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trio

Servizio in camera


di HottieLuv7
02.04.2026    |    323    |    6 9.5
"Dal canto suo anche Anna era incredula: si sentiva eccitatissima come mai avrebbe immaginato possibile con un "ragazzetto", come lo chiamava lei..."
Anna e Renzo adoravano quel posto: ogni anno a primavera erano soliti trascorrere una settimana in totale relax in quella stupenda masseria del basso Salento.
Inoltre distava pochi chilometri dalla splendida costa, ma per chi non si voleva spostare c'era anche una grande piscina e un centro benessere.
Sia chiaro: non si trattava di una struttura per scambisti o amanti del naturismo, ma aveva la prerogativa di non ammettere minori, il che garantiva indubbiamente una maggiore tranquillità.
Anna era una splendida a quarantenne e dimostrava almeno dieci anni in meno, Renzo invece era un bel cinquantenne, molto innamorato di sua moglie e dotato di una fervida fantasia: da lui partivano sempre le proposte più disparate che Anna via via accettava o cassava a seconda del suo mutevole umore.
Il secondo giorno della loro permanenza, durante la colazione, si avvicinò per prendere l'ordinazione un giovane cameriere. Era indubbiamente un bel ragazzo.
Quando tornò col vassoio, Renzo notando lo sguardo del giovane fare la sponda tra gli occhi verdi e la provocante scollatura della moglie, non perse l'occasione e chiese subito se il giorno successivo sarebbe stato possibile fare colazione in camera.
Alla risposta affermativa precisò con aria complice che gli avrebbe fatto piacere se fosse stato proprio lui a consegnarla.
Il ragazzo tentennò un attimo, probabilmente colto di sorpresa, ma poi con un gran sorriso promise alla coppia che se ne sarebbe occupato personalmente, alle otto in punto.

Trascorsero quindi la mattinata in piscina.
Fu particolarmente piacevole perché era quasi deserta quel giorno; oltre a un paio di coppie più o meno coetanee, c'era una famiglia con figli, cosa anomala per quella struttura. La ragazza poteva avere 22-23 anni, il fratello invece era sicuramente più piccolo e Renzo stimò potesse averne 19-20. Occupavano le sdraio a una decina di metri da loro. I genitori erano assorti nelle rispettive letture, la ragazza invece alternava telefonate a messaggi con amiche.
Il figlio, visibilmente annoiato, non faceva assolutamente nulla salvo mostrare una certa insofferenza.
Anna e Renzo chiacchieravano tra loro e lei con le sue forme e i suoi ricci biondi non ci mise molto ad attirare l'attenzione del giovane. Renzo se ne accorse subito: l'espressione del ragazzo infatti non era più quella di un adolescente annoiato trascinato dai genitori in una vacanza non desiderata, ma quella di un giovane maschio in piena ormonale e non staccava gli occhi un istante dalla sua bella moglie.
Renzo adorava quelle situazioni: per lui era il miglior complimento che gli potesse venir fatto! E probabilmente aveva ragione.
Ne parlò con Anna, anche lei si era accorta dell'interesse del ragazzo ma non sembrava darci peso.
La cosa divenne ancora più evidente quando iniziò a spalmare la protezione solare sulla schiena di lei, sdraiata supina al suo fianco. Renzo le slacciò la parte superiore del costume catalizzando ulteriormente l'attenzione del giovane e poi, divertitosi abbastanza, accennò un sorriso complice.

