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trio

Gemelli perversi


di Monelladolcissima
12.06.2025    |    5.684    |    9 9.5
"Perdutamente spossata e dopo aver goduto innumerevoli volte, mi abbandonai al sonno, ancora bagnata e odorosa di sperma e saliva..."

Avevo conosciuto Thomas quando mi ero recata presso lo studio di progettazione dove lavorava. La sua classe mi colpì subito, nonché il suo fascino e quell'aria da tenebroso dannato.
Il primo incontro non mi creò nessun problema; Thomas compilò una scheda con le mie esigenze di arredamento, tutti i colori e le forme scelte, allegò i miei recapiti e ci salutammo, anche se il suo sorriso di congedo mi sembrò alquanto indecifrabile.
Ci eravamo sentiti al telefono un paio di volte per alcuni dettagli rimasti in sospeso. Il suo tono era sempre provocatorio e la voce molto seducente ma comunque gentile e professionale.

Al secondo incontro, dopo circa venti giorni, mi resi conto che il mio corpo subiva il fascino della sua mascolinità, ora più evidente e magnetica. Il mento volitivo e gli occhi indagatori, le mani sicure ed eleganti, la voce profonda e avvolgente e un torace allenato mi tennero inchiodata alla poltrona, mentre un calore pervasivo accendeva tutto il mio corpo.

Thomas mi spiegava i materiali per realizzare l'appartamento e la mia mente andava fantasticando ad immagini seducenti, dove i vari protagonisti erano confusi ma lui era sempre in primo piano.

Mi sorpresi a immaginare il suo corpo nudo, al suo sesso infuocato e turgido, alla sua saliva sul mio collo e sul mio seno. Mi muovevo continuamente sulla poltrona di pelle nera per trovare una posizione più comoda. Le mie gambe erano sudate, i miei seni eccitati e i capezzoli duri. La gola asciutta aveva bisogno di rinfrescarsi e gli chiesi dell'acqua. "Ma certo Dottoressa, gliela porto subito. Gradisce anche un caffè?" Chiese con grande gentilezza.

Prontamente l'architetto mi portò un bicchiere di acqua ghiacciata e poso' sulla scrivania una tazzina di caffè. Mi tremavano le mani e, in modo del tutto ingenuo, cercavo di nasconderlo quando mi accorsi che approfitto' della vicinanza per sbirciare dentro la scollatura della mia camicia di seta. Il bordo di pizzo del reggiseno aveva destato il suo interesse e gli occhi non negavano il desiderio.


All'improvviso mi trovai la sua mano su una coscia e la sua lingua in bocca.
Vorace come un uccello predatore mi stava addosso. La mia pelle arrendevole e morbida desiderava le sue mani curiose ed esperte. Il bicchiere mi cadde dalle mani, bagnando la gonna e le gambe. Un brivido freddissimo mi pervase mentre Thomas mi spostava il perizoma trovando le mie labbra depilate mielose e profumate. I miei freni inibitori, da sempre poco rigidi, si allentarono del tutto e spalancai le gambe accogliendo le sue attenzioni. "Dottoressa, vedo con piacere che la mia consulenza riceve la sua approvazione. Significa che sto andando bene?"
Risposi mezza stordita ed evidentemente eccitatissima: - " Ma certo architetto. Mi avevano parlato molto bene di Lei. Devo ammettere, a ragion veduta. Continui pure, ha tutta la mia attenzione" mentre la mia fica si schiudeva come un fiore assetato di energia fluida e rigenerante.

"Guardi, ho fatto uno schizzo per farle vedere quale sarebbe la mia proposta. Venga vicino al computer e gliela illustro " mi disse Thomas con voce garbata ma molto intrigante. Alzandosi mi guardo' negli occhi e si portò le dita alla bocca, succhiando con ingordigia il sapore della mia eccitazione.

Mi prese dai fianchi e mi giro' verso la finestra. Liberò la scrivania gettando tutto per terra facendomi poggiare il viso sul caldo legno massello. Le sue gambe ferme mi tenevano bloccata, sentii una sua mano sollevare la gonna e rimasi in attesa in silenzio. Un misto di timore e desiderio perverso erano diventati miei alleati, mentre il respiro diventava più veloce. Dal corridoio arrivano i suoni delle conversazioni dei colleghi di Thomas che, ignari del nostro comportamento lascivo e fuori luogo, si salutavano andando via.

Erano già le 20.00 e l'ufficio si stava svuotando. Ad un tratto una natica mi brucio' per un colpo di righello e la voce dell' architetto divenne più dura e severa. "Troietta che non sei altro, pensavi di provocarmi e restare impunita? Ti sbagli di grosso, e di grosso avrai la lezione che meriti!" . Una lieve carezza sul culo mi rassicurò, e poi ancora un'altra lunga e dolce. Stava scherzando e mi ero preoccupata invano.

Mi ammorbidii e desiderai le sue mani ovunque. Cercai di voltarmi appena per guardarlo ma lui era diventato quasi crudele e mi teneva la testa ferma.
"Nessuno ti ha detto di muoverti Dottoressa. Dolce ed elegante Puttana, che vuole sentire le mie voglie a colpi di frusta." Proferì quelle parole con voce ferma e sterile. Un nodo in gola mi lasciò smarrita.
"Thomas La prego, non è divertente. Mi lasci andare o mi metto ad urlare!" Cercai di farlo svegliare da quello stato ipnotico in cui sembrava essere caduto. Volevo farlo allontanare senza irritarlo.
"Ma prego, faccia pure. Sarà molto eccitante visto che il mio ufficio è insonorizzato" disse soddisfatto di sé.
Di colpo la sua cappella gonfia e bagnata sfiorò i miei glutei freddi e scoperti mentre si strofinava ovunque su di me e sapientemente evitava di stimolare la fica che, già fradicia, sentiva invece le sue dita entrare quasi violente.
All'improvviso qualcuno bussò alla porta, Thomas fu colto di sorpresa e si allontanò da me con nonchalance. Cercai di sistemarmi velocemente mentre l'architetto prendeva tempo dicendo che era al telefono.
Un collega avevo avuto un problema con la sua auto e aveva bisogno di un passaggio verso la stazione.
"Allora confermiamo i cambiamenti fatti e ci aggiorniamo tra qualche settimana va bene?" Dissi per non insospettire il collega di Thomas.

