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L'esordio di Donatella


di maurospia
22.02.2024    |    13.941    |    3 9.5
"Felice sapeva il fatto suo, attese che il dolore le passasse e poi prese a stantuffare piano, baciandola sul collo..."
Io e Donatella andavamo alla grande, sul piano sessuale. Lei 43 anni, io 50, ci davamo dentro con l’entusiasmo dei giovani, ma con l’esperienza della mezz’età. Tra noi una chimica formidabile.
Forse proprio per questo, e non per colmare qualche lacuna, sentivamo in qualche modo lo stimolo a spingerci ancora oltre, anche se non ce lo eravamo ancora confessato.
Avevo notato che, guardandoci i porno insieme, lei si eccitava in particolare con le situazioni a 3, soprattutto le MMF. Per cui cominciai a ragionarci sopra, perché scoprii che a me la cosa non solo non dispiaceva, ma eccitava pure, eccome…
Così un giorno, guardandoci un video amatoriale particolarmente bollente di una tizia che si faceva inforcare da due stalloni, gliela buttai là; e, come mi aspettavo, lei non si dimostrò contraria, anzi… anche se doveva reggere un po’ la parte della timida, lasciò chiaramente intendere che si poteva fare.
Così il giorno dopo presi il telefono e chiamai Felice, un vecchio e fedele compagno di scorribande che non sentivo da qualche anno, e gli feci la proposta. Ovviamente lui fu entusiasta, ma ci tenne a proporre di unire anche un suo fidatissimo amico, Victor, che io non conoscevo. Rimasi un po’ perplesso: passare da un partner a 3 in un colpo solo non sarebbe stato facile per Donatella. Però Felice fu talmente convincente sul tatto, l’affidabilità e la maialaggine dell’amico che finii per acconsentire.
Donatella sulle prime rifiutò, ma alla fine cedette anche lei: la curiosità e la voglia erano troppe.
Quindi combinammo per un dopocena, e andammo a casa di Felice.
Ci accolse nel suo grande salotto, dove campeggiava un bel divano con isola (sul quale, sapevo bene, si erano combattute molte battaglie…) e dove ci aspettava Victor, un uomo alto e piuttosto corpulento, con barba e capelli rossicci. Tutti e tre noi maschi eravamo sui 50-55.
Ovviamente Donatella era imbarazzatissima, ma non ebbe ripensamenti, riducemmo al minimo la parte dei convenevoli, dopodichè io e lei ci ritirammo in bagno.
Le chiesi come si sentiva e lei mi disse con un timido sorriso “Molto ansiosa e molto vogliosa nello stesso tempo…” La baciai con tenerezza e le risposi “Vedrai che non te ne pentirai, sono persone a modo e che sanno il fatto loro”.
Ci spogliammo e rimanemmo io con un accappatoio e lei con una vestaglia di seta (che le consigliai di tenere aperta sul davanti) e delle zoccolette con un po’ di tacco che mi eccitano sempre da bestia. Donatella era una bellissima donna, piccola di statura ma con le curve al punto giusto, terza abbondante di seno e sedere a mandolino, perfetto. Capelli a caschetto e il viso carino, quasi ancora da ragazzina.
Ci rinfrescammo velocemente nelle parti intime dopodichè, pronti, con un ultimo bacio di incoraggiamento andammo in salotto. Dove ci attendevano i due maschioni sprofondati sul divano, anche loro in accappatoio, ciascuno con un grande cuscino a terra ai loro piedi (come da mie istruzioni), con il cazzo eretto pronto in mano.
Alla visione della mia donna messa in quel modo sbarrarono gli occhi e, sicuramente, gli sarà venuta la bava alla bocca dalla voglia…
Lei aveva su un sorriso di circostanza e il passo un po’ incerto, ma la sospinsi gentilmente sussurrandole “Ora ti devi inginocchiare e dire una preghiera….” facendole l’occhiolino. Obbediente, scelse Felice, normodotato. Vic, oltre a essere grande e grosso, aveva tra le gambe un birillo di dimensioni notevoli che l’avranno probabilmente spaventata.