Trascorse un'oretta circa, le altre coppie lasciarono la piscina e dopo non molto anche la famiglia iniziò a piegare i teli e a rimettere in ordine le cose che avevano portato. La ragazza fu la prima a incamminarsi, mentre i genitori si fermarono qualche secondo a parlare con il figlio raccomandandogli di non fare tardi a pranzo. Non era rimasto nessun altro ormai ed era abbastanza chiaro il motivo per il quale il ragazzo aveva voluto restare: continuare a godersi lo spettacolo, reso ancora più interessante dal fatto che Renzo, con serena noncuranza, aveva spostato gli slip del costume di Anna riducendoli praticamente a un tanga... Solo per una migliore abbronzatura naturalmente!
Renzo intanto continuava a interrogarsi sull'età del loro spettatore... Aveva dei dubbi sul fatto che fosse maggiorenne ma senza un minimo d'interazione non avrebbe potuto farsi un'idea precisa.
Prese dunque l’iniziativa e improvvisò qualcosa. Non un granché a dire il vero, ma trattandosi di un ragazzo in preda agli ormoni, probabilmente il pretesto sarebbe risultato convincente.
Si alzò di scatto e dopo aver accennato un "Reggimi il gioco" alla moglie si avvicinò al giovane sorridendo e disse: "Scusa, posso chiederti una cortesia? Vedi, ho una fastidiosissima tendinite a entrambi i polsi..." (stava quasi morendo dal ridere nel dirlo) "Ma dovrei aiutare mia moglie con la protezione solare... Saresti così gentile da darci una mano e spalmargliela tu sulla schiena?".
L'espressione del giovane era da incorniciare, fu così sorpreso da quella richiesta che rimase ammutolito qualche secondo prima di riuscire a trovare il coraggio di rispondere "Sì... Certo". Tornarono quindi vicino ad Anna e lei, che aveva ascoltato divertita, accolse il loro aiutante con uno "Ciao!... Grazie".
Il ragazzo si sedette sulla sdraio accanto e Renzo gli porse la crema solare.
Per metterlo più a suo agio gli fecero qualche domanda mentre lui iniziava con molto imbarazzo a spargere la protezione sulla parte superiore della schiena di Anna. Quasi balbettando disse di chiamarsi Fabio e raccontò ciò che avevano intuito poco prima: non era molto felice di quella seppur breve vacanza con i suoi.
Inoltre nel pomeriggio avevano in programma di andare fuori a visitare la città a una trentina di chilometri dalla masseria.

A reggere la conversazione era per lo più Renzo, Anna a dire il vero sembrava troppo rilassata per partecipare attivamente.
Fabio, sia per timidezza, che per timore di andare troppo oltre, si era limitato alla schiena e alle spalle, mentre Renzo rimasto in piedi a chiacchierare faceva attenzione che non arrivasse gente.
"Va bene così?" Chiese Fabio e Renzo prontamente rispose "Beh se non ti spiace ne spalmeresti un po' anche più giù, dove c'è il segno del costume?"
Le guance di Fabio divennero rosse e riuscì a malapena a sibilare un "ok".
Iniziò dalle cosce e pian piano prese coraggio avendo ormai capito che si poteva fidare delle persone che aveva davanti.
Con movimenti lenti e un po' impacciati fece risalire le sue mani sulle natiche di Anna per poi scendere di nuovo sulle gambe.
"Non ti fare problemi, te lo abbiamo chiesto noi" precisò Renzo. "Spalma bene ovunque, Non ti preoccupare".
D'altronde era l'unico modo per superare la sua timidezza.
Le mani di Fabio presero ancora un po' di crema e iniziarono a risalire lentamente, accarezzando via via con più energia le natiche di Anna che sospirava senza dire nulla.
Continuò ancora per un paio di minuti infilando sempre più le dita sotto gli slip del costume, fino a sfiorare più volte le grandi labbra che ben presto iniziarono a inumidirsi.
Renzo iniziò a eccitarsi essendo il desiderio del ragazzo ormai evidentissimo: non solo il suo tocco era diventato più rapido e fermo, ma i suoi boxer non riuscivano a celare un'evidente erezione.

