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Rossella, passo con un amico (Parte 1)


di ifixtcencen
23.12.2016    |    9.216    |    1 9.3
"Confuso, con il cervello annebbiato dall'eccitazione chiedo a Linda cosa stava accedendo..."
Nell'attesa che A69 mi doni qualche avventura, mi diletto nel rimembrar quello che fù e ora non è più.
Stavo per uscire quando squillò il cellulare: era Linda, una bella donna separata che frequentavo da circa un mese. Rispondo? Ma nel pensarci mi trovai in erezione e, come si dice da queste parti, "Cazzo ritto non vuol consigli!".
"Ciao Linda, qual buon vento?", "Passi da me? Stasera mio figlio è fuori con la sua amichetta e va a dormire dal padre".
Non aveva ancora finito di parlare che già ero in auto.
Trascorsa una mezz'oretta ero sotto il suo portone e suonai il campanello.
Una visione. Mai l'avevo vista così in tiro.
Indossava una deliziosa vestaglietta trasparente che lasciava poco spazio all'immaginazione.
Il suo piccolo, ma ben fatto seno, era in trasparenza parzialmente coperto da un delicato ricamo.
I suoi turgidi capezzoli erano ben evidenti e tradivano la sua eccitazione.
Un perizoma lasciava intravvedere la curatissima peluria del pube e un tacco esagerato slanciava le sue affusolate gambe.
Non mi ero ancora accorto di quanto fosse bella.
Dopo qualche secondo senza respiro Linda mi prese per la camicia e mi tirò dentro casa.
Mi fece accomodare in sala dove ad attenderci c'erano due calici di vino bianco.
Ci sedemmo sul divano e sorseggiando iniziai a baciarla.
La sua bocca era caldissima e se ciò era possibile il suo sapore migliorato dal retrogusto di quel buon vino.
Le lingue si incrociavano in eccitanti acrobazie, le mani erano in ogni punto del corpo e presto eravamo già nudi.
Lei si alzò in piedi e mi disse di accomodarmi in camera, nel frattempo rovistando nella sua borsetta prese il suo rossetto e si recò in bagno.
Sapevo già cosa aveva in mente così andai in camera e l'attesi in piedi di fronte al letto.
Dopo pochi istanti Linda uscì dal bagno con le labbra di un rosso scuro intenso, molto eccitante.
Si inginocchiò di fronte a me e lentamente iniziò a baciarmi lo scroto e lentamente, molto lentamente, passava la sua lingua su per l'intera asta.
Arrivata alla cima mi guardava e accennava un affondo lasciandomi immaginare la sua bocca avvolere il mio membro, ma sapientemente, guardandomi a più
riprese con i suoi occhioni blu, ammiccava solamente il gesto e ripeteva nuovamente il movimento partendo dallo scroto.
Lo fece a più riprese fino a quando, facendomi impazzire dal desiderio, gli presi con una mano la testa la invitai ad accogliere il membro nella sua bocca.
Questa attesa mi aveva eccitato all'infinito, la sua calda bocca stava accogliendo l'asta e i suoi movimenti mi stavano facendo impazzire.
"Linda, sto per venire!" sussurrai, ma lei mugolando mi ignorò e proseguì nel suo stupendo movimento.
Di li a pochi minuti gemendo di piacere inondai la sua bocca.
Linda non si fermò e dall'eccitazione e grazie alle sue calorose slinguate riuscii a mantenere l'erezione.
A quel punto lei si alzò in piedi mi guardò negli occhi e disse:"Lo sapevo che non avrebbe ceduto!" e così dicendo con una spinta mi buttò sul letto.
Mi salì sopra e disse: "Mantienilo così! Ora voglio godere io!"
Lo prese stretto in mano e lo appoggio alla sua calda fessura e con lenti movimenti mi accolse nel suo caldo corpo.
Cominciai a stuzzicargli il seno, da prima con le mai e poi tirandomi su con la lingua, ma lei mi fece fermare.
"Pensa a tenerlo duro! Faccio io!"
Linda cominciò a muoversi alternando ampie rotazioni di bacino a pause in cui scaricava tutto il suo peso sul mio corpo nella ricerca della massima penetrazione.
Io cercavo di favorirla spingendo il bacino verso di lei.
I suoi gemiti si facevano più frequenti, la mia asta era sempre più dura e bagnata dai suoi umori che caldi, sentivo scendere lungo il linguine.
Speravo che tutto questo durasse all'infinito, quando dal comodino il telefono squillò.
Lei si gettò sul telefono estraendo con un rapido movimento il membro, dal suono della suoneria sapeva che era suo figlio!
"Si, si ... certo puoi venire qui!" disse.
Senza dirmi niente compose un'altro numero. "Rossella? Passo a trovarti con un amico".
Confuso, con il cervello annebbiato dall'eccitazione chiedo a Linda cosa stava accedendo.
"Vestiti, corri... Finalmente mio figlio se la scopa....Ma su pà (suo padre) ha già una troia in casa... Tra 20 minuti è qui!"
"Noi andiamo da Rossella, ti ricordi? Era con me la sera che ci siamo conosciuti!"
Certo che la ricordavo, la facemmo rientrare a casa da sola mentre noi scopammo nel parcheggio della discoteca!
Fra me e me pensai "sono le 2 di notte questa se proprio va bene ci denuncia".
Ma, come già detto, l'eccitazione annebbia le capacità cognitive, e così mi feci coinvolgere e, il tempo di ricomporci, ci si diresse verso l'abitazione di Rossella.
Prima di partire Linda prese ciò che era rimasto del vino e anche una nuova bottiglia.
Di li a pochi minuti eravamo al campanello di Rossella.

Continua...
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