Donatella una volta in ginocchio tra le gambe di Felice afferrò delicatamente i due uccelli alla base e prese timidamente a leccare quello che aveva davanti. Si capiva che si stava costringendo a farlo, ma ero fiducioso che avrebbe pian piano preso confidenza.
Io mi accovacciai alle sue spalle e, passando sotto la vestaglia, con le mani presi ad accarezzarle la parte bassa della schiena e i fianchi, molto delicatamente. Vedevo gli sguardi allupati dei due maschi, fissando le bellissime tette di lei che uscivano dalla vestaglia aperta. Vic prese la mano di lei e lentamente ne accompagnava il movimento, Felice lasciava fare la lingua che andava su e giù lungo l’asta. Un po’ per la situazione, un po’ per l’odore di maschio, un po’ per le mie carezze, Donatella prese coraggio e alle leccate fece seguire succhiatine alla cappella, giochi di lingua e poi succhiate sempre più profonde.
A quel punto le dissi di fare cambio, per cui lei si alzò lasciando l’uccello ben insalivato di Felice (che non fu contento!) per inginocchiarsi davanti a quello di Victor, che nel frattempo era diventato bello grosso (sarà stato almeno lungo 20 cm, e largo in proporzione) e durissimo. E lì riprese il lavorio, non prima di avergli detto ridendo “Si direbbe che stesse aspettando la mia bocca” e lui “Non sta più nella pelle dall’attesa!”.
Io mi ero spostato insieme a lei e, sempre standole alle spalle, scesi con le dite fino a sfiorarle la fica, molto molto delicatamente. Anche a labbra chiuse, si sentiva bene che era già abbondantemente bagnata, e quando le sfiorai il clitoride (senza nemmeno scappucciarglielo) trasalì.
Volevo “cuocerla” ancora un po’, così presi a giocherellare con il suo ano, con altrettanta delicatezza, che in breve si gonfiò come un tarallo.
La mia compagna, forse a causa delle gravidanze e dell’età, aveva la vagina un po’ larga e poco tonica, per cui fin dall’inizio della relazione ci dedicavamo talvolta al sesso anale, che lei non disdegnava. Per cui quella non era zona proibita.
Ai miei diteggiamenti, che ora percorrevano fica e culo, avanti e indietro, lei cominciò a rispondere allargando le chiappe e spingendo il culo in fuori, segno che ormai era fatta, e non si tornava indietro.
Per cui mi alzai e riorganizzai la scena: ora toccava a me farmelo succhiare, per cui feci alzare Felice e presi il suo posto, facendo venire Donatella da me. Lei mi parve quasi dispiaciuta di trovarsi davanti il solito attrezzo che conosceva bene, ma si rassegnò… Felice andò lui alle sue spalle e prese a masturbarla da dietro con una certa decisione, mentre Vic le pastrugnava le tette e strizzava i capezzoli.
Donatella non vedeva l’ora di entrare nel vivo e me lo succhiava con foga, con strizzata di palle compresa. Non potendone più, sotto le mani sapienti di Felice, la sentii irrigidirsi immobilizzandosi col mio cazzo in bocca e venne ansimando forte. Anch’io infoiato com’ero non ne potevo più e venni a mia volta, sparandole la sborra in bocca. Lei fu brava a deglutire nonostante i forti spasmi dell’orgasmo che la squassavano.
La scena era stata naturalmente approvata e commentata con entusiasmo dai due maschioni.
La mia compagna, ancora con le ultime contrazioni in corso, continuava a leccarmi i coglioni con passione (il cazzo, che incredibilmente mi era rimasto duro, ormai me l’aveva svuotato), per cui Felice prese l’iniziativa e dopo averlo ben lubrificato passandoglielo sulla vagina fradicia puntò il suo uccello contro l’ano di lei. Fu attento a cogliere sia da me che da lei segni di disapprovazione, ma non ottenendoli procedette spingendo la cappella nello sfintere. Donatella con una smorfia di dolore emise un piccolo grido ma lasciò fare, ormai era troppo eccitata per smettere.
Felice sapeva il fatto suo, attese che il dolore le passasse e poi prese a stantuffare piano, baciandola sul collo.