Fabio rendendosi conto della sua condizione terminò il massaggio e a quel punto Renzo decise di giocare il carte scoperte: "Fabio sai mantenere un segreto?"
-"Sì, certo"
-"Mi chiedevo... Non riusciresti a inventare una scusa per restare qui oggi pomeriggio? Sei un ragazzo gentile e simpatico, ci piacerebbe ricambiare il favore che ci hai fatto offrendoti qualcosa da bere in stanza da noi. A proposito, scusa la domanda, sei maggiorenne giusto?"
-"Sì... Ho 19 anni... Okay, grazie, ci provo per oggi! Non ho proprio voglia di andarmene in giro coni miei ad annoiarmi!"
-" Bene...ancor più che ad Anna sembra sia piaciuto il tuo tocco... Magari ti potrebbe chiedere il bis tra una chiacchiera e l'altra. Ma nel caso, ovviamente, che rimanga tra noi, mi raccomando"
-"Sì ovvio... Ci mancherebbe"
-"Bene il nostro è il bungalow numero cinque, se riesci a liberarti ti aspettiamo lì alle 18:00 ". Fabio sembrava incerto, era a tempo stesso attirato e frenato, glielo si leggeva in faccia. Per questo Renzo, sempre abile a leggere le espressioni dei suoi interlocutori, aggiunse: "Io poi dovrò allontanarmi per qualche minuto, spero non ti dispiaccia... Ho da fare delle telefonate importanti di lavoro ".

Ci aveva azzeccato: il viso di Fabio si distese all'istante. D'altronde era solo un ragazzo, non poteva certo essere a suo agio con lui presente.
Quando si congedarono dal loro nuovo amico, Anna con tono secco gli disse: "Scusa, cosa ti viene in mente? Hai intenzione di lasciarmi da sola con un ragazzetto? Ma ti rendi conto? Stai esagerando... E non sono neanche convinta abbia davvero 19 anni a dirla tutta!"
Renzo replicò: "Amore è un ragazzo... Non si sarebbe sentito a suo agio con me sempre presente, renditi conto! Mi sono semplicemente messo nei suoi panni, alla sua età anch'io mi sarei fatto mille problemi. Sai cosa facciamo? Dopo un po' che è da noi, io mi allontano con la scusa che ho già anticipato... Ma in realtà rimango fuori, accanto alla finestra. Così vi guardo e tu ti senti più tranquilla. E lui non si sentirà a disagio. Vediamo cosa succede, ok? "
Anna non sembrò molto convinta e si limitò a un "Mah...intanto stiamo a vedere se si presenta all'appuntamento".

Alle 17:50 bussarono alla porta del bungalow numero cinque: era Fabio, addirittura in anticipo.
Esordì con un "Missione compiuta, ho detto che ero stanco e non mi andava. Se ne sono andati senza di me ".
Renzo lo fece accomodare e gli offrì una birra. Il bungalow era piccolo ma accogliente, vicino al letto c'era un tavolino basso con un paio di sedie e l'ospite ne occupò subito una.
Anna si sedette ai piedi del letto.
Era bella come sempre...e particolarmente invitante: aveva fatto la doccia dopo la piscina ed era tutta fresca e profumata.
Indossava una vestaglietta corta e trasparente con sotto un completo intimo decisamente provocante.
Sorrideva in modo cordiale, anche se dentro di sé era decisamente contrariata.

Sebbene apprezzasse la fantasia del marito, alcune sue iniziative la lasciavano molto perplessa.
Questa ad esempio: aveva compreso il gioco proposto, sembrava divertente... Ma se lui si fosse allontanato non sarebbe stata una specie di scambio separato? Erano sempre stati per la condivisione!
Invece ora con molta probabilità si sarebbe ritrovata da sola a gestire la situazione e ne temeva la possibile evoluzione.
E a lui davvero non dava fastidio lasciarla da sola col ragazzo? Questa forse era la cosa che meno digeriva dell'intera faccenda. Inoltre c'era un altro dettaglio da non poco che l'aveva lasciata davvero basita.
Poco prima avevano infatti parlato del possibile proseguo del gioco: lei era per una cosa non impegnativa, lui come al solito non voleva mettere alcun limite, anzi.
- "Renzo anche volendo, ti faccio presente che non abbiamo profilattici e dubito che un ragazzetto in viaggio con i genitori ne abbia portati con sé! Ammesso poi che lui per primo si aspetti chissà cosa. Mi è sembrato un po' impacciato! "
E la risposta del marito qual era stata?
Che tanto rischi di gravidanza non ce n'erano e sicuramente, data l'età del ragazzo, non c'era praticamente neanche rischio di malattie di alcun genere.
Ma ci rendiamo conto? Renzo sapeva essere così superficiale a volte, quasi irritante. Mentre lei era sempre estremamente cauta e riflessiva. La indisponevano molto certe uscite del marito.

