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Un amico e le sue doti inattese


di GiannaB
13.02.2026    |    3.109    |    4 10.0
"E lui, l'amico che sempre era stato prudentissimo con lei, si era finalmente liberato, era tutto per lei, desideroso, passionale, innamorato..."
Si era fatta via via più intraprendente. Dai tempi in cui si travestiva raramente, con molti sensi di colpa e solamente in casa, era passata a farlo molto più spesso, con un piacere prolungato, non più ansioso, tranquillo, quotidiano. E ora finalmente aveva fatto il grande passo. Aveva trovato un amico disposto ad accompagnarla nella sua prima uscita en femme.
Si era preparata sin dal pomeriggio. Depilazione totale in ogni parte del corpo. Era stata accuratissima. Non c'era pelo visibile. Ne aveva pochi di natura, ma aveva voluto essere perfetta. Facendolo si era eccitata. Sentiva il suo essere donna invaderla tutta. Era poi passata a una lunga doccia calda. Subito dopo aveva passato creme deliziose sul corpo. Ora doveva curarsi il viso. Volle radersi più e più volte per ottenere un effetto di pelle liscia che rivelava solo una vaghissima ombra di barba. Il suo viso era fortunatamente delicato. Non sarebbe stato difficile, col trucco, volgerlo totalmente al femminile. Passò il fondotinta a levigare il viso. Quindi si dedicò agli occhi. Aveva diverse palette di ombretti. Scelse le sfumature preferite, un glitter infine a illuminare il tutto di riflessi brillanti. Le gote furono sfumate di rosso. Il rossetto fu un piacere assoluto: la donna emerse nel suo splendore. La nuova parrucca le donava un'aria da signora elegante e seducente, che trasmetteva erotismo.
Doveva ora passare a vestirsi. Scelse un vestito fasciante alto sopra il ginocchio che le donava molto. Rivelava le sue gambe perfette, che potevano fare l'invidia di tutte le donne. Le calze sarebbero state quelle che adorava: vintage con la cucitura dietro, di un nero velato da signora d'altri tempi. Naturalmente indossò il reggicalze, questa volta con sei ganci per sostenerle perfettamente. Il tanga d'ordinanza completava il tutto. Una camicetta bianca di raso completava la mise.
Scelse un paio di scarpe classiche, tacco dodici naturalmente. Aveva fatto tanto allenamento per camminare su quei tacchi in modo femminile, non goffo. Ora ci riusciva perfettamente. . Si addobbò con braccialetti, anelli, orecchini, collana. Era bellissima. Era vicina l'ora dell'appuntamento. L'amico le telefonò che sarebbe arrivato da lì a poco. Imbruniva. Sarebbero usciti non nel buio, al crepuscolo. Le piaceva anche quella sensazione. Di non avere più paura e di abbandonarsi al suo essere totalmente donna, alla luce, visibile. Non voleva più nascondersi. Era la prima volta, ma la decisione era maturata da tempo. Ora doveva abbandonarsi al suo essere, seguirlo senza più contrastarlo.
Ecco l'amico. Aveva suonato il campanello. Andò ad aprire. Lui la baciò sulle guance. Le fece grandi complimenti. Effettivamente era bellissima. Lo invitò a entrare. Avrebbero preso qualcosa prima di uscire: bollicine, per festeggiare. Accompagnando con qualche stuzzichino.
Lei fece attenzione, nell'assaggiare e nel bere, a non rovinare il suo trucco. Vide anche che lui la guardava con un'intenzione diversa: non solo con ammirazione, con un interesse nuovo. Si conoscevano da tempo. Lui sapeva di lei, ma non avevano mai fatto nulla insieme. Sapeva di lei che si travestiva e anche che talvolta incontrava uomini, per dei rapporti veloci, quando proprio non riusciva a farne a meno e l'essere donna passava anche dal sentire la voglia dei maschi dentro di sé, aprirla tutta, pomparla a fondo.
