trio
Una serata particolare.
30.11.2025 |
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"Apro la portiera posteriore e vedo te, accucciata sul suo cazzo, mentre Marco rimane con la mano infilata sotto la tua gonna, impegnato ad accarezzarti in profondità..."
Ci diamo appuntamento nel parcheggio del centro commerciale, intorno alle 22: a quell'ora non c'è più nessuno, quasi si può godere di una certa bellezza post industriale. Arriviamo quasi contemporaneamente. Tu non sai cosa aspettarti. Ti ho solo detto che avevo voglia di vederti e giocare un po'. Ci dirigiamo verso un locale all'aperto: è caldo e vogliamo bere qualcosa all'aria aperta.
Arrivati, notiamo che non è strapieno come al solito.
Ci dirigiamo verso un tavolo ed ordiniamo da bere. Intanto parliamo delle rispettive giornate, degli impicci quotidiani.
Ma io ho voglia di te.
Da sotto il tavolino comincio a strusciare la mia gamba sulla tua coscia nuda.
Ad un tratto, mi accorgo di un ragazzo seduto poco distante da noi che guarda svogliatamente il cellulare mentre si guarda attorno.
Con gli occhi ti indico il tipo e tu volgi lo sguardo e ti accorgi di lui.
Senza dirti nulla, attacco discorso con lui, cogliendo l'istante in cui lui torna a guardarsi attorno dopo aver visto che dal suo cellulare non arrivava il messaggio che attendeva.
Scambiamo alcune battute, giusto per rompere il ghiaccio.
Lui dice di chiamarsi Marco, che stava aspettando un'amica ma che alla fine non si è presentata. La chiacchierata va avanti, tra una battuta e l'altra. Alla fine ordino da bere per tutti e tre. Il caldo si fa sentire e la sete aumenta. D'un tratto, visto che dialogare con lui sembra piacevole, propongo di andare in qualche altro posto.
Tu mi guardi interdetta, così come Marco sembra spiazzato, ma alla fine accetta di buon grado....
Ci dirigiamo verso la macchina. Io, con delle bottiglie di birra, vi invito ad accomodarvi nei sedili posteriori. Tu allora capisci il gioco.
Apro lo sportello e, dopo avervi assegnato le bottiglie, vi accomodate dietro. "Prego signori!" Dico io, scimmiottando uno chauffeur provetto.
Entra Marco, poi tu. Chiudo la portiera e mi metto alla guida, mentre voi cominciate a bere e tu nel frattempo cominci a flirtare con Marco che, a dire il vero, rimane interdetto.
Lo vedo dallo specchietto retrovisore, mentre tu cominci ad abbracciarlo strusciandoti su di lui e lui che spalanca gli occhi: nella penombra dell'abitacolo, grazie al bagliore di un'auto che anonima incrociamo, lo guardo e gli strizzo l'occhio con fare complice. E lui si lascia andare.
Mentre giro per i tornanti, vedo dallo specchietto che tu assecondi le curve abbandonandoti su di lui. Avete smesso di parlare. Ti vedo quando iniziate a baciarvi, accecati dall'alcol e dall'eccitazione. Lo intravedo mentre ti mette le mani sui seni, slacciandoti la camicetta bianca che porti. Sento i tuoi sospiri sempre più profondi. Poi d'un tratto, lui con la mano sinistra dietro la tua nuca ti spinge verso il basso. Lo sento che trattiene il sospiro dopo che, per un po', ti vedo indaffarata a slacciargli i pantaloncini corti che indossa. E sento quando inizi a succhiarglielo. Sento Marco che trattiene il sospiro per poi trattenersi per evitare di godere in fretta: vuole godersi il momento. Ed anche tu vuoi che duri quel momento.
Mentre voi iniziate a darci dentro, io continuo a guidare, cercando uno spiazzo che consenta di fermarmi ed unirmi a voi.
Lo trovo, metto la freccia e mi infilo in quello che è l'ingresso ad un campo.
Mi posiziono in maniera tale da rimanere nascosto dalle altre auto, con discrezione.
Fermo la macchina.
Scendo dal posto di guida e vengo dietro con voi. Apro la portiera posteriore e vedo te, accucciata sul suo cazzo, mentre Marco rimane con la mano infilata sotto la tua gonna, impegnato ad accarezzarti in profondità. Vi sento ansimare entrambi eccitati. Ma sono eccitato anche io.
Mi avvicino a te e Marco allontana la mano, tornando ad accarezzarti la nuca mentre continui a succhiare avida.
Io mi avvicino e comincio ad accarezzarti il culo. Tu ti accomodi, ti piace sentire quattro mani che accarezzano il tuo corpo caldo.
Osservo il tuo culo, lo allargo e comincio a baciarlo. Comincio a leccare il tuo fiorellino, poi piano piano mi sposto verso la tua fica, che gronda di piacere. Sento il tuo profumo, lecco il tuo piacere e ti sento fremere e gemere, mentre continui a succhiare Marco, che a sua volta ansima profondamente. Ad un tratto, non riesco più a trattenermi. Ho il bisogno di scoparti mentre stai succhiando. Abbasso i pantaloni e sento il mio cazzo durissimo. Lo avvicino alla tua fica, lo struscio un po', lubrificandolo con i tuoi umori copiosi. Poi con un colpo secco, ti penetro in profondità. Sento il calore. Sento che sei fradicia. Ti sento godere. Spingi il tuo pube verso di me, mentre continui a succhiare Marco. Io continuo finché posso, poi per evitare di godere, esco da te e punto sul tuo culo. Marco intanto si gode quel pompino magistrale, rimediato in una sera in cui sembrava che tutto rischiava di essere stato piatto e noioso.
Comincio a scoparti il culo. Sento che ti piace perché tu assecondi il mio ritmo, spingendo verso di me.
Il ritmo del tuo respiro sta aumentando. Sento che tutti e tre siamo arrivati al limite. Io accelero il ritmo. Tu oramai stai assecondando l'arrivo dell'orgasmo. Marco pare non respiri più.
E d'un tratto tutto accade. Tu ti lasci andare ad un gemito continuo. Staccandoti dal cazzo di Marco, cominci ad esclamare "Non ti fermare! Cazzo! Si! Si!".
Anche Marco è arrivato al limite.
E mentre tu esplodi nell'orgasmo, anche Marco comincia a schizzarti in bocca, in faccia, sui capelli. Ed io, guardandovi e sentendovi, comincio a scaricarmi tutto nel tuo culo, mentre con la mano sinistra cerco di infilare più dita possibili nella tua fica che è oramai un pozzo di piacere.
Finiamo così tutti ansimanti, grondanti di sudore, impregnati di piacere. Piano piano ci stacchiamo. Tentiamo di ricomporci. Quasi in silenzio, riprendiamo ognuno il proprio posto. Riaccendo la macchina e torno al locale. Marco scende, salutandoci trasognato. Noi riprendiamo la strada, per tornare alla tua macchina. Percorriamo la strada in silenzio. Giunti a destinazione, accosto vicino alla tua macchina. Prima di salutarti, ho voglia di baciarti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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