Dopo un po' di chiacchiere Renzo esordì: "Fabio scusa la sfacciataggine... Lo dico io perché mia moglie in realtà è una donna timida... Ma credo lei abbia trovato davvero rilassante il modo in cui le hai spalmato la protezione solare stamattina... Ti andrebbe di ripetere? Magari una specie di massaggio... Non occorre usare nulla stavolta"
-"Sì è vero" confermò Anna, "mi piacerebbe... Solo se ti va, naturalmente"
-"Va bene" rispose con un mezzo sorriso Fabio.
Anna si tolse la vestaglia e si stese sul letto supina.
Il completo che indossava era davvero sexy e per un attimo Renzo fu tentato a saltarle addosso, quasi dimentico dell'ospite...

Poi si riprese e capì che era giunto il momento di uscire di scena.
-"Scusate io mi allontano per qualche minuto... Come vi avevo detto devo assolutamente fare delle telefonate. Mi ci vorrà un po' sicuramente... Magari vi avviso quando sto rientrando".
Anna nascose a malapena il suo disappunto.
A Fabio invece non sembrava vero, tanto che non riuscì a trattenere un sorrisetto ebete. Quei due erano una coppia davvero strana... Però erano simpatici...e lei era davvero una bella donna.
Chissà se avrebbe potuto accarezzarla meglio adesso... Magari toccare quel suo seno invitante che aveva ammirato così a lungo la mattina senza poterlo toccare.

Renzo si dileguò.
Uscì dal bungalow e si andò a piazzare vicino alla finestra che dava su un piccolo cortile interno.
Da quella posizione vedeva tutto benissimo e ciò, insieme alle tende semi chiuse della finestra, gli permetteva di godersi lo spettacolo senza essere visto né da eventuali passanti né dallo stesso ospite, che peraltro avrebbe avuto il suo bel da fare piuttosto che rivolgere lo sguardo al di fuori della stanza.
Anna sganciò il reggiseno dando nuovamente la schiena e il sodo sedere al ragazzo.
Fabio si mise subito all'opera, ma qualcosa era cambiato... Il suo tocco adesso sembrava più deciso.
Manteneva una certa delicatezza ma era meno incerto rispetto alla mattina.
La conversazione lasciò spazio alla musica sottofondo che aveva acceso Renzo uscendo.
Le mani di Fabio accarezzarono a lungo la schiena di Anna, poi scesero senza indugi sul suo culo e iniziarono a stringerlo sempre di più.
Anna iniziò a lasciarsi andare...era una situazione insolita ed eccitante.
Sentiva le dita di Fabio spingersi sempre più dentro sfiorando più volte la vulva.
Si stava bagnando, era stupita lei stessa della velocità con cui si stava eccitando. Fabio a quel punto osò ancora di più e infilò delicatamente un dito dentro ad Anna.
A quel punto lei si girò e fece scivolare via il reggiseno offrendosi completamente al suo ospite.
Le mani del ragazzo corsero vogliose sul suo seno e iniziarono ad accarezzarlo e stringerlo in tutti i modi possibili.
Lei gli tolse la maglietta e cominciò a esplorare il suo giovane corpo.
Ma mentre faceva questo iniziò a chiedersi a cosa stesse pensando il marito.
Stava vedendo tutto? La cosa gli piaceva davvero? Beh alla fine lo aveva voluto lui... Sarebbe stato sciocco da parte sua farsi tanti problemi.
E poi voleva metterlo alla prova.
Era davvero così aperto al gioco, oppure recitava solo una parte per poi irrompere sul più bello interrompendo tutto?
Era proprio curiosa di scoprirlo.