Amici fraterni, quindi. Aveva accettato di accompagnarla fuori, per l'amicizia confidente che li univa. Ma quella sera, che era la sera della sua attesa rivelazione al mondo, stava succedendo qualcosa di inaspettato. L'amico la guardava con altri occhi, e lei ne era compiaciuta. Le piaceva molto come persona e anche pensarlo nel suo essere maschio. Effettivamente si trattava di un bell'uomo: asciutto, statuario, senza esagerazione. Forse l'effetto dello spumante, forse l'attesa del grande momento dell'uscita en femme, entrambi erano un po' su di giri. Lui le faceva continuamente complimenti, accompagnandoli con una carezza tra i capelli, un tocco leggero sulle spalle e ricercando le mani per stringerle, intrecciarle. E lei faceva fare. Le pose una mano su una gamba lasciata scoperta dal vestitino, sulla calza. Lei ebbe un sussulto. Lo desiderava. La mano salì lentamente su sin verso la balza della calza e il gancio del reggicalze. Non resisteva. Lo desiderava. Era intensa nello sguardo. Le piaceva quello che accadeva e che fosse proprio lui a carezzarla, donna nelle sue mani. Sentiva in lui, nei suoi abbracci, nelle sue esplorazioni audaci, passione e desiderio. Lei era sempre più abbandonata a lui.
Ormai la toccava ovunque. Raggiunse la fichetta, dolce, morbida, che lei nel pomeriggio aveva perfettamente massaggiato, curato, ammorbidito di creme. La carezzava lì dolcemente, la penetrava con attenzione a non farle del male. E lei si tendeva verso di lui. Per donarsi. Era prontissima a tutto. Sentiva che era il suo uomo. Non pensava che la sua uscita, quella sera, sarebbe stata ritardata da un piacevolissimo preambolo. Volle abbassare le mutandine e liberarsi tutta per lui. Finalmente poteva donarsi e lui poteva frugarla ovunque, carezzarla, penetrarla. Era quello che lei voleva. Le si donava tutta. E lui, l'amico che sempre era stato prudentissimo con lei, si era finalmente liberato, era tutto per lei, desideroso, passionale, innamorato. Si baciarono profondamente. Lei volle lentamente spogliarlo, averlo nudo davanti a lei. Era bellissimo. Lo guardava, lo baciava ovunque.
Fu sul suo cazzo, bellissimo, svettante, duro. Lo prese in bocca. Lo volle avvolgere tutto dolcemente nella bocca. La sua lingua lo carezzava. Lo spompinava con amore e abbandono. Finalmente era tutta di un uomo che la desiderava e l'amava. Non un incontro fuggevole. Il suo uomo. Il suo fidanzato. Sentiva che sarebbe stato così. Sentiva quanto lui l'amasse. La sua erezione era enorme e vibrava di piacere. Lo sentiva nella sua bocca. Presto sarebbe venuto. Lo voleva. Voleva che schizzasse nella sua bocca. Voleva tutto il suo sperma. Fu così. Non era durato molto purtroppo. Il desiderio, potente, aveva condotto a un'esplosione di piacere che lei aveva accolto con totale dedizione.
Era stato così intenso. Anche solo quel pompino l'aveva stravolta tutta. Stettero abbracciati a lungo. Era arrivato il buio. Lui le propose di uscire, di realizzare il loro proposito. Sarebbe stata la prima uscita di numerose altre uscite. "Voglio stare con te, definitivamente con te. Usciremo tante altre volte. Voglio che tu sia la mia donna". E lei si abbandonò a lui in un bacio intenso, lungo, a concedersi tutta. In bagno si risistemò, Nuovamente perfetta. Indossò la pelliccia. Uscirono insieme. Passarono insieme una bellissima serata, come una vera coppia. Di più. Come una coppia che aveva appena scoperto l'amore. Al ritorno, a casa, la loro prima notte insieme, sarebbe stata lunga, intensa, torrida di sesso. Lei non volle negargli nulla. Volle donarsi tutta a lui e ricevere tutto da lui.
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