva. *«Ogni goccia. È *mio*.»*

Io ubbidi, tremando, il corpo esausto ma sazio. Quando finalmente si ritirò, il suo seme colò fuori da me, bagnandomi le cosce.

Lorenzo si chinò, le labbra contro il mio orecchio. *«Domani torno. E la prossima volta…»* Mi morse il lobo, abbstanza da farmi gemere. *«Ti scoperò *davanti allo specchio*, così potrai guardarti mentre ti distruggo.»*

Io sorrisi, le labbra gonfie, il culo dolorante.

*«Non vedo l’ora, *signore*.»*
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