Mentre la bocca di Fabio baciava il suo seno e succhiava con avidità i capezzoli turgidi, gli sbottonò i pantaloni e sfilò con essi anche gli slip, scoprendo una dotazione di tutto rispetto e soprattutto una notevole erezione! Quella vista le fece venire voglia di assaggiare...di prenderglielo subito in bocca...e così fece.
Prima lo leccò a lungo, mentre con una mano gli accarezzava i testicoli e con l'altra stringeva le natiche.
Poi, quando ebbe l'impressione che lui fosse al massimo dell'eccitazione, si fermò, si tolse anche lei gli slip e si lasciò completamente andare.
Voleva vedere come si sarebbe comportato...e desiderava anche prolungare il gioco, non voleva masturbarlo subito.
Fabio si sentiva in paradiso, provava un misto d'incredulità ed eccitazione, era letteralmente in trance.
Scese con la bocca sul pube di Anna e iniziò a baciare e leccare l'interno delle sue cosce, senza però mai poggiare la lingua sul clitoride, come invece lei sperava facesse.

Dal canto suo anche Anna era incredula: si sentiva eccitatissima come mai avrebbe immaginato possibile con un "ragazzetto", come lo chiamava lei.
Forse era merito di quel suo lato perverso che era sempre brava a reprimere, facendolo affiorare solo in rarissime occasioni, chissà. O forse la eccitava il gioco organizzato dal marito?
O forse ancora, a eccitarla era l'idea di punirlo in qualche modo per la sua superficialità?
Decise di spegnere il cervello e abbandonarsi del tutto. Afferrò con decisione il ragazzo e lo accolse tra le sue gambe.
Gli prese con una mano il pene durissimo e lo guidò dentro di sé. Era così bagnata che entrò senza alcuna resistenza mentre lui iniziò presto ad ansimare.
Poi gli afferrò entrambi i glutei e li strinse con desiderio mentre lui iniziava a dare colpi sempre più forti.
Anna non pensò più a nulla: né alla mancanza del preservativo, né al marito che guardava, né alla giovane età del ragazzo. Pensò solo a se stessa. Ed ebbe un primo orgasmo fortissimo.
Fabio era un treno, continuava a martellarla sempre più forte senza perdere il ritmo, anzi aumentando ancor più la velocità.
Anna venne di nuovo, gridando come non avrebbe voluto.
Il ragazzo non si fermava: spingeva, ansimava e spingeva.
Anna stava venendo per la terza volta quando finalmente Fabio esplose dentro di lei. Si sentì completamente allagata, una quantità enorme di sperma caldo la stava letteralmente inondando...
Fu allora che venne di nuovo e fu scossa da fremiti violenti tanto da sentire il bisogno di stringere a sé quel giovane corpo, così estraneo e dolce al tempo stesso.
Le sue mani salirono fino alla testa del ragazzo per accarezzargli i capelli mentre lui si abbandonò su di lei appoggiando il viso sul seno.
Fabio rimase dentro di lei per alcuni minuti. Scambiarono qualche parola fino a che lei non lo fece stendere al suo fianco.

E intanto Renzo? Nulla! Non capiva se fosse ancora dietro la finestra o se ci fosse mai stato. Ebbe anche questo dubbio in effetti...e poi dato che avevano finito, perché non tornava?
A che gioco stava giocando?
Si stava per innervosire… A distrarla da quei pensieri fu involontariamente Fabio.

Mentre parlavano continuava ad accarezzarla sulle braccia, sulla schiena, sul seno... Sembrava quasi avere ancora voglia. Ed era così: il suo pene aveva ricominciato a gonfiarsi e stava già tornando alle dimensioni precedenti.
Anna non ci poteva credere, ma le faceva piacere l'effetto che provocava in quel giovane uomo immaturo.
E poi, dato che Renzo non rientrando stava tirando un po' troppo la corda, decise di prendere di nuovo in mano il pene di Fabio che subito ritornò duro come la pietra. Ricominciò a leccarglielo, iniziando ad assaporare quell'ultima goccia di sperma che fuoriusciva dalla punta, per poi riprenderlo in bocca completamente. Continuò così a lungo, e all'improvviso ebbe voglia di sentire in bocca il sapore del suo sperma.
Voleva anche che il marito vedesse cosa stava facendo al ragazzetto, visto che ci teneva tanto.

Fabio intanto le stringeva il seno e le passava le mani per i capelli mentre lei succhiava sempre più avidamente.
Non gli ci volle molto per raggiungere un nuovo orgasmo e Anna dovette ingoiare più volte perché, incredibile a dirsi, anche questa volta la quantità di seme fu davvero notevole.
Dopo aver mandato giù fino all'ultima goccia, continuò a leccarlo per un po' e poi gli rimase distesa a fianco a parlare mentre continuava ad accarezzargli il pene.
Dopo una decina di minuti abbondanti ricominciò a chiedersi che fine avesse fatto il marito... La cosa stava davvero andando oltre il limite previsto.
Passò ancora qualche minuto e intanto non si era quasi accorta che il pene di Fabio non si era completamente ammosciato nonostante il bel lavoro fatto.
Anzi, a dirla tutta, era in qualche modo invitante e Anna non poté fare a meno di ricominciare a toccarlo quasi per gioco.

A quel punto però, voleva capire davvero che fine avesse fatto il marito.
Si alzò con la scusa di chiudere la finestra e...sorpresa!
Renzo era lì e sorrideva tutto contento.
Fece anche segno di approvazione col pollice alto. Ma che stronzo!
Neanche un pizzico di gelosia?
Il ragazzo le era venuto prima dentro e poi in bocca e lui se ne stava beato a godersi lo spettacolo.
Ricambiò quindi il gesto del marito con un'espressione provocatoria e chiuse completamente finestra e tende, impedendo del tutto la visuale.

Si riavvicinò a Fabio, controllò che la sua erezione fosse di nuovo piena, lo accarezzò ancora e quando vide che era pronto si mise a pecora davanti a lui.
Il giovane, abbandonato ogni residuo di timidezza ormai, la prese dai fianchi ed entrò con forza dentro di lei.
Anna emise un gemito misto di dolore e piacere.
Fabio cominciò a martellarla, lei godeva da morire ed ebbe due orgasmi di fila.
Si sentiva un po' stanca, ma le piaceva ciò che stava vivendo...
Venne ancora... Una terza e poi una quarta volta. Si sentì di nuovo inondata dallo sperma del ragazzo, questa volta meno abbondante delle precedenti.
Le piacque da impazzire l'idea di essere riempita ancora...e questa volta il piacere era solo suo, Renzo non poteva guardare.

Quella sera Renzo desiderò Anna come non mai.
Al suo rientro non trovò Fabio ma solo la moglie con un'aria complice e al tempo stesso di sfida. Non si parlarono quasi per nulla.
Lei disse che voleva farsi la doccia perché sentiva lo sperma del "ragazzetto" colarle dalla vagina.
Fu a quelle parole che Renzo la tirò a sé e la baciò con passione.
Lei rimase stupita, piacevolmente.
Poi lui la girò di spalle e la fece piegare carponi.
Le leccò a lungo il clitoride e la vulva e poi disse: "Non so cosa avete fatto alla fine, ma adesso voglio la mia parte!".
Le entrò dentro con foga e cominciò a darle una serie di colpi vigorosi e secchi.
Anna venne rapidamente.
Renzo continuò e dopo poco vennero insieme.
Urlarono di piacere entrambi, ma Anna godette ancora di più all'idea di avere contemporaneamente dentro di sé il seme di due uomini diversi... Così diversi!

Il mattino dopo la sveglia suonò alle 7:00. Erano rimasti in camera la sera precedente, esausti per la stanchezza, soprattutto Anna. Non avevano neanche cenato, ma Renzo aveva avuto la lucidità di ricordarsi dell'appuntamento del giorno successivo e aveva programmato la sveglia per quell'ora.

