Il mio primo incontro
G_casanova
Ho spento i fari e sono sceso. Il silenzio del cemento armato amplificava il rumore dei miei passi. Avanzavo con calma, tenendo le mani nelle tasche del cappotto, mantenendo lo sguardo fisso sulla berlina scura.
Attraverso il parabrezza, la luce fioca di un neon sovrastante mi ha permesso di vederli. C'era lui al posto di guida, immobile, e accanto a lui la sua donna. Era esattamente come l'avevo immaginata: una splendida ragazza dai capelli biondi che incorniciavano un viso visibilmente teso per l'attesa. Il top scollato che indossava lasciava intravedere la curva generosa dei suoi grossi seni, che salivano e scendevano rapidamente al ritmo del suo respiro accelerato. Mi stavano guardando.
Proprio mentre mi avvicinavo alla fiancata, lo scatto metallico della serratura ha rotto il silenzio. La portiera posteriore si è socchiusa dall'interno. Un invito muto, preciso.
Ho aperto la portiera e sono salito, scivolando sul sedile di pelle posteriore. L'abitacolo era già saturo del loro profumo e di un'intensa elettricità. Ho incrociato lo sguardo di lui nello specchietto retrovisore: un cenno d'intesa, prima che si voltasse verso di lei sussurrandole qualcosa a bassa voce.
Giulia non ha esitato. Con movimenti sinuosi e calcolati, ha scavalcato i sedili anteriori, venendo dietro e posizionandosi nello spazio stretto tra me e il suo uomo. La vicinanza fisica è stata immediata, totale. Sentivo il calore della sua pelle e il profumo dei suoi capelli biondi che mi sfioravano il viso.
Mentre lui si posizionava alle sue spalle, cingendole da dietro i grandi seni con le mani per guidarla, io ho aperto il cappotto. Con una lentezza deliberata, studiata per assaporare ogni secondo di quel primo impatto, ho allungato le mani per afferrarle i fianchi, sentendola sussultare al mio tocco. I finestrini della macchina nera hanno iniziato ad appannarsi rapidamente, isolandoci dal resto del parcheggio e trasformando l'abitacolo nel nostro privè privato.
Giulia si è sistemata al centro del sedile posteriore, con le ginocchia sul velluto e il corpo flesso in avanti. In quello spazio stretto e caldissimo, ogni barriera è crollata. Il suo uomo si è posizionato subito dietro di lei, mentre io mi trovavo di fronte, con la schiena appoggiata alla portiera, offrendole il supporto perfetto per muoversi. Il ritmo si è fatto subito secco e travolgente, guidato solo dal calore dei corpi, fino a quando l'intesa tra noi tre ha raggiunto il suo primo culmine.
Dopo quel primo intenso momento, nessuno di noi ha avuto intenzione di fermarsi. L'adrenalina iniziale si è trasformata in una complicità totale che ha azzerato il passare del tempo. Siamo rimasti chiusi in quella macchina nera per ore, mentre la notte fuori scorreva senza che ce ne accorgessimo.
Lo spazio ristretto dell'abitacolo, anziché essere un limite, è diventato lo stimolo per sperimentare e cambiare ritmo continuamente. Abbiamo preso Giulia in tutte le posizioni possibili che i sedili di pelle consentivano: prima vicini e stretti sul sedile posteriore, poi sfruttando l'appoggio dei sedili anteriori reclinati, e ancora con lei al centro, libera di muoversi e di alternarsi tra me e il suo uomo.
I finestrini sono rimasti completamente oscurati dalla condensa per tutto il tempo, isolandoci dal mondo esterno. È stato un ciclo continuo di sguardi d'intesa, sussurri e contatti ripetuti, dove il piacere di uno alimentava quello degli altri in un loop perfetto. Ogni volta che pensavamo di essere esausti, bastava un movimento di Giulia o una carezza sui suoi grossi seni a far ripartire la scintilla, prolungando l'incontro fino alle prime luci dell'alba, quando ormai le forze ci hanno abbandonato del tutto.
A quel punto, l'adrenalina ha lasciato spazio a una stanchezza appagante. Abbiamo ripreso fiato nel silenzio dell'abitacolo, mentre la condensa sui vetri cominciava a diradarsi sotto i primi riflessi del mattino. Dopo esserci scambiati poche parole a bassa voce per suggellare l'intensità della nottata, la situazione si è conclusa. Sono sceso dalla vettura e i protagonisti hanno lasciato il parcheggio, ponendo fine alla vicenda in modo riservato.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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