Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trans > LA FIBRA
trans

LA FIBRA


di Membro VIP di Annunci69.it SissyPerAlpha
27.01.2026    |    382    |    3 9.4
"Marco, dopo essersi ripreso, si era messo davanti a me e mi stava strofinando il cazzo sul viso, costringendomi a leccarlo mentre gli altri due mi usavano senza pietà..."
Era una di quelle giornate afose d’estate, quando l’aria sembra appiccicosa e il sudore scivola lento tra le cosce, facendoti sentire viva, bagnata, "pronta". Stavo sistemando le tende in salotto, il corpo avvolto in un vestitino aderente di seta rossa che mi stringeva i fianchi e lasciava poco all’immaginazione, quando sentii le voci fuori dal cancello.
"E mo’ dove ce l’hanno messa sta cazzo di scatola?!"
"Ma che ne so, Gennà! Chiediamo a qualcuno…"
Erano loro. Tre operai napoletani mandati dalla compagnia della fibra ottica, sudati, con le magliette attillate che mostravano addominali scolpiti e bracci muscolosi segnati dal sole. Il più alto, Gennaro, aveva i capelli neri spettinati e un sorrisetto da furfante che mi fece già tremare le gambe. Accanto a lui, Ciro, basso ma compatto, con le labbra carnose e uno sguardo che sembrò squarciarmi il vestito con un solo colpo d’occhio. Infine, Marco, il più giovane, con gli occhi verdi e un fisico da nuotatore, i pantaloni da lavoro che faticavano a contenere l’evidente "problema" tra le gambe.
Mi avvicinai al cancello, oscillando i fianchi con studiata lentezza, le labbra dipinte di un rosso sanguigno.
"Buongiorno, ragazzi… cercate qualcosa?" chiesi con voce melliflua, giocando con una ciocca di capelli biondi.
Gennaro si fermò di colpo, gli occhi incollati su di me.
"Madò… e che cazzo è sta visione?" borbottò, passandosi una mano sulla bocca.
Ciro rise, avvicinandosi con fare predatorio.
"Semo qui pe’ la fibra, "bella", ma mo’ me sa che abbiamo trovato qualcos’altro da "installare"…" disse, allungando una mano per sfiorarmi il braccio.
Non mi tirai indietro. Anzi, mi morsi il labbro, sentendo già il calore tra le cosce.
"Beh, se avete bisogno di… "assistenza", io sono qui" sussurrai, abbassando lo sguardo verso il rigonfiamento nei loro pantaloni.
Marco, fino a quel momento silenzioso, emise un gemito strozzato.
"Porca puttana, questa è meglio della fibra" disse, stringendo i pugni.
Non ci volle molto perché Gennaro mi afferrasse per un polso e mi trascinasse dentro casa, sbattendo la porta con un calcio.
"Mo’ te facimm vede’ che "velocità" tenimm, troia" ringhiò, premendomi contro il muro del corridoio.
Le loro mani furono ovunque in un istante. Ciro mi strappò il vestito con un solo strattone, lasciandomi in reggiseno di pizzo nero e un perizoma che non avrebbe retto a lungo. Marco mi afferrò i seni, strizzandoli con forza mentre la sua bocca si chiudeva sulla mia, la lingua che mi invadeva con una fame animalesca.
"Dio, che culo…" ansimò Gennaro, palpeggiandomi le natiche con entrambe le mani prima di spingermi in ginocchio.

Non ebbi nemmeno il tempo di respirare che già sentivo il peso del suo cazzo contro le labbra. Era grosso, venato, la punta umida che mi sfiorava la guancia.
"Succhia, "puttana"… succhia come si deve"— ordinò, afferrandomi i capelli e spingendo il suo membro tra le mie labbra.
Lo presi tutto, fino a sentirlo in gola, le lacrime che mi scendevano dagli occhi mentre Ciro si abbassava i pantaloni e mi mostrava il suo attrezzo, altrettanto imponente.
"Mo’ te lo metto in bocca pure io, zoccola" disse, strofinandomi la punta sulle labbra già occupate.
Marco, nel frattempo, mi aveva girato, mi aveva abbassato il perizoma e ora mi leccava il buco con una lingua esperta, le dita che mi allargavano le chiappe per avere accesso completo.
"Che buono… che buono questo culetto stretto" gemette, prima di sputarmi addosso e iniziare a penetrarmi con un dito.
"Aahh!" gemetti attorno al cazzo di Gennaro, che mi tenne la testa ferma mentre mi scopava la bocca con colpi secchi, sempre più profondi.