Vic dal canto suo sporgeva la sua stanga anche lui verso la bocca di lei, che così alternava succhiate a entrambi, me e lui. Poi si tolse e si mise a sfregarle il clitoride, e dopo poco arrivò il secondo orgasmo di lei, ancora più travolgente perché il cazzo in culo di Felice la stimolava anche da quella parte.
Felice si trattenne dall’eiaculare e si ritirò a sedere sul divano, e a quel punto era il turno di Victor di approfittare. Si piazzò a sua volta alle spalle di Donatella, che era sempre a pecorina, ma non fu altrettanto delicato: una volta appoggiata con precisione la cappella, afferrò lei per le spalle e le schiaffò la sua trave in tutta la sua lunghezza nel buco del culo (che per fortuna era stato allargato almeno un po’ da Felice).
Stavolta Donatella inarcò la schiena all’indietro e cacciò un urlo da belva ferita. Ma ormai il gioco si era fatto duro: la afferrai per i capelli e la tirai di nuovo giù sul mio cazzo: volevo mantenerlo in erezione per venire una seconda volta.
Lei era sfiancata ma reggeva il gioco: a ogni spinta di Vic mugolava forte ma cercava comunque di lavorarmi il cazzo. Vic diede una serie di affondi potenti, poi un’ultimo in cui glielo tenne dentro fino alla radice tenendola salda per i fianchi (come se volesse farle entrare anche le palle), per poi sfilarsi.
Lei scivolò a terra esausta, ma Vic non la lasciò rifiatare, la prese per un braccio e la fece sedere sul divano, appoggiandole la testa sulla schienale e tirandole il culo verso di sè in modo che sporgesse dalla seduta. Poi, alzandole le gambe al petto, si sputò sul cazzone (già pieno di umori, peraltro) e glielo infilò nuovamente nello sfintere. Donatella non ebbe la forza di reagire, ormai era stordita dal piacere intenso e dal dolore altrettanto intenso di quella penetrazione così rude.
Io, eccitatissimo, mi alzai e presi un piede di lei per sorreggerlo, e così fece Felice dall’altra parte. Vic aveva ripreso a pomparla nel culo mentre con le mani le stringeva forte i seni. Donatella era tutta rossa e mugolava di piacere. A un certo punto volle venire di nuovo, e con la mano prese a masturbarsi il clitoride, mentre con l’altra teneva i grossi coglioni di Vic incoraggiandolo nel movimento. Presi a leccarle con passione la pianta del piede che tenevo in mano (sapevo che le piaceva) e, visto questo, lo stesso fece Felice dall’altra parte succhiandole l’alluce.
Dopo pochi minuti di pompate nel culo e leccate di piedi Donatella con una specie di muggito ebbe un orgasmo travolgente che la squassò; Vic, subito dopo, tirò fuori il cazzo dall’ano di lei e scavalcandole le gambe glielo parò davanti afferrandola per i capelli. Lei si vide quella specie di palo paonazzo coperto da umore vischioso a pochi centimetri dal viso e ne fu come ipnotizzata, aveva gli occhi annebbiati dalla goduria. Vic se lo stringeva forte alla base e dopo un attimo lo rilasciò, e un fiotto denso e abbondante colpì Donatella dritto in faccia, fin dalla fronte e capelli giù lungo il naso e fino al mento. Seguirono altri schizzi che lei, aprendo di più le labbra, accolse in parte in bocca e in parte sul viso.
Seguì Felice che a quel punto era bello carico pure lui: preso il posto di Vic lo mise in bocca a Donatella e dopo poche pompate con un lungo muggito le scaricò il suo seme in gola (il suo uccello non era molto grosso, quindi lei potè accoglierlo tutto senza troppa difficoltà).
Da ultimo toccava a me: anch’io sollevatele le gambe glielo rimisi nel culo, che ormai era completamente slabbrato, e dopo pochi colpi rabbiosi sentii montarmi lo sperma che le schizzai sul viso ormai striato di schizzi.
Ci accasciammo esausti, così com’eravamo, chi sul divano e chi sul pavimento, ansimando e senza aver la forza di proferire parola.
Poi, ripreso un po’ di spirito, andai a prendere un asciugamano per Donatella e tutti cominciammo a scherzare amichevolmente sull’accaduto….
Fu l’inizio di una piacevole (e molto goduriosa) amicizia…
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