Richiusi la porta e mi affrettai verso l'ascensore. Il cuore mi batteva all'impazzata mentre rivivevo tutto come in un film pazzesco.
Mi ripromisi di richiamare Thomas e annullare l'incarico affidatogli perché non sarebbe stato saggio portare avanti quel rapporto di lavoro.

Quella notte rimasi sveglia ripensando all'accaduto. Ero stata presa dal vortice della lussuria e del piacere ma intrappolata in una situazione paradossale.
Mi chiedevo continuamente come uscirne senza dover affrontare l'architetto di persona. Sapevo già che sarei stata molto in imbarazzo ma anche vittima del suo fascino.

"Salve Thomas, la chiamo per annullare la consulenza. Devo partire immediatamente per Londra, impegni di lavoro inderogabili; sarebbe meglio risentirci al mio ritorno" dissi con un filo di voce.
La mia mente annegava nei fumi di quella seduzione e ogni mia cellula ardeva per la voglia di essere posseduta da quel tipo freddo e misterioso. Ero combattuta come mai prima. Sentivo di voler essere scopata dall'architetto severo ma non sapevo fino a quale limite sarei potuta arrivare.

"Dottoressa stavo per chiamarla, ho un problema di famiglia e sto affidando i clienti a mio fratello. Prenda appuntamento con la nostra segretaria e lo conoscerà" rispose freddamente Thomas. Come poteva essere così distaccato appena qualche giorno?

Quel giorno ero davvero di fretta. Suonai al citofono e presi l'ascensore. Con mia grande sorpresa l'uomo che venne ad aprirmi era identico a Thomas ma la sua voce era diversa.
" Finalmente la conosco Dottoressa. Thomas mi ha parlato di lei. Mi presento : il mio nome è Riccardo. Non si preoccupi per l'incarico, farò del mio meglio per esaudire ogni sua richiesta" disse sorridendomi con dolcezza. Pian piano tutta la mia agitazione cominciò a sparire. Mi sentivo a mio agio, tranquilla e ascoltata. Parlammo delle modifiche al progetto e spiegai tutti i miei desideri. Riccardo era molto diverso dal fratello. Non appariva sicuro e spavaldo, al contrario era molto attento ad ogni mia frase. Vestiva in maniera più sportiva e aveva un profumo più leggero che non mi stordiva come invece succedeva con Thomas.

"Vogliamo rivederci per la prossima settimana? Le farò trovare una proiezione degli interni" mi assicurò Riccardo. Non vedevo l'ora di dare un'occhiata al mio appartamento e telefonai dopo tre giorni. Riccardo mi diede appuntamento per il giorno seguente, ma in un suo ufficio, un open space molto elegante in un attico in centro.


Con mia grande sorpresa li trovai entrambi ad aspettarmi. Mi salutarono cordialmente e mi fecero accomodare. La proiezione era "pronta" ....mi dissero. Thomas evitava il mio sguardo e lasciava a Riccardo la gestione dell'incontro. Quando furono pronti mi porsero un calice di prosecco e avviarono la presentazione.


Mi resi conto, ben presto, che i due gemelli avevano organizzato una visione del tutto particolare. Fui al centro delle loro attenzioni mentre sullo schermo scorreva un film porno. La mia reazione iniziale fu di stupore, poi pian piano di intrigo e infine di smaniosa eccitazione.

Mi trovai le loro mani ovunque, le nostre bocche si cercavano affamate, le lingue intrecciate in baci languidi e umidi. Riccardo e Thomas si toccavano, masturbandosi davanti ai miei occhi increduli. A turno si regalarono un pompino mentre io mi bagnavo e non resistevo più.

Ci stendemmo per terra, in pieno giorno l'ambiente era molto luminoso, i nostri corpi opere d'arte da osservare.

Mi spogliarono lentamente, cambiandosi di posto mentre mi toccavano e mi leccavano e mi frugavano dentro con le dita, a volte anche insieme. Non riuscivo più a distinguerli, ed entrambi mi eccitavano da impazzire. Fu un delirio di sesso e orgasmi, di morsi e odori, carne da leccare e succhiare. Mi girava la testa, mi sentivo trasportata in una dimensione onirica irreale e fortissima.

Poi, con grande maestria, mi penetrarono entrambi. Mi sembrava di impazzire, li sentivo profondamente miei, dentro ovunque, dolcemente e poi in modo selvaggio. Un movimento perfettamente in sintonia, senza ostacolarsi l'un l'altro, tanto che li sentivo smaniare e bruciare.

Colavamo di liquidi corporei profumati e i nostri gemiti riempivano l'ambiente, mentre il sole tramontava accendendo di un arancio fortissimo il cielo là fuori. Perdutamente spossata e dopo aver goduto innumerevoli volte, mi abbandonai al sonno, ancora bagnata e odorosa di sperma e saliva. Molti giorni dopo ebbi modo di visionare i futuri lavori durante l'ennesimo appuntamento. I due architetti ci sapevano davvero fare ...in tutti i sensi!
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