Gli ci volle un bel po' per far riprendere Anna, che protestò non poco.
-"Amore alle otto abbiamo il servizio in camera, ricordi?"
-"Cosa? Va bene ma ieri abbiamo fatto sesso abbondantemente... Cosa ti aspetti adesso? Quando il tipo arriva, ti fai dare il vassoio e lo mandi via ".
-"Però non è molto carino comportarsi così, gli abbiamo creato delle aspettative. Almeno un minimo concediamoglielo!"
-"Tu non hai proprio il senso della misura, è chiaro!"
-"Ascolta, facciamo una cosa semplice, anche perché non abbiamo avuto modo di pensare a nulla e tu sei comprensibilmente stanca. Ti fai trovare a letto e fingi di dormire, io lo provoco un po' e vediamo cosa succede...e dai... Siamo in vacanza dopo tutto!"
-"Alla faccia della vacanza! A me sembra una no stop del sesso! Ok, senti... Ma non ho voglia di fare nulla, ieri il ragazzetto è stato impegnativo".
Così dicendo si ributtò sul letto nuda e si coprì solo con lenzuolo, sdraiandosi sul fianco in modo da dare alle spalle all'ingresso.
Ancora una volta era contrariata dall’intraprendenza del marito...dalla sua tracotanza organizzativa, se così si può dire.

Alle 7:45 bussarono alla porta.
Non alle 8:00. Però, pensò Renzo, che puntualità questi maschi arrapati! Davvero encomiabili!
Era il cameriere del giorno prima, corredato di sorriso smagliante e vassoio completo di ogni ben di Dio.
Un bel ragazzo, nulla da ridire, e rispetto al giorno precedente aveva anche un'aria più spavalda.
Forse aveva avuto il tempo di prepararsi psicologicamente alla cosa.
Renzo lo accolse con cordialità e parlando a bassa voce disse "Grazie, puoi posare il vassoio sul tavolino, come vedi mia moglie dorme ancora... Ha il sonno così pesante" (complimentandosi mentalmente con se stesso per l'indubbia capacità sviluppata negli anni di sparare gigantesche cazzate pur di creare situazioni intriganti, riuscendo a conservare nel contempo un'espressione assolutamente seria e convinta).
Gli occhi del cameriere volarono all'istante sul corpo di Anna che, grazie alla reale stanchezza, simulava un sonno profondo quasi credibile.
Sentendo bussare alla porta Renzo aveva avuto la premura di abbassare il lenzuolo fino a poco sotto i fianchi della bella moglie lasciando così a piena vista la montagna di riccioli biondi che scendevano sulla schiena dalla pelle chiara.
Lei, ancora sul fianco, lo aveva lasciato fare.
Questa pertanto era la visione che si presentava allo spavaldo giovane, il quale, dopo aver poggiato il vassoio sul tavolino, rimase qualche secondo in contemplazione, incapace sia di distogliere lo sguardo dalla sinuosa schiena di Anna, sia di simulare un seppur minimo d'indifferenza e professionalità.

Ma in certe situazioni il tempismo era un elemento fondamentale e Renzo lo sapeva bene.
Il saper dire o fare la cosa giusta al momento giusto, senza tergiversare troppo, era essenziale.
Fu così che poggiandogli una mano sulla spalla, quasi come fossero vecchi amici, bisbigliò: "Se ti va puoi accarezzarla... Come ti ho detto ha il sonno pesante, non si accorgerà di nulla, te lo assicuro".
Poi aggiunse: "Per me non ci sono problemi, ti capisco benissimo...È molto bella...e io, anzi, lo prenderei come un complimento da parte tua".

Il cameriere a quel punto si sedette sul letto e con cautela iniziò a sfiorare la schiena di Anna.
Lei fece un lieve sobbalzo e poi continuò a restare immobile...ma anche se spontaneo quel movimento fu quasi un segnale: fu subito chiaro che probabilmente non dormiva davvero ma era disposta a ricevere quelle avance.
Il dubbio che attraversava la mente del loro nuovo ospite era solo fino a che punto avrebbe potuto spingersi.
Continuò ad accarezzare la schiena della donna, con tocco leggero, usando solo i polpastrelli, e dopo poco si spinse sui lombi indugiando più tempo per poi poggiare finalmente l'intera mano.