"Mo’ te facimm vede’ com’è quando te scopa ’na squadra" ghignò Ciro, prendendomi per i capelli e costringendomi a passare dal suo cazzo a quello di Gennaro, alternando le bocchettate mentre Marco mi preparava il buco con due, poi tre dita, sputandomi addosso e massaggiandomi l’ano con saliva e sudore.
"Pronta, troia?" ringhiò Marco, posizionandosi dietro di me.

Non risposi. Non ne ebbi il tempo. Con un solo colpo, mi penetrò fino in fondo, il dolore che si mescolava al piacere mentre mi riempiva completamente.
"Porca troia, com’è stretta!" ansimò, iniziando a muoversi con colpi violenti, le palle che mi sbattevano contro le chiappe ad ogni affondo.
Gennaro mi tenne la testa all’indietro, costringendomi a guardarlo mentre mi veniva in bocca con un ruggito, il seme caldo che mi colava sulle labbra e sul mento. Ciro non perse tempo: mi afferrò per i capelli e mi spinse verso il divano, facendomi sdraiare a pancia in su.

"Mo’ tocca a me" disse, salendomi sopra e guidando il suo cazzo verso la mia fighetta anale già bagnata.
"Sì, dammi tutto…" supplicai, avvolgendo le gambe attorno alla sua vita mentre mi penetrava con un solo, lungo affondo.

Marco, nel frattempo, si era rimesso in piedi e mi aveva preso la testa tra le mani, costringendomi ad aprire la bocca per accogliere di nuovo il suo membro, ora duro come la pietra.
"Succhia, puttana, mentre Ciro te scopa" ordinò, iniziando a fottermi la bocca con colpi brevi e veloci.
Ero in paradiso. Tre cazzi, tre bocche, sei mani che mi straziavano, mi usavano, mi facevano loro. Ciro mi martellava il culo con una forza disumana, le sue palle che mi sbattevano contro ad ogni colpo, mentre Marco mi teneva la testa ferma e mi veniva in gola con un grido, il seme che mi scendeva nello stomaco.

"Mo’ te facimm ’na sorpresa" disse Gennaro, che si era ripreso e ora mi stava girando, costringendomi a mettermi carponi.
Sentii le dita di Ciro che mi allargavano il buco già usato da Marco, poi la punta del suo cazzo che premeva contro di me.
"No… non ci entra…" gemetti, ma era troppo tardi.

Con un colpo secco, mi penetrò, riempiendomi il culo mentre Gennaro si posizionava davanti a me e mi infilava il suo cazzo in bocca.
"Mo’ si che stamo a posto" rise Ciro, iniziando a muoversi con colpi lenti ma profondi, mentre Gennaro mi teneva la testa e mi scopava la bocca come se volesse sfondarmi la gola.
Ero piena. Troppo piena. Due cazzi che mi devastavano, le loro mani che mi strizzavano le tette, mi schiaffeggiavano il culo, mi tiravano i capelli. Marco, dopo essersi ripreso, si era messo davanti a me e mi stava strofinando il cazzo sul viso, costringendomi a leccarlo mentre gli altri due mi usavano senza pietà.
"Sto per venire…" ruggì Ciro, affondando dentro di me con un ultimo colpo violento, riempiendomi il culo di sperma bollente.
Gennaro non resistette a lungo. Mi tenne la testa ferma e mi venne in bocca con un grido, il seme che mi colava sulle labbra mentre Marco, impossibile da fermare, mi afferrò i capelli e mi scopò la faccia, venendomi sulle guance, sul naso, sulla fronte.
Crollai sul divano, distrutta, il corpo coperto di sudore, sperma e segni delle loro mani. Ma non era finita.
Mo’ te facimm ’na doccia' disse Gennaro con un sorrisetto malizioso, trascinandomi in bagno.
Sapevo esattamente cosa intendesse.
E non vedevo l’ora.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.4
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per LA FIBRA:

Altri Racconti Erotici in trans:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni