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trio

Il profumo dell'assenza


di Membro VIP di Annunci69.it Sistino
27.06.2026    |    451    |    0 6.0
"Di coppie che lo cercavano per la sua discrezione, per il suo modo di essere presente senza invadere mai..."
La prima cosa che Elena imparò di Lorenzo fu il suo profumo.

Non era un profumo costoso, né particolarmente riconoscibile. Era un misto di legno, tabacco dolce e quella traccia di dopobarba che sembrava rimanere sospesa nell'aria anche dopo che lui era uscito da una stanza.

Per settimane le bastò sentirlo su una giacca o su un cuscino per chiudere gli occhi e rivederlo.

Lorenzo aveva un dono raro.

Non parlava mai troppo.

Lasciava che fossero i silenzi a incuriosire.

Ti guardava negli occhi quel tanto che bastava a farti credere di essere l'unica persona al mondo, poi abbassava lo sguardo come se nulla fosse successo.

Era quello a renderlo pericoloso.

Non rincorreva nessuno.

Erano gli altri a rincorrere lui.

Quando Elena e suo marito lo conobbero, tutto sembrava semplice.

Lui era educato, elegante, sempre misurato.

Mai una parola fuori posto.

Mai un gesto plateale.

Persino quando rideva sembrava trattenere qualcosa.

Fu quella calma a disarmarla.

Nelle settimane successive iniziarono a scriversi.

Messaggi brevi.

Mai invadenti.

Mai troppo affettuosi.

Mai abbastanza freddi da permetterle di dimenticarlo.

Ogni risposta arrivava quando lei ormai aveva smesso di aspettarla.

A volte dopo mezz'ora.

A volte il giorno dopo.

A volte tre giorni più tardi.

E ogni volta Elena si prometteva che non avrebbe più controllato il telefono.

Ogni volta falliva.

Lorenzo sembrava vivere senza orari.

Un giorno era in centro a bere un whisky in un locale nascosto.

Il giorno dopo spariva.

Poi ricompariva con una foto sfocata di un tramonto sul mare.

Nessuna spiegazione.

Nessuna domanda.

Solo una frase.

"Avresti dovuto vedere il colore del cielo."

Lei sorrideva.

E nello stesso momento lo odiava.

Perché riusciva a essere presente senza appartenere mai davvero a nessuno.

...

Si rividero.

Sempre insieme al marito di Elena.

Lui non sospettava nulla.

Rideva.

Parlava di lavoro.

Versava il vino nei bicchieri.

Ogni tanto si alzava per ordinare un'altra bottiglia.

Ed era proprio in quei pochi secondi che succedeva tutto.

Uno sguardo.

Un sorriso appena accennato.

Le dita di Lorenzo che sfioravano distrattamente il bordo del bicchiere mentre gli occhi rimanevano fermi su quelli di Elena.

Nessun altro avrebbe notato quella tensione.

Ma lei sì.

La sentiva addosso come elettricità.

Bastava un istante.

Poi lui tornava a essere impeccabile.

Come se niente fosse.

...

Elena iniziò a fare una cosa che non aveva mai fatto per nessuno.

Annusava le proprie sciarpe.

Perché una sera Lorenzo l'aveva salutata con un abbraccio fugace e il suo profumo era rimasto lì.

Per giorni.

Quando finalmente svanì, provò quasi dispiacere.

Si accorse di ricordare perfettamente il suono dei suoi passi.

Il modo in cui si sistemava l'orologio.

Come si passava lentamente una mano sulla barba mentre rifletteva.

Piccoli dettagli.

Dettagli inutili.

Eppure erano quelli che la stavano facendo innamorare.

...

«Mi pensi?» gli scrisse una notte.

Lorenzo rispose soltanto la mattina.

"Ogni tanto."

Due parole.

Nient'altro.

Elena rimase ore a cercare un significato.

Ogni tanto.

Quanto?

Una volta al mese?

Una volta al giorno?

Mentre era con altre persone?

Prima di addormentarsi?

Lui non spiegava mai.

Lasciava che fosse lei a costruire il resto della storia.

Ed era proprio quello il suo potere.

...

Continuava la sua vita.

Fatta di viaggi improvvisi.

Di incontri.

Di persone nuove.

Di coppie che lo cercavano per la sua discrezione, per il suo modo di essere presente senza invadere mai.

Quando spariva per qualche giorno, Elena sapeva perfettamente dove poteva essere.

Non glielo chiedeva.

Aveva paura della risposta.

Lui non mentiva.

Non aveva bisogno di mentire.

La verità era già abbastanza complicata.

...

«Perché non ti fermi mai?» gli domandò durante una passeggiata lungo il Tevere.

Lorenzo rimase qualche secondo in silenzio.

«Perché ogni volta che mi fermo sento di perdere una parte di me.»

«E io?»

Lui la guardò.

Le accarezzò una ciocca di capelli finita davanti agli occhi.

Un gesto lento.

Delicato.

Quasi tenero.

«Tu sei l'unica che mi fa venire voglia di restare.»

Elena sorrise.

«Ma non resti.»

Lorenzo abbassò lo sguardo.

«No.»

Quella risposta, così semplice, era molto più crudele di qualsiasi bugia.

Perché dentro non c'era cattiveria.

C'era solo un uomo incapace di scegliere una sola strada.

E forse era proprio questo il motivo per cui Elena continuava ad amarlo.

Perché non riusciva mai a capire se Lorenzo fosse già perdutamente suo...

...o se non fosse mai stato di nessuno.
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