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La nostra fuga


di Membro VIP di Annunci69.it G_casanova
16.05.2026    |    3.154    |    3 9.5
"Rientriamo in camera, ci facciamo una doccia bollente e riprendiamo subito i nostri giochi di piacere..."
Mi sveglio la mattina e trovo il suo solito messaggio del buongiorno. Sorrido, apro la schermata del telefono: è Angelica. Con mia grande sorpresa mi scrive che è libera per cinque giorni, suo marito è partito. Noi due amanti da quattro anni, ma in quel periodo ci eravamo visti poco: io sempre fuori per lavoro, lei dedita al suo ruolo di brava mogliettina.

Colgo subito l’occasione e le dico: «Troviamo un posto e andiamo tre giorni via». Eravamo abituati a rubare ore insieme, ma ora potevamo lasciarci travolgere dalla passione senza limiti. Trovo un agriturismo in un piccolo paesino umbro, sulle foto sembrava perfetto: sauna, piscina riscaldata interna. Le mando il link e le dico: «Ci vediamo lì domaniᄏ.

Durante il viaggio il cuore mi batte forte, l’emozione cresce. Arrivo intorno alle 15:00 e la vedo arrivare. Scende dall’auto con un vestito celeste aderentissimo, che esalta il suo corpo perfetto. Il desiderio esplode dentro di me, non vedo l’ora di strapparle quei vestiti di dosso.

Fatto il check-in, appena chiudo la porta della stanza lei si alza la gonna mostrando un sedere sodo incorniciato da un perizoma. Lo sguardo incrocia il mio, già pregno di desiderio: «Prendimi, non ce la faccio più». Tolgo i pantaloni e entro subito in lei, calda, pulsante, fradicia, pronta a cedere al piacere. Scoppia in un orgasmo profondo mentre la stringo forte.

Ci spogliamo completamente, la metto a pecora sul letto e comincio a farla mia senza tregua. Urla di piacere, si abbandona ai sensi come mai prima. La giro, la prendo su di me, le lecco i capezzoli mentre la penetro con forza. Lei quasi sviene, travolta da una cascata di orgasmi, poi mi ferma: «Fermati, sto per svenireᄏ.

Decidiamo di rinfrescarci e provare la piscina. Usciamo dalla stanza e ci accorgiamo di aver fatto troppo rumore: gli altri clienti ci guardano con curiosità. Facciamo finta di nulla e ci tuffiamo nell’acqua calda. Il mio gonfiore è ben visibile e lei mi osserva con occhi infuocati. Due amanti travolti dalla passione, cercando di tenere un contegno. Ma una donna lì con il marito non ci stacca gli occhi di dosso.

Rientriamo in camera, ci facciamo una doccia bollente e riprendiamo subito i nostri giochi di piacere. Lei mi prende la bocca, poi mi si getta addosso, i nostri corpi uniti sotto l’acqua calda che scivola sulla pelle.

Andiamo a cena, ma quella donna continua a osservarci. Angelica sorride e scherza: «Forse non si ricorda più come si fa». Ridiamo, ma non diamo peso a quella strana tensione. Dopo cena usciamo per visitare un borgo vicino e mangiare un gelato. Mentre siamo sulla soglia dell’agriturismo, la donna si avvicina e con la scusa di chiedere una sigaretta si presenta: «Piacere, Monica». Scambiamo qualche parola e poi ce ne andiamo.

Tornati a mezzanotte, stanchi ma ancora ardenti, riprendiamo le nostre effusioni. All’improvviso bussano alla porta. Ci guardiamo stupiti e facciamo finta di nulla, ma bussano di nuovo. Mi alzo e apro: è Monica, in un vestitino succinto, che dice di essersi chiusa fuori mentre fumava. La invito ad entrare, provo a chiamare il marito in stanza, ma sembra che non risponda.

Lei entra, mezza nuda, e sembra volerci provocare. L’eccitazione cresce, decidiamo di darle un po’ di gioco. Io le parlo, le accarezzo la gamba fuori dalle lenzuola, mentre noto Angelica che sfrega le gambe nervosamente, con i capezzoli turgidi. Dico che vado in bagno e lascio la porta socchiusa, lei guarda attraverso lo specchio, io rigido come non mai.

Angelica allora si alza, si mette sulla porta e si gode lo spettacolo: Monica si sgrilletta gambe aperte, toccandosi il seno. «Hai un bel cazzone… voglio assaggiarlo», dice con voce roca. Glielo metto in bocca, prendo fuoco e la riempio di passione, beve tutto, lecca ogni goccia fino a farla scivolare, mentre con una mano mi stringe le palle.

Si alza, mi sorride: «Peccato che domani me ne vada», e corre via dalla stanza lasciandoci annebbiati dal desiderio, bramosi di sapere quando potremo rivederla di nuovo.
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