Un pomeriggio di studio 2
La prima fu Valentina che salì a cavalcioni sopra di me ed indirizzò il mio cazzo nella sua fessura pelosa ed umida; Alessia, invece, si posizionò sopra la mia bocca, per farsi leccare la sua fighetta rasata. Così mentre la mia lingua roteava sul clitoride di Alessia, che mugolava dal piacere, Valentina si muoveva delicatamente sopra di me, assaporando ogni piccolo movimento. Anche Alessia, però, voleva la sua parte e le posizioni s'invertirono; ora la mia bocca era alle prese con i “peli” di Valentina, che nel frattempo non rimaneva passiva, ma iniziò a leccare le tette dell'amica, seduta sopra il mio cazzo, già nella su fighetta, umida di umori e della mia saliva. Alessia, però, a differenza dell'amica, accompagnava ogni suo movimento con dei “si, si” di piacere, alzando il livello di eccitazione. Sentii che stavo per venire e le avvisai; Alessia e Valentina scesero da sopra di me, mi fecero alzare e s'inginocchiarono all'altezza del mio cazzo, che, a turno, spariva nella loro bocca, arrivando sempre più vicino al punto finale. Lo leccavano divinamente ed in pochi secondi mi portarono all'orgasmo, avvisandole “Vengoooo!”. Spalancarono la bocca e Valentina ricevette il mio caldo liquido che le arrivò sino in gola, ma non ne perse nemmeno una goccia; lo passò poi, attraverso un incredibile bacio saffico, ad Alessia, che condivise così il mio liquido. Lo bevvero tutto, poi ripulirono il mio cazzo leccandolo per qualche secondo, ma il lavoro non era completato. Dovevo portare all'orgasmo loro due; così le feci sedere sul divano a gambe aperte e, mentre con una mano penetravo la fighetta di Valentina, con la bocca leccavo avidamente quella di Alessia, invertendo, poi, i ruoli. In poco tempo, anche loro due, arrivarono al punto di scoppiare; la prima a venire fu Alessia. Aumentai la velocità della penetrazione con le dita e mi avvicinai con la bocca per ricevere quel prezioso liquido, che mi finì su tutto il viso, mentre Alessia si contorceva dal piacere. Mi concentrai, poi, su Valentina, a cui riservai lo stesso trattamento fatto poco prima all'amica; anche lei, dunque, in poco tempo, sotto la sollecitazione della mia bocca e delle dita, esplose in un orgasmo, meno potente di Alessia, ma pur sempre piacevole.
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