trio
Il Regalo di Sara-2– cap. 6– La telefonata
Noxen
20.06.2026 |
54 |
0
"Poi domandò con dolcezza:
«È una cosa che ti spaventa?»
Sara voltò lo sguardo verso di me..."
Mi svegliai prima di lei.La luce del mattino filtrava attraverso le tende, disegnando sul soffitto riflessi dorati che si muovevano lentamente.
Sara dormiva ancora, distesa su un fianco, con una mano sotto il cuscino e i riccioli sparsi sul volto.
Aveva un'espressione incredibilmente serena, quasi infantile.
Rimasi qualche minuto a osservarla.
Mi sembrava impossibile che quella donna ironica, brillante e piena di energia riuscisse a sembrare così fragile mentre dormiva.
Fu il telefono a rompere il silenzio.
Vibrò sul comodino.
Sara aprì lentamente gli occhi.
Guardò il display.
Sorrise ancora prima di rispondere.
«È Luca.»
Mi guardò per un istante, come a chiedermi silenziosamente se mi desse fastidio.
Scossi appena la testa.
Lei rispose.
«Buongiorno...»
Dall'altra parte arrivò la voce calma e rassicurante che ormai avevo imparato a conoscere.
«Buongiorno, festeggiata.»
Sara sorrise.
«Come stanno i bambini?»
«Benissimo. Stamattina hanno già svuotato mezzo frigorifero dei nonni.»
Lei rise.
«Ci avrei scommesso.»
Seguì qualche secondo di chiacchiere leggere.
Poi Luca cambiò tono.
Non diventò più serio. Solo più curioso.
«Allora...»
Fece una breve pausa.
«Com'è andata?»
Sara abbassò lo sguardo.
Per un momento cercò il mio.
Nei suoi occhi lessi tenerezza.
E un pizzico d'imbarazzo.
«Vuoi la risposta breve o quella lunga?»
«Ti conosco», rispose Luca ridendo.
«Quella lunga.»
Sara sorrise.
«Allora dovrai avere pazienza.»
«Perché?»
«Perché non voglio raccontartela al telefono.»
Dall'altra parte calò qualche secondo di silenzio.
«No?»
«No.»
Si sedette sul letto, raccogliendo le ginocchia.
«Una giornata così non si riassume in cinque minuti.»
Luca sembrava divertirsi.
«Quindi dovrò aspettare.»
«Sì.»
«Quanto?»
«Stasera.»
«I bambini resteranno dai nonni anche stanotte.»
«Lo so.»
«Quindi avremo tutta la serata per noi.»
Sara annuì, dimenticandosi che lui non poteva vederla.
«E ti racconterò tutto.»
Luca rise piano.
«Proprio tutto?»
Lei lanciò un'occhiata verso di me.
«Credo di sì.»
«Sono curioso.»
«Anch'io lo sarei.»
«Perché?»
Sara rimase qualche secondo in silenzio.
«Perché ieri è successo qualcosa che non avevo previsto.»
Quelle parole mi fecero trattenere il respiro.
Anche Luca rimase in silenzio.
Poi domandò con dolcezza:
«È una cosa che ti spaventa?»
Sara voltò lo sguardo verso di me.
I nostri occhi si incontrarono.
«No.»
Rispose senza esitazione.
«Mi emoziona.»
La voce di Luca rimase serena.
«Allora è tutto quello che mi interessa sapere, per adesso.»
Sara sorrise.
«Sei sicuro di riuscire ad aspettare fino a stasera?»
«Farò uno sforzo.»
«Promesso?»
«Promesso.»
Lei rise.
«Va bene.»
«Divertitevi ancora un po'.»
«Lo faremo.»
«E guidate con calma.»
«Come sempre.»
«A dopo, amore.»
Sara chiuse gli occhi per un istante.
«A dopo, amore.»
Terminò la chiamata e rimase con il telefono tra le mani. Nella stanza tornò il silenzio.
Mi guardò.
«Sai qual è la cosa straordinaria?»
«Cosa?»
«Che non mi ha chiesto che cosa abbiamo fatto.»
«No.»
«Gli interessa sapere come mi sono sentita.»
Rimasi qualche secondo a riflettere.
«Credo che sia questo il motivo per cui vi ammiravo ancora prima di conoscervi davvero.»
Sara appoggiò il telefono sul comodino.
Si avvicinò.
Mi prese la mano.
«E adesso?»
Sorrisi.
«Adesso vi capisco un po' di più.»
Lei intrecciò le dita alle mie.
«No.»
«No?»
«Adesso hai appena cominciato a capirci.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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