Renzo fece un passo indietro e lo esortò a continuare, dicendo che lei avrebbe gradito di certo.
Ormai il gioco era chiaro.
Il giovane avvicinò le labbra a quella pelle chiara e profumata e iniziò a baciarla su tutta la schiena.
Prese a darle dei piccoli morsi delicati, partendo dalle spalle fino ad arrivare ai fianchi.
Poi i morsi lasciarono spazio alla lingua con la quale iniziò a pennellare i lombi e i fianchi. Contemporaneamente infilò una mano sotto il lenzuolo afferrandole le natiche con voluttà.

Anna era percorsa da brividi di piacere e non resistette a lungo: si girò mantenendo gli occhi chiusi e offrì il suo corpo interamente. La lingua del cameriere si spostò sul suo inguine e poi sulla vagina, mentre le mani afferrarono i capezzoli e iniziarono a tirarli e stringerli, prima delicatamente e poi via via con maggior forza.
Anna era bagnatissima, ormai non resisteva più: prese con le mani la testa del giovane e la spinse con decisione tra le sue cosce, invitandolo con un filo di voce a non fermarsi.
Renzo osservava in disparte, attendendo il momento giusto per unirsi a loro.
Anna dopo poco ebbe un primo orgasmo e cercò di fermarsi, ma il ragazzo continuò imperterrito, provocandole ancora più piacere e facendola bagnare ancora di più. C'era un solo modo per fermarlo, perciò aprì gli occhi, gli sbottonò i pantaloni e prese in mano il suo membro in piena erezione.
Lo accarezzò e iniziò a spostare lo sguardo dagli occhi dell'ospite a quelli del marito in una sorta di ping pong di desiderio e perversione.

Renzo si avvicinò già con i pantaloni abbassati e Anna prese in bocca subito quello del marito e poi quello dell'altro, smanettandoli entrambi contemporaneamente.
Il ragazzo, chino su di lei, le infilò due dita dentro e la masturbò energicamente fino a farla venire di nuovo.
Lei continuò a prendere in bocca i due membri… Ma quando si accorse che il giovane stava tirando fuori un preservativo, fece cenno di no: "Voglio che mi vieni addosso".
Pochi secondo dopo il ragazzo iniziò a schizzare fortissimo e lei diresse il getto sul suo seno continuando a masturbarlo fino a che non si fu svuotato del tutto.
Poco dopo, mentre si stava spalando con una mano lo sperma dello sconosciuto sul seno, venne anche Renzo... Ma a lui concesse di farlo dentro la sua bocca.

Mentre si ricomponevano, Anna, con un sorriso malizioso, disse "Mi dispiace, ma ieri qualcuno mi ha letteralmente sfondata e non me la sentivo di prenderlo dentro...spero ti sia piaciuto lo stesso".
Il cameriere si abbandonò a una risata fragorosa lanciando uno sguardo complice al marito della donna.
Ma Renzo sapeva che il riferimento di Anna non era a lui... Incassò sportivamente la frecciata e sorrise a entrambi.


Epilogo.

Ore 9.00 del giorno successivo.
Anna e Renzo stavano facendo colazione al solito tavolo quando a un tratto sentirono delle voci provenire da parcheggio poco distante.
Riconobbero quella di Fabio che discuteva con i genitori mentre stavano caricando i bagagli in auto per la partenza.
Fabio si lamentava perché non gli era stata data la possibilità di partire con gli amici per un viaggio in auto all'estero.

Ma Anna e il marito rimasero colpiti soprattutto dalla risposta della madre: "Fabio, smettila! L'anno prossimo, quando sarai maggiorenne, potrai fare le vacanze che vuoi e con chi vuoi!".

Renzo scoppiò a ridere: "17, cazzo...altro che 19!".
Anna prima lo guardò severa e poi si mise una mano sulla fronte in segno di rassegnazione.
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